Dove il movimento diventa ascolto
Ho conosciuto Elena durante un viaggio in Malesia, in modo del tutto naturale, e forse è anche per questo che praticare con lei rispecchia così tanto quella sensazione di
movimento fluido, continuo, mai forzato: il corpo viene guidato con rispetto, lasciando spazio all’ascolto e al respiro. C’è una cura reale, fatta di attenzione ai dettagli, di presenza e di piccoli aggiustamenti che non invadono ma accompagnano.
Quello che porto via da ogni pratica è una sensazione di leggerezza — non solo fisica, ma anche mentale. Una pratica che non chiede di “fare di più”, ma di esserci meglio.
8 ottobre 2025
Non scritta su invito