Gaia Balducci

Italia

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Autisti maleducati


desidero segnalare quanto accaduto durante il viaggio sul pullman n. 3492, tratta Roma–Torino, della durata complessiva di circa 9 ore e 30 minuti.

Prima della partenza, trovandomi da sola e in difficoltà con la mia valigia, ho chiesto gentilmente e in maniera educata all’autista se fosse possibile aiutarmi a caricarla sul pullman. La mia richiesta non è stata fatta con alcuna pretesa, ma semplicemente perché mi trovavo in difficoltà e avevo bisogno di un aiuto.

L’autista, anziché limitarsi a rispondere alla mia richiesta, mi ha innanzitutto detto di buttare la sigaretta, nonostante mi trovassi all’aperto. Successivamente, alla mia richiesta di aiuto con la valigia, mi ha risposto con un secco “no”.

A quel punto, nonostante la difficoltà e trovandomi da sola, ho provveduto autonomamente a caricare la valigia, senza creare alcun problema o discutere con l’autista. dopo qualche secondo è arrivato il mio compagno che ha fatto presente all autista che avevo chiesto una gentilezza che poteva essere accolta e non recava disturbo a nessuno .

Appena partiti, il mio compagno, che non era un passeggero del pullman ma si trovava nella macchina davanti al pullman, procedeva normalmente per la sua strada, in mezzo al traffico di Roma. In quel momento gli autisti hanno iniziato a rivolgersi a lui in maniera aggressiva e offensiva, accusandolo di andare appositamente piano per fare un dispetto al pullman.

Preciso che, per quanto ho potuto constatare, il mio ragazzo stava procedendo in città a Roma in mezzo al traffico a circa 60 km/h e non stava deliberatamente rallentando per arrecare disturbo al pullman.

Gli autisti, non accorgendosi che io mi trovavo proprio dietro di loro e stavo ascoltando, hanno iniziato a rivolgergli anche pesanti insulti personali e che “se la ragazzetta fosse stata educata l’avrei aiutata”.

Successivamente, quando ho fatto presente che io avevo semplicemente chiesto in maniera educata e gentile se fosse possibile aiutarmi a caricare la valigia, gli autisti hanno sostenuto che il mio compagno gli faceva i dispetti .

Trovo questa situazione particolarmente grave e ingiustificata. Io avevo rivolto una semplice richiesta di aiuto, in modo educato, e dopo aver ricevuto un rifiuto avevo provveduto autonomamente a caricare la mia valigia. Non ritengo in alcun modo giustificabile che, per questo motivo, il mio ragazzo sia stato insultato e offeso.

Ritengo inoltre particolarmente grave il fatto che gli autisti abbiano utilizzato espressioni così offensive senza nemmeno sapere che io fossi alle loro spalle e potessi sentire quanto stavano dicendo.

Durante il viaggio ho inoltre avuto modo di constatare che l’atteggiamento degli autisti non era rivolto esclusivamente nei miei confronti, ma si manifestava anche nei confronti di tuttti. Ad esempio, un ragazzo aveva semplicemente sistemato il proprio zaino tra le gambe. L’autista gli ha risposto in maniera estremamente scortese e arrogante, dicendogli “non sei meglio degli altri” e ordinandogli di mettere lo zaino sopra la cappelliera, utilizzando un tono che ho ritenuto completamente inappropriato e poco rispettoso nei confronti di un passeggero.
Questo episodio, insieme a quanto accaduto con me e con il mio ragazzo, mi ha dato l’impressione di un atteggiamento costantemente arrogante, aggressivo e poco rispettoso nei confronti dei passeggeri.
Segnalo inoltre che, durante il controllo dei biglietti, non mi è stato richiesto alcun documento di identità oltre al biglietto nominativo. Non mi è stato quindi richiesto di esibire un documento che permettesse di verificare che la persona indicata sul biglietto fossi effettivamente io. Chiedo pertanto che venga verificato se la procedura prevista dalla compagnia per il controllo dei biglietti nominativi sia stata correttamente rispettata.
Durante il viaggio si sono inoltre verificati diversi disservizi a bordo. In particolare, le prese per la ricarica dei telefoni non funzionavano, mentre il mio sedile non era reclinabile, nonostante gli altri passeggeri potessero utilizzare normalmente la funzione.A tutto ciò si aggiunge la gestione delle soste. Per un viaggio di circa 9 ore e 30 minuti da Roma a Torino, sono state effettuate solamente due fermate in autogrill, della durata di circa 10 minuti ciascuna.
Considerata la durata del viaggio, ritengo che due soste così brevi non abbiano lasciato ai passeggeri una reale possibilità di mangiare con tranquillità. Dieci minuti risultano infatti appena sufficienti per scendere dal pullman, raggiungere l’autogrill, acquistare qualcosa da mangiare e rientrare prima della ripartenza, senza avere concretamente il tempo di consumare il pasto con tranquillità.

1 settembre 2026
Non scritta su invito