ITMC20010075A1 - Dispositivo per il traino assistito dei nastri utilizzato per la realizzazione di bustine di confezionamento tubolari - Google Patents
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Description
DESCRIZIONE
a corredo di una domanda di breveto per invenzione industriale avente per titolo:
“DISPOSITIVO PER IL TRAINO ASSISTITO DEI NASTRI UTILIZZATI PER LA REALIZZAZIONE DI BUSTINE DI CONFEZIONAMENTO TUBOLARI
TESTO DELLA DESCRIZIONE
La presente domanda di brevetto per invenzione industriale ha per oggetto un dispositivo per il traino assistito dei nastri utilizzati per la realizzazione di bustine tubolari, atte al confezionamento di piccole quantità di prodotto granulare, come ad esempio monodosi di zucchero per addolcire caffè o tè .
La presente invenzione nasce per porre rimedio ad7 un grave inconveniente che penalizza le macchine di confezionamento attualmente adottate per la produzione di questo tipo di confezioni a “sigaretta” (denominate comunemente “stickpack”), consistenti sostanzialmente in piccoli sacchett i tubolari otenuti a partire da un nastro di materiale flessibile e termosaldabile, che viene dapprima arrotolato fino ad assumere una configurazione cilindrica - avvolgendolo attorno ad un tubo adduttore della dose di prodotto da confezionare - e poi sigillato in corrispondenza delle sue estremità trasversali e dei suoi lembi longitudinali.
In effetti, detta operazione di sigillatura viene affidata a due distinte coppie di ganasce, l’una preposta a serrare e termosaldare i lembi longitudinali del sacchetto tubolare, l’altra preposta a serrare e termosaldare trasversalmente il sacchetto tubolare, operando così la chiusura del bordo superiore del sacchetto appena riempito di prodotto e la contemporanea chiusura dell’ estremità di base del nuovo sacchetto dove scaricare una nuova dose del prodotto da confezionare.
Naturalmente, il nastro di film termosaldabile avanza in maniera intermittente fra le due anzidetto coppie di ganasce termosaldatrici, che intervengo sul nastro fin tanto che lo stesso è fermo.
Va precisato che la coppia di ganasce preposte alla termosaldatura trasversale del sacchetto tubolare viene sovente utilizzata anche come pinza di traino del nastro; detta pinza, infatti, viene istallata a bordo di un carrello, capace di compiere corse alterne in verticale di lunghezza pari al passo di avanzamento del nastro, che ovviamente sarà equivalente alla lunghezza di ciascuna confezione a “sigaretta” ottenuta.
Questa modalità di piegatura e di sigillatura è in effetti nota da tempo e comunemente impiegata per la formazione dei grossi sacchetti di carta, dove vengono normalmente confezionati prodotti alimentari quali ad esempio la farina e lo zucchero . Trattasi solitamente di confezioni da uno o mezzo chilo e comunque dell’ ordine di centinaia di grammi, per cui i nastri di carta o di film termosaldabili utilizzati per la formazione di detti sacchetti devono presentare una resistenza sufficiente per scongiurare il rischio di rottura o di lacerazione per effetto di modesti carichi tensionali, del tipo di quelli imputabili allo stesso peso del prodotto in essi contenuto o ad una inadeguata manipolazione di tali sacchetti durante le fasi del loro trasporto o di carico e scarico.
Nel caso, invece, delle anzidette confezioni a “sigaretta”, atte a contenere dosi di pochi grammi di prodotto granulare, subentrano tutta una serie di problemi, derivanti dal fatto di dover operare con nastri molto sottili e fra l’altro di ridotta larghezza, dell’ordine di pochissimi centimetri, la cui resistenza a trazione è ovviamente alquanto modesta.
Come già accennato l’avanzamento del nastro fra la coppia di ganasce saldatrici avviene in maniera intermittente, per cui lo stesso viene sottoposto ad un’azione di trazione intermittente, in grado di produrre sollecitazione sufficienti per lacerare il nastro in corrispondenza di quell’ultimo suo tratto libero, che si estende fra il rullo di traino del nastro (svolto da una bobina datrice) e la stazione di avvolgimento e saldatura del nastro.
In considerazione delle forze di resistenza inerziali che intervengono durante ogni corsa di avanzamento del nastro, attualmente si cerca di ridurre i rischi di lacerazioni adottando basse accelerazioni di avanzamento, con conseguente ridotta produttività della macchina.
Scopo della presente invenzione è quello di realizzare un dispositivo per il traino assistito dei nastri utilizzati per il confezionamento di piccole quantità di prodotti in granuli od in polvere entro bustine tubolari, il quale consenta di accrescere la produttività delle attuali macchine confezionatrici senza incrementare le sollecitazioni a trazione del nastro in corrispondenza di quel suo tratto libero (di anzi precisato), che maggiormente risulta soggetto a rischio di lacerazioni durante la fase di traino del nastro.
Il dispositivo secondo il trovato comprende un ingranaggio montato, previa interposizione di una ruota libera, sull’albero di detto rullo di traino, a valle del quale il nastro avanza libero verso la stazione, preposta al suo avvolgimento a “sigaretta” ed alla sua termosaldatura dei suoi lembi.
Il dispositivo in parola comprende altresì una catena che ingrana, in corrispondenza di suo tratto intermedio, con detto ingranaggio e le cui estremità, sono, da un lato, agganciate indirettamente al carrello di supporto della anzidetta coppia trasversale di ganasce termosaldatrici, dall’altro, ad una molla di richiamo, a sua volta fissata al telaio della macchina confezionatrice.
Ciò significa che quando il carrello anzidetto inizia una nuova corsa di avanzamento verso il basso, nastro e catena vengono contemporaneamente trainati verso il basso, con simultaneo trascinamento in rotazione dell’anzi detto rullo di traino per effetto dell’ accoppiamento catena-ingranaggio-ruota libera.
In questa fase la molla di richiamo, agganciata ad un’estremità della catena, si distende elasticamente per consentire alla catena di seguire il carrello nella sua corsa di discesa.
Viceversa, quando il carrello compie la sua corsa di ritorno verso l’alto, l’anzidetta molla, in fase di accorciamento, provvede a recuperare la catena, che durante questa suo moto all’indietro non trascina in rotazione anche l' anzidetto rullo di traino grazie all’interposizione di detta ruota libera fra l’albero di detto rullo di traino e l’ingranaggio di presa della catena.
Il dispositivo secondo il trovato comprende altresì mezzi di regolazione che consentono di regolare l’accelerazione periferica di detto rullo di traino così da renderla, di volta in volta, la più idonea in funzione delle caratteristiche meccaniche del nastro di confezionamento, con particolare riferimento alla sua resistenza a trazione.
Per maggior chiarezza esplicativa la descrizione del dispositivo secondo il trovato prosegue con riferimento alle tavole di disegno allegate, in cui:
- la fig. 1 mostra schematicamente il dispositivo in parola , visto di lato e cioè dal fianco del nastro di confezionamento, che risulta per l’appunto tracciato con una linea sottile, corrispondente in pratica al suo spessore;
- la fig. 2 è la vista laterale del rullo di traino, con evidenziazione della anzidetta ruota libera, che consente di trasmettere il moto dalla catena al rullo di traino soltanto in un senso di rotazione, quello corrispondente alle corse di avanzamento del nastro.
Con riferimento alle figure anzidette, si precisa che il dispositivo in parola va installato su macchine confezionatrici in grado di imbustare modeste quantità di prodotto in granuli o in polvere in piccoli sacchetti tubolari (S) ottenuti a partire da un nastro di materiale flessibile e termosaldabile (N), che viene dapprima arrotolato fino ad assumere una configurazione cilindrica e poi sigillato in corrispondenza delle sue estremità trasversali e dei suoi lembi longitudinali.
Detta operazione di sigillatura trasversale viene affidata ad una coppia di ganasce riscaldate (G), che vengono sovente utilizzate anche come pinza di traino del nastro (N); dette ganasce (G) risultano all’uopo istallate a bordo di un carrello (C), capace di compiere corse alterne in verticale di lunghezza pari al passo di avanzamento del nastro (N), che ovviamente sarà equivalente alla lunghezza di ciascuna confezione a “sigaretta” ottenuta (S).
Il dispositivo secondo il trovato comprende un ingranaggio (1) montato, previa interposizione di una ruota libera (2), sull’albero (3) del rullo trainate (4), a valle del quale il nastro (N) avanza libero verso la stazione del suo avvolgimento a “sigaretta” e termosaldatura.
Il dispositivo in parola comprende altresì una catena (5) che ingrana, in corrispondenza di suo tratto intermedio, con detto ingranaggio (1) e le cui estremità, sono, da un lato, agganciate indiretamente al carrello (C) di supporto della anzidetta coppia trasversale di ganasce termosaldatrici (G), dall’altro, ad una molla di richiamo (6), a sua volta fissata al telaio (T) della macchina confezionatrice.
Si precisa che la catena (5) è fissata al carrello ( C ) per il tramite di una leva orizzontale (7), che reca, all’estremità opposta del suo fulcro (F), una asola longitudinale (7a), all’ interno della quale è fissata l’estremità della catena (5), il cui punto di arresto (P) può dunque essere spostato lungo l’asola (7a).
La leva (7) è a sua volta collegata al carrello (C) tramite un’asta (8) provvista di punti di snodo alle sue estremità, visto che la sua estremità inferiore (8a), quella solidale a carrello, è destinata a compiere corse alterne in verticale, mentre la sua estremità superiore (8b), quella solidale alla leva (7), è destinata a compiere corse alterne ad arco.
E’ evidente che più il punto di arresto (P) si avvicina al fulcro (F) più corti saranno gli archi percorsi dal punto (P); ciò significa che, a parità di corsa del carrello (C), l’angolo di rotazione del rullo (4) può essere variato cambiando la posizione del punto di arresto (P).
In altre parole, variando la posizione di dett o punto di arresto è possibile regolare l’accelerazione periferica del rullo (4) così da renderla uguale o superiore alla accelerazione lineare del carrello (C), così da minimizzare, durante ogni corsa di discesa del carrello medesimo, le sollecitazioni di trazione sul tratto di nastro che si estende libero fra il rullo (4) e le ganasce (G).
Con il numero (9) sono state indicate le lame circolari che vengono adottate nelle macchine ad alta produttività comprendenti una serie affiancata di identiche stazioni di confezionamento.
Infatti, queste macchine confezionatrici multiple utilizzano una bobina (B) di film flessibile e termosaldabile, che in corrispondenza di detto rullo di traino (4) è sottoposta all’azione tagliente di detta serie di lame circolari preposte a ritagliare una serie parallela di identici nastri (N) con cui alimentare una serie corrispondente ed affiancata di identiche stazioni di confezionamento .
Ciò significa che le forze di trascinamento dei nastri devono essere sufficientemente elevate per vincere anche la resistenza prodotta dalla serie di lame anzidette, che ovviamente sono premute e rotolano sulla superficie del rullo trainante (4).
Ebbene, grazie all’adozione del dispositivo secondo il trovato la resistenza generata dalla serie di lame (9) non influisce minimamente sullo stato di sollecitazione a trazione di quel tratto di nastro (N) che si estende libero fra il rullo (4) e la sua stazione di avvolgimento e termosaldatura.
S
Claims (1)
- RIVENDICAZIONI 1) Dispositivo per il traino assistito dei nastri utilizzati per la realizzazione di bustine tubolari, atte al confezionamento di piccole quantità di prodotto granulare, destinato ad essere istallato a bordo di macchine confezionatrici comprendenti un rullo di traino del nastro (4) ed un carrello (C) in grado di trascinare in corse alterne verticali i mezzi preposti al traino intermittente del nastro di confezionamento (N), in materiale flessibile e termosaldabile; dispositivo caratterizzato per il fatto di comprendere: - un ingranaggio (1) montato, previa interposizione di una ruota libera (2), sull’albero (3) del rullo trainate (4). - una catena (5) che ingrana, in corrispondenza di suo tratto intermedio, con detto ingranaggio (1) e le cui estremità, sono, da un lato, agganciate indirettamente al carrello (C) e, dall’altro, ad una molla di richiamo (6), a sua volta agganciata al telaio (T) della macchina confezionatrice; essendo previsto che la catena (5) sia agganciata al carrello (C) per il tramite di una leva orizzontale (7), che reca, all’estremità opposta del suo fulcro (F), una asola longitudinale (7a), aH’intemo della quale è fissata l’estremità della catena (5), il cui punto di arresto (P) può essere spostato lungo l’asola (7a) della leva (7), che è a sua volta collegata al carrello (C) tramite un’asta (8) provvista di punti di snodo alle sue estremità.
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