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CH694905A5 - Peptidi derivati dalla proteina HMGB1 per l'immunoterapia attiva nell'infiammazione sistematica letale. - Google Patents

Peptidi derivati dalla proteina HMGB1 per l'immunoterapia attiva nell'infiammazione sistematica letale. Download PDF

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Publication number
CH694905A5
CH694905A5 CH00514/03A CH5142003A CH694905A5 CH 694905 A5 CH694905 A5 CH 694905A5 CH 00514/03 A CH00514/03 A CH 00514/03A CH 5142003 A CH5142003 A CH 5142003A CH 694905 A5 CH694905 A5 CH 694905A5
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CH
Switzerland
Prior art keywords
hmgb1
product
molecule
peptides
derived
Prior art date
Application number
CH00514/03A
Other languages
English (en)
Inventor
Roberto Ringhini
Original Assignee
Marco Ostini
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Marco Ostini filed Critical Marco Ostini
Priority to CH00514/03A priority Critical patent/CH694905A5/it
Publication of CH694905A5 publication Critical patent/CH694905A5/it

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    • AHUMAN NECESSITIES
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    • A61P37/00Drugs for immunological or allergic disorders

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  • Medicines Containing Antibodies Or Antigens For Use As Internal Diagnostic Agents (AREA)

Description


  



   La presente invenzione riguarda il campo dell'immunologia clinica  e in particolare quello della profilassi e terapia nelle malattie  degenerative associate ad abnorme espressione di citochine pro-infiammatorie.  



   In particolare l'invenzione descrive la formulazione di un prodotto  che può essere impiegato nella profilassi attiva di malattie associate  ad un rilascio incontrollato della citochina TNF-a, come ad esempio  la sepsi, lo shock tossico e lo shock emorragico. 



   La sepsi, o setticemia, è una sindrome sistemica che si sviluppa  in seguito ad amplificazione e de-regolazione della corretta risposta  immunologia ad una massiccia infezione batterica. La patologia si  manifesta inizialmente con stato febbrile, confusione mentale, ipotensione  momentanea, diminuzione della capacità urinaria e trombocitopenia,  ed evolve spesso ad uno stadio clinico (sepsi grave) caratterizzato  da ipotensione farmacologicamente non controllabile, alterazione  della coagulazione e disfunzioni d'organo, principalmente a carico  di rene e polmone.

   Un recente studio epidemiologico ha calcolato  per la sepsi una incidenza negli Stati Uniti di 3 casi ogni 1000  abitanti, equivalente a circa 750.000 casi annui, per i quali si  riscontra un indice di mortalità del 29%, corrispondente a 215 000  decessi, che aumenta fino al 50% in presenza di shock settico (Angus  D.C. et al., 2001, Crit. Care Med., 29:1303-1310). -Occorre sottolineare  che questo inaccettabile tasso di mortalità è riferito a soggetti  che hanno comunque accesso alle unità di terapia intensiva degli  ospedali e sono sottoposti ad adeguato trattamento    antibiotico,  in assenza dei quali il valore dell'indice può superare la soglia  del 90%.

   Infezioni batteriche massicce possono essere contratte nelle  strutture ospedaliere durante talune pratiche terapeutiche o in seguito  ad esposizione involontaria nelle aree con intensa contaminazione  microbica, ad esempio quelle coinvolte in conflitti di tipo batteriologico.                                                    



   L'impiego di un modello sperimentale basato sulla somministrazione  di lipopolisaccaridi (LPS), endotossine prodotte dai batteri gram-negativi,  ha evidenziato che il meccanismo patogeno della sepsi, e delle malattie  ad essa correlate, prevede l'attivazione incontrollata della cascata  citochinica proinfiammatoria con rilascio elevato di TNF- alpha ,  IL-1 e altri fattori secreti dai monociti attivati, che sono considerati  mediatori precoci dell'endotossemia acuta (Dinarello C.A., 1997,  Chest, 112:321S-329S). In condizioni fisiologiche il sistema immunitario  dell'ospite reagisce all'aggressione batterica con una risposta infiammatoria  adeguata al suo contenimento, cui fa seguito una risposta anti-infiammatoria  in grado di limitarne e modularne l'attività.

   Nella sepsi, un'attivazione  massiccia dei fagociti determina il rilascio incontrollato delle  citochine infiammatorie nel torrente circolatorio, seguito dall'attivazione  delle cellule endoteliali che, a loro volta, amplificano lo stato  infiammatorio mediando l'adesione di neutrofili circolanti all'endotelio  con conseguente danno ossidativo e perdita dell'integrità vascolare.  L'alterazione della rete capillare in organi come il polmone e il  rene, la formazione di un edema e la depressione delle funzioni miocardiche  sono considerate le cause principali di decesso nella fase terminale  dello shock settico (Cohen J., 2002, Nature, 420:885-891). 



     Il trattamento terapeutico della sepsi basato sulla inibizione  dei fattori rilasciati precocemente, come TNF- alpha  e IL-1, ha  ottenuto un limitato successo in quanto sono presenti altri fattori  a rilascio ritardato, in particolare la molecola HMGB1, che possono  sostenere la patogenesi della malattia e favorirne l'evoluzione letale  (Yang H. et al., 2001, Shock, 15:247-253). 



   La molecola HMGB1, altrimenti conosciuta come HMG-1 (Bustin M., 2001,  Trends Biochem. Sci., 26:152-153) o Anfoterina (Parkkinen J. et.  al., 1993, J. Biol. Chem., 107:19726-19738), è una proteina umana  di 215 amino acidi, ha peso molecolare di circa 25 kDa e risulta  altamente conservata nei mammiferi. Inserita nella superfamiglia  denominata "HMG-box", ha una struttura organizzata in tre domini,  due in grado di legare il DNA che sono indicati come HMG box-A e  HMG box-B, e un terzo situato nella regione C-terminale che è formato  da 30 residui di acido aspartico e glutammico. I domini che legano  il DNA comprendono circa 80 amino acidi, dei quali 29% identici e  65% simili, e sono assemblati in tre strutture ad  alpha -elica disposte  a forma di L (Read et al., 1993, Nucleic Acids Res., 21:3427-3436).                                                            



   La molecola HMGB1 è classificata come nucleoproteina cromosomica  non istonica, risulta stabile in ambiente acido (acido perclorico  5%) e può essere separata dalla cromatina mediante estrazione salina  con cloruro sodico 0,35 M. Presente in modo abbondante ed ubiquitario  nel compartimento nucleare (approssimativamente 10<6> molecole per  singolo nucleo), si lega al DNA con specificità strutturale, non  sequenziale, e determina un ripiegamento caratteristico dell'elica  che facilita la formazione di complessi nucleoproteici in grado di  stabilizzarne la struttura e legare specifici fattori di trascrizione.                                                         



     La proteina è stata inizialmente chiamata Anfoterina per la distribuzione  dipolare delle cariche elettriche sulla sua superficie e rilevata  nelle cellule cerebrali, non solo in sede nucleare e citoplasmatica  ma anche nello spazio extracellulare dove partecipa ai processi di  allungamento dei neuriti (Parkkinen J. et al., 1993, J. Biol. Chem.,  268:19726-19738). L'interazione tra HMGB1 e sistema di attivazione  del plasminogeno, in particolare la molecola tPA (tissue-type plasminogen  activator), comporta a livello extracellulare un aumento della formazione  di plasmina che determina in situ una degradazione proteica capace  di permettere e/o favorire l'avanzamento della cellula (Parkinnen  J., 1991, J. Biol. Chem., 266:16730-16735). 



   La molecola HMGB1 è stata anche localizzata sulla membrana plasmatica  nelle cellule dell'eritroleucemia murina da cui viene rilasciata  durante i processi di differenziazione (Passalacqua M. et al., 1997,  FEBS Lett., 400:275-279). 



   Questa molecola è anche un legante del recettore multifunzionale  dei prodotti finali di glicosilazione avanzata (RAGE, receptor of  advanced glycosylation end-products) che viene espresso da molteplici  tipi di cellule, tra cui quelle endoteliali, della muscolatura liscia,  i fagociti mononucleati e i neuroni, e che risulta implicato in numerosi  processi sia patologici, come diabete e aterosclerosi, che fisiologici,  come infiammazione ed allungamento dei neuriti durante lo sviluppo  embrionale (Hutten et al., 1999, J. Biol. Chem., 274:19919-19924).                                                             



   L'inibizione del legame HMG1/RAGE blocca la crescita della massa  tumorale e la formazione di metastasi poiché non consente l'attivazione  degli enzimi MAP-   chinasi e MMP che sono stati associati alla proliferazione  dei tumori e alla loro invasione (Taguchi A. et al., 2000, Nature,  405:354-360). 



   Il recettore RAGE è anche localizzato nella tunica media dei grandi  vasi a livello delle cellule della muscolatura liscia (SMC) e assume  particolare rilievo nei processi infiammatori in quanto consente  la trans-migrazione nella tunica intima delle cellule danneggiate  che hanno fenotipo modificato. L'inibizione del legame tra HMGB1  e RAGE permette di evitare, ritardare o bloccare questa migrazione  che svolge un ruolo fondamentale nella fisiopatologia dell'aterosclerosi  e della re-stenosi dopo angioplastica coronaria (Brevetto WO 02/074337).                                                       



   Infine, la molecola HMGB1 viene secreta da macrofagi e cellule pituitariche,  sia murine che umane, in seguito a stimolazione con endotossine batteriche  (Wang H. et al., 1999, Science, 285:248-251).  Descrizione dell'invenzione  



   La presente invenzione descrive la composizione di un prodotto farmaceutico  che può essere usato nell'immunoterapia e nell'immunoprofilassi delle  patologie associate ad un rilascio incontrollato di citochine pro-infiammatorie,  quando questo rilascio viene promosso e mantenuto dalla presenza  della proteina HMGB1. Un esempio non limitativo per l'invenzione  di queste patologie è rappresentato dalla sepsi, dallo shock tossico,  dallo shock emorragico e dalle malattie ad esse correlate. 



   In particolare il prodotto dell'invenzione contiene una quantità  sufficiente di peptidi derivati dalla molecola HMGB1 in grado di  determinare, dopo somministrazione, il rilascio nel soggetto trattato  di anticorpi endogeni capaci    di neutralizzare l'attività biologica  delle molecole HMGB1 circolanti mediante inibizione della loro interazione  con i recettori affini. 



   La presente descrizione comprende anche un metodo specifico per calcolare  un indice di efficacia del trattamento profilattico che stabilisca  il livello di protezione raggiunto dal soggetto in caso di esposizione  a contaminazione batterica. 



   Il termine "molecola HMGB1" o "proteina HMGB1" è riferito ad una  proteina che abbia una identità di sequenza di almeno 70%, preferibilmente  maggiore di 80%, e più preferibilmente maggiore di 90% con la proteina  indicata nel data-base NCBI-Entrez con numero di accesso P09429 (GI:  123369). 



   Il termine "peptide" è qui usato nel suo significato convenzionale,  ovvero come sequenza di amino acidi che rappresenta una parte della  proteina nativa, non limitata dal numero dei residui che la compongono  o dalla presenza di modificazioni di tipo post-trascrizionale, come  la glicosilazione, l'acetilazione, la fosforilazione e altre modificazioni  conosciute allo stato dell'arte che possono essere prodotte per via  naturale o artificiale. In particolare, i peptidi che interessano  la presente invenzione sono sequenze di amino-acidi che contengono  da 10 a 40 residui, preferibilmente da 10 a 30 residui, più preferibilmente  da 10 a 20 residui, e che formano epitopi, ovvero determinanti antigenici  responsabili delle proprietà immunologiche del peptide stesso, tali  da rappresentare una porzione immunogenica della proteina HMGB1 da  cui derivano. 



   Il termine "porzione immunogenica" identifica un frammento della  molecola nativa immunologicamente reattivo, cioè capace di indurre  nell'ospite una attività neutralizzante nei confronti del frammento  somministrato, e per    estensione della molecola da cui tale frammento  deriva. Il livello di immunogenicità della porzione selezionata non  deve risultare inferiore al 50%, preferibilmente al 70%, e più preferibilmente  al 90% rispetto a quello mostrato dalla molecola nativa da cui deriva,  sebbene in alcuni casi possa risultare uguale o superiore a quello  espresso dalla molecola stessa. 



   Il termine "variante del peptide" indica un peptide che tipicamente  differisce dal peptide descritto per una o più delezioni, sostituzioni  o inserzioni di amino acidi. Varianti dei peptidi comprese nella  presente invenzione sono quelle che tipicamente mostrano all'interno  della loro lunghezza una identità di sequenza del 70%, preferibilmente  del 80%, e più preferibilmente del 90% con i peptidi derivati dalla  molecola nativa. Le sostituzioni prese in considerazione sono quelle  definite "conservative", ovvero ottenute con lo scambio tra amino  acidi che hanno proprietà simili, per cui sulla base delle attuali  conoscenze della chimica dei peptidi, la struttura secondaria e l'idropaticità  del peptide rimangono sostanzialmente immutate dopo la sostituzione.  



   Il modello animale di shock endotossico basato sulla somministrazione  di lipopolisaccaride (LPS) è considerato un modello sperimentale  adeguato per lo studio fisiopatologico della sepsi in quanto riproduce  nell'animale i sintomi, il quadro ematico e l'evoluzione finale della  patologia umana. In questo modello la somministrazione intraperitoneale  di una dose di 25 mg LPS/kg in un topo Balb/C maschio di 20-25 gr.  induce uno stato di letargia, erezione pilifera e diarrea seguito  da decesso nelle 48 ore successive al trattamento. L'analisi ematica  evidenzia nel topo un aumento del livello serico della citochina  TNF-a che assume valori di concentrazione massimi 90 minuti dopo  il trattamento per poi decrescere a livelli non significativi nelle  10 ore seguenti (Van der Poli    T. et al., 1999, Infect. Dis. Clin.  North Am. 13:413-426).

   Differente risulta invece in questo modello  la modulazione della proteina HMGB1 che compare nel siero 8 ore dopo  la somministrazione dell'endotossina ed aumenta la sua concentrazione  sono a raggiungere un plateau tra 16 e 32 ore dall'evento scatenante  (Wang H. et al., 2001, Am. J. Crit. Care Med. 164:1768-1773). 



   Nel modello cellulare in vitro basato sulla linea macrofagica murina  RAW 264.7 (ATCC, Cat.N. TIB-71) l'aggiunta di LPS al terreno di coltura  (100 ng/mL) determina il rilascio e l'accumulo nel medium della proteina  HMGB1 dopo 8 ore dal trattamento con endotossina batterica, attività  simile a quella ottenuta utilizzando la citochina TNF-a come agente  stimolante in sostituzione di LPS (Wang H. et al., 1999, Science  285:248-251). 



   La molecola HMGB1 ottenuta per via endogena nello shock endotossico  è in grado di modulare il rilascio della citochina TNF- alpha  in  maniera dose-dipendente da parte delle cellule mononucleate del sangue  periferico (PBMC) sia in vitro che in vivo, effetto che non può essere  ottenuto impiegando i peptidi derivati dalla sua frammentazione al  posto della molecola intera (Anderson U. et al., J. Exp. Med. 192:565-570).  Sebbene non sia completamente conosciuto il meccanismo dell'interazione  tra HMGB1 e cellule mononucleate, esistono evidenze sperimentali  che suggeriscono il coinvolgimento del recettore RAGE nell'attivazione  cellulare che determina il rilascio di TNF- alpha  (Schmidt A.N.  et al., J. Clin. Invest. 108:949-955). 



   Sulla base delle considerazioni esposte è possibile ipotizzare che  l'evoluzione letale dello shock endotossico sia in parte dovuta alla  presenza in circolo di una quantità eccessiva di TNF- alpha  sostenuta  dalla presenza di HMGB1 che agisce come fattore stimolante la produzione  cellulare della citochina, la quale    a sua volta promuove il rilascio  del fattore stesso. Questa ipotesi trova riscontro nella presenza  di livelli ematici elevati di HMGB1 nei pazienti con sepsi, con valori  direttamente proporzionali alla severità della patologia, e nella  impossibilità di rilevare questa stessa molecola nel siero di soggetti  normali (Wang H. et al., 1999, Science 285:248-251). 



   E noto allo stato dell'arte che in presenza di anticorpi anti-HMGB1  l'attività biologica della proteina HMGB1 viene neutralizzata in  quanto si inibisce la sua interazione con il recettore RAGE, condizione  necessaria per l'attivazione del meccanismo citochinico che sostiene  il processo flogistico. I dati sperimentali dimostrano che nella  sepsi è possibile ridurre e/o eliminare l'evoluzione clinica avversa  mediante somministrazione di anticorpi esogeni anti-HMGB1 (immuno-terapia  passiva) mentre il trattamento diretto con HMGB1 aumenta la letalità  di questa patologia (Van der Poll T., 2001, Lancet Infectious Dis-  eases 1:165-174). 



   E altresì noto allo stato dell'arte che la somministrazione sottocutanea  di HMGB1 induce nell'uomo la formazione di anticorpi specifici circolanti  con attività citotossica nei confronti delle cellule tumorali, come  rivendicato nel brevetto EP 1 079 849. 



   Queste informazioni depongono a favore della possibilità di ridurre  e/o annullare l'effetto letale presente nella fase terminale della  sepsi, e delle malattie ad essa correlate, mediante somministrazione  di una o più dosi di proteina HMGB1 secondo un protocollo capace  di indurre nel soggetto ricevente la formazione di anticorpi circolanti  che possono neutralizzare l'effetto del rilascio ritardato di questa  proteina nelle sindromi considerate. 



     La presente invenzione suggerisce l'impiego dei peptidi associati  alle porzioni immunogeniche della molecola HMGB1 in sostituzione  della molecola stessa, seppure utilizzata in quantità limitata, al  fine di evitare durante il trattamento un effetto collaterale negativo  dovuto all'impiego della molecola intera, o della sua espressione  ricombinante, costituito da un maggiore rilascio della citochina  TNF- alpha nel torrente circolatorio. 



   Un altro aspetto per l'utilizzazione del prodotto è la necessità  di individuare i peptidi della molecola HMGB1 capaci di produrre  anticorpi circolanti che interagiscano con la molecola nativa. La  selezione dei peptidi utili è stata effettuata mediante analisi dei  profili di antigenicità e idropaticità della sequenza aminoacidica  molecolare generati dal software ANTHEPROT 2000 v5.2 (Institut de  Biologie et Chimie des Protéines UMR 5086 CNRS-UCBL, Lyon, France)  e dal database pubblico ExPASy - ProtScale (Swiss Institute of Bioinformatics,  Basel University, Basel, Switzerland). I risultati ottenuti hanno  permesso di identificare alcuni peptidi che con elevata probabilità  possiedono i requisiti utili per essere impiegati come induttori  della risposta immunitaria e le loro sequenze amino-acidiche sono  riportate in Appendice.

   Queste sequenze identificano solo alcuni  dei possibili peptidi immunogenici della molecola HMGB1 che possono  essere impiegati nella presente invenzione e questo elenco è proposto  a titolo di esempio e non limita il numero complessivo dei peptidi  utilizzabili, né la quantità o la tipologia dei residui amino-acidici  che potrebbero contenere. Ai fini dell'invenzione possono inoltre  essere impiegati i peptidi ottenuti da sequenze considerate varianti  di quelle presenti nella molecola nativa. 



     La presente invenzione riguarda la composizione del prodotto da  somministrare che prevede l'associazione della sostanza immunogenica  con una sostanza immunostimolante in grado di potenziare la risposta  immune (sessile o circolante) indotta dalla sostanza immunogenica  stessa (Powell M.F., Newman M.J., 1995. "Vaccine Design. The subunit  and adjuvant approach." Plenum Press Ed., New York). 



   La sostanza immunogena è rappresentata da una formulazione accettabile  dei peptidi della molecola HMGB1 in forma naturale o variante, presenti  in singolo o in associazione, al limite dall'intera molecola ottenuta  con tecniche ricombinanti (HMGB1r). Per formulazione accettabile  si intende l'impiego della sostanza in una forma che sulla base delle  attuali conoscenze farmaceutiche sia idonea per l'inserimento in  prodotti che possono essere iniettati, inalati o ingeriti da una  specie animale, preferibilmente dalla specie umana. 



   La sostanza immunostimolante impiegata in questa invenzione è classificabile  nella categoria degli adiuvanti, in cui rientrano sia le sostanze  che proteggono l'antigene da un rapido catabolismo, come l'idrossido  di alluminio o l'olio minerale, sia quelle che stimolano la risposta  immune in modo generico, come il lipide A o le proteine derivate  dal microrganismo Bortadella Pertussis. Essa può essere scelta nell'ambito  degli adiuvanti commerciali che hanno impiego farmaceutico, tra i  quali si ricordano, senza intenti limitativi per la formulazione  del prodotto di questa invenzione, sostanze come ISA-51 e ISA-720  (Seppie, Francia), SAF e MF-59 (Chiron, USA), SBAS-2 e SBAS-4 (Smith  Kline Beecham, Belgio), Detox e RC-529 (Corica, USA). Limpiego dell'adiuvante  ImmunEasy (Quiagen, Svizzera) è invece limitato ai soli modelli sperimentali  murini. 



     Il prodotto farmaceutico oggetto di questa invenzione può inoltre  contenere tamponi fisiologici, carboidrati, mannitolo, proteine stabilizzanti,  antiossidanti, batteriostatici, agenti chelanti o altre sostanze  contemplate nelle Farmacopee Internazionali che sono generalmente  utilizzate nella preparazione di farmaci o vaccini per animali a  sangue caldo, preferibilmente ad uso umano. 



   Nella presente invenzione la quantità di sostanza immunogenica inserita  nella composizione farmaceutica deve essere in grado di produrre  un beneficio clinico al soggetto ricevente, ossia determinare un  rilascio di anticorpi circolanti sufficiente a neutralizzare l'attività  biologico/recettoriale della molecola HMGB1. La definizione della  dose dipende dalla specie animale trattata, essendo per la specie  umana accettabile una dose di immunogeno solitamente compresa tra  5  mu g e 2 mg per chilo di peso corporeo, preferibilmente tra 20  mu g e 500  mu g per chilo, e ancor più preferibilmente tra 50   mu g e 100  mu g per chilo, mentre nel topo sono utilizze dosi comprese  tra 50  mu g e 8 mg per chilo di peso corporeo, preferibilmente tra  100  mu g e 4 mg per chilo, e ancor più preferibilmente tra 400   mu g e 1 mg per chilo.

   Il volume finale di una dose somministrata  per via intramuscolare è solitamente compreso tra 50  mu l e 1 mL,  preferibilmente tra 100  mu l e 0,5 mL, ma volumi differenti potrebbero  essere richiesti dalle altre vie di somministrazione. 



   Una valutazione di efficacia del trattamento di immunoprofilassi  attiva associato all'uso del prodotto descritto può essere effettuata  mediante determinazione del livello di citochina pro-infiammatoria  rilascia dalle cellule competenti dopo stimolazione con HMGB1 in  presenza del siero del soggetto trattato, confronto con il livello  misurato in assenza di siero e calcolo di un indice parametrico che  definisca la validità del trattamento. Il razionale del    metodo  proposto si basa sulla capacità degli anticorpi prodotti di inibire  l'interazione tra la molecola HMGB1 ed il recettore RAGE presente  sulla superficie delle cellule mononucleate del sangue periferico  (PBMC) e sulla conseguente possibilità di evidenziare l'evento inibitorio  mediante una misura quantitativa del rilascio di citochine pro-infiammatorie  promosso dalla stimolazione recettoriale. 



   La separazione delle cellule PBMC dal sangue fresco di un donatore  umano viene effettuata mediante tecniche di centrifugazione comunemente  note allo stato dell'arte, come quella descritta in Esempio 2. Dopo  separazione una quantità costante di cellule, preferibilmente 5   x  10<5> cellule, viene incubata con 55 ng di HMGB1r e con un volume  fisso, preferibilmente 100  mu L, di siero scomplementato (riscaldamento  a 56 DEG C per 30 minuti) ottenuto da un soggetto trattato con il  prodotto oggetto di questa invenzione. La presenza nel siero di anticorpi  anti-HMGB1 impedisce alla molecola ricombinante esogena di interagire  con i recettori RAGE presenti sulle cellule mononucleate ed inibisce  il rilascio della citochina TNF- alpha  nel mezzo extracellulare.

    L'efficacia del modello descritto è verificata impiegando un siero  iper-immune non specifico, che consente il massimo rilascio di TNF-  alpha  (Controllo Positivo), o evitando l'aggiunta di HMGB1r al sistema  in modo da impedire il rilascio della citochina (Controllo Negativo).  La fase successiva del protocollo analitico comporta la determinazione  quantitativa della citochina presente nel mezzo di crescita cellulare  mediante un metodo immunometrico commerciale. Esso prevede la rimozione  di una frazione delle molecole TNF- alpha  presenti nel terreno di  coltura mediante interazione con anticorpi specifici adsorbiti ad  una fase solida e la rivelazione delle molecole rimosse attraverso  la reazione con un altro anticorpo    specifico coniugato ad un opportuno  tracciante.

   La misura analitica quantitativa è ottenuta per confronto  dosando nelle stesse condizioni un campione con contenuto noto di  citochina. Un esempio, non limitante, di dosaggio immunometrico commerciale  adatto per lo scopo sopra indicato è rappresentato dal kit human  TNF- alpha  Immunoassay Quantikine prodotto da R&D SYSTEM (Cat.N.  DTA50). 



   La quantità massima di TNF- alpha  rilasciata nel terreno di coltura  è misurabile nel campione ottenuto in seguito all'aggiunta del siero  iper-immune aspecifico, etichettato come Controllo Positivo (CP),  mentre i campioni analitici (CA) in cui sono presenti quantità variabili  e crescenti di anticorpo anti-HMGB1 esprimono concentrazioni decrescenti  della citochina. Il rapporto tra la concentrazione di TNF- alpha  presente nel campione in analisi (CA) e quella riferita al controllo  positivo (CP) definisce un parametro numerico continuo (rapporto  CA/CP) con intervallo di esistenza compreso tra 0 e 1. La classificazione  di questo parametro mediante una scala a punteggio permette di assegnare  al campione analitico un indice che definisce la sua capacità neutralizzante.

    I valori di questo indice sono stabiliti sulla base del seguente  criterio: un rapporto CA/CP maggiore o uguale a 0,9 corrisponde all'indice  0; un rapporto CA/CP maggiore o uguale a 0,75 e minore di 0,9 corrisponde  all'indice +1; un rapporto CA/CP maggiore o uguale a 0,5 e minore  di 0,75 corrisponde all'indice +2; un rapporto CA/CP maggiore o uguale  a 0,25 e minore di 0,5 corrisponde all'indice +3; un rapporto CA/CP  inferiore a 0,25 corrisponde all'indice +4. 



   L'efficacia del trattamento di immunoprofilassi, intesa come capacità  indotta di contrastare l'evoluzione fatale della sepsi e delle malattie  ad essa correlate,    viene stabilita in base all'indice assegnato  al campione analitico ed è considerata nulla per un indice 0, scarsa  per un indice +1, accettabile per un indice +2, buona per un indice  +3 e ottima per un indice +4. 



   La possibilità di utilizzare il trattamento proposto nella presente  invenzione come profilassi per una infezione batterica severa da  microrganismi Gram negativi è dimostrata nel modello murino dello  shock endotossico. Gli animali sono preliminarmente immunizzati mediante  somministrazione di tre dosi di peptide (25  mu g), o molecola intera  (10  mu g), con frequenza bisettimanale e successivamente ricevono  una quantità letale di LPS (1 mg) in grado di provocarne il decesso  entro tre giorni dal trattamento con endotossina. Il confronto della  sopravvivenza tra animali immunizzati e animali che hanno ricevuto  il solo adiuvante evidenzia una differenza tra i due gruppi maggiore  o uguale a 50% a favore del gruppo immunizzato. 



   Sono di seguito riportati alcuni esempi utili per illustrare la presente  invenzione ma non limitativi per essa.  Esempio 1   Protocollo  di immunizzazione.  



   Questo esempio descrive la procedura adottata per l'immunoprofilassi  attiva di topi Balb/C da impiegare in un modello sperimentale in  vivo della sepsi. 



     16 topi Balb/C maschi di 6-7 settimane (20-25 gr) sono iniettati  in sede intramuscolare con un composto che contiene la proteina HMGB1r  (SIGMA-ALDRICH, Cat. N. H-4652) o alternativamente il peptide identificato  come SEQ. ID. No. 1 in Appendice. Il peptide è prodotto con metodi  e tecnologie ben conosciute, e di pubblico dominio, da società commerciali  mediante sintesi automatica su un "core" di lisina in modo da formare  una macromolecola, in seguito denominata MAP (Multiple Antigenic  Protein). Questa molecola è composta da 8 peptidi a sequenza nota,  covalentemente ancorati alla struttura interna di lisina che non  è immunologicamente reattiva. 



   Il composto da iniettare viene preparato aggiungendo 10  mu g di  HMGB1r (35  mu l Soluzione Fisiologica) o 25  mu g di MAP (50  mu  l Tampone Fosfato Salino) a 50  mu l di ImmunEasy Mouse Adjuvant  (QIAGEN AG, Basel). I reagenti sono miscelati accuratamente e lasciati  incubare 5 minuti a temperatura ambiente (18-25  DEG C) prima di  essere trasferiti in una siringa ed iniettati, come singola dose,  nell'animale in sede intramuscolare a livello del quadricipite. Metà  degli animali ricevono la proteina intera (Gruppo 1) mentre i restanti  sono immunizzati con il complesso peptidico (Gruppo 2).

   Il protocollo  di trattamento prevede per entrambe i Gruppi tre somministrazioni  con cadenza bisettimanale, rispettivamente 38 giorni (primer), 24  giorni (primo richiamo) e 10 giorni (secondo richiamo) prima di effettuare  il prelievo per la valutazione della capacità neutralizzante degli  anticorpi (vedi Esempio 2) o di indurre lo shock settico mediante  inoculazione di endotossine batteriche (vedi Esempio 3). Il campione  di controllo è costituito da 8 topi Balb/C maschi di identica età  e peso (Gruppo 3) trattati secondo il medesimo protocollo con 50  mu l di ImmunEasy Mouse Adjuvant.  Esempio 2  



   Valutazione della capacità neutralizzante degli anticorpi anti-HMGB1.                                                          



   Questo esempio illustra il metodo adottato per valutare in vitro  la capacità neutralizzante degli anticorpi ottenuti con la somministrazione  di HMGB1r o del complesso MAP, e per calcolare l'indice di efficacia  del trattamento di immunoprofilassi. La procedura si basa sulla determinazione  quantitativa della citochina TNF- alpha  rilasciata dalle cellule  mononucleate del sangue periferico (PBMC), preferibilmente monociti,  come risposta alla stimolazione con HMGB1r. 



   I monociti sono ottenuti addizionando 5 mL di Tampone Fosfato Salino  a 3 mL di sangue venoso umano raccolto in eparina o EDTA, miscelando  per inversione e stratificando la sospensione in una provetta da  centrifuga di 15 mL contenente 3 mL di Histopaque-1077 (SIGMA-ALDRICH,  Cat.N. H-8889). Dopo centrifugazione a 400  x  g per 30 minuti lo  strato superiore è rimosso con una pipetta sino al limite del sottostante  strato opaco che contiene le cellule mononucleate. Si trasferisce  quindi lo strato opaco in una provetta da centrifuga vuota e si aggiunge  10 mL di Tampone Fosfato Salino miscelando per inversione. Dopo centrifugazione  per 10 minuti a 250  x  g, il supernatante viene aspirato e il precipitato  cellulare sospeso in 5 mL di Tampone Fosfato Salino mediante gentile  aspirazione con una pipetta.

   Dopo ripetizione del lavaggio il precipitato  è sospeso 1 mL di terreno di coltura RPMI 1640 (IRVINE, Cat.N. 9024)  addizionato con 10% di Siero Fetale Bovino (SIGMA-ALDRICH, Cat.N.  F2442), le cellule sono diluite alla concentrazione di 10<6> cellule/mL  di terreno coltura e 0,5 mL della sospensione finale sono trasferiti  nei pozzetti di    una piastra sterile da 24 unità, calcolando sei  pozzetti per i campioni da analizzare e due pozzetti per i campioni  di controllo negativo e positivo. Dopo incubazione in termostato  per 1 ora a 37 DEG C (5% MO 2 ) il terreno di coltura di ciascun  pozzetto é rimosso per eliminare i linfociti in sospensione e sostituito  con 0,4 mL di RPMI 1640 a cui sono aggiunti 100  mu L di siero murino  scomplementato (30 minuti a 56 DEG C).

   I campioni di siero immune  contrassegnati CA #1-#3 e CA #4-#6 sono ottenuti dagli animali appartenenti  rispettivamente al Gruppo 1 e al Gruppo 2, mentre quelli usati come  controllo positivo o negativo del metodo (contrassegnati CP e CN)  sono prelevati agli animali del Gruppo 3. Ad ogni pozzetto sono poi  aggiunti 55 ng di HMGB1r (50  mu L di una soluzione 1,1  mu g/mL  in terreno RPMI 1640), ad esclusione di quello contrassegnato CN  che riceve un volume equivalente di terreno di coltura. Dopo incubazione  in termostato della piastra per 4 ore (37 DEG C, 5% CO 2 ), sono  prelevati da ciascun pozzetto 150  mu L di terreno di coltura, evitando  di rimuovere le cellule cresciute in adesione sul fondo, e il contenuto  di TNF- alpha  determinato con il kit commerciale human TNF- alpha  Immunoassay Quantikine (R&D SYSTEM, Cat.N.

   DTA50) dopo diluizione  del terreno di coltura 1:5 (v:v) con il tampone diluente RD5 contenuto  nel kit. Il dosaggio è effettuato in doppio seguendo le istruzioni  operative fornite dal produttore e il valore medio di concentrazione  di ciascun campione, ottenuto moltiplicato il risultato per il fattore  di diluizione, è riportato nella tabella sottostante. La seduta analitica  si considera accettabile se la concentrazione di TNF- alpha  nei  campioni di controllo risulta inferiore a 100 ng/mL nel campione  CN e superiore a 4.000 ng/mL nel campione CP. L'indice di efficacia  dei    prelievi è ottenuto dal rapporto tra la misura analitica del  campione in esame (CA) e quella del controllo positivo (CP). 



    <tb><TABLE> Columns = 4  <tb>Head Col 1: CA <tb>Head Col 2:  TNF- alpha  (ng/ml) <tb>Head Col 3: CA/CP <tb>Head Col 4: Indice <tb><SEP>  # 1<SEP> 3450<SEP> 0.80<SEP> 1+ <tb><SEP> # 2<SEP> 2030<SEP> 0,47<SEP>  3+ <tb><SEP> # 3<SEP> 4410<SEP> 1,02<SEP> 0 <tb><SEP> # 4<SEP>  2380<SEP> 0,55<SEP> 2+ <tb><SEP> # 5<SEP> 3075<SEP> 0,71<SEP> 2+ <tb><SEP>  # 6<SEP> 515<SEP> 0,12<SEP> 4+ <tb><SEP> CN<SEP> 55 <tb><SEP> CP<SEP>  4.320  <tb></TABLE>  Esempio 3   Efficacia della immunoprofilassi  nello shock settico indotto.  



   Questo esempio mostra gli effetti della somministrazione di una quantità  letale di endotossina agli animali preliminarmente sottoposti a trattamento  profilattico con la molecola HMGB1r o con il complesso MAP derivato  dal peptide con SEQ.N. 1. 



   Gli animali indicati in Esempio 1 e appartenenti al Gruppo 1 (somministrazione  di HMGB1r), Gruppo 2 (somministrazione di MAP) e Gruppo 3 (somministrazione  del solo adiuvante), sono trattati con una dose letale di endotossina  LPS (SIGMA-ALDRICH Cat. N. L2262), mediante inoculazione in sede  intraperitoneale di 1 mg di LPS in 1 mi di soluzione PBS. Dopo la  somministrazione gli animali sono mantenuti alle normali condizioni    climatiche con alimentazione standard e la loro sopravvivenza  valutata al termine delle successive 72 ore. I risultati sperimentali  ottenuti sono inclusi nella tabella sottostante. 



    <tb><TABLE> Columns = 4  <tb>Head Col 1: Gruppo 1 <tb>Head Col  2: Gruppo 2 <tb>Head Col 3: Gruppo 3 <tb><SEP> Immunogeno<SEP>  HMGB1r<SEP> Peptide 1<SEP> - <tb><SEP> N. animali<SEP> 8<SEP> 8<SEP>  8 <tb><SEP> N. decessi<SEP> 2<SEP> 3<SEP> 7 <tb><SEP> Sopravvivenza  %<SEP> 75<SEP> 63<SEP> 13  <tb></TABLE>  Appendice  



   SEQ. ID. No. 1-13 amino acidi 



   Met-Gly-Lys-Gly-Asp-Pro-Lys-Lys-Pro-Arg-Gly-Lys-Met 



   MGKGDPKKPRGKM-OH 



   



   SEQ. ID. No. 2-13 amino acidi 



   Cys-Arg-Glu-Glu-His-Lys-Lys-Lys-His-Pro-Asp-Ala-Ser-OH 



   CREEHKKKHPDAS 



   



   SEQ. ID. No. 3-13 amino acidi 



   Met-Ala-Lys-Ala-Asp-Lys-Ala-Arg-Tyr-Glu-Arg-Glu-Met-OH 



   MAKADKARYEREM 



   



   SEQ. ID. No. 4-11 amino acidi 



   Ile-Pro-Pro-Lys-Gly-Glu-Thr-Lys-Lys-Lys-Phe-OH 



   IPPKGETKKKF 



   



   SEQ. ID. No. 5-15 amino acidi 



   Lys-Gly-Glu-Thr-Lys-Lys-Lys-Phe-Lys-Asp-Pro-Asn-Ala-Pro-Lys-OH 



   KGETKKKFKDPNAPK 



   



   SEQ. ID. No. 6-15 amino acidi 



   Glu-Lys-Lys-Ala-Ala-Lys-Leu-Lys-Glu-Lys-Tyr-Glu-Lys-Asp-Ile-OH 



   EKKAAKLKEKYEKDI 



   



   SEQ. ID. No. 7-13 amino acidi 



   Arg-Ala-Lys-Gly-Lys-Pro-Asp-Ala-Ala-Lys-Lys-Gly-Val-OH 



   RAKGKPDAAKKGV 



   



   SEQ. ID. No 8-15 amino acidi 



   Glu-Asp-Glu-Glu-Asp-Glu-Asp-Glu-Glu-Glu-Asp-Asp-Asp-Asp-Glu-OH 



   EDEEDEDEEEDDDDE

Claims (11)

1. Un prodotto farmaceutico per la terapia o la profilassi immunologia attiva delle malattie derivate da una presenza significativa e anomala della proteina HMGB1 nei fluidi biologici, in particolare nel compartimento vascolare, caratterizzato dal fatto di contenere una formulazione accettabile di immunogeni derivati dalla molecola HMGB1 o da sue porzioni;
2. Un prodotto come nella rivendicazione 1 in cui gli immunogeni sono presenti in quantità sufficiente per determinare il rilascio di anticorpi specifici capaci di neutralizzare l'attività biologica della molecola HMGB1 endogena presente nel compartimento vascolare, in particolare la capacità di promuovere e sostenere il rilascio della citochina pro-infiammatoria TNF- alpha ;
3.
Un prodotto come nella rivendicazione 1 in cui le porzioni della molecola HMGB1 sono peptidi naturali o sintetici da essa derivati, che risultano per loro natura immunogenici o resi tali mediante opportune modificazioni o trasformazioni;
4. Un prodotto come nella rivendicazione 3 in cui i peptidi immunogenici, o resi tali, sono derivati dalla molecola HMGB1 di origine umana o da quella di altri mammiferi che con la molecola umana ha una identità del 50%, preferibilmente del 70%, più preferibilmente del 90%;
5. Un prodotto come nella rivendicazione 4 in cui i peptidi hanno le sequenze uguali a SEQ. ID. No. 1-8, o modificate in modo da risultare una variante del peptide naturale indicato;
6.
Un prodotto come in una delle rivendicazioni da 3 a 5, in cui i peptidi sono coniugati, trasformati o legati ad un supporto proteico immunologicamente inerte in modo da ottenere un aggregato supermolecolare di per sé immunogenico;
7. Un prodotto come in una delle rivendicazioni da 3 a 6, in cui é presente anche una sostanza immuno stimolante o adiuvante con una formulazione farmaceutica accettabile per l'uso nei primati, preferibilmente nell'uomo;
8. Un prodotto come in una delle rivendicazioni da 3 a 7 in cui sono presenti sostanze accettate dalla Farmacopea Internazionale ed espressamente indicate allo stato dell'arte nelle tecniche di preparazione dei vaccini per animali a sangue caldo, preferibilmente per gli umani;
9.
Un prodotto come in una delle rivendicazioni da 2 a 8 in cui la patologia oggetto del trattamento immunoprofilattico è la sepsi, lo shock settico, lo shock endotossico o le malattie ad esse correlate;
10. Un procedimento per determinare in vitro l'efficacia del trattamento di immunoprofilassi attiva ottenuto con la somministrazione del prodotto secondo una delle rivendicazioni da 1 a 9, che prevede: a. la determinazione del livello di citochina pro-infiammatoria rilascia dalle cellule competenti dopo stimolazione con HMGB1 in presenza del siero del soggetto trattato, b. il confronto dei livelli misurati con livelli predeterminati in assenza di siero, c. la determinazione di un indice parametrico di efficacia.
11.
Un procedimento come nella rivendicazione 10 il cui le cellule competenti sono monociti umani e la citochina pro-infìammatoria è rappresentata dalla molecola TNF- alpha .
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WO2006024547A3 (en) * 2004-09-03 2006-06-01 Creabilis Therapeutics Spa Protease resistant human and non-human hmgb1 box-a mutants and their therapeutic/diagnostic use
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