Tra la fregatura e la truffa il confine è sottile...
Abituato da oltre 10 anni a prendere auto con le varie formule "valore garantito" (anticipo, finanziamento, e appunto decisione finale se tenere l’auto pagando il valore futuro garantito residuo, oppure restituirla o sostituirla con una nuova) vado dalla concessionaria Gino BMW di Cuneo per una nuova X1 (ne avevo già una presa da un differente concessionario).
Ero sicuro e fiducioso che un marchio che tratta da 60 anni auto di medio-alta categoria mi avrebbe garantito un servizio eccezionale.
E invece la storia finisce con un finanziamento triennale al 13,5% di tasso di interesse che ha prodotto una esposizione finanziaria personale con una segnalazione alla centrale rischi CRIF di ben €69.000, che non mi è stato illustrato correttamente (lo sforzo è stato tutto concentrato nel comunicarmi che l'importo della rata mensile da me richiesto era stato rispettato).
Più ovviamente una marea di costi di istruttoria e riscatto per cancellazione del debito (si perchè alla fine dopo 2 mesi ho riscattato l'auto e cancellato il finanziamento).
Ovviamente era mia la responsabilità di controllare prima di firmare (nessuno mi ha obbligato, ovviamente), ma ero abituato a dare la meritata fiducia ai concessionari precedenti e la sorpresa finale mi ha aperto gli occhi su questa pratica di finanziamenti capestro - ormai molto diffusa - che a mio parere dovrebbe essere vietata per legge.
Che dire? Un marchio storico, Gino Spa, che ha venduto l'anima al diavolo in nome del denaro incassato più come margine sui finanziamenti che sulla vendita delle auto.
Risposta di Gruppo Gino