ITUA20164049A1 - Procedimento e dispositivo per l'applicazione di Campi Elettromagnetici di debole intensità a persone, animali o microorganismi al fine di ottenere effetti biologici sugli stessi. - Google Patents
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Description
Procedimento e dispositivo per l'applicazione di Campi Elettromagnetici di debole intensità a persone, animali o microorganismi al fine di ottenere effetti biologici sugli stessi.
Riassunto
Il nuovo trovato consiste in un procedimento e nel relativo dispositivo atti a rendere l'applicazione del Campo Elettromagnetico di debole intensità ad esseri umani, animali o microorganismi semplice ed economica (ad esempio semplificando l'apparecchiatura elettronica che genera il Campo Elettromagnetico), e più aderente alla teoria che sta alla base della maggior parte dei trattamenti Elettromagnetici (Ionorisonanza Ciclotronica), e quindi dagli effetti maggiormente controllabili e riproducibili.
Descrizione
Stato dell’arte
Da quando la scoperta del Campo Elettromagnetico (d'ora in avanti CEM) ha cominciato ad essere accettata dalla comunità scientifica si è cercato di comprendere i suoi effetti biologici (uno dei primissimi sperimentatori: Galvani), e di sfruttare tali effetti per fini pratici (Bassett, Liboff, ecc.). Ad oggi il meccanismo di azione biologica dei deboli CEM non è completamente noto, ma ciononostante, al pari di altri dispositivi medici dal meccanismo di azione poco conosciuto (soprattutto medicinali), i CEM vengono ampiamente utilizzati nei settori biologico e medico. Esistono molte teorie che cercano di spiegare il meccanismo dell'azione biologica dei deboli CEM. Tra queste la più accreditata è quella della Ionorisonanza Ciclotronica (d'ora in avanti ICR) di Liboff, che tiene conto, come del resto molte altre, della intensità del Campo Magnetico Terrestre, che, come si sa, è rappresentabile con un valore continuo o al più lentamente variabile. Nel dettaglio la ICR prevede che ciascuna specie ionica , immersa come è nel Campo Magnetico Statico Terrestre (di valore B0), abbia una frequenza di risonanza che dipende dalla massa m dello ione stesso, dalla sua carica Zie dal valore B0, secondo la relazione :
1) Frequenza di risonanza = B0( Zi/2pi m ) Di fatto l’eccitazione dello ione mediante un CEM di frequenza pari a quella della relazione 1), detta anche Frequenza Ciclotronica, induce una risonanza che rende in qualche modo più reattivo lo ione stesso, e pertanto maggiormente capace di una azione biologica.
Fatta questa premessa, si evidenziano di seguito alcuni aspetti delle attuali realizzazioni industriali nel settore, che si intendono affrontare con il nuovo trovato .
A) I sistemi di generazione di CEM producono una corrente che viene tradotta dall'applicatore (bobina) in Campo Elettromagnetico. Tale corrente è alternata ma generalmente, a meno di opportuni accorgimenti circuitali, che a frequenze bassissime possono anche non essere banali, ha un valor medio non nullo, e cioè ha una componente continua che genera un Campo Magnetico continuo, il quale sovrapponendosi a quello Terrestre altera nella zona dell'applicatore il valore di B0della relazione 1), rendendo fallace il calcolo della Frequenza Ciclotronica.
B) La pratica empirica ha dimostrato che se al CEM erogato, normalmente concepito secondo la ICR (sostanzialmente vengono erogate le frequenze di risonanza di determinate specie ioniche , come ad esempio Calcio, Sodio, Potassio, e quindi le frequenze usate sono abbastanza basse, nell'ordine delle decine di Hz), viene sovrapposta una componente ad alta frequenza (normalmente decine di KHz), l'efficacia del trattamento viene aumentata (vd. brev. num. 0001350305 del 2004 a nome del depositante questo nuovo trovato, in cui detta componente ad alta frequenza veniva aggiunta nella fase della generazione del segnale elettromagnetico, ponendo a volte problemi di saturazione).
C) Per ottenere una buona uniformità di campo è necessario utilizzare applicatori (bobine) con un elevato numero di spire . Questo equivale ad usare conduttori di sezione ridotta (per non peggiorare peso e maneggevolezza), e quindi a relativamente alta resistenza ohmica: il circuito di generazione quindi deve ricorrere a tensioni più elevate per fare assorbire al carico (applicatore) la corrente necessaria ad ottenere l'intensità di CEM desiderata. Questo collide con la necessità di mantenere basse tensioni dettata dalle normative relative alla sicurezza degli elettromedicali. Quindi, a meno di adottare speciali accorgimenti di sicurezza, l'intensità del campo risulta limitata.
Con questo nuovo trovato si riescono sia ad eliminare le fallacità del calcolo della frequenza Ciclotronica evidenziate in A), sia ad introdurre nel trattamento erogato una componente frequenziale ulteriore come spiegato in B) senza dover agire sul generatore (eliminando la possibile insorgenza di fenomeni di saturazione), sia all'occorrenza ad incrementare le intensità dei CEM erogati, senza ricorrere a stadi con tensioni che renderebbero più complicata la certificazione elettromedicale, come detto in C).
Descrizione del trovato
Tutti i dispositivi che irradiano CEM utilizzano un applicatore (bobina), o anche più di uno, collegandoli in serie/parallelo tra loro, per ottimizzare alcune caratteristiche del campo, come ad esempio l'intensità o l'uniformità. Quello che accade sempre, sia nel caso di singolo applicatore, sia di più applicatori variamente connessi tra loro, è che il segnale e cioè la corrente di alimentazione è unico sia nel caso di applicatore unico che di più applicatori variamente connessi tra loro. Con il presente trovato al contrario gli applicatori (che sono due o più), sono alimentati con segnali, e cioè correnti, con caratteristiche e quindi informazioni diverse , allo scopo di ottenere molteplici effetti.
In figura 1 con il numero 1 è indicato un applicatore (bobina) di tipo tradizionale, rappresentato da un avvolgimento singolo piatto di conduttori (spesso riuniti in “flat cable”), di dimensione, numero di spire e forma opportune per irradiare in modo uniforme la persona, l'animale o la coltura di microorganismi (come previsto ad es. in brev. num. 0001350306 del 2004 a nome del depositante questo nuovo trovato); con il numero 2 è indicata a titolo esemplificativo una persona posizionata su detto avvolgimento di tipo tradizionale .
In figura 2 è rappresentato il nuovo trovato, con il numero di applicatori limitato a due, per semplicità di visualizzazione: con il numero 3 è indicato un avvolgimento piatto, entro cui viene fatta scorrere una corrente I1e con il numero 4 un secondo avvolgimento, in cui viene fatta scorrere una corrente I2.
I due avvolgimenti sono identici, hanno dimensioni opportune, tali da poter irradiare ciascuno il soggetto del trattamento in modo uniforme, e sono sovrapposti ma disassati l'uno rispetto all'altro.
Gli effetti ottenibili con il nuovo trovato sono i seguenti.
Effetto 1 : alimentando il primo degli applicatori con il segnale alternato di valor medio diverso da zero necessario ad ottenere il CEM desiderato, e il secondo applicatore con una corrente continua di verso opportuno, si può annullare l'effetto del valor medio del CEM emesso dal primo applicatore, ottenendo di poter effettuare con precisione il calcolo della Frequenza Ciclotronica di una data specie ionica essendo considerabile il CEM emesso come a valor medio nullo.
Effetto 2 : alimentando tutti gli applicatori con generatori diversi tra loro, ma in fase e con lo stesso segnale, si ottiene di incrementare il campo senza dover ricorrere ad un unico generatore operante con tensioni che possono essere problematiche per la compliance alle norme di sicurezza (tipicamente: normativa CE “Bassa Tensione”). Effetto 3 : commutando il segnale tra i vari applicatori in modo che essi irradino il CEM alternativamente, si ottiene una sorta di “massaggio elettromagnetico”, che consiste di fatto nel sovrapporre al segnale del CEM un ulteriore segnale, con il vantaggio che si descrive qui sotto.
Classicamente, la composizione di due forme d’onda di frequenza diversa viene indicata come modulazione, e consiste nella moltiplicazione dell’onda a frequenza maggiore (portante) con quella di frequenza minore (modulante). Indicando la portante con:
2) p(t) = A0cos ω0t ,
e la modulante a frequenza ciclotronica con:
3) m(t) = Amcos ωmt
si ottiene, applicando il segnale modulante all’ampiezza della portante, che il valore istantaneo della risultante puo’ essere espresso come:
4) s(t) = A0 cos ω0 t k Am/2 cos (ω0 - ωm) t k Am/2 cos (ω0 ωm) t La relazione 4) è rappresentata in figura 3, ove si vede graficamente che il CEM è costituito dalla portante, indicata con il numero 5, e da due bande laterali indicate 6 e 7. In altre parole la rappresentazione frequenziale evidenzia il limite di questo metodo: infatti non solo l’energia viene in gran parte dispersa nelle bande laterali, anziche’ essere impiegata sulla Frequenza Ciclotronica, ma inoltre la Frequenza Ciclotronica di fatto scompare, essendo traslata dalla portante. Il vantaggio ottenuto con il nuovo metodo risulta evidente visualizzando le distribuzioni frequenziali ottenute con esso con la figura 4), in cui con 8 viene indicata la Frequenza Ciclotronica e con 9 la frequenza di commutazione tra i vari applicatori : infatti una parte considerevole di energia è esattamente erogata sulla freq. ciclotronica 8, e non dispersa in bande laterali lontane dalla ciclotronica, come avviene invece con il metodo della modulazione. Il circuito che ottiene quanto descritto (semplificato al caso di 2 applicatori) ora è rappresentato in figura 5, ove 10 rappresenta un generatore di CEM, costruito con le tecniche usuali, 13 e 14 gli applicatori (bobine) e cioè i dispositivi che irradiano il CEM , 12 i dispositivi che commutano alternativamente il segnale tra gli applicatori, pilotati da 11.
Realizzazione tipica
In una realizzazione preferita gli applicatori sono due, realizzati come in figura 2, di dimensioni tali da irradiare completamente una figura umana di media statura, con la commutazione tra gli applicatori operata come in figura 5, con un periodo di 0.5 Secondi.
Una ulteriore realizzazione preferita impiega sempre due applicatori, in uno dei quali viene immessa una corrente tale da produrre un CEM di intensità media di 10 microTesla nelle immediate vicinanze degli applicatori, mentre nell'altro viene immessa una corrente continua pari in valore assoluto al valor medio del primo, ma di verso opposto: in questo modo si ottiene un CEM di valor medio nullo nelle immediate vicinanze degli applicatori, consentendo un rigoroso calcolo della Frequenza Ciclotronica secondo la relazione 1).
Claims (1)
- Rivendicazioni 1) Applicatore di Campo Elettromagnetico costituito da due o più avvolgimenti piatti adiacenti ma disassati tra loro, con forma e dimensione tali che ciascuno di essi riesca ad irradiare con l'intensità e l'uniformità di campo desiderate l'oggetto del trattamento (umano, animale, microorganismo o cosa), ove la corrente necessaria a produrre il Campo Elettromagnetico desiderato venga fatta circolare in un solo avvolgimento per volta, operando serialmente la commutazione tra un avvolgimento ed il successivo in un tempo compreso tra 1 Secondo e 1 microSecondo; 2) applicatore di Campo Elettromagnetico costituito da due o più avvolgimenti piatti adiacenti ma disassati tra loro, con forma e dimensione tali che ciascuno di essi riesca ad irradiare con l'intensità e l'uniformità di campo desiderate l'oggetto del trattamento (umano, animale, microorganismo o cosa), ove la corrente necessaria a produrre il Campo Elettromagnetico desiderato venga fatta circolare solo in una parte degli avvolgimenti (al minimo un avvolgimento), mentre nei restanti avvolgimenti (al minimo un avvolgimento) viene fatta circolare una corrente continua di segno opportuno e di valore tale da annullare la componente media continua di tale Campo Elettromagnetico; 3) applicatore di Campo Elettromagnetico realizzato con due avvolgimenti non piatti in cui la corrente necessaria a produrre il Campo Elettromagnetico desiderato venga fatta circolare in un solo avvolgimento per volta, operando la commutazione tra un avvolgimento e l'altro in un tempo compreso tra 1 Secondo e 1 microSecondo, in modo analogo a 1); 4) come in 1) o 2), ove la corrente continua circolante in parte degli avvolgimenti (al minimo uno) sia tale da annullare la componente magnetica continua ambientale; 5) applicatore di Campo Elettromagnetico costituito da due o più avvolgimenti piatti adiacenti tra loro, con forma e dimensione tali che ciascuno di essi riesca ad irradiare con l'intensità e l'uniformità di campo desiderate l'oggetto del trattamento (umano, animale, microorganismo o cosa), ove gli avvolgimenti siano pilotati in fase e con lo stesso segnale, ciascuno da un generatore diverso, in modo da aumentare l'intensità massima del Campo Elettromagnetico.
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