[go: up one dir, main page]

ITRM960207A1 - Detergente emolliente per l'igiene palpebrale e perioculare. - Google Patents

Detergente emolliente per l'igiene palpebrale e perioculare. Download PDF

Info

Publication number
ITRM960207A1
ITRM960207A1 IT96RM000207A ITRM960207A ITRM960207A1 IT RM960207 A1 ITRM960207 A1 IT RM960207A1 IT 96RM000207 A IT96RM000207 A IT 96RM000207A IT RM960207 A ITRM960207 A IT RM960207A IT RM960207 A1 ITRM960207 A1 IT RM960207A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
weight
detergent
detergent according
emollient
hygiene
Prior art date
Application number
IT96RM000207A
Other languages
English (en)
Inventor
Cecilia Anselmi
Marisanna Centini
Enrico Boldrini
Giulio Luciani
Original Assignee
Farmigea Spa
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Farmigea Spa filed Critical Farmigea Spa
Priority to IT96RM000207A priority Critical patent/IT1284616B1/it
Publication of ITRM960207A0 publication Critical patent/ITRM960207A0/it
Publication of ITRM960207A1 publication Critical patent/ITRM960207A1/it
Application granted granted Critical
Publication of IT1284616B1 publication Critical patent/IT1284616B1/it

Links

Landscapes

  • Cosmetics (AREA)
  • Detergent Compositions (AREA)

Description

DESCRIZIONE
a corredo di una domanda di brevetto per invenzione avente per titolo: "Detergente emolliente per l'igiene palpebrale e perioculare"
La presente invenzione concerne un detergente emolliente per l'igiene palpebrale e perioculare. Più specificamente, l'invenzione riguarda una formulazione indicata per detergere la zona oculare, utilizzabile in generale per la pulizia quotidiana e l'asportazione del trucco, ma particolarmente indicata in tutti quei casi in cui una corretta igiene è fondamentale per eliminare il ristagno di secreti, squame e batteri derivanti da affezioni della zona perioculare, quali blefariti e orzaioli.
Come è noto, la blefarite o infiammazione della rima palpebrale è una patologia molto diffusa che può comparire isolatamente o, a volte, essere associata all'infiammazione di altre strutture circostanti, quali la cute, la congiuntiva e la cornea. Le stesse blefariti primarie, pur interessando principalmente il margine palpebrale e le ciglia, possono coinvolgere la congiuntiva e la cornea, arrivando anche a causare danni visivi permanenti.
Da un punto di vista anatomico, le blefariti primarie possono suddividersi in forme che interessano principalmente la rima palpebrale anteriormente alla linea grigia, note come blefariti anteriori, e forme localizzate posteriormente alla linea grigia, note come blefariti posteriori, essendo anche possibili forme in cui entrambe le localizzazioni sono presenti, che colpiscono spesso soggetti affetti da dermatite seborroica o da acne rosacea. La blefarite anteriore, che si manifesta normalmente con sintomi più marcati al mattino, quali bruciori e pruriti locali accompagnati da lieve fotofobia, può essere di origine staffi lococcica, seborroica o, meno frequentemente, mista. La prima è causata da batteri che si annidano cronicamente alla base delie ciglia, comportando iperemia con dilatazione vasale (rosette) e comparsa di squame dure e friabili, a volte organizzate a mo’ di collaretto intorno alle ciglia. Le squame possono, se rimosse, scoprire anche piccole ulcere sanguinanti. Fenomeni d’ipersensibilità alle tossine staffi lococciche sono poi responsabili di congiuntiviti papillari, di epiteliopatia corneale e di cheratiti marginali. La congiuntivite anteriore seborroica è invece causata, probabilmente, da una disfunzione delia secrezione delle ghiandole palpebrali con iperproduzione di acidi grassi, che hanno un'azione irritante, e/o dalla trasformazione di lipidi neutri da parte del microorganismo Corynebacterium acnes in acidi grassi. La rima palpebrale appare unta e le ciglia grasse ed agglutinate. Le squame si presentano morbide, uniformemente distribuite e non lasciano mai ulcerazioni quando asportate.
Le blefariti posteriori sono a loro volta causate da disfunzioni di ghiandole localizzate appena dietro le ciglia, le ghiandole di Meibomio, che secernono normalmente materiali lipidici essenziali per il mantenimento del film lacrimale sulla superficie della cornea, oltre che per la lubrificazione delle palpebre. Per questo motivo tale tipo di blefarite viene anche denominata "meibomite". Segno tipico è la presenza di schiuma nel liquido lacrimale, a causa di un eccesso di lipidi, che hanno subito anche processi di saponificazione. Tale secreto può comportare anche la comparsa di irritazione e di lieve sfuocamento delle immagini, e piccoli globi oleosi possono sporgere dagli orifizi delle ghiandole. In alcuni casi la stasi del secreto può favorire la comparsa di calazi. Effetti secondari sono la congiuntivite papillare, la cheratopatia e turbe della stabilità lacrimale.
La terapia delia blefarite comprende l’uso di preparati a base di corticosteroidi e di antibiotici, che possono essere utilizzati specialmente in fase di acuzie. Recentemente, comunque, si è sempre più andata affermando una terapia basata su impacchi caldi e su un'accurata igiene della rima palpebrale. Il razionale di ciò è da ricercarsi nel fatto che il ristagno di secreti, di squame e di batteri comporta un'ulteriore irritazione, creando un circolo vizioso che favorisce la cronicizzazione della patologia. Se, infatti, da una parte viene ostacolato ulteriormente il drenaggio dei dotti ghiandolari, dall'altra i batteri patogeni trovano il substrato ideale per la loro proliferazione. Una corretta igiene diventa pertanto fondamentale anche perché, non associandosi ad effetti collaterali come può avvenire per un intervento di tipo farmacologico, può essere continuata per lunghi perìodi consolidando i risultati ottenuti.
Le considerazioni di cui sopra valgono anche quando la paipebra è coinvolta secondariamente da altra patologia (calazio o orzaiolo), da affezioni del segmento anteriore (congiuntiviti, cheratiti) o dermatologiche. Anche interventi chirurgici possono sicuramente beneficiare di un'attenta igiene oculare, al fine di ridurre al minimo gli effetti irritanti ed i rischi infettivi.
In passato, per la pulizia di palpebre e ciglia in caso di blefarite si consigliava l'uso di un detergente delicato, come uno shampoo neutro o per neonati, che doveva però essere diluito con acqua a cura del paziente. In considerazione della frequenza almeno quotidiana richiesta per le applicazioni e della considerevole durata del trattamento, la laboriosità dell'operazione comporta inevitabilmente problemi di compliance. Inoltre, prodotti formulati per la pulizia dei capelli, anche se estremamente delicati, quando applicati proprio in prossimità dell’occhio hanno comunque un effetto irritante, anche a causa di componenti, come coloranti o profumi, la cui presenza è giustificata in uno shampoo, ma non in un detergente per l’igiene perioculare, destinato all'uso su soggetti già sofferenti per una patologia in atto.
Sulla scorta di tali considerazioni, il brevetto USA No.
5.000.868 propone l'uso di una formulazione detergente appositamente studiata, costituita essenzialmente da un tensioattivo anionico con marcate proprietà detergenti e di schiumeggiamento, in associazione con uno o più tensioattivi non ionici con la funzione di ridurre le caratteristiche irritanti del primo, e con un ulteriore agente, definito come tensioattivo non ionico indotto, il quale dovrebbe contribuire ad aumentare lo schiumeggiamento e a limitare le proprietà irritanti del tensioattivo anionico. Come tensioattivi anionici vengono proposti i soffosuccinati, mentre i tensioattivi non ionici sono scelti tra mono- e digliceridi etossilati e alcanolammidi, e quello non ionico indotto è un ossido di ammina. La formulazione può contenere altri ingredienti, come agenti antimicrobici ed edetato disodico, ma non contiene alcun componente con funzioni di idratante ed emolliente.
Il brevetto USA No. 4.904.698 descrive un'altra formulazione specificamente studiata per l'uso come detergente palpebrale e perioculare, che comprende come ingrediente principale miscela di tensioattivi anionici, non ionici e anfoteri disponibile sul mercato con il nome commerciale Miranol MS-2. I tensioattivi anionici contenuti nella miscela appartengono alle classi degli etersolfati (emiesteri dell'acido solforico con alchil-oligoglicoleteri) e dei carbossilati etossilati, mentre i tensioattivi non ionici sono entrambi etossilati (in modo specifico, un estere di acido grasso e di sorbitolo polietossilato e il PEG-150 distearato, che ha anche funzioni di viscosizzante ed emolliente). Oltre al Miranol MS-2 e a cloruro di sodio, conservanti ed edetato disodico, la formulazione proposta comprende un ulteriore ingrediente con funzioni sia di tensioattivo che di emolliente, una poliammina grassa etossilata.
Secondo la domanda di brevetto PCT pubblicata con il No.
93/13750, i tensioattivi anionici utilizzati in precedenza tendono comunque ad essere irritanti per i tessuti oculari, e pertanto viene proposta in alternativa una formulazione contenente tensioattivi esclusivamente non ionici, i quali presentano, in associazione tra loro, proprietà detergenti particolarmente marcate. L’associazione proposta è costituita da due agenti etossilati, specificamente due diversi copolimeri a blocchi di poliossietilene e poliossipropilene, entrambi sul mercato con il marchio Pluronic<®>. Ad essa può eventualmente essere aggiunto un altro tensioattivo ausiliario, anch’esso non ionico e di tipo etossilato, ad esempio l’ottilfenolo etossilato, oltre ai consueti tamponi e conservanti. Il testo menziona anche la possibilità di includere nella formulazione degli agenti idratanti ed emollienti, e cita come esempi prodotti derivati dalla glicerina, acido ialuronico e idrossipropilcellulosa.
Benché tutte le formulazioni sopra descritte siano indubbiamente efficaci sotto il profilo della capacità detergente, la tollerabilità oculare e cutanea, mucose comprese, è senz’altro suscettibile di miglioramento, come pure la delicatezza nei confronti della naturale idratazione e lubrificazione della pelle. È infatti accertato che alcuni dei tensioattivi proposti in passato per l’uso in preparati per l'igiene palpebrale sono ancora piuttosto aggressivi. Ciò vale non solo per i prodotti di natura ionica, ma anche per i tensioattivi non ionici etossilati, i quali disidratano e sgrassano la pelle in maniera eccessiva, almeno per l’applicazione qui considerata. Inoltre, nella formulazione di prodotti cosmetici e per l’igiene personale si tende attualmente ad evitare i prodotti etossilati, in quanto l'etossilazione coinvolge sempre la formazione di diossano, molecola ritenuta cancerogena e che richiede specifici processi di purificazione per la sua eliminazione totale dal prodotto.
È poi estremamente desiderabile, in un composto che deve essere utilizzato per detergere il margine palpebrale irritato a causa di una blefarite o di altra patologia oftalmica, che l'azione emolliente e idratante sia particolarmente marcata, per ridurre al massimo l'aggressività intrìnseca dei tensioattivi presenti, e per ammorbidire e rendere facili da asportare i residui di cellule morte presenti sui bordo palpebrale e le secrezioni raggrumate sulle ciglia.
Scopo della presente invenzione è pertanto quello di fornire un preparato detergente per l’igiene palpebrale e perioculare con caratteristiche di delicatezza e di potere emolliente, oltre che di detergenza, ottimali per l’uso in corso di blefarite o di altre affezioni che interessino la zona oculare. È evidente che, a maggior ragione, un tale preparato sarà efficace e tollerato anche per la pulizia ordinaria in assenza di patologie, ad esempio per l’asportazione del trucco.
A tale scopo si propone, in primo luogo, di includere nella formulazione un ingrediente in grado di esercitare una spiccata azione emolliente, idratante, protettiva e filmogena, costituito da un estratto di alghe della classe delle Rodoficee (alghe rosse). Un tale estratto è chimicamente definibile come “gel di carragenine", le carragenine essendo appunto i polisaccaridi galattanici estraibili da alcuni generi di tali alghe, come i generi Gigartina, Chondrus, Euchema e Ahnfeltia. In particolare, il prodotto emolliente preferito secondo l’invenzione è un estratto dell’Ahnfeltia concinna, una tipica alga dell’Oceano Pacifico, che oltre ad essere utilizzabile in campo alimentare presenta prerogative cosmetiche interessanti. Il gel di tale alga può infatti essere usato tal quale come idratante ed emolliente, sfruttando le stesse proprietà già utilizzate da secoli dalle popolazioni indìgene delle isole Hawaii, che usavano cospargersi tutto il corpo con impacchi dell’alga per ottenere una pelle vellutata.
Per quanto riguarda gli agenti tensioattivi, l’invenzione propone l’uso di un agente non ionico della classe degli alchil poliglicosidi, prodotti in gran parte derivati dagli zuccheri, ottenibili per eterificazione di alcooli grassi con glucosio o amido idrolizzato e aventi mediamente 1-5 unità di glucosio, e di un tensioattivo anionico derivato da materiali proteici, prodotto dalla condensazione di acidi grassi con idrolizzati polipeptidici, In forma di sale di metallo alcalino.
I prodotti appartenenti alla prima di tali due classi, i tensioattivi non ionici alchil poliglicosidici, sono caratterizzati da buone proprietà detergenti ma anche da una alta tollerabilità cutanea e oculare, e si propongono attualmente come valide alternative ai più diffusi tensioattivi non ionici etossilati, rispetto ai quali presentano un minore potere disidratante e sgrassante nei confronti della pelle, e in generale una minore aggressività.
Gli agenti appartenenti al secondo gruppo indicato, i tensioattivi anionici prodotti dalla condensazione di acidi grassi con idrolizzati proteici, in una forma preferita ottenuti a partire da proteine vegetali, sono caratterizzati anch’essì da un’elevata tollerabilità oculare e cutanea, che li rende particolarmente indicati per prodotti fitocosmetici e paidocosmetici, consentendo la formulazione di detergenti assolutamente non irritanti.
Forma pertanto oggetto specifico della presente invenzione un detergente emolliente per l'igiene palpebrale e perioculare, costituito da una soluzione acquosa comprendente, come ingredienti principali: • un gel di carragenine, preferibilmente estratto dall'Ahnfeltia concinna;
• un tensioattivo non ionico costituito da un alchil poliglicoside, preferibilmente C8-C10 alchil poliglicoside, noto anche come glucoside caprilico-caprinico; e
• un tensioattivo anionico costituito dal prodotto di condensazione di acidi grassi e idrolizzati proteici, in forma di sale con metallo alcalino, preferibilmente coccoli polipeptide di soia sale di potassio.
Secondo una forma di realizzazione perfezionata dell'invenzione il preparato contiene, inoltre, un prodotto siliconico fluido con proprietà tensioattive che contribuisce anche ad esercitare un effetto idratante e ammorbidente, specificamente un copolimero polisilossanopolietere. Quest’ultimo, secondo una soluzione preferita, è un copolimero di polidimetilsilossano e poliossialchilenetere, noto anche con i nomi di dimetilsilossano copoliolo idrosolubile e dimeticone copoliolo.
I quattro ingredienti preferiti della formulazione secondo l’invenzione possono essere costituiti, rispettivamente, dai seguenti prodotti commerciali: 1) Seamollient<®>, un gel di Ahnfeltia concinna prodotto dalla Phillip Rockley Ltd., USA, e distribuito in Europa dalla Sinerga S.r.l.; 2) Triton<® >CG-110, C8-C10 alchil poliglicoside in soluzione acquosa al 60% in peso, prodotto dalla Rohm & Haas Co., USA, e distribuito in Italia dalla Sinerga S.r.l.; 3) Coccopolipeptide di Soja 30%, sale di potassio del coccoli polipeptide di soia in soluzione acquosa al 30% in peso, anch’esso distribuito dalia Sinerga S.r.l. e 4) SF 1188 fluido siliconico, copolimero di polidimetilsilossano e poliossialchilenetere, prodotto da General Electric Silicones, USA e distribuito in Europa da General Electric Silicones Europe, Olanda.
Le formulazioni preferite di detergente ,emolliente secondo l’invenzione comprendono, pertanto, il 2-10% in peso di Seamollient<®>, lo 0,5-3% in peso di Triton<® >CG-110, lo 0,5-5% in peso di Coccopolipeptide di Soja 30% e lo 0,2-3% in peso di SF 1188.
Oltre ai quattro ingredienti citati, il detergente secondo l'invenzione può vantaggiosamente comprendere conservanti e antimicrobici, come sodio mertiolato o timerosale, alcool benzilico, cloruro di benzalconio, metil-, etil- e propilparabene e clorobutanolo, nonché uno o più agenti regolatori della tonicità, che portino la soluzione al giusto valore di osmolarità. A questo scopo può includersi nella formulazione uno dei prodotti convenzionalmente usati nella tecnica farmaceutica, quali, ad esempio, il cloruro di sodio o di potassio, il mannitolo, il destrosio, l’acido borico, il glicol propilenico, o una soluzione salina bilanciata.
Altri ingredienti che possono essere aggiunti, analogamente a quanto già noto nella tecnica farmaceutica, sono acidi o basi con funzioni di correttori di pH, nonché tamponi, come ad esempio il sistema sodio fosfato monosodico - sodio fosfato bisodico o il sistema acetato - acido acetico. La composizione può anche comprendere, agenti chelanti come gli edetati o EDTA e, infine, altri estratti vegetali ad azione idratante, protettiva cutanea, nnfrescante, tonificante, umettante, emolliente e lenitiva.
Secondo una forma di realizzazione specifica dell’invenzione il prodotto contiene, oltre ai quattro ingredienti di base sopra menzionati, timerosale come agente antimicrobico e sodio cloruro come agente regolatore della tonidtà.
La soluzione detergente proposta può essere confezionata in flaconi e corredata eventualmente da tamponi sterili da utilizzare per l'applicazione oppure, preferibilmente, può essere presentata in bustine monouso, contenenti salviettine sterili in materiale assorbente imbevute del prodotto. La quantità di prodotto liquido per ogni salviettina è opportunamente compresa tra 1,5 e 3 mi. Quest’ultima soluzione consente una corretta utilizzazione e impedisce l'inquinamento del prodotto o la sua contaminazione, particolarmente nel caso di uso per blefarite o di altri disturbi relativi alla zona oculare. Inoltre, la presentazione in bustine sigillate consente un’ottima conservazione del detergente senza aggiunta di eccessive quantità di conservanti, che potrebbero esercitare un’azione irritante.
Alcune forme di realizzazione specifiche dell’invenzione vengono descritte a titolo meramente esemplificativo nel seguito, assieme ai risultati delle sperimentazioni effettuate sulla formulazione preferita.
ESEMPIO 1
Soluzione detergente emolliente imbevuta su salviettine
La formulazione preferita secondo l’invenzione ha la seguente composizione, in cui tutte le percentuali sono esprèsse in peso:
Seamollient ® 5%
Triton<® >CG-110 0,5%
Coccopolipeptide di Soja 30% 1%
SF 1188 1%
cloruro di sodio 0,9%
timerosale 0,01%
acqua deionizzata q.b. a 100
La preparazione è effettuata unendo tra loro, nelle dosi prestabilite, il Triton<® >CG-110, il Coccopolipeptide di Soja 30% e l’SF 1188 ad ottenere una fase A, disperdendo nell’acqua il Seamollient<®>, il sodio cloruro e il timerosale ad ottenere una fase B e aggiungendo infine la fase B alla fase A.
Con il preparato così ottenuto vengono imbevute delle salviettine sterili in tessuto non tessuto in pura viscosa da 40g/m<2>, delle dimensioni di 130x175cm, secondo la seguente procedura: la salvietta viene piegata e immessa in bustina di poliestere alluminio politene, e viene successivamente irrorata con un quantitativo dosato di soluzione secondo l’invenzione (2,7 mi nella forma preferita); infine, la bustina viene sigillata a caldo.
ESEMPIO 2
Soluzione detergente emolliente in flacone
Una forma di realizzazione alternativa dell’invenzione ha la seguente composizione, le percentuali essendo espresse anche in questo caso in peso:
Seamollient<® >5%
Triton<® >CG-110 0,5%
Coccopolipeptide di Soja 30% 1 %
SF 1188 1%
cloruro di sodio 0,9%
alcool benzilico 0,8%
acqua deionizzata q.b. a 100
La preparazione della soluzione liquida viene effettuata secondo la stessa procedura descritta nell’esempio precedente, ma la soluzione risultante viene poi confezionata in flaconi multidose, da cui l’utilizzatore dovrà prelevare la quantità desiderata di prodotto, imbevendone un apposito tampone o una salvietta.
Capacità di autoconservazione
Una delle prove a cui la formulazione dell’esempio 1 è stata sottoposta per verificarne le prestazioni è quella nota come “Challenge Test”, che consiste nell’inoculare il prodotto in esame con microorganismi opportunamente coltivati, e nel controllare la loro sopravvivenza nel tempo. Tale test è utile in generale al fine di determinare la minima concentrazione di conservanti necessaria a rendere stabile un prodotto, in modo specifico un cosmetico, sotto il profilo microbiologico, e dai risultati ottenuti per un prodotto di composizione determinata si può ragionevolmente prevederne la capacità di autoconservazione.
Il saggio è stato eseguito impiegando colture miste, e specificamente le quattro diverse miscele di microrganismi di cui al seguente elenco:
BATTERI GRAM+: Staphylococcus aureus ATCC 6538
Micrococcus lysodeikticus ATCC 4698 BATTERI GRAM-: Escherichia coli 113/3 ATCC 11105
Pseudomonas aeruginosa ATCC 9027
Enterobacter agglomerane (da cosmetici) Citrobacter freundii (da cosmetici) Pseudomonas fluorescens (da cosmetici) LIEVITI Candida albicans ATCC 10231
Saccaromyces cerevisiae ATCC 9763 FUNGHI FILAMENTOSI: Aspergìllus niger (da ambiente)
Penicillium funiculosum ATCC 9644
Per la preparazione degli inoculi le operazioni sono state eseguite separatamente per ogni ceppo microbico, nel modo descritto di seguito. I batteri ed i lieviti sono stati prelevati dalla collezione ed opportunamente coltivati sulla superficie di capsule Retri contenenti terreno solido. Dopo 24 ore di incubazione le colture sono state trapiantate in terreno liquido, e poi sono state lavate in acqua peptonata tamponata sterile per allontanare il terreno di coltura. I ceppi dei funghi filamentosi sono stati opportunamente coltivati su slant di terreno solido fino a crescita evidente, e i microrganismi sono stati quindi lavati come sopra descritto per i batteri. I ceppi di batteri Gramsono stati poi riuniti i tutti insieme, e si è proceduto allo stesso modo anche per i batteri Gram<+>, per i lieviti e per i funghi filamentosi.
Le sospensioni risultanti sono state mantenute in frigorifero a 4°C per breve tempo, per determinarne fa concentrazione in cellule vitali. Si è eseguita quindi la semina nel prodotto da sottoporre al saggio, inoculando separatamente le quattro miscele in quattro contenitori di prodotto, e mescolando accuratamente l'inoculo al prodotto.
Le conte microbiche in terreno solido dei quattro campioni così inoculati hanno confermato le seguenti concentrazioni, espresse in cellule vitali per ml di prodotto:
Batteri Gram<+ >1 x 10<7>cellule/ml
Batteri Gram<- >1 x 10<7>cellule/ml
Lieviti 1 x 10<7>cellule/ml
Funghi Filamentosi 1 x 10<5>cellule/ml Successivamente, sono stati eseguiti controlli ai seguenti intervalli dal'inoculo: · 24 ore, · 7 giorni, · 30 giorni.
Il controllo eseguito a 24 ore dà un'idea della rapidità di azione del sistema conservante, quello dopo 7 giorni dell’effettiva validità di tale sistema, quello dopo 30 giorni evidenzia un'eventuale presenza di ceppi resistenti. I risultati ottenuti per i campioni inoculati con le quattro miscele e sottoposti periodicamente a conte totali in terreno solido sono riportati nella seguente tabella 1 :
TABELLA 1
Challenge Test
Sopravvivenza in u.f.c. (unità formanti colonie) per g di prodotto
Dai dati che precedono risulta evidente che il sistema preservante utilizzato nella composizione in studio è adeguato.
Potere detergente
L’efficacia pulente della formulazione secondo l’invenzione è stata verificata, anche in confronto con quella di un analogo prodotto commerciale, applicando il test descritto nel seguito, in cui viene valutata la capacità di asportare una miscela di sostanze grasse appositamente preparata da una lente a contatto.
La formulazione dell’invenzione sottoposta alla prova è quella dell’esempio 1 , mentre il prodotto commerciale utilizzato per il confronto è la soluzione Lid-Care, della Ciba Vision, la quale contiene i seguenti tensioattivi: 1) Miranol 2 MCT modificato, una miscela costituita da un tensioattivo anfotero, il cocoanfodiacetato, un tensioattivo anionico (etossilato), il sodio trideceth solfato, e un agente solubilizzante/ammorbidente, l’esilenglicol e 2) il polisorbato 20, un tensioattivo non ionico etossilato.
Le lenti a contatto utilizzate per le prove sono lenti monouso See-Quence (Bausch & Lomb), costituite dal materiale polimerico Polymacon (poli-idrossietil metacrilato), con il 38,6 % di acqua di impregnazione. La miscela di sostanze grasse usata ha la seguente composizione:
colesteri I stearato (Aldrich) 30%
lanolina (Carlo Erba) 35%
Migliol 810 (Huis) 35%
Le lenti vengono tolte dalla vaschetta-contenitore, in cui giacciono immerse in soluzione salina, e poste su un foglio di carta da filtro con la parte concava rivolta verso l’alto. Con un frammento di carta da filtro si assorbe la gocciolina d'acqua rimasta nella cavità e a questo punto la lente, che ha acquistato una certa rigidità, è pronta per il test. In una capsula di vetro vengono disciolte, a 75-80°C, le sostanze componenti (a miscela grassa, e quindi la lente, afferrata con una pinzetta in prossimità del bordo, viene appoggiata velocemente sulla superficie della miscela liquida, in modo da bagnare la parte convessa e, successivamente, viene appoggiata su una lastra di vetro con la superficie convessa in alto.
La lente viene lasciata in questa posizione per un tempo compreso tra 10 e 30 minuti, dopo di che la soluzione in esame viene posta, 8 gocce per volta, in un vetrino di orologio e la lente, con la superficie convessa rivolta in basso, viene sfregata sulla soluzione con un movimento circolare, per 1 minuto. Eseguita tale operazione, la lente viene rimossa con la pinzetta e appoggiata su una lastra di vetro con la parte convessa rivolta in alto.
La valutazione dell’efficacia pulente di ciascuna soluzione testata viene eseguita per osservazione visiva della superfide della lente e considerando la quantità ed estensione dei residui grassi rimasti ad imbrattare la superfìcie delta lente stessa. Il sistema di valutazione, mediante attribuzione di un punteggio, è il seguente, punteggio 0: lente completamente pulita
punteggio 1 : lente pulita ma con leggerissimo velo di grasso punteggio 2: lente con velo e piccoli detriti di grasso
punteggio 3: lente con placche grasse sul 10% della superficie punteggio 4: lente con placche grasse su più del 10% della superficie.
I risultati della valutazione così condotta sul prodotto dell’invenzione e su quello commerciale, per due serie di 7 prove ciascuno, sono esposti nella seguente tabella 2.
TABELLA 2
Test di detergenza
Quanto precede consente di concludere che, benché il prodotto detergente emolliente secondo l'invenzione sia a base di agenti tensioattivi estremamente delicati e non aggressivi, la sua capacità detergente è all’altezza di quella dei preparati già noti.
Prove cliniche
La formulazione dell’esempio 1 è stata sottoposta ad una serie di prove cliniche, tra cui in primo luogo i necessari controlli sull’allergenicità, effettuati secondo le procedure convenzionali (patch test). Questi ultimi hanno confermato la totale assenza di reazioni di tipo allergico nei confronti del prodotto.
Successivamente, lo stesso preparato, confezionato in bustine con salviettine monouso come descritto nell’esempio 1 , è stato sottoposto a due serie di prove cliniche che avevano lo scopo di studiare gli effetti emollienti e detergenti a livello palpebrale in pazienti affetti da blefariti e blefarocongiuntiviti, la tollerabilità locale del preparato e il grado ottimale di imbibizione delle salviette. A tale scopo sono state utilizzate due serie di salviette imbevute con due diverse quantità della soluzione liquida: · 1,5 mi (Tipo A nel seguito) e · 2 ml (Tipo B nel seguito).
Sono stati inclusi nello studio pazienti di età compresa tra 12 e 75 anni affetti da blefarocongiuntivite o blefarite (anche già sottoposti a terapia farmacologica) con presenza di secrezione muco-purulenta, cispe e croste a livello del margine palpebrale. L’unico criterio di esclusione per la prova è stata la scarsa affidabilità del paziente interpellato a condurre a termine la sperimentazione.
La prima serie di prove cliniche è stata condotta sempre dallo stesso medico oculista su 6 pazienti (per un totale di 12 occhi) di età compresa tra i 16 e i 57 anni (media 41,33 ± 16,51) visitati per blefarocongiuntivite acuta bilaterale, sia ambulatoriali che ospedalizzati. L'obiettivo era quello di dare un giudizio sull’efficacia, la tollerabilità e la maneggevolezza delle salviette utilizzate, anche in confronto con altri prodotti già in uso per lo stesso scopo. Inoltre si dovevano confrontare tra loro i due diversi gradi di imbibizione delle salviette secondo l’invenzione (salviette Tipo A e Tipo B).
Una parte dei risultati della valutazione effettuata è riportata nella seguente tabella 3.
TABELLA 3
Prove cliniche - prima parte
Dalla tabella riportata appare chiaro che entrambe le versioni del prodotto dell’invenzione sono risultate valide, sia come potere detergente che come capacità di ammorbidire e sciogliere i grumi a livello palpebrale, e che la migliore imbibizione risultata per il prodotto di Tipo B io ha reso sempre preferito nel giudizio globale finale, particolarmente nei casi in cui le croste e i grumi erano più ostinatamente aderenti alle ciglia. La tollerabilità in tutti i casi è risultata buona e sovrapponibile per le due serie di prodotti, ed è stata riferita anche una piacevole sensazione di freschezza. Infine, non si è mai avuta schiuma né è stato necessario alcun lavaggio con acqua dopo la detersione con la salviettina.
Sempre nell’ambito della prima serie di prove è stato operato, sia dal paziente che dal medico, un confronto con altri due preparati commerciali, specificamente il Blefaroshampoo e l’Ocunet, entrambi della Srfi. il primo contiene i due seguenti agenti tensioattivi: lauril (7) OE citrato bisodico (anionico, etossilato), e sodio laurilsolfato (anch’esso anionico), una serie di ingredienti con funzioni di idratanti e/o emollienti, come la glicerina, l’idrolizzato di collagene, i glicosamminoglicani, e inoltre, un agente ad azione lenitiva, l’estratto secco di camomilla, con azulene. Il secondo contiene come tensioattivo il polisorbato 80 (o Tween 80, un tensioattivo non ionico etossilato) e come ulteriore ingrediente fondamentale acido glicirretico veicolato in un sistema liposomale, il quale ha un’azione sostanzialmente lenitiva.
Il confronto ha tenuto conto sostanzialmente dei seguenti due parametri: effetto emolliente (che si traduce in pratica in una maggiore o minore facilità a scogliere o asportare le cispe) e tollerabilità soggettiva ed obiettiva. I risultati, per gli stessi 6 pazienti e considerando la versione Tipo B di salvietta secondo l’invenzione (imbibizione con 2 mi di preparato) sono i seguenti:
Giudizio globale:
Uguale ai due prodotti commerciali: 4 pazienti Migliore dei due prodotti commerciali: 2 pazienti Pertanto, il 33% dei pazienti inclusi nella prova ha considerato il prodotto secondo l'invenzione, presentato in salviette contenenti 2 mi di soluzione liquida, più soddisfacente dei preparati di confronto, e si può prevedere che un grado di imbibizione maggiore (ad esempio, 2,7 mi, come descritto nell’esempio 1) migliorerebbe ulteriormente le prestazioni.
La seconda serie di prove cliniche è stata condotta da pazienti ambulatoriali accuratamente istruiti su come utilizzare le salviette e sui giudizi da dare. Sono stati prescelti pazienti con patologia bilaterale e simmetrica, e si è chiesto di detergere per tre giorni consecutivi al mattino l’occhio destro con il preparato in bustine Tipo A e l’occhio sinistro con quello in bustine Tipo B. Al termine della prova i pazienti sono stati interrogati su effetto emolliente-detergente, tollerabilità e accettabilità/maneggevolezza delle salviette.
Sono stati inclusi nello studio 15 pazienti (per un totale di 30 occhi) di età compresa tra 25 e 74 anni (media 45,27 ± 15,18), di cui 3 affetti da blefarocongiuntivite acuta, 7 da blefarocongiuntivite cronica e 5 da blefarite cronica. In base all’esame obiettivo è risultato che la flogosi era lieve in 2 pazienti, moderata in 10 e intensa in 3, e che la rima palpebrale presentava solo croste in 4 pazienti, solo cispe in 5 e entrambe nei rimanenti 6 pazienti. Alcuni di essi erano già in terapia farmacologica, e più precisamente 2 con antibiotici, 3 con corticosteriodi ed altri 3 con associazione dei due.
L'attività detergente ed emolliente rilevata per entrambi i gradi di imbibizione delle salviette è stata soddisfacente in tutti i casi, ma in modo particolare per la versione Tipo B, come mostrato nella seguente tabella 4.
TABELLA 4
Prove cliniche - seconda parte
Attività detergente ed emolliente
Come si può notare dalla successiva tabella 5, non è stato riscontrato alcun effetto collaterale topico, ad eccezione di due pazienti, che hanno riferito un lieve bruciore. È opportuno rilevare che altri due pazienti hanno invece riportato un senso di sollievo e di freschezza con l’uso del preparato dell'invenzione in entrambe le versioni.
TABELLA 5
Prove cliniche - seconda parte
Tollerabilità: sintomo bruciore
La maggior parte dei pazienti ha giudicato sufficiente il grado di imbibizione di entrambi Tipi A e B di salvietta secondo l'invenzione, come risulta dalla tabella 6 riportata nel seguito. Il giudizio finale predominante è stato, comunque, quello a favore del grado di imbibizione maggiore. Infine va notato che 14 pazienti su 15 hanno giudicato pratica la bustina monodose.
TABELLA 6
Prove cliniche - seconda parte
Grado di imbibizione delle salviette
In esito alle prove cliniche sopra riferite si è potuto concludere che le salviettine imbevute con il prodotto dell’invenzione si sono dimostrate efficaci nel garantire una adeguata igiene della rima palpebrale in tutti i casi in cui erano presenti secrezioni, croste e cispe. La versione tipo B, con una maggiore imbibizione, è stata preferita dal 60% dei pazienti, e tale preferenza trova concordi i medici, perché rende il preparato anche più efficace nel rimuovere cispe e croste delle più ostinate blefariti staffilococciche. Come già notato, la tollerabilità del prodotto è stata buona ed indipendente dal grado di imbibizione, e i pochi casi in cui è stato riferito un lieve bruciore sono compensati da quelli in cui, al contrario, l’applicazione del prodotto ha dato una sensazione immediata di freschezza e benessere. Infine, è da notare che a distanza dalla detersione non sono state avvertite, nelle zone interessate, sensazioni spiacevoli da ascrivere al prodotto utilizzato.
La presente invenzione è stata descritta con riferimento particolare ad alcune sue forme di realizzazione specifiche, ma è da intendersi che variazioni e modifiche potranno essere ad essa apportate dagli esperti nel ramo senza per questo uscire dal relativo ambito di protezione.

Claims (19)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Detergente emolliente per l'igiene palpebrale e perioculare, costituito da una soluzione acquosa comprendente, come ingredienti principali, un gel di carragenine, un tensioattivo non ionico costituito da un alchil poliglicoside e un tensioattivo anionico costituito dal prodotto di condensazione di acidi grassi e idrolizzati proteici, in forma di sale con metallo alcalino.
  2. 2. Detergente secondo la rivendicazione 1, comprendente, inoltre, un copolimero polisilossano-polietere.
  3. 3. Detergente secondo ognuna delle rivendicazioni 1 o 2, in cui detto gel di carragenine è estratto dall’Ahnfeltia concinna.
  4. 4. Detergente secondo la rivendicazione 3, in cui detto estratto daH’Ahnfeitia concinna è Seamollient<®>.
  5. 5. Detergente secondo ognuna delle rivendicazioni precedenti, in cui detto tensioattivo non ionico è C8-C10 alchil poligiicoside.
  6. 6. Detergente secondo la rivendicazione 5, in cui detto C8-C10 alchil poligiicoside, in soluzione acquosa al 60% in peso, è Triton<® >CG-110.
  7. 7. Detergente secondo ognuna delle rivendicazioni precedenti, in cui detto tensioattivo anionico è coccoli polipeptide di soia sale di potassio.
  8. 8. Detergente secondo la rivendicazione 7, in cui detto coccoil polipeptide di soia sale di potassio, in soluzione acquosa al 30% in peso, è Coccopolipeptide di Soja 30%.
  9. 9. Detergente secondo ognuna delle rivendicazioni 2-8, in cui detto copolimero pofisilossano-polietere è un copolimero di polidimetilsilossano e poliossialchilenetere.
  10. 10. Detergente secondo la rivendicazione 9, in cui detto copolimero di polidimetilsilossano e poliossialchilenetere è il fluido siliconico SF 1188.
  11. 11. Detergente secondo ognuna delle rivendicazioni precedenti, comprendente, inoltre, uno o più agenti conservanti o antimicrobici.
  12. 12. Detergente secondo ognuna delle rivendicazioni precedenti, comprendente, inoltre, uno o più agenti regolatori della tonicità.
  13. 13. Detergente secondo ognuna delle rivendicazioni precedenti, comprendente il 2-10% in peso di Seamollient<®>, lo 0,5-3% in peso di Triton<® >CG-110, lo 0,5-5% in peso di Coccopolipeptide di Soja 30% e lo 0,2-3% in peso di SF 1188.
  14. 14. Detergente secondo la rivendicazione 11, comprendente il 5% in peso di Seamollient<®>, lo 0,5% in peso di Triton<® >CG-110, l’1% in peso di Coccopolipeptide di Soja 30% e Γ1 % in peso di SF 1188.
  15. 15. Detergente secondo le rivendicazioni 13 o 14, comprendente, inoltre, timerosale come agente antimicrobico e sodio cloruro come agente regolatore della tonicità.
  16. 16. Detergente secondo la rivendicazione 15, avente la seguente composizione: Seamollient<® >5% in peso, Triton<® >CG-110 0,5% in peso, Coccopolipeptide di Soja 30% 1% in peso, SF 1188 1% in peso, cloruro di sodio 0,9% in peso, timerosale 0,01% in peso e acqua deionizzata q.b. a 100.
  17. 17. Salviettina per l'igiene palpebrale e perioculare costituita da un substrato sterile in materiale assorbente imbibito del prodotto detergente emolliente secondo ognuna delle rivendicazioni 1-16.
  18. 18. Salviettina secondo la rivendicazione 17, imbibita con una quantità totale di prodotto compresa tra 1,5 ml e 3 ml.
  19. 19. Detergente emolliente per l'igiene palpebrale e perioculare e relative salviettine secondo le rivendicazioni 1-18, sostanzialmente come in precedenza descritti.
IT96RM000207A 1996-04-01 1996-04-01 Detergente emolliente per l'igiene palpebrale e perioculare. IT1284616B1 (it)

Priority Applications (1)

Application Number Priority Date Filing Date Title
IT96RM000207A IT1284616B1 (it) 1996-04-01 1996-04-01 Detergente emolliente per l'igiene palpebrale e perioculare.

Applications Claiming Priority (1)

Application Number Priority Date Filing Date Title
IT96RM000207A IT1284616B1 (it) 1996-04-01 1996-04-01 Detergente emolliente per l'igiene palpebrale e perioculare.

Publications (3)

Publication Number Publication Date
ITRM960207A0 ITRM960207A0 (it) 1996-04-01
ITRM960207A1 true ITRM960207A1 (it) 1997-10-01
IT1284616B1 IT1284616B1 (it) 1998-05-21

Family

ID=11404057

Family Applications (1)

Application Number Title Priority Date Filing Date
IT96RM000207A IT1284616B1 (it) 1996-04-01 1996-04-01 Detergente emolliente per l'igiene palpebrale e perioculare.

Country Status (1)

Country Link
IT (1) IT1284616B1 (it)

Also Published As

Publication number Publication date
IT1284616B1 (it) 1998-05-21
ITRM960207A0 (it) 1996-04-01

Similar Documents

Publication Publication Date Title
DK2018103T3 (en) PRACTICES AND PREPARATIONS FOR THE TREATMENT OF INFECTIOUS OR INFECTIOUS colonization of the eyelid, eye surface, SKIN OR EAR
CA2365542C (en) A viscosity enhanced ophthalmic solution, having a detergent action on contact lenses
AU777198B2 (en) Non-irritating cleansing composition
US8535736B2 (en) Methods and compositions for the treatment of infection or infectious colonization of the eyelid, ocular surface, skin or ear
JP2021523124A (ja) 次亜塩素酸をベースにした眼瞼洗浄剤
WO2004100993A1 (ja) 眼科用組成物
TWI685336B (zh) 用於保持眼瞼衛生之組合物、套組及方法
WO2011085155A2 (en) Formulations and methods for dissolving cerumen
KR20170125135A (ko) 안과용 조성물 및 그의 키트
JP3540165B2 (ja) ジェル状クレンジング化粧料
KR20180125171A (ko) 눈꺼풀 위생을 유지하기 위한 조성물, 키트 및 방법
JP4642449B2 (ja) コンタクトレンズ用液剤組成物
JP2002524418A (ja) 眼用組成物および使用法
WO2008047394A1 (en) Composmons for eyelid and periocular hygiene with enhanced ocular and skin tolerability
ITRM960207A1 (it) Detergente emolliente per l&#39;igiene palpebrale e perioculare.
CN111494275A (zh) 一种适合婴幼儿的眼部无刺激的洗涤用品及其制备方法
CN110974722A (zh) 一种生物多糖在洗护产品中的应用
DK2604298T3 (en) Universal solutions for the care of contact lenses with chamomile
CN111956517A (zh) 一种洗面奶及其制备方法
US20250000762A1 (en) Hypochlorous acid-based eyelid cleansers
EP0453337A2 (fr) Utilisation de l&#39;héxétidine ou de ses dérivés ou sels pour la préparation d&#39;une composition pharmaceutique à usage ophtalmologique
HK40048554A (en) Hypochlorous acid-based eyelid cleansers

Legal Events

Date Code Title Description
0001 Granted