ITMI20110070A1 - Singolarizzatore - Google Patents
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Description
D E S C R I Z I O N E
annessa a domanda di brevetto per INVENZIONE INDUSTRIALE dal titolo: "SINGOLARIZZATORE "
La presente invenzione ha per oggetto un singolarizzatore .
In particolare l'apparecchiatura di seguito descritta à ̈ destinata a ricevere una pluralità di articoli alla rinfusa in ingresso ed a fornire in uscita la citata pluralità di articoli opportunamente singolarizzati (su una o più linee), ovvero disposti consecutivamente lungo prefissate linee di avanzamento.
II campo principale di applicazione del singolarizzatore oggetto del trovato à ̈ quello della singolarizzazione di articoli alla rinfusa bidimensionalmente disposti , ovvero non sovrapposti uno all'altro.
BACKGROUND TECNOLOGICO
Come à ̈ noto, numerose attività commerciali e industriali richiedono che un prefissato numero di articoli che sono in generale alimentati casualmente e disposti alla rinfusa vengano opportunamente e automaticamente ordinati in maniera tale da poter essere successivamente manipolati con maggior semplicità in forma automatica o semi automatica.
Le macchine predisposte all'operazione sopra specificata note sono anche come "singolarizzatori".
I settori di utilizzo dei singolarizzatori sono svariati e si citano in via esemplificativa, e non limitativa, il settore dello smistamento e distribuzione della posta, il settore delle spedizioni e della distribuzione di pacchi, etc .
Esistono oggi in commercio diverse apparecchiature preposte allo svolgimento del compito sopra evidenziato. Una prima tipologia di tali macchine prevede, nella sua struttura principale destinata alla singolarizzazione, l'utilizzo di una prima stazione convergente costituita da un nastro trasportatore centrale ad elevato attrito affiancato su entrambi i lati da due rispettive rulliere ad asse inclinato rispetto alla direzione di avanzamento degli articoli.
Le rulliere imprimono agli articoli che poggiano su di esse un moto di avanzamento e traslazione laterale verso il nastro centrale a elevato attrito portando la maggior parte degli articoli sul nastro centrale stesso.
Successivamente alla stazione convergente à ̈ posta una stazione divergente costituita anch'essa da un nastro centrale ad elevato attrito posto in prosecuzione del nastro centrale della stazione convergente ed atto a ricevere gli articoli che sono stati portati in corrispondenza della zona centrale del dispositivo. Affiancate al nastro centrale si trovano due rulliere con rulli ad asse inclinato destinate a impartire agli articoli che dovessero trovarsi in appoggio esclusivo sulle stesse un moto di avanzamento ed un corrispondente moto laterale di allontanamento dal nastro centrale ad elevato attrito.
In particolare un articolo che si dovesse trovare almeno parzialmente appoggiato al nastro centrale verrebbe trasportato da quest'ultimo non risentendo della spinta laterale della corrispondente rulliera; viceversa un prodotto che si trovi esclusivamente in appoggio sulla rulliera viene allontanato dal nastro centrale.
Ai fianchi della stazione divergente sono presenti opportuni nastri di trasporto o nastri di ricircolo destinati a ricevere i prodotti allontanati dalle rulliere divergenti ed a riportarli in corrispondenza dell'ingresso alla macchina ed in particolare in ingresso alla stazione convergente per essere nuovamente processati.
Viceversa i prodotti singolarizzati che si trovano sul nastro centrale ad elevato attrito procedono verso le ulteriori stazioni di processo.
In questa maniera si ottiene la singolarizzazione dei prodotti in corrispondenza della zona centrale della macchina, viceversa, tutti gli articoli che, in particolare per sovrapposizione in una direzione trasversale alla direzione di trasporto, non dovessero raggiungere tale zona centrale vengono opportunamente ricircolati tramite la stazione divergente e tramite i nastri di ricircolo venendo pertanto riportati in ingresso alla macchina e quindi riprocessati.
Il brevetto US 5701989 descrive, con particolare riferimento alla figura 13, un dispositivo simile a quello precedentemente descritto ed utilizzato in commercio.
La differenza principale à ̈ legata all'assenza di un nastro trasportatore in corrispondenza della zona convergente (in altri termini sono presenti esclusivamente due rulliere convergenti verso l'asse centrale di avanzamento) e dalla presenza di una stazione divergente costituita da una pluralità di nastri trasportatori addizionali con lo scopo di asportare gli articoli non singolarizzati in maniera tale da reimmetterli nel ciclo di singolarizzazione.
Una seconda tipologia di dispositivi noti atti alla singolarizzazione di prodotti à ̈ costituita da un' apparecchiatura complessa in cui tutti gli articoli in ingresso al dispositivo vengono opportunamente scannerizzati tramite, ad esempio, opportune telecamere in grado di fornire le informazioni rilevate ad un'unità di controllo che ricostruisce la distribuzione degli articoli lungo il percorso di avanzamento degli stessi. È in particolare poi presente un piano di movimentazione costituito da un array di singoli nastri trasportatori indipendentemente movimentabili.
In altri termini il piano di movimentazione à ̈ costituito da un prefissato numero di righe e di colonne definite da una pluralità di singoli nastri trasportatori i quali vengono comandati dall'unità di controllo mediante rispettivi motori.
Quest'ultima unità , avendo in memoria la posizione dei singoli articoli e monitorandone gli spostamenti, comanda i nastri trasportatori con velocità differenziate in maniera tale da poter opportunamente orientare, ruotandoli, gli articoli e anche da poterli distanziare in senso longitudinale differenziando le velocità di avanzamento dei nastri su cui gli articoli insistono. In uscita dal piano di movimentazione, i vari articoli risulteranno orientati in maniera ordinata e sufficientemente distanziati lungo rispettive linee di avanzamento.
In questa maniera à ̈ possibile operare a valle del piano di movimentazione su articoli già in parte preordinati effettuandone una singolarizzazione fine.
La macchina sopra accennata à ̈ almeno in parte descritta in talune pubblicazioni brevettuali e, ad esempio, nei brevetti EP 1556297 ed US 2003/141165.
I singolarizzatori sopra brevemente descritti pur assolvendo egregiamente i compiti ai quali sono preposti non sono tuttavia esenti da limiti e/o inconvenienti operativi .
Ad esempio il singolarizzatore presentante la stazione convergente, la stazione divergente e il nastro di ricircolo risulta avere ingombri estremamente importanti sia in senso longitudinale, sia in senso trasversale. Difatti il principio di funzionamento impone di portare tutti i prodotti sul nastro trasportatore centrale di singolarizzazione e comporta la necessità di avere determinate lunghezze nel senso di trasporto in maniera tale da garantire un opportuno riempimento del nastro centrale ad elevato attrito.
La necessità poi di poter ricircolare i prodotti non singolarizzati comporta la presenza di due ulteriori nastri di ricircolo posti ai lati della macchina che ovviamente ne aumentano gli ingombri in tale direzione. Quanto sopra comporta in generale la necessità di avere a disposizione grossi volumi/dimensioni per poter installare i singolarizzatori in questione con conseguenti aumenti di costi sia di realizzazione del dispositivo sia poi di gestione della macchina stessa. Viceversa il dispositivo presentante la molteplicità di nastri trasportatori indipendentemente movimentabili risulta essere molto più compatto ma, allo stesso tempo, estremamente complesso dal punto di vista costruttivo e di gestione del funzionamento.
Infatti à ̈ necessaria la presenza di un'unità di controllo e di opportune telecamere che monitorino la movimentazione degli articoli e di un algoritmo di controllo che possa permettere di agire efficientemente e singolarmente in maniera controllata su ciascuno dei nastri trasportatori.
Inoltre ciascuno di tali nastri trasportatori à ̈ dotato di un rispettivo azionamento e di un rispettivo motore che chiaramente incrementano i costi realizzativi e di manutenzione, contemporaneamente diminuendo l'affidabilità del singolarizzatore (visto l'elevato numero di parti elettriche e meccaniche che lo costituiscono) .
SOMMARIO
In questa situazione scopo principale à ̈ quello di mettere a disposizione un singolarizzatore in grado di ovviare sostanzialmente agli inconvenienti della macchine di tipo noto.
Un primo scopo del singolarizzatore successivamente descrìtto in varie forme realizzative à ̈ quello di mettere a disposizione una macchina che sia sufficientemente compatta ed allo stesso tempo piuttosto semplice dal punto di vista di gestione e di controllo.
Un obiettivo à ̈ quello di limitare le funzioni di controllo attivo necessarie alla singolarizzazione limitando pertanto anche il numero dei motori (e la conseguente elettronica), nonché le parti meccaniche in movimento .
È infine uno scopo anche quello di mantenere contenuti gli ingombri trasversali del dispositivo, ma anche quelli longitudinali, fornendo comunque un singolarizzatore in grado di garantire delle buone performances di singolarizzazione in termini di numero di articoli massimi singolarizzabili per unità di tempo ed in termini di affidabilità di singolarizzazione.
Questi ed altri scopi sono sostanzialmente raggiunti da un singolarizzatore in accordo con una o più delle rivendicazioni annesse.
In accordo con un primo aspetto indipendente à ̈ previsto un singolarizzatore comprendente: almeno un modulo convergente sviluppantesi tra una stazione di ingresso ed una stazione di uscita, il modulo convergente essendo configurato per ricevere articoli alla rinfusa in corrispondenza della stazione di ingresso e per movimentarli verso la stazione di uscita lungo una direzione principale di avanzamento, il modulo convergente presentando almeno una prima zona definita tra la stazione di ingresso e la stazione di uscita lungo la direzione principale di avanzamento e configurata per, alternativamente, impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento o un moto di avanzamento lungo la direzione principale e una movimentazione laterale in direzione di una seconda zona adiacente, almeno una seconda zona affiancata alla prima zona lungo la direzione principale di avanzamento e sviluppantesi tra l'ingresso e la stazione di uscita, la seconda zona essendo configurata per impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale ed una movimentazione laterale in direzione della prima zona; almeno un modulo divergente posto a valle del modulo convergente lungo la direzione principale di avanzamento sviluppantesi tra una rispettiva stazione di ingresso e una stazione di uscita, il modulo divergente presentando: una prima zona configurata per ricevere articoli provenienti dalla prima zona del modulo convergente e per impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento; una seconda zona affiancata alla prima zona lungo la direzione di avanzamento e sviluppantesi tra la stazione di ingresso e la stazione di uscita, detta seconda zona essendo configurata per impartire agli articoli che si trovano in appoggio sulla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale ed una movimentazione laterale in allontanamento dalla prima zona; almeno una terza zona, affiancata alla seconda zona lungo la direzione principale di avanzamento da parte opposta rispetto alla prima zona e sviluppatesi da una posizione iniziale compresa tra la stazione di ingresso ed una zona di mezzeria sino alla stazione di uscita, gli articoli in corrispondenza di detta terza zona essendo movimentati lungo la direzione di avanzamento sino alla stazione di uscita; una quarta zona sviluppantesi tra una stazione di ingresso ed una stazione di uscita ed affiancata alla prima zona lungo la direzione principale di avanzamento da parte opposta alla seconda zona, la quarta zona essendo configurata per impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento e una movimentazione laterale in allontanamento dalla prima zona, in particolare la movimentazione laterale impartita dalla seconda zona e dalla quarta zona avendo medesima direzione e verso opposto rispettivamente diretto in allontanamento dalla zona; e una quinta zona affiancata alla quarta zona lungo la direzione di avanzamento principale da parte opposta alla prima zona, gli articoli in corrispondenza di detta quinta zona essendo movimentati lungo la direzione di avanzamento sino alla stazione di uscita.
In accordo con un ulteriore aspetto indipendente à ̈ previsto un singolarizzatore comprendente: almeno un modulo convergente sviluppantesi tra una stazione di ingresso e una stazione di uscita, il modulo convergente essendo configurato per ricevere articoli alla rinfusa in corrispondenza della stazione di ingresso e per movimentarli verso la stazione di uscita lungo una direzione principale di avanzamento, il modulo convergente presentando almeno una prima zona definita tra la stazione di ingresso e la stazione di uscita lungo la direzione principale di avanzamento e configurata per, alternativamente, impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento o un moto di avanzamento lungo la direzione principale e una movimentazione laterale in direzione di una seconda zona adiacente, almeno una seconda zona affiancata alla prima zona lungo la direzione principale di avanzamento e sviluppantesi tra l'ingresso e la stazione di uscita, la seconda zona essendo configurata per impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale ed una movimentazione laterale in direzione della prima zona; almeno un modulo divergente posto a valle del modulo convergente lungo la direzione principale di avanzamento sviluppantesi tra una rispettiva stazione di ingresso e una stazione di uscita, il modulo divergente presentando una prima zona configurata per ricevere articoli provenienti dalla prima zona del modulo convergente e per impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento, una seconda zona affiancata alla prima zona lungo la direzione di avanzamento e sviluppantesi tra la stazione di ingresso e la stazione di uscita, detta seconda zona essendo configurata per impartire agli articoli che si trovano in appoggio sulla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale e una movimentazione laterale in allontanamento dalla prima zona, almeno una terza zona, affiancata alla seconda zona lungo la direzione principale di avanzamento da parte opposta rispetto alla prima zona e sviluppatesi da una posizione iniziale compresa tra la stazione di ingresso ed una zona di mezzeria sino alla stazione di uscita, gli articoli in corrispondenza di detta terza zona essendo movimentati lungo la direzione di avanzamento sino alla stazione di uscita; almeno un modulo selettore posto a valle del modulo divergente lungo la direzione principale di avanzamento e sviluppantesi tra una rispettiva stazione di ingresso e una stazione di uscita, il modulo selettore presentando una prima zona configurata per ricevere gli articoli movimentati almeno dalla prima zona del modulo divergente e per impartire gli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un modo di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento dalla stazione di ingresso alla stazione di uscita e presentando una seconda zona configurata per ricevere gli articoli movimentati dalla terza zona del modulo divergente e per impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento dalla stazione di ingresso alla stazione di uscita; e un'unità di controllo attiva almeno sulla prima zona del modulo selettore per impartire un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento con un primo profilo di velocità ed attiva almeno sulla seconda zona del modulo selettore per impartire un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento con un secondo profilo di velocità indipendente dal primo profilo di velocità .
In un terzo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti, in cui il modulo convergente comprende una terza zona affiancata alla prima zona lungo la direzione principale di avanzamento da parte opposta alla seconda zona e sviluppantesi tra la stazione di ingresso e la stazione di uscita, la terza zona essendo configurata per impartire agli articoli che si trovano in appoggio dalla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale e una movimentazione laterale in direzione della prima zona, in particolare la movimentazione laterale dalla terza zona e dalla seconda zona verso la prima zona avendo medesima direzione verso opposto rispettivamente diretto verso la prima zona.
In un quarto aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti comprendente inoltre: almeno un modulo selettore posto a valle del modulo divergente lungo la direzione principale di avanzamento e sviluppantesi tra una rispettiva stazione di ingresso e una stazione di uscita, il modulo selettore presentando una prima zona configurata per ricevere gli articoli movimentati almeno dalla prima zona del modulo divergente e per impartire gli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un modo di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento dalla stazione di ingresso alla stazione di uscita e presentando una seconda zona configurata per ricevere gli articoli movimentati dalla terza zona del modulo divergente e per impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento dalla stazione di ingresso alla stazione di uscita; un'unità di controllo attiva almeno sulla prima zona del modulo selettore per impartire un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento con un primo profilo di velocità ed attiva almeno sulla seconda zona del modulo selettore per impartire un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento con un secondo profilo di velocità indipendente dal primo profilo di velocità .
In un quinto aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti in cui il modulo selettore comprende una terza zona configurata per ricevere gli articoli movimentati dalla quinta zona del modulo divergente e per impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento dalla stazione di ingresso alla stazione di uscita, l'unità di controllo essendo attiva sulla terza zona del modulo selettore per impartire un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento con un terzo profilo di velocità indipendente dal primo profilo di velocità e/o dal secondo profilo di velocità .
In un sesto aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti, comprendente un sistema di rilevamento asservito all'unità di controllo per rilevare nel tempo il passaggio di articoli in ingresso al modulo selettore almeno in corrispondenza della prima e della seconda zona ed in particolare anche in corrispondenza della terza zona, l'unità di controllo determinando i profili di velocità delle rispettive zone in funzione dei dati di rilevamento ricevuti dal sistema di rilevamento, in particolare i profili di velocità essendo impostati per conseguire un'uscita degli articoli dalla stazione di uscita in configurazione singolarizzata e non sovrapposta lungo uno sviluppo trasversale del modulo selettore, ad esempio uno sviluppo ortogonale alla direzione principale di avanzamento.
In un settimo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti in cui il modulo selettore comprende una quarta zona affiancata e interposta tra la prima e la seconda zona in direzione di avanzamento principale e una quinta zona affiancata alla ed interposta tra la prima e la terza zona lungo la direzione principale di avanzamento, detta quarta e quinta zona sviluppandosi dalla stazione di ingresso alla stazione di uscita, in particolare la quarta e la quinta zona comprendendo superfici movimentate a coefficiente di attrito inferiore al coefficiente di attrito delle rispettive zone adiacenti.
In un ottavo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti in cui detta prima zona del modulo convergente comprende un movimentatore, ad esempio un nastro trasportatore, con un elevato coefficiente di attrito, il coefficiente di attrito del movimentatore della prima zona essendo maggiore del coefficiente di attrito della seconda zona e in particolare essendo maggiore del coefficiente di attrito della terza zona.
In un nono aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti in cui detta prima zona del modulo divergente comprende un movimentatore, in particolare un nastro trasportatore, con elevato coefficiente di attrito, il coefficiente di attrito del movimentatore della prima zona essendo maggiore del coefficiente di attrito della seconda zona e in particolare essendo maggiore del coefficiente di attrito della quarta zona.
In un decimo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti in cui detta prima zona del modulo convergente comprende almeno un elemento di movimentazione, in particolare una rulliera con rulli ad asse inclinato rispetto alla direzione di avanzamento principale, configurato per impartire agli articoli in appoggio sulla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento e una movimentazione laterale in direzione della seconda zona.
In un undicesimo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti in cui detta seconda zona del modulo convergente comprende un movimentatore, in particolare una rulliera con rulli ad asse inclinato rispetto alla direzione di avanzamento principale, per impartire il moto di avanzamento verso la stazione di uscita e la movimentazione laterale verso la prima zona, in particolare la terza zona del modulo convergente comprendendo un elemento di movimentazione, in particolare una rulliera con rulli e asse inclinato rispetto alla direzione di avanzamento principale, per impartire un moto di avanzamento verso la stazione di uscita e la movimentazione laterale verso la prima zona. In un dodicesimo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti in cui detta seconda zona del modulo divergente comprende un elemento di movimentazione, in particolare una rulliera con rulli ad asse inclinato rispetto alla direzione di avanzamento principale, configurato per impartire il moto di avanzamento verso la stazione di uscita e la movimentazione laterale in allontanamento dalla prima zona, in particolare la quarta zona del modulo divergente comprendendo un elemento di movimentazione, in particolare una rulliera con rulli ad asse inclinato rispetto alla direzione di avanzamento principale, configurato per impartire il moto di avanzamento verso la stazione di uscita e la movimentazione laterale in allontanamento dalla prima zona.
In un tredicesimo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti in cui la terza zona del modulo divergente comprende una parete laterale emergente da un piano medio della seconda zona, detta parete laterale essendo configurata per ricevere in appoggio gli articoli spinti dalla seconda zona in allontanamento dalla prima zona e configurata per consentire una movimentazione lungo la direzione principale di avanzamento verso la stazione di uscita, in particolare la quinta zona del modulo divergente comprendendo una parete laterale emergente da un piano medio della quarta zona, detta parete laterale essendo configurata per ricevere in appoggio gli articoli spinti dalla quarta zona in allontanamento dalla prima zona e configurata per consentire una movimentazione lungo la direzione principale di avanzamento verso la stazione di uscita (12).
In un ulteriore (quattordicesimo) aspetto indipendente o eventualmente in combinazione con uno o più degli aspetti precedenti à ̈ previsto un singolarizzatore comprendente: un prefissato numero di moduli di processamento di articoli sviluppantisi tra una stazione di ingresso e una stazione di uscita e configurati per ricevere articoli alla rinfusa in corrispondenza della stazione di ingresso e per processarli e movimentarli verso la stazione di uscita lungo una direzione principale di avanzamento, il prefissato numero di moduli di processamento di articoli essendo configurato per portare gli articoli in uscita dalla stazione di uscita secondo almeno una prima e una seconda linea di avanzamento predefinite; un modulo selettore posto a valle del prefissato numero di moduli lungo la direzione principale di avanzamento e sviluppantesi tra una rispettiva stazione di ingresso e una stazione di uscita, il modulo selettore presentando una prima zona configurata per ricevere gli articoli provenienti dalla prima linea di avanzamento e per impartire gli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento dalla stazione di ingresso alla stazione di uscita e presentando una seconda zona configurata per ricevere gli articoli provenienti dalla seconda linea di avanzamento e per impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento dalla stazione di ingresso alla stazione di uscita, ciascuna di dette prima e seconda zona di avanzamento comprendendo un rispettivo dispositivo di trasporto, caratterizzato dal fatto che almeno uno di detti primo e secondo dispositivo di trasporto presenta almeno una prima superficie di trasporto sviluppantesi tra la stazione di ingresso e la stazione di uscita ed una seconda superficie di trasporto sviluppantesi tra la stazione di ingresso e la stazione di uscita e posizionata adiacentemente alla prima superficie di trasporto, detta prima superficie di trasporto presentando un coefficiente di attrito maggiore del coefficiente di attrito della seconda superficie di trasporto .
In un quindicesimo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo l'aspetto precedente in cui l'altro di detto primo e secondo dispositivo di trasporto presenta almeno una prima superficie di trasporto sviluppantesi tra la stazione di ingresso e la stazione di uscita e una seconda superficie di trasporto sviluppantesi tra la stazione di ingresso e la stazione di uscita posizionata adiacentemente alla prima superficie di trasporto, detta prima superficie di trasporto presentando un coefficiente di attrito maggiore del coefficiente di attrito della seconda superficie di trasporto.
In un sedicesimo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti 14 o 15 in cui almeno uno di detti primo e secondo dispositivo di trasporto comprende inoltre una terza superficie di trasporto sviluppantesi tra la stazione di ingresso e la stazione di uscita, in particolare la prima superficie di trasporto essendo adiacente alla seconda e alla terza superficie di trasporto, ovvero trovandosi interposta tra queste ultime, opzionalmente la prima superficie di trasporto presentando una larghezza in direzione ortogonale alla direzione principale di avanzamento maggiore della larghezza di detta seconda e/o terza superficie di trasporto.
In un diciassettesimo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti da 14 a 16 in cui la prima e la seconda, e opzionalmente la terza, superficie di trasporto del primo dispositivo di trasporto sono movimentate da un medesimo primo sistema di movimentazione presentando entrambe una medesima velocità di avanzamento dalla stazione di ingresso quella di uscita.
In un diciottesimo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti da 14 a 17 in cui il primo dispositivo di trasporto comprende almeno un primo e un secondo nastro trasportatore e opzionalmente un terzo nastro trasportatore, la prima e la seconda superficie di trasporto opzionalmente la terza superficie di trasporto essendo definita dalle superfici attive rispettivamente del primo e del secondo nastro di trasporto e opzionalmente del terzo nastro di trasporto, in particolare detti nastri trasportatori essendo distinti e separati tra loro.
In un diciannovesimo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti da 14 a 18 in cui la prima e la seconda superficie di trasporto del secondo dispositivo di trasporto sono movimentate da un medesimo secondo sistema di movimentazione presentando entrambe una medesima velocità di avanzamento dalla stazione di ingresso a quella di uscita, in particolare la velocità di avanzamento della prima e della seconda superficie di trasporto del secondo dispositivo di trasporto essendo indipendente dalla velocità di avanzamento della prima e della seconda superficie di trasporto del primo dispositivo di trasporto.
In un ventesimo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti da 15 a 19, in cui la seconda superficie di trasporto a basso attrito del secondo dispositivo di trasporto si trova affiancato e adiacente alla seconda superficie a basso attrito del primo dispositivo di trasporto.
In un ventunesimo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti da 14 a 20 in cui il secondo dispositivo di trasporto comprende almeno un primo e un secondo nastro trasportatore la prima e la seconda superficie di trasporto essendo definite dalle superfici attive rispettivamente del primo e del secondo nastro trasportatore in particolare detti nastri trasportatori essendo distinti e separati tra loro.
In un ventiduesimo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti da 14 a 21 in cui il prefissato numero di moduli di processamento à ̈ configurato per portare gli articoli in uscita dalla stazione di uscita secondo almeno tre linee distinte di avanzamento predefinite, il modulo selettore comprendendo una terza zona configurata per ricevere gli articoli provenienti dalla terza linea di avanzamento e per impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale dalla stazione di ingresso alla stazione di uscita, la terza zona di avanzamento comprende un terzo dispositivo di trasporto presentante almeno una prima superficie di trasporto sviluppantesi tra la stazione di ingresso e la stazione di uscita e una seconda superficie di trasporto sviluppantesi tra la stazione di ingresso e la stazione di uscita e posizionata adiacentemente alla prima superficie di trasporto, detta prima superficie di trasporto presentando un coefficiente di attrito maggiore del coefficiente di attrito della seconda superficie di trasporto .
In un ventitreesimo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti da 14 a 22 in cui la prima e la seconda superficie di trasporto del terzo dispositivo di trasporto sono movimentate da un medesimo terzo sistema di movimentazione presentando entrambe una medesima velocità di avanzamento dalla stazione di ingresso a quella di uscita, in particolare la velocità di avanzamento della prima e seconda superficie di trasporto del primo dispositivo di trasporto essendo indipendente dalla velocità di avanzamento della prima e della seconda superficie del primo dispositivo di trasporto e/o del secondo dispositivo di trasporto.
In un ventiquattresimo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti 22 o 23 in cui il terzo dispositivo di trasporto comprende almeno un primo ed un secondo nastro trasportatore, la prima e la seconda superficie di trasporto essendo definite dalle superfici attive rispettivamente del primo e del secondo nastro trasportatore, in particolare detti nastri trasportatori essendo distinti e separati tra loro.
In un venticinquesimo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti 22 o 23 o 24 in cui la seconda superficie di trasporto a basso attrito del terzo dispositivo di trasporto si trova affiancata ed adiacente alla terza superficie di trasporto a basso attrito del primo dispositivo di trasporto.
In un ventiseiesimo aspetto à ̈ previsto un singolarizzatore secondo uno qualsiasi degli aspetti precedenti 18, 20 o 24, in cui il sistema di movimentazione comprende un motore, in particolare elettrico, ed una trasmissione atta a portare il moto generato dal motore in corrispondenza di almeno un primo albero di movimentazione, la prima e la seconda superficie di trasporto essendo movimentate da detto medesimo albero per generare una movimentazione di avanzamento sugli articoli in appoggio alle stesse dalla stazione di ingresso alla stazione di uscita.
In un ulteriore aspetto indipendente à ̈ previsto un procedimento per la singolarizzazione di articoli alla rinfusa comprendente le seguenti fasi: alimentare con articoli alla rinfusa un modulo convergente di un singolarizzatore, il modulo convergente sviluppandosi tra una stazione di ingresso e una stazione di uscita ed essendo configurato per ricevere articoli alla rinfusa in corrispondenza della stazione di ingresso ed a movimentarli verso la stazione di uscita lungo una direzione principale di avanzamento, il modulo convergente presentando almeno una prima zona definita tra la stazione di ingresso e la stazione di uscita lungo la direzione principale di avanzamento configurata per, alternativamente, impartire agli articoli che si trovano in appoggio sulla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento o un moto di avanzamento lungo la direzione principale e una movimentazione laterale in direzione di una seconda zona adiacente ed almeno una seconda zona affiancata alla prima zona lungo la direzione principale di avanzamento sviluppantesi tra la stazione di ingresso e la stazione di uscita lungo la direzione principale di avanzamento e configurata per impartire gli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale e una movimentazione laterale in direzione della prima zona; movimentare gli articoli in appoggio alla prima zona lungo la direzione principale di avanzamento, o movimentare gli articoli che si trovano in appoggio alla prima zona lungo la direzione principale di avanzamento e lungo la direzione laterale in direzione della prima zona; movimentare gli articoli in appoggio alla seconda zona lungo la direzione principale di avanzamento e lungo una direzione di movimentazione laterale in direzione della prima zona; inviare gli articoli in uscita dal modulo convergente ad un modulo divergente, il modulo divergente presentando una prima zona configurata per ricevere gli articoli provenienti dalla prima zona del modulo convergente e per impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento, una seconda zona affiancata alla prima zona lungo la direzione di avanzamento configurata per impartire agli articoli che si trovano in appoggio sulla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale e una movimentazione laterale in allontanamento dalla prima zona almeno una terza zona affiancata alla seconda zona lungo la direzione principale di avanzamento da parte opposta alla prima zona, gli articoli in corrispondenza della terza zona essendo movimentati lungo la direzione di avanzamento sino alla stazione di uscita; movimentare gli articoli in appoggio alla prima zona del modulo divergente lungo la direzione di avanzamento; movimentare gli articoli in appoggio alla seconda zona del modulo divergente lungo la direzione principale e lungo una movimentazione laterale in allontanamento dalla prima zona; movimentare gli articoli in appoggio alla terza zona del modulo divergente lungo la direzione principale di avanzamento sino alla stazione di uscita; inviare gli articoli in uscita dal modulo divergente ad un modulo selettore comprendente una prima zona configurata per ricevere gli articoli provenienti dalla prima zona del modulo divergente e per impartire gli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento dalla stazione di ingresso alla stazione di uscita ed una seconda zona configurata per ricevere gli articoli provenienti dalla terza zona del modulo divergente per impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento dalla stazione di ingresso alla stazione di uscita; movimentare tramite comando da parte di un'unità di controllo gli articoli in appoggio alla prima zona del modulo selettore lungo la direzione principale di avanzamento con un primo profilo di velocità ; movimentare tramite comando da parte dell'unità di controllo gli articoli in appoggio alla seconda zona del modulo selettore dalla stazione di ingresso alla stazione di uscita con un secondo profilo di velocità diverso dal primo profilo di velocità .
Ulteriori caratteristiche e vantaggi appariranno maggiormente dalla descrizione dettagliata di diverse forme realizzative di un singolarizzatore di nuova concezione in accordo con il trovato.
BREVE DESCRIZIONE DEI DISEGNI
La descrizione verrà effettuata qui di seguito con riferimento agli uniti disegni schematici forniti esclusivamente a scopo esemplificativo, e pertanto non limitativo in cui:
- la figura 1 illustra una prima forma realizzativa di un singolarizzatore di seguito descritto;
- la figura 2 illustra una variante realizzativa del singolarizzatore di figura 1;
- la figura 3 illustra un ulteriore variante realizzativa del singolarizzatore di figura 1; - la figura 4 illustra una possibile variante realizzativa del modulo convergente;
- la figura 5 illustra una possibile ulteriore variante realizzativa del modulo convergente;
- la figura 6 mostra una sezione trasversale del modulo convergente di figura 5;
- le figure 7 ed 8 mostrano in forma schematica il diverso comportamento del modulo di figure 4 e 5; - le figure 9, 11 e 12 mostrano in sezione tre diverse forme realizzative del modulo convergente;
- la figura 10 mostra schematicamente il funzionamento di un modulo in accordo con la figura 9;
- le figure 13 - 16 illustrano quattro possibili varianti realizzative del modulo divergente;
- le figure 17 e 18 illustrano due possibili varianti realizzative del modulo selettore;
- le figure 19A - 190 mostrano una sequenza operativa del singolarizzatore in successivi istanti temporali;
- le figure 20, 21 e 22 mostrano tre possibili varianti di impianti comprendenti il singolarizzatore oggetto di descrizione;
- la figura 23 mostra dall'alto un modulo selettore in accordo con una forma realizzativa alternativa e vantaggiosa;
- le figure 24, 25, 26 sono ulteriori viste del selettore di figura 23 con alcune parti rimosse per evidenziarne meglio altre;
- la figura 27 mostra in prospettiva il singolarizzatore in una ulteriore forma di realizzazione;
- la figura 28 mostra una vista complessiva di un singolarizzatore incluso in un impianto di trattamento articoli; e
- la figura 29 mostra il deviatore verticale di fig.
28 .
Con riferimento alle figure citate con 1 Ã ̈ stato complessivamente indicato un singolarizzatore secondo quanto di seguito descritto.
In particolare, e come precedentemente accennato, il singolarizzatore oggetto della seguente descrizione à ̈ particolarmente destinato alla singolarizzazione di articoli disposti alla rinfusa in un piano, ovvero non sovrapposti o parzialmente sovrapposti l'uno all'altro (in gergo tecnico un singolarizzatore 2-D di prodotti alla rinfusa) .
In particolare gli articoli 5, che potranno aver subito se necessario ulteriori manipolazioni prima di giungere in ingresso al singolarizzatore (ad esempio operazioni di unstacking per disimpilarli l'uno dall'altro fornendo in ingresso una configurazione bidimensionale) sono portati in ingresso al singolarizzatore tramite un opportuno nastro trasportatore (o equivalente sistema) di alimentazione in ingresso ai moduli cardine del singolarizzatore stesso.
In particolare i prodotti giungono inizialmente ad una stazione di ingresso 3 di un modulo convergente 2. II modulo convergente 2 si sviluppa longitudinalmente lungo una direzione principale di avanzamento 6 degli articoli tra la citata stazione di ingresso 3 e una stazione di uscita 4.
In generale gli articoli alla rinfusa 5 in ingresso al modulo convergente 2 verranno trasportati (e manipolati opportunamente) a partire dalla stazione di ingresso lungo la direzione principale di avanzamento sino a giungere alla stazione di uscita per essere ricevuti dai moduli successivi del singolarizzatore. Osservando in particolare le figure e le varie forme realizzative si nota come in generale il modulo convergente 2 presenti innanzitutto almeno una prima zona 7 definita tra la stazione di ingresso 3 e la stazione di uscita 4 lungo la direzione principale di avanzamento o trasporto degli articoli 6.
Tale zona 7 avrà in generale, in vista dall'alto, una sagoma di andamento rettangolare con una geometria di sviluppo principale sostanzialmente parallela alla direzione principale di avanzamento 6 e con i due lati opposti minori posti in corrispondenza rispettivamente delle stazioni di ingresso 3 e di uscita 4.
Tale zona 7 sarà in generale configurata per impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento diretto esclusivamente lungo la direzione principale di avanzamento 6 (si veda ad esempio la figura 1). In altri termini tale prima zona 7 comprenderà almeno un movimentatore configurato per impartire agli articoli tale movimentazione.
In alternativa (si veda la figura 3) tale prima zona 7 (ovvero il rispettivo movimentatore) potrebbe essere configurata per impartire agli articoli 5 che si trovano in appoggio alla stessa non soltanto un moto di avanzamento lungo la direzione principale 6, ma anche una movimentazione laterale 9b in direzione ortogonale alla direzione di avanzamento diretta verso una seconda zona 8. In altri termini il movimentatore potrà essere in grado di impartire agli articoli un moto parallelo o, in una realizzazione alternativa, direzionato inclinato (risultante R nelle figure) rispetto alla direzione principale di avanzamento 6 (o all'asse di sviluppo prevalente del singolarizzatore). Sempre dal punto di vista generale il modulo convergente 2 presenta anche una seconda zona 8 la quale si trova affiancata alla prima zona 7 lungo la direzione principale di avanzamento 6 e si sviluppa anch'essa tra la stazione di ingresso 3 e la stazione di uscita 4 del modulo 2.
La seconda zona 8 Ã ̈ configurata per impartire gli articoli 5 che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale 6 ed anche una movimentazione laterale 9a in direzione della prima zona 7.
A tal proposito la seconda zona 8 comprenderà almeno un movimentatore (ed in generale una pluralità ) configurato per impartire agli articoli la movimentazione (inclinata; risultante R) descritta. Anche tale seconda zona 8, in vista dall'alto, presenta un profilo rettangolare con sviluppo principale diretto parallelamente alla direzione principale di avanzamento 6 e con i lati minori opposti posizionati in corrispondenza delle stazioni di ingresso 3 e la stazione di uscita 4.
In particolare i due corrispondenti lati maggiori della prima zona 7 e della seconda zona 8 si troveranno rispettivamente affacciati ed accostati tra loro.
Nella maggior parte delle forme realizzative illustrate (se si escludono le figure 2 e 3) il modulo convergente 2 comprende anche una terza zona 23 affiancata alla prima zona 7 lungo la direzione principale di avanzamento 6 e posizionata da parte opposta alla seconda zona 8.
In generale la prima zona 7 si troverà pertanto interposta alla seconda zona 8 ed alla terza zona 23; le tre zone 23, 7, 8 risulteranno adiacenti (in particolare a contatto) e parallele tra loro lungo la direzione di avanzamento degli articoli come mostrato in figura 1 ad esempio.
Anche la terza zona 23 si sviluppa tra la stazione di ingresso 3 e la stazione di uscita 4 e presenta, in vista dall'alto, un andamento sostanzialmente rettangolare con lati maggiori direzionati lungo la direzione principale di avanzamento 6 e lati minori contrapposti posizionati in corrispondenza delle stazioni di ingresso 3 e di uscita 4.
La terza zona 23 Ã ̈ configurata per impartire gli articoli 5 che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale 6 ed anche una movimentazione laterale 9b in direzione della prima zona 7; in particolare le movimentazioni laterali 9a, 9b impartite rispettivamente dalla seconda zona 8 e dalla terza zona 23 hanno la medesima direzione (ortogonale alla direzione principale 6) e verso opposto rispettivamente diretto verso la prima zona 7.
In altri termini ancora la seconda 8 e la terza zona 23 impartiscono agli articoli in appoggio alle stesse non solamente un moto di avanzamento verso la stazione di uscita 4, ma anche una movimentazione laterale volta a spostare gli articoli verso la prima zona centrale 7; la forza risultante sugli articoli à ̈ indicata con R.
Dal punto di vista realizzativo, la prima zona 7 comprenderà un rispettivo movimentatore 30 che potrà essere esemplificativamente definito da un nastro trasportatore come illustrato in figure 1 e 2.
Tale nastro trasportatore sarà in generale in dimensioni trasversali più limitate rispetto alle dimensioni trasversali ed ai rispettivi movimentatori di cui alla seconda e alla terza zona 8, 23 del modulo convergente 2.
La figura 1 (e successive) illustra un unico nastro trasportatore che si sviluppa lungo l'intero modulo convergente 2 dalla stazione di ingresso 3 alla stazione di uscita 4.
Ovviamente potrebbero essere presenti due o più nastri di dimensioni longitudinali più contenute successivamente disposti e allineati uno rispetto all'altro.
In un'ulteriore variante realizzativa mostrata ad esempio nelle figure 4 e 5, il movimentatore 30 potrà essere costituito da un opportuno nastro 45 che porta montati una pluralità di rullini liberi 46 in movimento rotatorio attorno al proprio asse 46a i quali risultano opportunamente posizionati in rispettive cavità del nastro stesso.
In altri termini il nastro 45 verrà fatto avanzare lungo la direzione indicata e i rispettivi rullini 46 portati dal nastro 45 impartiranno agli articoli 5 in appoggio allo stesso un movimento dipendente dall'orientamento dei rullini stessi.
In particolare come mostrato in figura 5 i rullini 46 in corrispondenza della prima zona 7 saranno orientati in maniera tale da conferire esclusivamente una movimentazione R diretta lungo la direzione principale di avanzamento 6 verso la stazione di uscita 4.
Con riferimento alla seconda zona 8 del modulo convergente 2, si può notare come la stessa comprenda almeno un elemento di trasporto 34 e in generale una pluralità di elementi di trasporto atti a definire sostanzialmente una rulliera 35 con rulli ad assi inclinati rispetto alla direzione di avanzamento principale 6 al fine di impartire il moto di avanzamento verso la stazione di uscita 4 e anche la movimentazione laterale 9a verso la prima zona 7 (risultante R).
Le figure mostrano rulli orientati sostanzialmente nella medesima direzione con asse parallelo tra loro ed anche equispaziati .
Si noti tuttavia che la configurazione sopra evidenziata ed illustrata risulta solo esemplificativa potendo ben essere presenti rulli variamente distanziati tra loro ed inclinati rispettivamente in modo più o meno accentuato rispetto alla direzione di avanzamento principale 6.
Anche la geometria di tali rulli, in generale cilindrica, potrà venir variata in maniera tale da variare le forze di spinta sugli articoli 5.
A mero titolo di esempio si potrebbe utilizzare anche una geometria della superficie laterale dei rulli di sagoma troncoconica.
Anche la terza zona 23 del modulo convergente 2 comprende almeno un rispettivo elemento di movimentazione 36 e in generale una pluralità di tali elementi 36 atti a definire una rispettiva rulliera 37 con rulli ad assi inclinato rispetto alla direzione di avanzamento principale in grado di impartire il moto di avanzamento verso la stazione di uscita 4 e anche la movimentazione laterale 9b verso la prima zona 7 del modulo stesso (risultante R).
In altri termini le due rulliere 35, 37, che avranno in particolare medesime dimensioni sia trasversali, sia longitudinali, saranno atte a ricevere gli articoli 5 in appoggio ed a direzionarli verso il nastro trasportatore o movimentatore 30 centrale. Anche in questo caso, una forma realizzativa alternativa alle rulliere 35, 37 Ã ̈ illustrata in figure 4 e 5.
Come nel caso della prima zona 7, anche ciascuna delle due zone laterali 8, 23 potrà essere costituita da un rispettivo nastro trasportatore 47 dotato di opportune sedi all'interno delle quali sono montati una pluralità di rullini 48.
Come precedentemente citato l'asse d'inclinazione 48a dei rullini sarà atta a definire le forze che vengono applicate agli articoli posizionati sopra gli stessi. In particolare inclinando opportunamente l'asse di rotazione rispetto alla direzione di avanzamento 6 dei nastri di supporto 47 à ̈ possibile direzionare gli articoli 5 in modo che agli stessi vengano impartiti spostamenti lungo la direzione principale di avanzamento 6 e anche lungo una direzione ortogonale alla stessa in moto tale che vengano direzionati con una movimentazione laterale 9a, 9b verso la prima zona 7 del modulo convergente (risultante R).
Si noti peraltro che i nastri trasportatori 45, 47 che supportano i rullini 46, 48 potranno essere distinti e separati (fig. 5) o anche un nastro unico 49 (figg. 11 e 12) in cui le diverse movimentazioni vengono impartite esclusivamente opportunamente montando i rullini folli 46, 48 e direzionandone gli assi 46a, 48a come ritenuto opportuno.
Si noti poi che il moto ai rullini può essere impartito secondo svariate forme realizzative, ad esempio facendoli rotolare (grazie al moto dei nastri su cui sono montati) sopra superfici 50 atte a generare la rotazione dei rullini a causa dell'attrito che si crea.
In una possìbile configurazione dotata di taluni vantaggi à ̈ possibile che la prima zona 7 sia posta ad un livello medio Li inferiore, uguale o superiore a quello L2,L3della corrispondente seconda zona 8 e/o della corrispondente terza zona 23 del modulo convergente 2.
In particolare la figura 6 illustra una situazione in cui la prima zona 7 si trova ad un livello Li più basso rispetto sia alla seconda zona 8 sia alla terza zona 23.
La differenza di effetti rispetto a zone complanari à ̈ illustrata nelle figure 7 e 8 in cui si evidenzia che la presenza di una zona centrale 7 ribassata consente ad articoli 5 di piccole dimensioni trasversali di venir opportunamente ricevuti e direzionati lungo la direzione di avanzamento 6 senza la necessità di ulteriori interventi da parte del dispositivo.
La figura 9 illustra una situazione opposta ove la prima zona 7 presenta un piano medio di giacitura L1(superficie di appoggio degli articoli) superiore rispetto al piano medio L2,L3definito dalla seconda zona 8 e/o dalla terza zona 23.
In questo caso l'effetto à ̈ illustrato in figura 10 in cui si può notare che, in presenza di articoli di dimensioni trasversali maggiori di quelle della prima zona 7, il loro posizionamento risulta essere migliorato .
Si noti peraltro (figure 11 e 12) che le diverse altezze della prima zona 7 rispetto alle zone adiacenti 8, 23 possono essere ottenute utilizzando un medesimo nastro trasportatore 49 e variando le altezze dei singoli rullini 46, 48 vincolati al nastro.
Ovviamente gli effetti sopra descritti potranno essere ottenuti anche tramite le rulliere e il nastro trasportatore opportunamente selezionando i rispettivi piani di appoggio/giacitura.
Alternativamente ancora sarà possibile adottare nella seconda e terza zona 8, 23 rulliere ad asse ortogonale alla direzione 6 che siano tuttavia inclinate rispetto al piano orizzontale verso la prima zona 7 così che sia la gravità a definire la componente di spinta verso la stessa prima zona 7, mentre le rulliere dirigeranno gli articoli esclusivamente verso la stazione di uscita 4.
Successivamente al modulo convergente 2 Ã ̈ presente un modulo divergente 10.
Le figure allegate rappresentano i due moduli 2, 10 consecutivamente disposti ed immediatamente adiacenti, ovvero senza interruzioni o spazi tra i due.
Si noti tuttavia che sarà comunque possibile la presenza di moduli di trasferimento intermedi che di fatto non vadano ad influenzare il successivo comportamento e le operazioni del modulo divergente. In ogni caso gli articoli 5 manipolati dal modulo convergente 2 vengono inviati in ingresso al modulo divergente 10 in corrispondenza di una rispettiva stazione di ingresso 11.
Anche il modulo divergente 10, in termini generali presenta una prima zona 13 configurata per ricevere gli articoli provenienti dalla prima zona 7 del modulo convergente 2 e per impartire agli articoli stessi che si trovano in appoggio un moto di avanzamento esclusivamente lungo la direzione principale di avanzamento 6.
Anche in questo caso la prima zona 13 del modulo divergente 10 ha una sagoma rettangolare vista dall'alto con due lati maggiori paralleli alla direzione principale di avanzamento 6 ed i lati minori contrapposti posizionati in corrispondenza delle stazioni di ingresso 11 e di uscita 12.
Anche la prima zona 13 del modulo divergente sarà destinata ad impartire esclusivamente tale moto lungo la direzione principale di avanzamento 6 dalla stazione di ingresso 11 alla stazione di uscita 12. La stessa prima zona 13 sarà in generale definita da un rispettivo movimentatore 31, ad esempio un nastro trasportatore, che potrà avere ed assumere le stesse e medesime configurazioni del nastro trasportatore 30 precedentemente citato appartenente al modulo convergente 2.
In particolare potrà in alternativa essere costituito da più nastri trasportatori disposti in serie lungo la direzione di avanzamento, o anche essere costituito, in una forma realizzativa alternativa, dal citato nastro 51 presentante rullini 52 montati folli destinati ad impartire la forza R ed a conferire la direzione di avanzamento degli articoli sugli stessi in appoggio.
Si noti poi che in generale, anche se non necessariamente, sia il movimentatore 30 del modulo convergente, sia il movimentatore 31 del modulo divergente presenteranno un rispettivo coefficiente di attrito elevato, e in generale più alto del rispettivo coefficiente di attrito delle zone adiacenti del modulo convergente e del modulo divergente.
In questa maniera viene assicurato che un articolo 5 che si trovi parzialmente in appoggio alla prima zona 7 del modulo convergente 2 o alla prima zona 13 del modulo divergente 10 riceverà principalmente il moto impartito dalla zona stessa e verrà pertanto diretto esclusivamente lungo la direzione principale di avanzamento 6.
Sempre dal punto di vista generale il modulo divergente 10 comprende una seconda zona 14 affiancata alla prima zona 13 lungo la direzione di avanzamento 6.
Tale seconda zona 14 si sviluppa tra la stazione di ingresso 11 e la stazione di uscita 12 ed à ̈ definita, in vista in pianta, da una sagoma rettangolare con lati di sviluppo principali disposti parallelamente alla direzione principale di avanzamento 6 e lati opposti minori posti in corrispondenza delle stazioni di ingresso 11 e di uscita 12.
La seconda zona 14 Ã ̈ configurata per impartire agli articoli che si trovano in appoggio sulla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale 6 e una movimentazione laterale 15a in allontanamento alla prima zona 13 (risultante R).
Corrispondentemente à ̈ presente una terza zona 16 affiancata alla seconda zona 14 lungo la direzione principale di avanzamento 6 da parte opposta alla prima zona 13.
In altri termini ancora la seconda zona 14 del modulo divergente 10 si trova interposta e contigua alla prima zona 13 e alla terza zona 16 come visibile nelle unite figure.
La terza zona 16 Ã ̈ configurata in maniera tale che gli articoli posizionati in corrispondenza della stessa siano movimentati esclusivamente lungo la direzione di avanzamento 6 sino a giungere alla stazione di uscita 12.
La terza zona 16 potrebbe iniziare in un punto qualsiasi tra la stazione di ingresso 11 e la mezzeria rispetto alla stazione di uscita 12 in quanto il modulo convergente 2 avrà portato gli articoli in corrispondenza del centro del singolarizzatore .
Si noti poi che il modulo divergente 10 di cui alla figura 1 Ã ̈ dotato anche di una quarta zona 24 sviluppantesi tra la zona di ingresso 11 e la stazione di uscita 12 affiancato alla prima zona 13 lungo la direzione principale di avanzamento 6 da parte opposta alla seconda zona 14.
Anche la quarta zona 24 si presenta in vista in pianta di sagoma rettangolare con lati a sviluppo prevalente paralleli alla direzione di avanzamento principale 6 e lati opposti minori posizionati in corrispondenza della stazione di ingresso 11 e della stazione di uscita 12.
La quarta zona 24 Ã ̈ configurata per impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento 6 e una movimentazione laterale 15b in allontanamento dalla prima zona 13.
In altri termini la movimentazione laterale 15a, 15b impartita dalla seconda zona 14 e dalla quarta zona 24 hanno medesima direzione e verso opposto rispettivamente diretto in allontanamento dalla prima zona 13.
Anche in questo caso la seconda zona 14 e la quarta zona 24 del modulo divergente 10 comprendono almeno un rispettivo elemento di movimentazione 34, 36 e in particolare una pluralità di elementi 34, 36 atti a definire rispettive rulliere 35, 37 con rulli ad asse inclinato rispetto alla direzione di avanzamento principale 6 per impartire i citati moti di avanzamento verso la stazione di uscita 4 e la movimentazione laterale 15a, 15b in allontanamento dalla prima zona 13 del modulo divergente 10.
Come precedentemente citato, la rappresentazione à ̈ esemplificativa e non limitativa e pertanto sarà possibile realizzare tali rulliere 35, 37 con assi inclinati rispetto alla direzione di avanzamento in maniera diversa rispetto a quella rappresentata anche diversa da rullo a rullo e con una pluralità di rulli di sagoma cilindrica e/o troncoconica ed anche ovviamente configurare la seconda e la quarta zona del modulo divergente utilizzando nastri trasportatori che abbiano rulli montati folli in corrispondenza di rispettive cavità dei nastri stessi così da impartire le movimentazioni di avanzamento e allontanamento precedentemente descritte (figg. 15 e 16).
In quest'ultimo caso, la seconda e la quarta zona 14, 24 saranno strutturalmente analoghe alle rappresentazioni di cui alle figure 4-12 con esclusiva differenza legata all'orientamento dell'asse dei rullini per generare la componente di allontanamento 15a, 15b .
Alternativamente ancora sarà possibile adottare nella seconda e quarta zona 14, 24 rulliere ad asse ortogonale alla direzione 6 che siano tuttavia inclinate rispetto al piano orizzontale in allontanamento dalla prima zona 7 così che sia la gravità a definire la componente di spinta verso la terza e quinta zona 16, 25, mentre le rulliere dirigeranno gli articoli esclusivamente verso la stazione di uscita 12.
Il modulo divergente 10 comprende poi anche almeno una quinta zona 25 affiancata alla quarta zona 24 lungo la direzione di avanzamento 6 da parte opposta alla prima zona 13.
Anche in questo caso, gli articoli in corrispondenza della quinta zona 25 sono movimentati esclusivamente lungo la direzione di avanzamento 6 sino alla stazione di uscita 12 (risultante R).
La quinta zona 25 potrebbe iniziare in un punto qualsiasi tra la stazione di ingresso 11 e la mezzeria rispetto alla stazione di uscita 12 in quanto il modulo convergente 2 avrà portato gli articoli in corrispondenza del centro del singolarizzatore .
Si noti che la terza e la quinta zona 16, 25 del modulo divergente 10 potranno essere costituite da una rispettiva parete laterale 42, 43 che emerge da un piano medio del divergente 10 (figg. 1, 3, 15).
In particolare nel caso della terza zona 16 del modulo divergente 10, la parete laterale 42 emergerà rispetto al piano medio della zona 21 e sarà configurata per ricevere in appoggio gli articoli 5 spinti dalla seconda zona 21 in allontanamento dalla prima zona 20 e configurata per consentire una movimentazione lungo la direzione principale di avanzamento 6 verso la stazione di uscita 19.
In particolare le pareti laterali 42, 43 saranno costituite da rispettivi nastri trasportatori con asse di rotazione dei rulli sui quali si muovono disposto ortogonalmente rispetto a quelli del piano costituenti la prima, la seconda e la quarta zona del modulo divergente; in altre parole il nastro emergerà verticalmente dal piano medio del modulo divergente. Inoltre le pareti laterali 42 e 43 saranno in generale motorizzate in maniera tale da impartire attivamente tale moto verso la stazione di uscita 19.
Ovviamente la quinta zona 25 del modulo divergente 10 comprenderà la rispettiva parete laterale 43 in maniera del tutto simmetrica e speculare a quanto precedentemente descritto con riferimento alla parete laterale 42.
In una forma realizzativa alternativa illustrata in figura 13, le pareti laterali 42 e 43 in corrispondenza della terza zona 16 e della quinta zona 25 del modulo divergente 10 potranno essere sostituite dai rispettivi nastri trasportatori (nel piano), ad esempio ad elevato attrito in grado di movimentare gli articoli che dovessero arrivare in appoggio sugli stessi lungo la direzione principale di avanzamento 6 in maniera esclusiva.
In ulteriore alternativa (fig. 16) i nastri trasportatori potranno essere sostituiti da nastri trasportatori presentanti sedi con rullini montati a folli atti a direzionare gli articoli in appoggio nella medesima direzione principale di avanzamento 6 in maniera esclusiva.
Combinazioni delle citate soluzioni saranno altresì possibili; si veda ad esempio la figura 14 in cui sono utilizzate una parete laterale 43 emergente ed un nastro trasportatore da parte opposta.
Osservando il singolarizzatore di cui alla figura 1 si nota poi la presenza di un modulo selettore 17 posto a valle del modulo divergente 10 lungo la direzione principale di avanzamento 6.
Come nella precedente discussione, anche il modulo selettore 17 Ã ̈ illustrato immediatamente a valle e consecutivamente disposto rispetto al modulo divergente 10.
Potrebbe tuttavia essere presente un modulo intermedio di trasferimento che possa comunque consentire al modulo selettore 17 un ottimale funzionamento senza uscire dal concetto inventivo di quanto descritto. In ogni caso il modulo selettore 17 si sviluppa tra una rispettiva stazione di ingresso 18 e una stazione di uscita 19 e presenta una rispettiva prima zona 20 configurata per ricevere gli articoli provenienti dalla zona 13 del modulo divergente 10 e per impartire gli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento esclusivamente lungo la direzione principale di avanzamento 6 dalla stazione di ingresso 18 alla stazione di uscita 19.
Il modulo selettore 17 presenta altresì una seconda zona 21 configurata per ricevere gli articoli provenienti dalla terza zona 16 del modulo divergente 10 per impartire gli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento 6 (in maniera esclusiva) dalla stazione di ingresso 18 alla stazione di uscita 19.
Inoltre il modulo selettore 17 potrà anche comprendere una terza zona 26 configurata per ricevere gli articoli provenienti dalla quinta zona 25 del modulo divergente 10 per impartire agli articoli stessi che si trovano in appoggio un moto di avanzamento esclusivo lungo la direzione principale di avanzamento 6 dalla stazione di ingresso 18 alla stazione di uscita 19.
La figura 1 illustra la presenza di una pluralità di nastri trasportatori indipendenti che definiscono la direzione di avanzamento degli articoli posizionata parallela alla direzione principale di avanzamento 6. In alternativa a nastri trasportatori, rulliere o rulli ad asse ortogonale alla direzione di avanzamento potranno ugualmente essere utilizzati, così come nastri trasportatori dotati di opportune cavità atte a montare rullini folli che direzionino gli articoli come sopra citati.
Inoltre il modulo selettore 17 potrà essere configurato per comprendere esclusivamente nastri trasportatori movimentati posizionati in corrispondenza delle zone atte a ricevere i prodotti in uscita dal modulo divergente 10 (fig. 17), o anche una pluralità di nastri trasportatori tutti movimentati indipendentemente e affiancati tra loro in maniera tale che un'unità di controllo 22 possa controllarne opportunamente la movimentazione (figg. 1 e 18).
La figura 1 illustra la situazione di una pluralità di nastri trasportatori affiancati tra loro; viceversa la figura 17 illustra una situazione in cui il modulo selettore 17 comprende una quarta zona 28 affiancata e interposta tra la prima e la seconda zona 20, 21 lungo la direzione di avanzamento principale 6 e una quinta zona 29 affiancata alla e interposta tra la prima e la terza zona 20, 26 lungo la direzione principale di avanzamento 6.
La quarta e la quinta zona 28, 29 in accordo con questa specifica forma realizzativa si sviluppano dalla stazione di ingresso 18 alla stazione di uscita 19 e comprendono superfici non movimentate, ad esempio a basso attrito.
Come à ̈ poi possibile notare dall'unita figura 17 il dispositivo prevede anche la presenza di un'unità di controllo 22 la quale à ̈ attiva almeno sulla prima zona 20 del modulo selettore 17 per impartire il moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento 6 con un primo profilo di velocità ed à ̈ anche attiva almeno sulla seconda zona 21 del medesimo modulo selettore 17 per impartire il corrispondente moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento 6 con un secondo profilo di velocità che potrà essere anche diverso dal primo profilo di velocità .
L'unità di controllo 22 sarà attiva anche sulla terza zona 26 del modulo selettore per impartire alla stessa il moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento 6 con un terzo profilo di velocità che potrà essere diverso sia dal primo profilo di velocità sia dal secondo profilo di velocità come meglio chiarito inseguito.
Nel dettaglio e come visibile nelle unite figure, il singolarizzatore sarà dotato anche di un sistema di rilevamento 27 asservito alla citata unità di controllo 22.
Tale sistema di rilevamento 27 sarà in grado di rilevare nel tempo il passaggio di articoli 5 in ingresso e/o in transito al modulo selettore 17 almeno in corrispondenza della prima e della seconda zona 20, 21 (ed in generale anche della terza zona 26).
A mero titolo esemplificativo potrà essere presente anche un array lineare di fotocellule lungo la linea o stazione di ingresso al modulo selettore in maniera tale che l'unità di controllo 22 possa ricevere il segnale da ciascuno dei sensori del sistema di rilevamento 27 e conoscere la posizione e il tempo di passaggio dei vari articoli in attraversamento alla stazione di ingresso 18 del modulo selettore 17.
La forma realizzativa sopra accennata consente di utilizzare esclusivamente una disposizione di fotocellule in corrispondenza almeno della prima, della seconda e della terza zona del modulo selettore 17 e in generale di tutta la linea che definisce la stazione di ingresso 18 del modulo stesso.
Alternativamente, o in combinazione, sarà possibile utilizzare altre tipologie di sensori quali ad esempio una o più fotocamere (fig. 18) in grado non solo di individuare la sagoma del prodotto in attraversamento alla stazione di ingresso, ma di identificare, ad esempio dall'alto, il profilo dell'articolo 5 e seguirlo nel suo moto di avanzamento in attraversamento al modulo selettore 17 in modo tale da poter attivamente controllare tale tipologia di movimentazione (si veda ad esempio la figura 18).
Come citato l'unità di controllo 22 riceve in ingresso il segnale/i segnali provenienti dal sistema di rilevamento 27 e li utilizza per determinare i profili di velocità da assegnare alle zone 20, 21 e 26 del modulo selettore 17.
In particolare i profili di velocità sono impostati al fine di conseguire l'uscita dei prodotti dalla stazione di uscita 19 del modulo selettore 17 in configurazione singolarizzata, ovvero non sovrapposta lungo lo sviluppo trasversale del modulo selettore 17. Come meglio chiarito in seguito, quando sul modulo selettore 17 si dovessero trovare due articoli, ad esempio nella prima e nella seconda zona 20, 21, parzialmente o totalmente sovrapposti se osservati lateralmente, l'unità di controllo 22 à ̈ in grado di rallentare o fermare il moto degli articoli nella prima 20 o nella seconda zona 21 in maniera tale da ottenere l'uscita di un singolo prodotto dalla stazione di uscita 19 prima di far uscire il prodotto presente sull'altra zona o linea di avanzamento.
In altri termini ancora il profilo di velocità viene opportunamente variato (anche portando la velocità a 0) in maniera da ottenere una uscita singola dei prodotti delle tre linee di avanzamento A, B, C attraverso la stazione di uscita 19.
Con riferimento poi al modulo selettore 17, una terza forma realizzativa estremamente interessante dello stesso à ̈ illustrata nelle figure da 23 a 26.
In particolare, e come precedentemente citato, la prima zona 20 sarà destinata a ricevere gli articoli in avanzamento lungo un flusso principale A, principalmente provenienti dalla prima zona 13 del modulo divergente 10.
Nella realtà , tale zona 20 avrà dimensioni trasversali maggiori delle restanti seconda e terza zona 21, 26 e pertanto potrebbe ricevere in talune situazioni anche articoli, ad esempio di grosse dimensioni, provenienti dalle file B o C.
In ogni caso, osservando la prima zona 20, si nota come la stessa comprenda un rispettivo dispositivo di trasporto 53 dotato di tre superfici di trasporto 53a, 53b, 53c distinguibili almeno in merito ad alcune caratteristiche strutturali e/o funzionali.
In particolare tutte e tre le superfici di trasporto del primo dispositivo di trasporto 53 si estendono dalla stazione di ingresso 18 alla stazione di uscita 19 e si presentano in vista dall'alto (si veda la figura 23) sotto forma rettangolare allungata con lati opposti maggiori disposti paralleli alla direzione principale di avanzamento 6.
Tali superfici di trasporto 53a, 53b, 53c sono affiancate e adiacenti tra loro con la prima superficie di trasporto 53a di dimensioni trasversali maggiori (e circa doppie) delle rispettive dimensioni trasversali delle superfici di trasporto 53b, 53c (in generale uguali tra loro); la prima superficie 53a si trova interposta tra le stesse ulteriori superfici. In generale ciascuna delle superfici di trasporto 53a, 53b, 53c sarà una superficie di trasporto attiva, ovvero una superficie di trasporto mobile atta a generare su un articolo in appoggio totale o parziale sulla stessa un moto di avanzamento diretto dalla stazione di ingresso 18 alla stazione di uscita 19 lungo la direzione principale di avanzamento.
La prima superficie di trasporto 53a presenterà un coefficiente di attrito (decisamente) superiore al corrispondente coefficiente di attrito delle superfici di trasporto 53b, 53c adiacenti.
In altri termini un articolo che si dovesse trovare in appoggio contemporaneo su almeno due di tali superfici di trasporto riceverà la componente maggiore di spinta dalla prima superficie di trasporto 53a ad attrito maggiore .
Si noti poi come le tre superfici di trasporto del primo dispositivo 53 presenteranno una velocità di avanzamento dalla stazione di ingresso 18 alla stazione di uscita 19 uguale tra loro in quanto saranno in generale movimentate da un medesimo primo dispositivo di trasporto 53.
Nell'esempio realizzativo di cui alle figure 23-26 sono illustrate superfici di trasporto 53a, 53b, 53c distinte e separate tra loro ben potendo tuttavia le stesse essere definite da un'unica superficie senza soluzione di continuità con aree distinte solo in termini di coefficiente di attrito.
Inoltre l'esempio realizzativo mostrato à ̈ costituito da tre distinti nastri trasportatori (endless belts) in moto continuo attorno ad almeno due alberi con assi tra loro paralleli e disposti rispettivamente in corrispondenza delle linee definenti la stazione di ingresso 18 e la stazione di uscita 19.
In altri termini ancora ciascuno dei nastri trasportatori 55, 56, 57 si troverà posizionato su tali due alberi per impartire in corrispondenza della superficie superiore un moto indicato dalle frecce in figura 23 e direzionato lungo la direzione principale di avanzamento 6.
Da un punto di vista di motorizzazione, il primo sistema di movimentazione 58 à ̈ visibile in figura 25 e comprende un motore 58a ed un'opportuna trasmissione 58b (ad esempio un moto riduttore) che trasmette il moto tramite una cinghia ad un rispettivo albero 66 attorno al quale ruotano i nastri trasportatori 55, 56, 57 ricevendo pertanto un trascinamento da parte dell'albero 66 che determina una velocità di avanzamento costante e sostanzialmente identica per i citati tre nastri.
Tornando alla forma realizzativa illustrata in figura 23 si nota poi come anche la seconda zona 21 presenti un secondo dispositivo di trasmissione del moto 54 anch'esso definito da due superfici di trasporto 54a, 54b estendentisi dalla stazione di ingresso 18 alla stazione di uscita 19 e di sagoma rettangolare in vista dall'alto con lati maggiori opposti posizionati paralleli dalla direzione principale di avanzamento 6. Anche in questo caso le superfici di trasporto 54a, 54b sono posizionate adiacenti ed affiancate lungo la direzione di sviluppo principale 6.
In particolare la seconda superficie di trasporto 54b risulta essere altresì affiancata e adiacente alla seconda superficie di trasporto 53b del primo dispositivo 53 in modo da definire una superficie sostanzialmente continua di supporto per gli articoli in arrivo dal modulo divergente.
Anche in questo caso la prima superficie di appoggio 54a presenterà un coefficiente di attrito maggiore della seconda superficie di appoggio 54b.
La forma realizzativa illustrata prevede due nastri di dimensioni trasversali sostanzialmente identiche e sostanzialmente identiche le dimensioni trasversali della seconda e terza superficie di trasporto 53b, 53c del primo dispositivo di trasporto 53.
I nastri sono due distinti nastri trasportatori 61, 62 la cui superficie attiva definisce le citate superfici di trasporto 54a e 54b.
Anche in questo caso la forma realizzativa potrebbe essere costituita da un unico nastro congiunto senza soluzione di continuità che definisce le due superfici di trasporto 54a e 54b con differente coefficiente di attrito superficiale.
Il secondo sistema di movimentazione 59 mostrato in figura 25 appare sostanzialmente analogo (e solo posizionato diversamente nella struttura del modulo selettore 17) a quello precedentemente citato.
Lo stesso comprende un motore, ad esempio elettrico, 59a e una trasmissione 59b (ad esempio un motoriduttore ed una cinghia) che porta il moto in corrispondenza di un albero 67 attivo sul primo e secondo nastro trasportatore 61, 62 precedentemente menzionato .
Pertanto anche in questo caso il moto trasmesso ai due nastri trasportatori 61,62 sarà il medesimo con medesime velocità di avanzamento tra la stazione di ingresso 18 e la stazione di uscita 19 delle superfici di trasporto 54a e 54b.
Si noti tuttavia che le motorizzazioni del primo dispositivo di trasporto 53 e del secondo dispositivo 54 sono indipendenti e pertanto anche le rispettive velocità di avanzamento saranno indipendenti (ovvero potranno anche essere uguali in taluni momenti, ma saranno comunque comandate e gestite indipendentemente dall'unità di controllo 22).
In una logica di controllo più semplice potrà essere previsto che i nastri possano essere movimentati a velocità costante o, viceversa, essere fermi definendo in questo modo i profili di velocità .
Il modulo selettore 17 comprende anche un terzo dispositivo di trasporto 60 anch'esso presentante una prima superficie di trasporto e una seconda superficie di trasporto 60a e 60b.
Tali superfici di trasporto si estendono dalla stazione di ingresso 18 sino alla stazione di uscita e presentano un profilo di sagoma sostanzialmente quadrangolare con lati maggiori di sviluppo disposti parallelamente alla direzione principale di avanzamento 6.
Le due superfici di trasporto 60a, 60b sono posizionate parallelamente e adiacentemente tra loro. Inoltre la seconda superficie di trasporto 60b si trova adiacentemente posizionata rispetto alla terza superficie di trasporto 53c del primo dispositivo di trasporto 53.
Anche in questo caso la prima superficie di trasporto 60a presenterà un coefficiente di attrito maggiore rispetto alla seconda superficie di trasporto 60b del terzo dispositivo di trasporto 60.
Le stesse potranno essere ottenute mediante l'utilizzo di due diversi elementi distinti e separati (come rappresentato) o anche di un singolo elemento con proprietà superficiali di coefficiente di attrito distinte in corrispondenza delle due superfici.
Anche questa forma realizzativa prevede l'utilizzo di due distinti nastri trasportatori 64, 65 i quali sono montati su rispettivi alberi posizionati in corrispondenza delle stazioni di ingresso 18 e di uscita 19 come precedentemente descritto.
In particolare osservando dall'alto il modulo selettore 17 (figura 23) si noterà la presenza da un lato all'altro del modulo selettore della prima superficie di trasporto 60a e della seconda superficie di trasporto 60b del terzo dispositivo di trasporto 60, della terza superficie di trasporto 53c, della prima superficie di trasporto 53a e della seconda superficie di trasporto 53b del primo dispositivo di trasporto 53 e della seconda superficie di trasporto 54b seguita dalla prima superficie di trasporto 54a del secondo dispositivo di trasporto 54.
Quanto sopra andrà a coprire sostanzialmente tutta l'estensione trasversale del modulo selettore 17 lasciando eventualmente dei piccoli gap tra i nastri trasportatori tali tuttavia da non consentire impuntamenti, cadute o causare problemi di sorta ad alcuno dei prodotti o degli articoli trasportabili dal singoiarizzatore.
Anche in questo caso il terzo sistema di movimentazione 63 presenterà un rispettivo motore 63b, in particolare elettrico, e una rispettiva trasmissione 63a (moto riduttore più cinghia); quest'ultima sarà attiva su un rispettivo albero 68 (si veda la figura 26) per movimentare la prima e la seconda superficie 60a, 60b con medesima velocità di avanzamento dalla stazione di ingresso 18 alla stazione di uscita 19.
In questa maniera anche i due nastri trasportatori 64, 65 si muoveranno di medesima velocità di avanzamento che, essendo comandata indipendentemente, potrà essere diversa, o comunque indipendente, sia dalla prima velocità di avanzamento del primo dispositivo di trasporto 53, sia dalla velocità di avanzamento dei nastri di cui al secondo dispositivo di trasporto 54. Va poi notato che la forma realizzativa specifica presenta nastri trasportatori 55, 56, 57, 61, 62, 64, 65, tuttavia à ̈ possibile che le medesime funzioni siano ottenute mediante l'utilizzo di rispettive rulliere con coefficienti di attrito differenziati (ad esempio a rulli lisci affiancati a rulli gommati); le diverse funzioni potranno anche essere ottenute da un'unica rulliera continua ad assi di rotazione ortogonali alla direzione principale di avanzamento 6 in cui le varie superfici di trasporto citate si differenzieranno grazie a porzioni a coefficiente di attrito differenziato.
Altresì sarà possibile utilizzare nastri trasportatori presentati opportuni fori dotati di rullini montati folli anch'essi con coefficienti di attrito differenziati a seconda delle superfici di trasporto che andranno a definire.
Quanto sopra per evidenziare che potranno esistere diverse forme realizzative del medesimo modulo selettore in accordo con la terza forma realizzativa, purché le stesse possano consentire un trasporto attivo degli articoli posizionati sulle varie superfici di trasporto con coefficienti di attrito differenziati come descritto.
Da un punto di vista di distribuzione delle superfici ad alto coefficiente di attrito, si nota come le stesse siano posizionate in corrispondenza delle zone in cui ci si aspetta di ricevere un flusso di articoli secondo le tre linee di avanzamento A, B , C.
La superficie di trasporto 53a che à ̈ destinata a ricevere il flusso di articoli maggiore avrà dimensioni superiori in maniera da poter gestire in maniera ottimale tale flusso; viceversa le superfici destinate a ricevere gli articoli in arrivo dalle linee di avanzamento B e C avranno dimensioni trasversali minori in quanto saranno in generale destinate a trattare un minor numero di articoli. La presenza tra le citate superfici di trasporto 53a e 54a e 60a di ulteriori superfici di trasporto a basso attrito consente anche di gestire situazioni almeno parzialmente anomale.
Infatti la presenza di nastri motorizzati in corrispondenza delle zone tra i nastri ad alto attrito consente innanzitutto di poter rimuovere eventuali articoli che dovessero giungere non disposti in una delle tre linee di avanzamento A, B, C a causa di un errore di singolarizzazione.
Inoltre un prodotto che si dovesse trovare in corrispondenza ad esempio della linea di avanzamento B e quindi giungere in corrispondenza della prima superficie di trasporto 54a, ma che dovesse avere dimensioni trasversali molto elevate da coinvolgere anche le ulteriori superfici di trasporto a basso attrito 54b e 53b, riceverebbe un contributo di spinta maggiore dal nastro a più elevato attrito 54a, ma anche un contributo di spinta dalla seconda superficie di trasporto 54b (e anche se di valore inferiore). Qualora, per qualsiasi ragione, la zona centrale 21 non fosse movimentata, la seconda superficie di trasporto 53b sarebbe ferma, ma non presentano un elevato coefficiente di attrito, avrebbe un'influenza minima sul trasporto e sulla rotazione di un eventuale prodotto in appoggio sulle tre superfici di trasporto precedentemente citate.
Viceversa se le superfici di trasporto a basso attrito fossero state superfici passive, anche a basso attrito, ciò avrebbe potuto comportare rotazioni anche parziali, soprattutto di prodotti in corrispondenza dei nastri ad elevato attrito di estremità che hanno dimensioni trasversali minori.
La presenza di nastri ad attrito differenziato consente come precisato la gestione di eventuali situazioni critiche in cui articoli possano trovarsi in zone indesiderate ma in ogni caso permette di gestire dimensioni trasversali ottimali con sole tre motorizzazioni differenziando tuttavia l'effetto sugli articoli, simulando di fatto la presenza di più motorizzazioni/nastri .
Le figure da 19A a 190 illustrano esemplificativamente il funzionamento del singolarizzatore sopra brevemente accennato .
Come à ̈ possibile notare da figura 19A una pluralità di articoli alla rinfusa giunge attraverso il nastro trasportatore di ingresso alla stazione di ingresso 3 del modulo convergente.
Osservando la sequenza di figure successive si nota come il modulo convergente tenda a portare i vari articoli 5 in corrispondenza della prima zona 7 creando una prima fila o linea di avanzamento dei prodotti singolarizzati.
Laddove due o più articoli fossero spinti in corrispondenza della stessa porzione della prima zona 7 del modulo convergente 2, ovviamente solo uno di tali articoli andrebbe in appoggio alla prima zona 7, mentre il rimanente resterebbe appoggiato in corrispondenza della seconda o della terza zona (figg.
19C, 19D) .
Di qui gli articoli entrano nel modulo divergente 10. Quelli che si trovano in appoggio alla prima zona 7 entrano direttamente in contatto con la prima zona 13 del modulo divergente.
Viceversa tutti gli articoli che non erano stati portati in corrispondenza della zona centrale (prima zona del modulo convergente e quindi prima zona del modulo divergente) vengono diretti esternamente in allontanamento alla prima zona 13 verso la terza o la quinta zona del modulo divergente sino ad arrivare in appoggio alle pareti laterali 42, 43 o comunque a venir a contatto con la terza e la quinta zona del modulo divergente 10.
In questa maniera in corrispondenza della stazione di uscita 12 del modulo divergente 10 si genereranno tre linee di prodotti che avanzano esclusivamente lungo la direzione principale di avanzamento 6: una prima linea A in corrispondenza dell'uscita dalla prima zona 13 del modulo divergente 10, una seconda linea B in uscita dalla stazione di scarico 12 in appoggio e trasportata dalla terza zona 16 del modulo divergente e una terza linea C in appoggio e trasportata dalla quinta zona del modulo divergente 10.
A questo stadio di singolarizzazione tutti i prodotti sono stati distribuiti sulle tre linee di avanzamento A, B, C.
In questa situazione gli articoli attraversano il sistema di rilevamento 27 e entrano nel modulo selettore 17.
Grazie al sistema di rilevamento 27 l'unità di controllo 22 à ̈ a conoscenza esattamente del posizionamento dei singoli articoli lungo le tre linee di avanzamento A, B, C.
Nel caso in cui venga rilevata la contemporanea presenza in corrispondenza di una medesima sezione trasversale del modulo trasportatore 17 di due o più articoli presenti su due o più linee di avanzamento, l'unità di controllo 22 stessa può differenziare i profili di velocità delle tre zone in cui le tre linee di prodotto si trovano in maniera tale da conseguire l'uscita di un singolo prodotto per volta dalla stazione di uscita 19 indipendentemente dal fatto che articoli in sovrapposizione lungo la direzione trasversale si trovino su linee diverse (si veda la sequenza di figure da 19E a 19G ove l'articolo 5b sovrapposto all'articolo 5a viene fermato sino a completa fuoriuscita del primo).
In questo modo viene garantito che all'uscita del singolarizzatore i prodotti che sono principalmente in corrispondenza della linea centrale A ed eventualmente in corrispondenza delle linee ausiliarie B e C siano comunque longitudinalmente distanziati l'uno dall'altro e possano pertanto venire automaticamente gestiti e singolarizzati in un'unica fila con tecniche note .
In particolare le configurazioni che l'impianto potrà complessivamente assumere sono illustrate ad esempio nelle figure 20, 21 e 22 in cui, a mero scopo esemplificativo, à ̈ illustrata una configurazione con due singolarizzatori in ingresso a una linea di trasporto (figura 21) ed anche un singolo singolarizzatore dotato dopo il modulo selettore 17 di un elemento a sponde convergenti per portare gli elementi in una singola fila.
Va poi notato, con particolare riferimento a figura 28 che il singolarizzatore oggetto della presente descrizione à ̈ anche in grado di offrire un'opportunità di deviare articoli in transito dopo che gli articoli stessi hanno attraversato i moduli convergente, divergente ed il modulo selettore laddove dovessero verificarsi problemi del tipo: prodotti non singolarizzati o prodotti immessi di dimensioni che eccedono quelle di limite massimo per il trattamento nelle stazioni successive.
A tale scopo à ̈ previsto l'utilizzo di un deviatore 100, in particolare di un deviatore verticale, ovvero una struttura in grado di definire un percorso di avanzamento principale (condizione di normale uso e avanzamento degli articoli) e un percorso di deviazione in cui gli articoli possono venire inviati a una zona di scarto.
In particolare il deviatore verticale 100 illustrato à ̈ nella sua essenzialità anche in figura 29 costituito da due nastri trasportatori 101, 102 basculanti attorno a rispettivi assi contrapposti in maniera tale da poter definire una condizione allineata (in generale di normale passaggio degli articoli - fig. 28 e direzione 6a in fig. 29) e una configurazione aperta (fig. 29 - direzione 6b) in cui le rispettive estremità , solitamente in prossimità , del primo e del secondo nastro 101, 102 si trovano viceversa allontanate in senso verticale deviando il flusso di prodotti .
Quanto descritto consente di poter comandare tramite azionamento, ad esempio, da parte dell'unità di controllo 22 l'apertura/chiusura del deviatore verticale 100 e pertanto il normale funzionamento o lo scarico di prodotti verso la zona di scarico.
Le forme realizzative sopra descritte e illustrate conseguono importanti vantaggi.
Innanzitutto il singolarizzatore presentato nelle sue varie forme realizzative risulta essere compatto e di costi sostanzialmente contenuti.
Le operazioni di singolarizzazione sono ottenute tramite una prima parte (modulo convergente e modulo divergente) sostanzialmente attiva meccanicamente sui vari articoli per portarli da una condizione di articoli alla rinfusa a una condizione di articoli disposti su tre sole linee di avanzamento (una principale e due secondarie).
La parte di controllo elettronico à ̈ ridotta al minimo aumentando pertanto l'affidabilità operativa ma garantendo al medesimo tempo una elevata flessibilità potendo gestire la singolarizzazione fine in corrispondenza del modulo selettore 17.
Gli ingombri in pianta dell'intero dispositivo sia in senso longitudinale, sia in senso trasversale sono piuttosto contenuti pur garantendo possibilità di trattare un numero piuttosto elevato di articoli singolarizzabili per unità di tempo.
Claims (13)
- RIVENDICAZIONI 1. Singolarizzatore comprendente: un prefissato numero di moduli (2,10) di processamento di articoli sviluppantisi tra una stazione di ingresso (3) e una stazione di uscita (12) e configurati per ricevere articoli (5) alla rinfusa in corrispondenza della stazione di ingresso (3) e per processarli e movimentarli verso la stazione di uscita (12) lungo una direzione principale di avanzamento (6), il prefissato numero di moduli (2,10) di processamento di artìcoli essendo configurato per portare gli articoli in uscita dalla stazione di uscita (12) secondo almeno una prima e una seconda linea di avanzamento (A,B) predefinite; un modulo selettore (17) posto a valle del prefissato numero di moduli (2,10) lungo la direzione principale di avanzamento (6) e sviluppantesi tra una rispettiva stazione di ingresso (18) e una stazione di uscita (19), il modulo selettore (17) presentando una prima zona (20) configurata per ricevere gli articoli provenienti dalla prima linea di avanzamento (A) e per impartire gli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento (6) dalla stazione di ingresso (18) alla stazione di uscita (19) e presentando una seconda zona (21) configurata per ricevere gli articoli provenienti dalla seconda linea di avanzamento (B) e per impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale di avanzamento (6) dalla stazione di ingresso (18) alla stazione di uscita (19), ciascuna di dette prima e seconda zona di avanzamento (20,21) comprendendo un rispettivo dispositivo di trasporto (53,54), caratterizzato dal fatto che almeno uno di detti primo e secondo dispositivo di trasporto (53,54) presenta almeno una prima superficie di trasporto (53a,54a) sviluppantesi tra la stazione di ingresso (18) e la stazione di uscita (19) ed una seconda superficie di trasporto (53b,54b) sviluppantesi tra la stazione di ingresso (18) e la stazione di uscita (19) e posizionata adiacentemente alla prima superficie di trasporto (53a,54a), detta prima superficie di trasporto (53a,54a) presentando un coefficiente di attrito maggiore del coefficiente di attrito della seconda superficie di trasporto (53b,54b).
- 2. Singolarizzatore secondo la rivendicazione precedente, in cui l'altro di detto primo e secondo dispositivo di trasporto (53,54) presenta almeno una prima superficie di trasporto (53a,54a)sviluppantesi tra la stazione di ingresso (18) e la stazione di uscita (19) e una seconda superficie di trasporto (53b,54b) sviluppantesi tra la stazione di ingresso (18) e la stazione di uscita (19) posizionata adiacentemente alla prima superficie di trasporto (53a,54a), detta prima superficie di trasporto (53a,54a) presentando un coefficiente di attrito maggiore del coefficiente di attrito della seconda superficie di trasporto (53b,54b).
- 3. Singolarizzatore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui almeno uno di detti primo e secondo dispositivo di trasporto (53,54) comprende inoltre una terza superficie di trasporto (53c) sviluppantesi tra la stazione di ingresso (18) e la stazione di uscita (19), in particolare la prima superficie di trasporto (53a) essendo adiacente alla seconda e alla terza superficie di trasporto (53b,53c), ovvero trovandosi interposta tra queste ultime, opzionalmente la prima superficie di trasporto (53a) presentando una larghezza in direzione ortogonale alla direzione principale di avanzamento (6) maggiore della larghezza di detta seconda e/o terza superficie di trasporto (53b,53c).
- 4. Singolarizzatore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui la prima e la seconda, e opzionalmente la terza, superficie di trasporto (53a,53b,53c) del primo dispositivo di trasporto (53) sono movimentate da un medesimo primo sistema di movimentazione (58) presentando entrambe una medesima velocità di avanzamento dalla stazione di ingresso (18) quella di uscita (19).
- 5. Singolarizzatore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il primo dispositivo di trasporto (53) comprende almeno un primo e un secondo nastro trasportatore (55,56) e opzionalmente un terzo nastro trasportatore (57), la prima e la seconda superficie di trasporto (53a,53b) opzionalmente la terza superficie di trasporto (53c) essendo definita dalle superfici attive rispettivamente del primo e del secondo nastro di trasporto (55,56) e opzionalmente del terzo nastro di trasporto (57), in particolare detti nastri trasportatori (55,56,57) essendo distinti e separati tra loro .
- 6. Singolarizzatore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui la prima e la seconda superficie di trasporto (54a,54b) del secondo dispositivo di trasporto (54) sono movimentate da un medesimo secondo sistema di movimentazione (59) presentando entrambe una medesima velocità di avanzamento dalla stazione di ingresso (18) a quella di uscita (19), in particolare la velocità di avanzamento della prima e della seconda superficie di trasporto (54a,54b) del secondo dispositivo di trasporto (54) essendo indipendente dalla velocità di avanzamento della prima e della seconda superficie di trasporto (53a,53b) del primo dispositivo di trasporto (53).
- 7. Singolarizzatore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni da 2 a 6, in cui la seconda superficie di trasporto (54b) a basso attrito del secondo dispositivo di trasporto (54) si trova affiancato e adiacente alla seconda superficie (53b) a basso attrito del primo dispositivo di trasporto (53).
- 8. Singolarizzatore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il secondo dispositivo di trasporto (54) comprende almeno un primo e un secondo nastro trasportatore (61, 62) la prima e la seconda superficie di trasporto (54a,54b) essendo definite dalle superfici attive rispettivamente del primo e del secondo nastro trasportatore (61,62) in particolare detti nastri trasportatori (61,62) essendo distinti e separati tra loro.
- 9. Singolarizzatore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, in cui il prefissato numero di moduli (2,10) di processamento à ̈ configurato per portare gli articoli (5) in uscita dalla stazione di uscita (12) secondo almeno tre linee distinte di avanzamento (A,B,C) predefinite, il modulo selettore (17) comprendendo una terza zona (26) configurata per ricevere gli articoli provenienti dalla terza linea di avanzamento (C) e per impartire agli articoli che si trovano in appoggio alla stessa un moto di avanzamento lungo la direzione principale (6) dalla stazione di ingresso (18) alla stazione di uscita (19), la terza zona di avanzamento (26) comprende un terzo dispositivo di trasporto (60) presentante almeno una prima superficie di trasporto (60a) sviluppantesi tra la stazione di ingresso (18) e la stazione di uscita (19) e una seconda superficie di trasporto (60b) sviluppantesi tra la stazione di ingresso (18) e la stazione di uscita (19) e posizionata adiacentemente alla prima superficie di trasporto (60a), detta prima superficie di trasporto (60a) presentando un coefficiente di attrito maggiore del coefficiente di attrito della seconda superficie di trasporto (60b).
- 10. Singolarizzatore secondo la rivendicazione precedente, in cui la prima e la seconda superficie di trasporto (60a,60b) del terzo dispositivo di trasporto (60) sono movimentate da un medesimo terzo sistema di movimentazione (63) presentando entrambe una medesima velocità di avanzamento dalla stazione di ingresso (18) a quella di uscita (19), in particolare la velocità di avanzamento della prima e seconda superficie di trasporto (60a,60b) del primo dispositivo di trasporto (60) essendo indipendente dalla velocità di avanzamento della prima e della seconda superficie (53a,54a,53b,54b) del primo dispositivo di trasporto (53) e/o del secondo dispositivo di trasporto (54).
- 11. Singolarizzatore secondo le rivendicazioni 9 o 10, in cui il terzo dispositivo di trasporto (60) comprende almeno un primo ed un secondo nastro trasportatore (64,65), la prima e la seconda superficie di trasporto (60a,60b) essendo definite dalle superfici attive rispettivamente del primo e del secondo nastro trasportatore (64,65), in particolare detti nastri trasportatori (64,65) essendo distinti e separati tra loro .
- 12. Singolarizzatore secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 9, 10 o 11, in cui la seconda superficie di trasporto (60b) a basso attrito del terzo dispositivo di trasporto (60) si trova affiancata ed adiacente alla terza superficie di trasporto (53c) a basso attrito del primo dispositivo di trasporto (53).
- 13. Singolarizzatore secondo le rivendicazioni 4, 6 o 10, in cui il sistema di movimentazione (58,59,63) comprende un motore (58a,59a,63a), in particolare elettrico, ed una trasmissione (58b,59b,63b) atta a portare il moto generato dal motore in corrispondenza di almeno un primo albero di movimentazione, la prima e la seconda superficie di trasporto (53a,53b,54a,54b,60a,60b) essendo movimentate da detto medesimo albero (66,67,68) per generare una movimentazione di avanzamento sugli articoli in appoggio alle stesse dalla stazione di ingresso (18) alla stazione di uscita (19).
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- 2011-01-24 IT ITMI2011A000070A patent/IT1403647B1/it active
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