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ITMO20110060A1 - Ruota per biciclette a pedalata assistita - Google Patents

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Publication number
ITMO20110060A1
ITMO20110060A1 IT000060A ITMO20110060A ITMO20110060A1 IT MO20110060 A1 ITMO20110060 A1 IT MO20110060A1 IT 000060 A IT000060 A IT 000060A IT MO20110060 A ITMO20110060 A IT MO20110060A IT MO20110060 A1 ITMO20110060 A1 IT MO20110060A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
wheel
plate
locking
fixed structure
toothed
Prior art date
Application number
IT000060A
Other languages
English (en)
Inventor
Fabio Giorgi
Adriano Zanfei
Original Assignee
C R D Ct Ricerche Ducati Trent O S R L
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by C R D Ct Ricerche Ducati Trent O S R L filed Critical C R D Ct Ricerche Ducati Trent O S R L
Priority to IT000060A priority Critical patent/ITMO20110060A1/it
Priority to ES12713292.6T priority patent/ES2562991T3/es
Priority to PCT/IB2012/000456 priority patent/WO2012123801A1/en
Priority to US14/005,033 priority patent/US9102381B2/en
Priority to EP12713292.6A priority patent/EP2686232B1/en
Publication of ITMO20110060A1 publication Critical patent/ITMO20110060A1/it

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    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B62LAND VEHICLES FOR TRAVELLING OTHERWISE THAN ON RAILS
    • B62MRIDER PROPULSION OF WHEELED VEHICLES OR SLEDGES; POWERED PROPULSION OF SLEDGES OR SINGLE-TRACK CYCLES; TRANSMISSIONS SPECIALLY ADAPTED FOR SUCH VEHICLES
    • B62M6/00Rider propulsion of wheeled vehicles with additional source of power, e.g. combustion engine or electric motor
    • B62M6/40Rider propelled cycles with auxiliary electric motor
    • B62M6/60Rider propelled cycles with auxiliary electric motor power-driven at axle parts
    • B62M6/65Rider propelled cycles with auxiliary electric motor power-driven at axle parts with axle and driving shaft arranged coaxially
    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B62LAND VEHICLES FOR TRAVELLING OTHERWISE THAN ON RAILS
    • B62MRIDER PROPULSION OF WHEELED VEHICLES OR SLEDGES; POWERED PROPULSION OF SLEDGES OR SINGLE-TRACK CYCLES; TRANSMISSIONS SPECIALLY ADAPTED FOR SUCH VEHICLES
    • B62M11/00Transmissions characterised by the use of interengaging toothed wheels or frictionally-engaging wheels
    • B62M11/04Transmissions characterised by the use of interengaging toothed wheels or frictionally-engaging wheels of changeable ratio
    • B62M11/14Transmissions characterised by the use of interengaging toothed wheels or frictionally-engaging wheels of changeable ratio with planetary gears
    • B62M11/16Transmissions characterised by the use of interengaging toothed wheels or frictionally-engaging wheels of changeable ratio with planetary gears built in, or adjacent to, the ground-wheel hub
    • BPERFORMING OPERATIONS; TRANSPORTING
    • B62LAND VEHICLES FOR TRAVELLING OTHERWISE THAN ON RAILS
    • B62MRIDER PROPULSION OF WHEELED VEHICLES OR SLEDGES; POWERED PROPULSION OF SLEDGES OR SINGLE-TRACK CYCLES; TRANSMISSIONS SPECIALLY ADAPTED FOR SUCH VEHICLES
    • B62M6/00Rider propulsion of wheeled vehicles with additional source of power, e.g. combustion engine or electric motor
    • B62M6/40Rider propelled cycles with auxiliary electric motor
    • B62M6/45Control or actuating devices therefor
    • B62M6/50Control or actuating devices therefor characterised by detectors or sensors, or arrangement thereof

Landscapes

  • Engineering & Computer Science (AREA)
  • Chemical & Material Sciences (AREA)
  • Combustion & Propulsion (AREA)
  • Transportation (AREA)
  • Mechanical Engineering (AREA)
  • Transmission Devices (AREA)
  • Mechanical Control Devices (AREA)
  • Force Measurement Appropriate To Specific Purposes (AREA)

Description

“RUOTA PER BICICLETTE A PEDALATA ASSISTITA†.
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad una mota per biciclette a pedalata assistita.
Le biciclette a pedalata assistita sono biciclette dotate di un motore elettrico ausiliario aventi le seguenti caratteristiche:
potenza nominale massima continua del motore elettrico: 0,25 kW; - alimentazione del motore progressivamente ridotta e quindi interrotta al raggiungimento dei 25 km/h;
alimentazione del motore interrotta prima dei 25 km/h se il ciclista smette di pedalare.
Il motore elettrico à ̈ comandato mediante un’unità di elaborazione e controllo che ne gestisce l’erogazione di potenza in funzione della pedalata dell’utilizzatore, bilanciando l’inserimento della propulsione in maniera progressiva sin dall’inizio della pedalata, in modo da renderla fluida e regolare.
A tale scopo le biciclette a pedalata assistita sono dotate di un sensore di forza disposto in corrispondenza dei pedali o di un sensore di velocità collocato nella pedaliera, o di entrambi.
Nelle tradizionali biciclette a pedalata assistita il motore elettrico à ̈ alloggiato direttamente nel mozzo della ruota motorizzata ed à ̈ alimentato mediante un pacco di batterie che, invece, à ̈ montato sul telaio della bicicletta.
Tenuto conto della necessità di dotare la bicicletta di tutti i suddetti componenti preposti allo svolgimento di diverse funzioni, i tradizionali sistemi a pedalata assistita vengono solitamente concepiti fin dalla loro fase di progettazione per essere installati su uno specifico modello di bicicletta. Solo raramente, infatti, à ̈ possibile mettere a punto kit in grado di adattarsi a più modelli di bicicletta tenuto conto della notevole diversità tra le biciclette presenti sul mercato, in particolare dei loro telai che, ovviamente, presentano forme e dimensioni talmente diverse da impedire una pratica e completa standardizzazione dei sistemi a pedalata assistita.
Occorre sottolineare, inoltre, che Tapplicazione di un kit per biciclette a pedalata assistita in fase di post-vendita, anche qualora possibile, richiede solitamente l’esecuzione di scomode e poco pratiche operazioni di regolazione e di fissaggio al telaio dei vari componenti, che il più delle volte non possono essere compiute dall’ utilizzatore finale e necessitano dell’intervento di un tecnico esperto.
Per sopperire almeno in parte agli inconvenienti sopralamentati à ̈ noto integrare nella ruota motorizzata non solo il motore elettrico di azionamento ma anche il pacco di batterie, come descritto ad esempio nel documento brevettale WO 2010/091323.
Anche tale soluzione costruttiva, tuttavia, non à ̈ priva di inconvenienti.
A questo riguardo occorre notare, innanzitutto, che l’integrazione del pacco baterie nella ruota motorizzata semplifica solo in parte le operazioni di montaggio e smontaggio del sistema a pedalata assistita, in quanto rimane comunque necessario provvedere all’ installazione dei sensori di forza e/o di velocità sulla pedaliera della bicicleta, nonché di tutti gli altri componenti. A ciò occorre aggiungere che, indipendentemente da dove viene collocato il pacco baterie sulla ruota o sul telaio, le ruote motorizzate per biciclete a pedalata assistita non sempre sono combinabili in modo pratico e agevole con i tradizionali cambi meccanici adoperati solitamente per la riduzione o la moltiplicazione del rapporto di trasmissione del moto proveniente dalla pedaliera.
Il fato che il mozzo della ruota motorizzata sia quasi completamente occupato dal motore elettrico, infati, determina il fatto che questa ruota non può essere abbinata a dispositivi di cambio marce interni al mozzo, come ad esempio il cambio Rohloff, ma à ̈ combinabile esclusivamente con dispositivi esterni, come i tradizionali cambi a deragliatore, che tuttavia non sono standardizzati e variano a seconda del modello di bicicletta.
Il compito principale della presente invenzione à ̈ quello di escogitare una ruota per biciclete a pedalata assistita che possa essere montata su qualunque modello tradizionale di bicicletta già esistente dotandola in modo pratico, agevole e funzionale delle funzionalità delle biciclete a pedalata assistita.
Altro scopo del presente trovato à ̈ quello di escogitare una ruota per biciclette a pedalata assistita che consenta di superare i menzionati inconvenienti della tecnica nota nell’ambito di una soluzione semplice, razionale, di facile ed efficace impiego e dal costo contenuto.
Gli scopi sopra esposti sono raggiunti dalla presente ruota per biciclette a pedalata assistita, caratterizzata dal fatto che comprende:
almeno una struttura fissa associabile al telaio di una bicicletta avente una pedaliera di azionamento;
almeno un elemento a cerchio montato su detta struttura fissa in modo ruotabile attorno ad un asse di rotazione principale;
almeno un disco di propulsione montato su detta struttura fissa in modo ruotabile e collegabile a detta pedaliera di azionamento;
- mezzi di trasmissione del moto di rotazione da detto disco di propulsione a detto elemento a cerchio, comprendenti:
almeno un dispositivo di cambio atto a modificare il rapporto di trasmissione del moto da detto disco di propulsione a detto elemento a cerchio; ed
almeno un primo dispositivo di rilevamento atto a rilevare la forza trasmessa a detto elemento a cerchio da detto disco di propulsione; almeno un motore elettrico associato a detta struttura fissa e atto a cooperare con detto disco di propulsione per motorizzare detto elemento a cerchio;
almeno un alimentatore elettrico associato a detta struttura fissa e atto ad alimentare elettricamente detto motore elettrico;
almeno un’unità di elaborazione e controllo associata a detta struttura fissa, operativamente collegata a detto primo dispositivo di rilevamento e a detto motore elettrico ed atta a comandare l’attivazione di detto motore elettrico in funzione della forza rilevata da detto primo dispositivo di rilevamento.
Altre caratteristiche e vantaggi della presente invenzione risulteranno maggiormente evidenti dalla descrizione di una forma di esecuzione preferita, ma non esclusiva, di una ruota per biciclette a pedalata assistita, illustrata a titolo indicativo, ma non limitativo, nelle unite tavole di disegni in cui:
la figura 1 Ã ̈ una vista laterale di una bicicletta che monta la ruota secondo il trovato;
la figura 2 Ã ̈ una vista in assonometria di una porzione della mota secondo il trovato;
la figura 3 Ã ̈ una vista in esploso della porzione di mota di figura 2;
la figura 4 Ã ̈ una vista in sezione assiale della porzione di ruota di figura 2; la figura 5 Ã ̈ una vista in sezione, su scala ingrandita, di un dettaglio di figura 4;
la figura 6 Ã ̈ una vista in esploso del dispositivo di cambio della mota secondo il trovato;
la figura 7 Ã ̈ una vista in spaccato del dispositivo di cambio della mota secondo il trovato;
la figura 8 Ã ̈ una vista in sezione trasversale, schematica e parziale, che illustra il dispositivo di cambio della mota secondo il trovato con una delle mote dentate solari in posizione di sbloccaggio;
la figura 9 Ã ̈ una vista in sezione trasversale, schematica e parziale, che illustra il dispositivo di cambio della mota secondo il trovato con una delle mote dentate solari in posizione di bloccaggio;
la figura 10 Ã ̈ una vista in assonometria che illustra una porzione del dispositivo di cambio della mota secondo il trovato;
la figura 11 Ã ̈ una vista in esploso del meccanismo a ruota libera della ruota secondo il trovato;
la figura 12 Ã ̈ una vista in sezione trasversale del meccanismo a ruota libera della ruota secondo il trovato;
la figura 13 Ã ̈ una vista in esploso del primo dispositivo di rilevamento della ruota secondo il trovato;
la figura 14 Ã ̈ una vista in assonometria, parzialmente in spaccato, dei mezzi di trasmissione del moto della mota secondo il trovato;
le figure 15 e 16 illustrano, in una successione di viste laterali, il funzionamento del primo dispositivo di rilevamento della mota secondo il trovato.
Con particolare riferimento a tali figure, si à ̈ indicato globalmente con 1 una mota per biciclette a pedalata assistita.
La mota 1 Ã ̈ predisposta per essere montata su un qualunque tipo di bicicletta B avente un telaio T ed una pedaliera di azionamento P.
Nella particolare forma di attuazione illustrata in figura 1, ad esempio, la mota 1 Ã ̈ montata come mota posteriore della bicicletta B.
A tale scopo, la mota 1 comprende una struttura fissa 2 che à ̈ associabile alla parte posteriore del telaio T e che, in particolare, à ̈ provvista di un primo assale 3 e di un secondo assale 4 disposti su fianchi opposti della mota 1 e fissabili al telaio T in modo di per sé tradizionale.
D primo assale 3 à ̈ rigidamente associato ad un elemento a coppa 5, a sua volta rigidamente associato ad un elemento a disco 6, al cui centro à ̈ avvitata una placca 7 ed à ̈ incastrato un cannotto 8.
Il cannotto 8 termina in un’estremità a perno 8a che supporta o definisce il secondo assale 4.
Nella particolare forma di attuazione illustrata nelle figure la struttura fissa 2 à ̈ pertanto costituita dagli assali 3, 4, dall’elemento a coppa 5, dall’elemento a disco 6, dalla placca 7 e dal cannotto 8.
Sulla struttura fissa 2 Ã ̈ montato in modo ruotabile un elemento a cerchio 10, 11, 12.
L’elemento a cerchio 10, 11, 12 può ruotare rispetto alla struttura fissa 2 attorno ad un asse di rotazione principale A coassiale agli assali 3, 4.
L’elemento a cerchio 10, 11, 12 comprende:
un corpo scatolare centrale 10, di forma sostanzialmente discoidale; un’intelaiatura circolare esterna 11, supportante un pneumatico per la circolazione su strada della bicicletta B; ed
una serie di tiranti 12 per il collegamento del corpo scatolare centrale 10 con l’intelaiatura circolare esterna 11.
In corrispondenza del secondo assale 4 della struttura fissa 2 à ̈ montato in modo ruotabile un disco di propulsione 13, ad esempio del tipo dei tradizionali pignoni dentati, che à ̈ collegabile alla pedaliera di azionamento P mediante un organo flessibile 9 come una catena o simili.
Al disco di propulsione 13 sono associati mezzi di trasmissione del moto 14, 15, 16 atti a trasferire il moto di rotazione dal disco di propulsione 13 all’elemento a cerchio 10, 11, 12.
I mezzi di trasmissione del moto 14, 15, 16 comprendono:
un dispositivo di cambio 14 atto a modificare il rapporto di trasmissione del moto dal disco di propulsione 13 all’elemento a cerchio 10, 11, 12;
un meccanismo a mota libera 15; e
un primo dispositivo di rilevamento 16 atto a rilevare la forza (o, in altre parole, la coppia) proveniente dal disco di propulsione 13 e trasmessa all’elemento a cerchio 10, 11, 12.
Più in dettaglio si sottolinea che la successione di collegamenti lungo cui si trasmette il moto dal disco di propulsione 13 all’elemento a cerchio 10, 11, 12 à ̈ la seguente: il disco di propulsione 13 à ̈ associato al dispositivo di cambio 14 che à ̈ associato al meccanismo a mota libera 15 che à ̈ associato al primo dispositivo di rilevamento 16 che à ̈ associato all’elemento a cerchio 10, 11, 12.
Occorre fare notare, inoltre, che il primo dispositivo di rilevamento 16 à ̈ utilmente integrato nei mezzi di trasmissione del moto 14, 15, 16 e ne costituisce una parte fondamentale per trasmettere il moto all’elemento a cerchio 10, 11, 12, come meglio verrà descritto nel seguito.
Il dispositivo di cambio 14 à ̈ sostanzialmente coassiale all’asse di rotazione principale A ed à ̈ di tipo epicicloidale.
Più in dettaglio, il dispositivo di cambio 14 comprende:
una corona 17 a dentatura interna, che à ̈ montata sul secondo assale 4 in modo motabile attorno all’asse di rotazione principale A e su cui à ̈ calettato il disco di propulsione 13;
una pluralità di primi gruppi di mote dentate satellitari 18a, 18b, 18c, 18d. Le mote dentate satellitari 18a, 18b, 18c, 18d di ciascun primo grappo sono rese solidali tra loro ed hanno un diverso numero di denti. In particolare, le mote dentate satellitari 18a, 18b, 18c, 18d di ciascun grappo sono fabbricate separatamente e poi unite tra loro, ad esempio mediante saldatura o accoppiamento ad incastro. Nella particolare forma di attuazione illustrata nelle figure le ruote dentate satellitari 18a, 18b, 18c, 18d di ogni gruppo sono quattro e presentano una ruota dentata satellitare primaria 18a ingranante con la dentatura interna della corona 17, una ruota dentata satellitare secondaria 18b adiacente alla primaria, una ruota dentata satellitare terziaria 18c adiacente alla secondaria ed una ruota dentata satellitare quaternaria 18d adiacente alla terziaria. Non si escludono, tuttavia, alternative forme di attuazione provviste di un diverso numero di ruote dentate satellitari 18a, 18b, 18c, 18d;
un organo porta-satelliti 19, 20, 21 che supporta i primi gruppi di ruote dentate satellitari 18a, 18b, 18c, 18d. L’organo porta-satelliti 19, 20, 21, in particolare, presenta una serie di assi 19 che supportano in modo ruotabile i primi gruppi di mote dentate satellitari 18a, 18b, 18c, 18d e che sono associati ad una piastra trasversale 20 terminante in un manicotto 21, che à ̈ montato attorno al cannotto 8, à ̈ ruotabile coassialmente all’asse di rotazione principale A e costituisce l’organo motore di uscita del dispositivo di cambio 14;
- un secondo gmppo di mote dentate solari 22a, 22b, 22c, 22d, che non sono collegate direttamente tra loro e possono ruotare con velocità di rotazione diverse attorno all’asse di rotazione principale A. Le mote dentate solari 22a, 22b, 22c, 22d hanno un diverso numero di denti ed ingranano con una rispettiva mota dentata satellitare 18a, 18b, 18c, 18d di ciascun primo gmppo. In particolare, le mote dentate solari 22a, 22b, 22c, 22d si suddividono in una mota dentata solare primaria 22a ingranante con la mota dentata satellitare primaria 18a, una mota dentata solare secondaria 22b ingranante con la mota dentata satellitare secondaria 18b, una mota dentata solare terziaria 22c ingranante con la mota dentata satellitare terziaria 18c ed una mota dentata solare quaternaria 22d ingranante con la mota dentata satellitare quaternaria 18d; e
un dispositivo di bloccaggio 23, 24 per il bloccaggio selettivo delle mote dentate solari 22a, 22b, 22c, 22d. Il dispositivo dì bloccaggio 23, 24, in particolare, à ̈ atto ad impedire alternativamente la rotazione di una sola delle mote dentate solari 22a, 22b, 22c, 22d e a sbloccare la rotazione delle rimanenti. In questo modo il rapporto di trasmissione tra la corona 17 ed l’organo porta-satelliti 19, 20, 21 à ̈ stabilito da quale mota dentata solare 22a, 22b, 22c, 22d rimane bloccata.
Tutte le mote dentate solari 22a, 22b, 22c, 22d comprendono un foro centrale 25 che ne permette il posizionamento attorno al cannotto 8 e Γ alloggiamento del dispositivo di bloccaggio 23, 24.
I fori centrali 25 delle mote dentate solari 22a, 22b, 22c, 22d sono sagomati in modo da definire ima pluralità di gole 26.
Vantaggiosamente il dispositivo di bloccaggio 23, 24 comprende due gmppi di corpi di bloccaggio 23, disposti da parti diametralmente opposte dell’asse di rotazione principale A ed inseriti in successione lungo due corrispondenti asole longitudinali 27 ricavate nel cannotto 8.
II funzionamento dei corpi di bloccaggio 23 di un gmppo à ̈ il medesimo di quelli dell’altro gruppo e, pertanto, per semplicità di esposizione nel prosieguo della presente descrizione si farà riferimento ad un solo gmppo di corpi di bloccaggio 23.
Ciascuno corpo di bloccaggio 23 à ̈ alloggiato nell’asola longitudinale 27 in corrispondenza del foro centrale 25 di una rispettiva ruota dentata solare 22a, 22b, 22c, 22d ed à ̈ mobile perpendicolarmente all’asse di rotazione principale A tra una posizione di bloccaggio, in cui à ̈ inserito in una delle gole 26 ricavate nella rispettiva ruota dentata solare 22a, 22b, 22c, 22d impedendone la rotazione (figura 9), ed una posizione di sbloccaggio, in cui à ̈ allontanato dalle gole 26 e la rispettiva ruota dentata solare 22a, 22b, 22c, 22d à ̈ sbloccata (figura 8).
Il dispositivo di bloccaggio 23, 24, inoltre, comprende un albero di azionamento 24 che à ̈ alloggiato nel cannotto 8 e, dunque, à ̈ disposto alPintemo dei fori centrali 25 coassialmente alle ruote dentate solari 22a, 22b, 22c, 22d.
L’albero di azionamento 24 à ̈ provvisto di due serie di profili eccentrici 24a, una per ciascun gruppo di corpi di bloccaggio 23.
I profili eccentrici 24a sono atti a cooperare con i corpi di bloccaggio 23 per il loro spostamento tra la posizione di bloccaggio e la posizione di sbloccaggio.
Le posizioni angolari dei profili eccentrici 24a sono sostanzialmente sfasate tra loro (in particolare di circa 36°) e l’albero di azionamento 24 à ̈ ruotabile attorno al proprio asse, coincidente con l’asse di rotazione principale A, in una serie di posizioni angolari operative in cui uno dei profili eccentrici 24a colloca il corrispondente corpo di bloccaggio 23 nella posizione di bloccaggio mentre gli altri corpi di bloccaggio 23 rimangono in posizione di sbloccaggio.
Utilmente, il dispositivo di cambio 14 comprende anche un meccanismo di solidarizzazione 28, 29 atto a rendere solidali tra loro la corona 17 e l’organo porta-satelliti 19, 20, 21.
Il meccanismo di solidarizzazione 28, 29 comprende:
un elemento di solidarizzazione 28 vincolato alla corona 17 in modo prismatico, ossia non può ruotare rispetto ad essa ma à ̈ scorrevole lungo ima direzione parallela all’asse di rotazione principale A tra una posizione di accoppiamento, in cui l’elemento di solidarizzazione 28 à ̈ impegnato rigidamente con la ruota dentata solare primaria 22a, ed una posizione di riposo, in cui l’elemento di solidarizzazione 28 à ̈ allontanato e svincolato dalla mota dentata solare primaria 22a; e un profilo elicoidale 29 ricavato sull’albero di azionamento 24 ed atto a cooperare con un elemento ausiliario 28a associato all’elemento di solidarizzazione 28 per il suo spostamento tra la posizione di accoppiamento e la posizione di riposo in contrasto ad un corpo di ritorno elastico 30, del tipo di una molla o simili.
In pratica, con riferimento alla particolare forma di attuazione del trovato illustrata nelle figure, l’albero di azionamento 24 à ̈ collocabile in quattro posizioni angolari operative, corrispondenti al bloccaggio selettivo delle quattro mote dentate solari 22a, 22b, 22c, 22d e al posizionamento dell’elemento di solidarizzazione 28 in posizione di riposo, e in una quinta posizione angolare operativa, corrispondente allo sbloccaggio di tutte e quattro le mote dentate solari 22a, 22b, 22c, 22d ed al collocamento dell’elemento di solidarizzazione 28 in posizione di accoppiamento.
Vantaggiosamente, à ̈ previsto anche un meccanismo di trattenimento 31, 32, 33 atto a trattenere l’albero di azionamento 24 nelle posizioni angolari operative.
Il meccanismo di trattenimento 31, 32, 33 comprende due corpi di trattenimento 31, del tipo di due sferette o simili, inserite in due corrispondenti scanalature longitudinali 32 ricavate sull’albero di azionamento 24.
Lungo le scanalature longitudinali 32, in pratica, i due corpi di trattenimento 31 sono vincolati all’albero di azionamento 24 in modo scorrevole lungo una direzione parallela all’asse di rotazione principale A tra una posizione di impegno, in cui i corpi di trattenimento 31 sono inseriti in corrispondenti sedi 33 ricavate sulla placca 7 della struttura fissa 2, ed una posizione di disimpegno, in cui i corpi di trattenimento 31 sono allontanati e svincolati dalle sedi 33.
La placca 7, in particolare, à ̈ provvista di una pluralità di sedi 33, almeno una per ciascuna posizione angolare operativa (figura 10).
Le sferette 31 sono spinte verso le sedi 33 mediante una molla 32a che tende a mantenerle in posizione di impegno fino a quando, mediante l’applicazione di una forza esterna, l’albero di azionamento 24 viene fatto ruotare su se stesso forzando le sferette 31 nella posizione di disimpegno fino al raggiungimento della successiva posizione angolare operativa.
Per la selezione del rapporto di trasmissione da parte di un utilizzatore il dispositivo di cambio 14 Ã ̈ dotato di un sistema di comando 34.
Il sistema di comando 34 consiste in un elemento attuatore predisposto per la messa in rotazione dell’albero di azionamento 24 attorno al proprio asse tra le diverse posizioni angolari operative.
Nella particolare forma di attuazione illustrata nelle figure P elemento attuatore 34 comprende un corpo di attacco 35, di forma sostanzialmente cilindrica, che à ̈ alloggiato nell’elemento a coppa 5, à ̈ calettato ad un’estremità dell’albero di azionamento 24 ed à ̈ predisposto per essere collegato ad un cavetto di comando 36.
Il cavetto di comando 36, in particolare, può consistere in un tirante avente un’estremità stabilmente attaccata al corpo di attacco 35 e l’estremità opposta associata ad una leva di comando 37, collocata sul telaio T della bicicletta B.
Sono possibili, tuttavia, alternative forme di attuazione dell’invenzione in cui l’elemento attuatore 34 consista in un organo motorizzato, del tipo di un attuatore elettrico, di tipo passo passo o continuo, che à ̈ destinato a mettere in rotazione l’albero di azionamento 24 in modo automatizzato ed à ̈ asservito ad un segnale elettronico di attivazione impartito dall’utilizzatore. Attorno al manicotto 21 dell’organo porta-satelliti 19, 20, 21 sono disposti sia il meccanismo a ruota libera 15 sia il primo dispositivo di rilevamento 16.
Il meccanismo a ruota libera 15 comprende un primo organo rotante 38, calettato al manicotto 21, ed un secondo organo rotante 39, montato sul manicotto 21 in modo ruotabile e trascinabile in rotazione dal primo organo rotante 38 fintanto che P utilizzatore applica alla pedaliera di azionamento P una rotazione pari o superiore a quella dell’elemento a cerchio 10, 11, 12. A tale scopo il primo organo rotante 38 ed il secondo organo rotante 39 comprendono due rispettive superfici laterali 38a, 39a, compenetrate una nell’altra e distanziate tra loro per alloggiare una serie di cilindretti 40.
Una delle superfici laterali 38a, 39a à ̈ scalettata, in modo che se il primo organo rotante 38 ruota in una direzione allora avviene la solidarizzazione del secondo organo rotante 39 da parte dei cilindretti 40, mentre se ruota in direzione opposta allora i cilindretti 40 sono liberi di scorrere sul secondo organo rotante 39 senza trascinarlo in rotazione.
In corrispondenza del meccanismo a ruota libera 15 à ̈ previsto un secondo dispositivo di rilevamento 41, 42, 43 atto a rilevare la velocità di rotazione in uscita dal dispositivo di cambio 14.
Il secondo dispositivo di rilevamento 41, 42, 43, in particolare, comprende una ruota fonica 41, coincidente con il primo organo rotante 38, che a tale scopo presenta una serie di prominenze 42 il cui passaggio durante la rotazione à ̈ rilevato mediante un sensore di pick-up 43, di tipo ottico, magnetico o altro, montato sull’elemento a disco 6 della struttura fissa 2. Il primo dispositivo di rilevamento 16 comprende:
un primo piattello 44, coincidente con il secondo organo rotante 39 del meccanismo a ruota libera 15, che à ̈ ruotabile attorno all’asse di rotazione principale A ed à ̈ azionabile in rotazione dal moto del disco di propulsione 13, che tramite il dispositivo di cambio 14 ed il meccanismo a ruota libera 15 giunge al primo piattello 44;
un secondo piattello 45 associato all’elemento a cerchio 10, 11, 12 mediante un accoppiamento prismatico 46, 47, atto a renderlo ruotabile attorno all’asse di rotazione principale A unitamente all’elemento a cerchio 10, 11, 12 e, al contempo, scorrevole rispetto all’elemento a cerchio 10, 11, 12 lungo una direzione di scorrimento S (figura 16) sostanzialmente parallela all’asse di rotazione principale A;
almeno un organo di trasmissione 48 per la trasmissione del moto tra il primo piattello 44 ed il secondo piattello 45, che à ̈ associato al primo piattello 44 ed à ̈ atto ad impegnare una rampa di presa 49 associata al secondo piattello 45 ed inclinata rispetto ad un piano trasversale all’asse di rotazione principale A. In pratica, l’impegno della rampa di presa 49 da parte dell’organo di trasmissione 48 determina lo scorrimento del secondo piattello 45 lungo la direzione di scorrimento S fino a collocarsi in una posizione che à ̈ funzione della forza trasmessa al secondo piattello 45;
un sensore di rilevamento 50 atto a rilevare la posizione del secondo piattello 45; e
mezzi elastici 51 di contrasto all’ allontanamento del secondo piattello 45 dal primo piattello 44, costituiti preferibilmente da una molla a soffietto avente un’estremità in battuta sul secondo piattello 45 e l’estremità opposta in battuta sulla piastra trasversale 20.
Vantaggiosamente, il primo piattello 44 porta una pluralità di organi di trasmissione 48 che impegnano altrettante rampe di presa 49 ricavate sul secondo piattello 45.
Gli organi di trasmissione 48, ad esempio, sono costituiti da una serie di cuscinetti, di tipo a sfere o altro, ruotabili attorno a rispetti assi ortogonali all’asse di rotazione principale A.
Il moto di rotazione si trasmette dal primo piattello 44 al secondo piattello 45 quando i cuscinetti 48 e le relative rampe di presa 49 raggiungono una specifica posizione relativa che permette di trasferire all’elemento a cerchio 10, 1 1, 12 la forza richiesta dalle condizioni di carico durante la pedalata.
Infatti, in condizioni di poco carico (ad esempio pedalata in piano), i cuscinetti 48 sono in grado di trasferire moto e trascinare in rotazione le rampe di presa 49 ed il secondo piattello 45 senza particolari difficoltà (figura 15).
In condizioni di carico più elevato (ad esempio pedalata in salita), invece, il primo piattello 44 non à ̈ in grado di andare subito in presa sul secondo piattello 45.
Il primo piattello 44, quindi, gira a vuoto rispetto al secondo piattello 45 per un certo angolo di rotazione, che determina l’impegno delle rampe di presa 49 da parte dei cuscinetti 48 e lo scorrimento del secondo piattello 45 lungo la direzione di scorrimento S in contrasto ai mezzi elastici 51.
Tale scorrimento si interrompe nel momento in cui i cuscinetti 48 sono in grado di trasmettere alle rampe di presa 49 una forza sufficiente da trascinarle in rotazione e, con esse, anche il secondo piattello 45 e l’elemento a cerchio 10, 11, 12 (figura 16).
Analogamente si sottolinea che durante la pedalata l’utilizzatore applica una spinta sulla pedaliera di azionamento P che ha un andamento discontinuo, caratterizzato dall’ alternarsi di continui massimi e minimi. In corrispondenza dei massimi di spinta, al primo piattello 44 giunge una forza in eccesso a quella necessaria per trascinare il secondo piattello, e ciò determina la salita dei cuscinetti 48 sulle rampe di presa 49.
In corrispondenza dei minimi di spinta, invece, la forza che giunge al primo piattello 44 Ã ̈ minore e i cuscinetti 48 impegnano le rampe di presa 49 in una posizione diversa.
Appare dunque chiaro come, in funzione della forza trasmessa tra il primo piattello 44 ed il secondo piattello 45, i cuscinetti 48 assumano una corrispondente posizione relativa sulle rampe di presa 49, determinando una corrispondente escursione del secondo piattello 45 lungo la direzione di scorrimento S.
Utilmente, il sensore di rilevamento 50 à ̈ associato all’elemento a disco 6 della struttura fissa 2 ed à ̈ un sensore di distanza senza contatto, di tipo magnetico o ottico, atto a misurare la distanza da un piatto 52 che à ̈ montato rigidamente sul secondo piattello 45 ed à ̈ sostanzialmente ortogonale alla direzione di scorrimento S.
Il sensore di distanza 50, in pratica, Ã ̈ fermo ed affacciato al piatto 52, il quale si avvicina o si allontana in funzione del moto del secondo piattello 45 lungo la direzione di scorrimento S.
Vantaggiosamente, l’accoppiamento prismatico 46, 47 mediante il quale il secondo piattello 45 può scorrere lungo la direzione di scorrimento S consiste in particolare in una serie di nervature 46 e di incavi 47 ricavati sulla superficie esterna del secondo piattello 45 e sulla superficie interna di un mozzo di sostegno 53 rigidamente associato all’elemento a cerchio 10, 11, 12.
La ruota 1 à ̈ utilmente dotata anche di un motore elettrico 54, 55, che à ̈ associato all’elemento a disco 6 della struttura fissa 2 ed à ̈ atto a cooperare con il moto proveniente dalla pedaliera di azionamento P e dal disco di propulsione 13 per motorizzare l’elemento a cerchio 10, 11, 12.
Il motore elettrico 54, 55 comprende un elemento statorico 54 montato sull’elemento a disco 6 ed un elemento rotorico 55 associato al mozzo di sostegno 53 e all’elemento a cerchio 10, 11, 12.
Il motore elettrico 54, 55 à ̈ ad esempio di tipo Torque a magneti permanenti o a riluttanza o simili, con l’elemento statorico 54 e l’elemento rotorico 55 che sono sagomati sostanzialmente ad anello e sono disposti uno dentro l’altro sostanzialmente attorno ai mezzi di trasmissione del moto 14, 15, 16. Tale particolare accorgimento permette di contenere gli ingombri complessivi in modo pratico e funzionale.
La particolare tipologia di motore elettrico 54, 55 prescelto, inoltre, permette di dotare la ruota 1 anche di un terzo dispositivo di rilevamento atto a rilevare la velocità dell’elemento a cerchio 10, 11, 12.
Il motore elettrico 54, 55, infatti, à ̈ in grado di fornire informazioni sulla posizione relativa tra l’elemento statorico 54, fisso, e l’elemento rotorico 55, mobile unitamente all’elemento a cerchio 10, 11, 12, permettendo di calcolare la velocità effettiva della ruota 1 durante Γ avanzamento della bicicletta B sulla strada.
Per T alimentazione elettrica del motore elettrico 54, 55 la ruota 1 à ̈ dotata di un alimentatore elettrico 56 associato all’elemento a disco 6 della struttura fissa 2.
L’alimentatore elettrico 56 à ̈ costituito, ad esempio, da uno o più pacchi di batterie operativamente collegate all’ elemento statorico 54 del motore elettrico 54, 55.
Sulla struttura fissa 2 à ̈ inoltre montata un’unità di elaborazione e controllo 57 che à ̈ operativamente collegata al primo dispositivo di rilevamento 16, al secondo dispositivo di rilevamento 41, 42, 43 e al motore elettrico 54, 55 ed à ̈ atta a comandare l’attivazione del motore elettrico 54, 55 in funzione della forza rilevata dal primo dispositivo di rilevamento 16 ed, eventualmente, di altri parametri di funzionamento programmabili.
L’unità di elaborazione e controllo 57 à ̈ associata ad un dispositivo di trasmissione dati senza fili 58, di tipo ad onde radio, bluetooth o simili, atto ad interfacciare Punita di elaborazione e controllo 57 con un dispositivo elettronico esterno 59, dotato di display di visualizzazione ed adoperabile da un utilizzatore.
Il dispositivo elettronico esterno 59 consiste, ad esempio, in un computer di bordo dedicato o in un software installabile sul telefono cellulare dell’utilizzatore; in entrambi i casi il dispositivo elettronico esterno 59 à ̈ montabile in modo pratico e conveniente sul manubrio M della bicicletta B e serve per visualizzare i dati operativi dell’unità di elaborazione e controllo (velocità della bicicletta, velocità della pedalata, forza della pedalata, etc.) e per impostame i parametri di funzionamento.
L’unità di elaborazione e controllo 57, inoltre, à ̈ operativamente associata ad un apparecchio di rilevamento 60, montato utilmente sulla struttura fissa 2 ed atto a rilevare l’inquinamento ambientale, ossia in grado di misurare i contenuti di CO, C02, NOx, o di altre sostanze inquinanti presenti nell’aria. Eventualmente, anche i dati misurati dall’apparecchio di rilevamento 60 sono visualizzabili sul dispositivo elettronico esterno 59.
Occorre sottolineare, inoltre, che nel caso in cui l’elemento attuatore 34 consista in un organo motorizzato asservito ad un segnale elettronico di attivazione impartito dall’utilizzatore, à ̈ possibile predisporre l’unità di elaborazione e controllo 57 affinché gestisca il funzionamento di questo organo motorizzato, eventualmente interfacciandosi con il dispositivo elettroni esterno 59 permettendo all’utilizzatore di selezionare il rapporto di trasmissione più adatto durante la guida.
Utilmente, il corpo scatolare centrale 10 dell’elemento a cerchio 10, 11, 12 à ̈ atto contenere i principali componenti meccanici ed elettronici della ruota 1, in particolare i mezzi di trasmissione del moto 14, 15, 16, il motore elettrico 54, 55, Γ alimentatore elettrico 56 e l’unità di elaborazione e controllo 57, ma anche il dispositivo di trasmissione dati senza fili 58 ed l’apparecchio di rilevamento 60.
Il funzionamento della presente invenzione à ̈ il seguente.
Durante il normale utilizzo della bicicletta B, la spinta generata dall’utilizzatore sulla pedaliera di azionamento P si trasferisce al disco di propulsione 13 che trascina in rotazione la corona 17.
A seconda del rapporto di trasmissione prescelto mediante il sistema di comando 34, il moto di rotazione si trasferisce dalla corona 17 al manicotto 21 che trascina in rotazione il primo organo rotante 38.
In questo punto, mediante il sensore di pick-up 43, viene rilevata la velocità della pedalata originata dall’utilizzatore.
Tramite il meccanismo a ruota libera 15 la rotazione si trasferisce dal primo organo rotante 38 al secondo organo rotante 39 fintanto che l’ utilizzatore applica alla pedaliera di azionamento P una rotazione pari o superiore a quella dell’elemento a cerchio 10, 11, 12.
Dal meccanismo a ruota libera 15 la spinta generata sulla pedaliera di azionamento P si trasmette ai cuscinetti 48 del primo piattello 44 e, da questi, alle rampe di presa 49 del secondo piattello 45, al mozzo di sostegno 53 e all’elemento a cerchio 10, 11, 12.
Il trasferimento del moto dal primo piattello 44 al secondo piattello 45 determina lo scorrimento del secondo piattello 45 lungo la direzione di scorrimento S in funzione della forza effettivamente trasmessa.
Il sensore di rilevamento 50 misura l’ampiezza di tale scorrimento e fornisce un segnale elettronico corrispondente che viene elaborato dall’unità di elaborazione e controllo 57 per comandare o meno l’intervento del motore elettrico 54, 55 in funzione di ima mappatura di parametri prestabiliti.
Nel caso in cui il motore elettrico 54, 55 venga attivato, tra l’elemento statorico 54 e l’elemento rotorico 55 viene sprigionata una forza concorde alla direzione di avanzamento della bicicletta B che coadiuva la pedalata dell’ utilizzatore nella messa in rotazione della ruota 1.

Claims (32)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Ruota (1) per biciclette a pedalata assistita, caratterizzata dal fatto che comprende: almeno una struttura fissa (2) associabile al telaio (T) di una bicicletta (B) avente una pedaliera di azionamento (P); almeno un elemento a cerchio (10, 11, 12) montato su detta struttura fissa (2) in modo ruotabile attorno ad un asse di rotazione principale (A); almeno un disco di propulsione (13) montato su detta struttura fissa (2) in modo ruotabile e collegabile a detta pedaliera di azionamento (P); mezzi di trasmissione del moto (14, 15, 16) per la trasmissione del moto di rotazione da detto disco di propulsione (13) a detto elemento a cerchio (10, 11, 12), comprendenti: almeno un dispositivo di cambio (14) atto a modificare il rapporto di trasmissione del moto da detto disco di propulsione (13) a detto elemento a cerchio (10, 11, 12); ed almeno un primo dispositivo di rilevamento (16) atto a rilevare la forza trasmessa a detto elemento a cerchio (10, 11, 12) da detto disco di propulsione (13); almeno un motore elettrico (54, 55) associato a detta struttura fissa (2) e atto a cooperare con detto disco di propulsione (13) per motorizzare detto elemento a cerchio (10, 11, 12); almeno un alimentatore elettrico (56) associato a detta struttura fìssa (2) e atto ad alimentare elettricamente detto motore elettrico (54, 55); almeno un’unità di elaborazione e controllo (57) associata a detta struttura fissa (2), operativamente collegata a detto primo dispositivo di rilevamento (16) e a detto motore elettrico (54, 55) ed atta a comandare l’attivazione di detto motore elettrico (54, 55) in finizione della forza rilevata da detto primo dispositivo di rilevamento (16).
  2. 2) Ruota (1) secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detto elemento a cerchio (10, 11, 12) comprende almeno un corpo scatolare centrale (10) atto contenere almeno detti mezzi di trasmissione del moto (14, 15, 16), detto motore elettrico (54, 55), detto alimentatore elettrico (56) e detta unità di elaborazione e controllo (57).
  3. 3) Ruota (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di trasmissione del moto (14, 15, 16) comprendono almeno un meccanismo a ruota libera (15).
  4. 4) Ruota (1) secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che detto disco di propulsione (13) à ̈ associato a detto dispositivo di cambio (14) che à ̈ associato a detto meccanismo a ruota libera (15) che à ̈ associato a detto primo dispositivo di rilevamento (16) che à ̈ associato a detto elemento a cerchio (10, 11, 12).
  5. 5) Ruota (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detto motore elettrico (54, 55) comprende un elemento statorico (54) associato a detta struttura fissa (2) ed un elemento rotorico (55) associato a detto elemento a cerchio (10, 11, 12), detto elemento statorico (54) ed detto elemento rotorico (55) essendo sagomati sostanzialmente ad anello e disposti sostanzialmente attorno a detti mezzi di trasmissione del moto (14, 15, 16).
  6. 6) Ruota (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detto alimentatore elettrico (56) comprende un pacco di batterie operativamente collegato a detto elemento statorico (54).
  7. 7) Ruota (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detto dispositivo di cambio (14) à ̈ sostanzialmente coassiale a detto asse di rotazione principale (A).
  8. 8) Ruota (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detto dispositivo di cambio (14) à ̈ di tipo epicicloidale.
  9. 9) Ruota (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detto dispositivo di cambio (14) comprende: una corona (17) a dentatura interna associata a detto disco di propulsione (13); almeno un primo gruppo di mote dentate satellitari (18a, 18b, 18c, 18d), rese solidali tra loro e aventi un diverso numero di denti, di cui almeno una mota dentata satellitare primaria (18a) ingranante con detta corona (17); - un organo porta-satelliti (19, 20, 21) che supporta detto primo gruppo di mote dentate satellitari (18a, 18b, 18c, 18d); un secondo gmppo di mote dentate solari (22a, 22b, 22c, 22d), aventi un diverso numero di denti e ingrananti con una rispettiva mota dentata satellitare (18a, 18b, 18c, 18d), di cui almeno una mota dentata solare primaria (22a) ingranante con detta mota dentata satellitare primaria (18a); e un dispositivo di bloccaggio (23, 24) per il bloccaggio selettivo di dette mote dentate solari (22a, 22b, 22c, 22d), atto ad impedire alternativamente la rotazione di una sola di dette ruote dentate solari (22a, 22b, 22c, 22d) e a sbloccare la rotazione delle rimanenti, il rapporto di trasmissione tra detta corona (17) e detto organo portasatelliti (19, 20, 21) essendo stabilito da quale ruota dentata solare (22a, 22b, 22c, 22d) à ̈ bloccata.
  10. 10) Ruota (1) secondo la rivendicazione 9, caratterizzata dal fatto che dette ruote dentate solari (22a, 22b, 22c, 22d) comprendono un foro centrale (25) di alloggiamento di detto dispositivo di bloccaggio (23, 24).
  11. 11) Ruota (1) secondo la rivendicazione 10, caratterizzata dal fatto che detto dispositivo di bloccaggio (23, 24) comprende almeno un grappo di corpi di bloccaggio (23), ciascuno dei quali à ̈ alloggiato in detto foro centrale (25) di una rispettiva ruota dentata solare (22a, 22b, 22c, 22d) ed à ̈ mobile perpendicolarmente a detto asse di rotazione principale (A) tra una posizione di bloccaggio, in cui à ̈ inserito in almeno una gola (26) ricavata in detta rispettiva ruota dentata solare (22a, 22b, 22c, 22d) impedendone la rotazione, ed una posizione di sbloccaggio, in cui à ̈ allontanato da detta gola (26) e detta rispettiva ruota dentata solare (22a, 22b, 22c, 22d) à ̈ sbloccata.
  12. 12) Ruota (1) secondo la rivendicazione 11, caratterizzata dal fatto che detto dispositivo di bloccaggio (23, 24) comprende almeno un albero di azionamento (24) di detti corpi di bloccaggio (23), che à ̈ alloggiato in detti fori centrali (25) coassialmente a dette ruote dentate solari (22a, 22b, 22c, 22d) ed à ̈ provvisto di almeno una serie di profili eccentrici (24a) atti a cooperare con detti corpi di bloccaggio (23) per il loro spostamento tra detta posizione di bloccaggio e detta posizione di sbloccaggio.
  13. 13) Ruota (1) secondo la rivendicazione 12, caratterizzata dal fatto che le posizioni angolari di detti profili eccentrici (24a) sono sostanzialmente sfasate tra loro, detto albero di azionamento (24) essendo motabile attorno al proprio asse in una serie di posizioni angolari operative in cui uno di detti profili eccentrici (24a) colloca il corrispondente corpo di bloccaggio (23) in posizione di bloccaggio mentre gli altri corpi di bloccaggio (23) rimangono in posizione di sbloccaggio.
  14. 14) Ruota (1) secondo una o più delle rivendicazioni da 9 a 13, caratterizzata dal fatto che detto dispositivo di cambio (14) comprende un meccanismo di solidarizzazione (28, 29) atto a rendere solidali tra loro detta corona (17) e detto organo porta-satelliti (19, 20, 21).
  15. 15) Ruota (1) secondo la rivendicazione 14, caratterizzata dal fatto che detto meccanismo di solidarizzazione (28, 29) comprende un elemento di solidarizzazione (28) vincolato a detta corona (17) in modo scorrevole lungo una direzione parallela a detto asse di rotazione principale (A) tra una posizione di accoppiamento, in cui detto elemento di solidarizzazione (28) Ã ̈ impegnato rigidamente con detta ruota dentata solare primaria (22a), ed una posizione di riposo, in cui detto elemento di solidarizzazione (28) Ã ̈ allontanato e svincolato da detta mota dentata solare primaria (22a).
  16. 16) Ruota (1) secondo la rivendicazione 15, caratterizzata dal fatto che detto meccanismo di solidarizzazione (28, 29) comprende un profilo elicoidale (29) ricavato su detto albero di azionamento (24) ed atto a cooperare con detto elemento di solidarizzazione (28) per il suo spostamento Ira detta posizione di accoppiamento e detta posizione di riposo in contrasto ad un corpo di ritorno elastico (30).
  17. 17) Ruota (1) secondo una o più delle rivendicazioni da 9 a 16, caratterizzata dal fatto che detto dispositivo di bloccaggio (23, 24) comprende un meccanismo di trattenimento (31, 32, 33) atto a trattenere detto albero di azionamento (24) in dette posizioni angolari operative.
  18. 18) Ruota (1) secondo la rivendicazione 17, caratterizzata dal fatto che detto meccanismo di trattenimento (31, 32, 33) comprende almeno un corpo di trattenimento (31) vincolato a detto albero di azionamento (24) in modo scorrevole lungo una direzione parallela a detto asse di rotazione principale (A) tra una posizione di impegno, in cui detto corpo di trattenimento (31) à ̈ inserito in una corrispondente sede (33) ricavata in detta struttura fissa (2), ed una posizione di disimpegno, in cui detto corpo di trattenimento (31) à ̈ allontanato e svincolato da detta sede (33), detta struttura fissa (2) essendo provvista di una pluralità di dette sedi (33), almeno una per ciascuna di dette posizioni angolari operative.
  19. 19) Ruota (1) secondo una o più delle rivendicazioni da 11 a 18, caratterizzata dal fatto che detto dispositivo di bloccaggio (23, 24) comprende almeno due di detti gruppi di corpi di bloccaggio (23), disposti da parti diametralmente opposte di detto asse di rotazione principale (A).
  20. 20) Ruota (1) secondo una o più delle rivendicazioni da 9 a 19, caratterizzata dal fatto che detto dispositivo di cambio (14) comprende una pluralità di detti primi gruppi di ruote dentate satellitari (18a, 18b, 18c, 18d).
  21. 21) Ruota (1) secondo una o più delle rivendicazioni da 9 a 20, caratterizzata dal fatto che detto dispositivo di cambio (14) comprende un sistema di comando (34) per la selezione del rapporto di trasmissione da parte di un utilizzatore avente un elemento attuatore per la messa in rotazione di detto albero di azionamento (24) attorno al proprio asse tra dette posizioni angolari operative.
  22. 22) Ruota (1) secondo la rivendicazione 21, caratterizzata dal fatto che detto elemento attuatore (34) comprende un corpo di attacco (35) associato a detto albero di azionamento (24) e collegabile ad un cavetto di comando (36).
  23. 23) Ruota (1) secondo la rivendicazione 21, caratterizzata dal fatto che detto elemento attuatore (34) comprende un organo motorizzato.
  24. 24) Ruota (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detto primo dispositivo di rilevamento (16) comprende: almeno un primo piattello (44) motabile attorno a detto asse di rotazione principale (A) ed azionabile in rotazione dal moto di detto disco di propulsione (13); almeno un secondo piattello (45) associato a detto elemento a cerchio (10, 11, 12) mediante un accoppiamento prismatico atto a renderlo motabile attorno a detto asse di rotazione principale (A) e scorrevole lungo una direzione di scorrimento sostanzialmente parallela a detto asse di rotazione principale (A); almeno un organo di trasmissione del moto (48) tra detto primo piattello (44) e detto secondo piattello (45), che à ̈ associato a detto primo piattello (44) ed à ̈ atto ad impegnare una rampa di presa (49) associata a detto secondo piattello (45) ed inclinata rispetto ad un piano trasversale a detto asse di rotazione principale (A), l’impegno di detta rampa di presa (49) da parte di detto organo di trasmissione del moto (48) determinando lo scorrimento di detto secondo piattello (45) lungo detta direzione di scorrimento (S) fino a collocarsi in una posizione corrispondente alla forza trasmessa a detto secondo piattello (45); ed almeno un sensore di rilevamento (50) della posizione di detto secondo piattello (45).
  25. 25) Ruota (1) secondo la rivendicazione 24, caratterizzata dal fatto che detto primo dispositivo di rilevamento (16) comprende mezzi elastici (51) di contrasto all’ allontanamento di detto secondo piattello (45) da detto primo piattello (44).
  26. 26) Ruota (1) secondo la rivendicazione 24 o 25, caratterizzata dal fatto che detto sensore di rilevamento (50) Ã ̈ associato a detta struttura fissa (2).
  27. 27) Ruota (1) secondo una o più delle rivendicazioni da 24 a 26, caratterizzata dal fatto che detto sensore di rilevamento (50) à ̈ un sensore di distanza senza contatto atto a misurare la distanza da un piatto (52) associato a detto secondo piattello (45).
  28. 28) Ruota (1) secondo ima o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detti mezzi di trasmissione del moto (14, 15, 16) comprendono un secondo dispositivo di rilevamento (41, 42, 43) atto a rilevare la velocità di rotazione in uscita da detto dispositivo di cambio (14).
  29. 29) Ruota (1) secondo la rivendicazione 28, caratterizzata dal fatto che detto secondo dispositivo di rilevamento (41, 42, 43) comprende una mota fonica (41).
  30. 30) Ruota (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che comprende un terzo dispositivo di rilevamento atto a rilevare la velocità di detto elemento a cerchio (10, 11, 12).
  31. 31) Ruota (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detta unità di elaborazione e controllo (57) à ̈ associata ad un dispositivo di trasmissione dati senza fili (58) per interfacciarsi con un dispositivo elettronico esterno (59) adoperabile da un utilizzatore.
  32. 32) Ruota (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detta unità di elaborazione e controllo (57) à ̈ operativamente associata ad un apparecchio di rilevamento (60) per il rilevamento dell’ inquinamento ambientale che à ̈ associato a detta struttura fissa (2).
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