ITBL20130001A1 - Occhiale con astine a snodo magnetico e con spina di posizionamento - Google Patents
Occhiale con astine a snodo magnetico e con spina di posizionamentoInfo
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Description
DESCRIZIONE
OCCHIALE CON ASTINE A SNODO MAGNETICO E CON SPINA DI POSIZIONAMENTO
Forma oggetto della presente innovazione una nuovo tipo di occhiale avente le astine dotate di snodo magnetico, per la loro articolazione alle estremità del frontale, e con spina di posizionamento della loro condizione di chiusura, apertura e massima divaricazione sullo stesso frontale.
Caratteristica principale della presente innovazione à ̈ quella di prevedere la realizzazione di occhiali con astine aventi là ́estremità di snodo al frontale che à ̈ munita di un vano squadrato per là ́alloggiamento mobile di un elemento magnetico, detto elemento magnetico essendo pure squadrato e, a sua volta, alloggiato entro un vano che à ̈ costituito da due pareti e dal fondo di ogni uno dei due musetti o estremità di frontale di occhiale, ed essendo impegnato a tali pareti per la presenza di una spina che attraversa un foro eccentrico dello stesso mezzo magnetico e le cui estremità sporgenti sono alloggiabili entro una coppia di fori a camma triangolare che sono realizzati sulle stesse pareti del musetto, mentre detto elemento magnetico à ̈ tendenzialmente associato ad un secondo elemento magnetico o ferro magnetico, il quale à ̈ solidalmente unito al fondo del medesimo musetto di occhiale e tende allà ́attrazione magnetica con lo stesso elemento magnetico squadrato.
La tecnica tradizionale degli occhiali prevede che là ́unione e la movimentazione delle astine alle estremità laterali del frontale di supporto delle lenti di occhiale, avvenga per allineamento degli occhielli ricavati alle estremità delle stesse astine con gli occhielli ricavati alle estremità del medesimo frontale, in modo da potervi infilare un perno o una vite che così unisce stabilmente ed in modo articolato dette estremità , consentendo là ́apertura e la chiusura delle astine sul frontale degli occhiali da indossare.
Rispetto a questa soluzione tradizionale, anche là ́introduzione delle cerniere elasticizzate, aventi la funzione di rendere più agevole e confortevole là ́uso degli occhiali, pur prevedendo innumerevoli variazioni costruttive degli elementi di cerniera per le astine e per il musetto degli occhiali, rimangono comunque tutte sostanzialmente basate sulla presenza di una molla o di un mezzo elastico, con una vite o un perno di incernieramento dei rispettivi occhielli, ad esempio secondo i brevetti COMET n. EP0096928 del 1983 - SAFILO n. EP0262099 del 1987 à ̄ OBE WERK n. EP0395939 del 1990 o IRIDE n. EP1556729 del 2003.
Una tecnica più recente prevede la produzione di occhiali così detti ña tre pezziò, cioà ̈ privi dei cerchielli di contenimento delle lenti e quindi con le lenti unite tra loro solo da un ponte intermedio, mentre gli elementi di incernieramento delle astine, che sono applicati direttamente sui bordi esterni delle lenti, presentano occhielli da allineare con gli occhielli delle astine, per essere poi comunque uniti tra loro da un perno o una vite che ne consente la rotazione per il movimento delle astine. Una ulteriore semplificazione di questa tecnica prevede che uno degli occhielli dellà ́astina o del frontale presenti anche una estremità che prosegue ed à ̈ piegata a perno, ad esempio secondo i brevetto LINDBERG n. US5.073.020 del 1990 oppure BOTTEGA ARTE n. WO9743683 del 1997. Anche in questo caso e comunque in tutte le soluzioni note, per là ́incernieramento delle astine alle lenti di qualsiasi tipo di occhiale, à ̈ attualmente prevista la presenza di un mezzo elastico e di una vite o perno che sia atto ad unire e rendere elasticamente girevoli gli occhielli delle astine sugli occhielli del frontale di occhiale.
Questa recente tecnica comporta per là ́operatore là ́inconveniente di dover applicare il mezzo elastico con una piccola vite o un piccolo perno in condizioni di lavoro disagevoli, per la necessità di un preventivo allineamento degli occhielli e quindi con frequenti errori di centraggio, con perdite di tempo e incidenza di costi di lavorazione e di assemblaggio dellà ́occhiale, così come avviene anche in fase di normale manutenzione.
Un altro inconveniente della tecnica attuale à ̈ dato dal fatto che frequentemente, con là ́uso dellà ́occhiale, le viti si allentano e là ́astina si stacca rendendo inutilizzabile là ́occhiale, richiedendo là ́intervento, comunque disagevole e non sempre tempestivo, di un ottico o di una persona competente ed attrezzata opportunamente.
Ulteriore inconveniente di questa attuale tecnica di incernieramento a perno o a vite à ̈ quello di rendere estremamente difficoltosa là ́intercambiabilità reciproca tra frontale ed astine, ad esempio per una loro sostituzione parziale oppure per adattarne il colore o la forma allà ́abbigliamento della persona che indossa là ́occhiale. Una più recente tecnica di incernieramento delle astine al frontale à ̈ stata proposta con la domanda di brevetto SUNATORI n. CA 2.321.318, per la quale tecnica un elemento ferro magnetico cilindrico à ̈ stato posto all'estremità di un'astina, per essere alloggiato in un vano cilindrico del musetto di frontale. Però anche questa soluzione si à ̈ rivelata carente di funzionalità a causa della scarsa trazione raggiungibile dal magnete ferrico usato, oppure ad una sproporzionata grandezza dello stesso elemento ferro magnetico, per una normale cerniera di occhiale. La mancanza di un riscontro ortogonale che ne impedisca lo sfilamento, rispetto allà ́asse del magnete cilindrico, costituisce poi un ulteriore inconveniente, per una guida e sostegno stabile dellà ́astina sul frontale. Compito principale di quanto forma oggetto della presente innovazione à ̈ quello di poter realizzare una montatura di occhiale che consenta la più agevole, rapida e sicura unione delle astine al loro frontale di occhiale, assicurandone gli scatti di normale apertura e chiusura, sia in fase di fabbricazione ed assemblaggio che in fase dà ́uso o manutenzione, senza richiedere là ́applicazione ed inserimento di mezzi elastici e di viti o perni tra i loro rispettivi elementi di cerniera. Nellà ́ambito di tale compito, un altro importante scopo della presente innovazione à ̈ quello di poter realizzare una montatura di occhiale che possa assicurare le migliori condizioni di un buon funzionamento e di un sicuro posizionamento delle astine, nelle loro varie fasi di chiusura, apertura e massima divaricazione sul loro frontale di occhiale, pur favorendone detta movimentazione a scatto. Altro scopo della presente innovazione à ̈ quello di poter realizzare una montatura di occhiale con una sua serie di più astine intercambiabili per ogni tipo di frontale, le stesse astine potendo essere ad esempio di forme o colori diversi ma sempre facilmente sostitubili tra loro.
Una più completa comprensione della soluzione proposta e la verifica della sua rispondenza agli scopi specificati à ̈ meglio evidenziata dalla descrizione di una sua forma costruttiva, puramente indicativa e non limitativa, di seguito illustrata anche con là ́ausilio di n. 8 figure schematiche riprodotte nelle tre tavole allegate e delle quali:
- La fig. 1 di tav. 1 rappresenta una vista prospettica dell'estremità di incernieramento di un'astina di occhiale, realizzata secondo la presente innovazione;
- La fig. 2 di tav. 1 rappresenta una vista prospettica di un elemento magnetico da interporre tra l'estremità di incernieramento dell'astina di fig. 1 e l'estremità laterale del frontale o musetto di occhiale sul quale si impegna la stessa astina di fig. 1;
- La fig. 3 di tav. 1 rappresenta una vista prospettica del musetto di occhiale da incorporare all'estremità di frontale di occhiale per associarlo al mezzo magnetico di fig. 2 e all'estremità di astina di fig. 1, secondo la presente innovazione;
- La fig. 4 di tav. 1 rappresenta una vista in pianta dell'astina di fig. 1 che à ̈ associata ad un frontale di occhiale per interposizione dell'elemento magnetico di fig. 2 e del musetto di occhiale di fig. 3;
- La fig. 5 di tav. 2 rappresenta una vista in pianta della stessa astina, dell'elemento magnetico, del musetto e dell'estremità di frontale di cui allà ́analoga alla vista di fig. 4, essendo raffigurata nella sua condizione instabile di scatto, per il passaggio dalla posizione di chiusura di fig. 4 alla posizione di normale apertura di fig. 6 e/o viceversa;
- La fig. 6 di tav. 2 rappresenta una vista in pianta analoga alle viste di figg. 4 e 5, essendo raffigurata con là ́astina nella sua posizione di normale apertura sul frontale di occhiale; - La fig. 7 di tav. 2 rappresenta una vista analoga alle viste di figg. 4 à ̄ 5 e 6, essendo raffigurata con l'astina nella sua condizione di massima divaricazione, rispetto al frontale di occhiale a cui à ̈ incernierata;
- La fig. 8 di tav.3 rappresenta una vista in pianta, particolareggiata ed ingrandita, di una parte del musetto di fig. 3.
In tutte le figure, gli stessi particolari sono rappresentati, o si intendono rappresentati, con il medesimo numero di riferimento. Per comodità grafica e descrittiva, le viste d'assieme delle figure 4 à ̄ 5 à ̄ 6 e 7 sono rappresentate almeno parzialmente in trasparenza. Secondo la soluzione esemplificata nelle figure citate, un'estremità (11) di astina (10) per occhiale à ̈ solidalmente unita, ad esempio per saldatura o fissaggio meccanico, ad uno spezzone trasversale di profilato angolare (12) d'acciaio o altra lega ferromagnetica, preferibilmente a lati uguali, che à ̈ atto a formare un suo vano interno rettangolare (13).
Un elemento indicativamente cubico (20) à ̈ realizzato in materiale magnetico con lato (L) che corrisponde indicativamente al lato (L) del vano (13) ed à ̈ munito di un foro passante trasversale (21), il quale foro (21) à ̈ realizzato eccentricamente, con distanze (L1) che sono indicativamente pari a 6/10 di (L) e con distanze (L2) che sono indicativamente pari a 4/10 di (L). Il foro (21) dell'elemento magnetico (20) à ̈ atto ad alloggiare una spina (22) che à ̈ associata a detto elemento magnetico (20), con minima interferenza e solo in fase di assemblaggio dellà ́astina (10) al musetto (30), come di seguito specificato. Con riferimento alle figg. 3 e 4, un musetto o estremità laterale (30) del frontale di occhiale (F), per il sostegno articolato delle astine (10), à ̈ sostanzialmente costituito da una base (31) e da due pareti contrapposte e parallele (32 à ̄ 33) che sono tra loro distanziate in modo da formare un vano (36), per poter alloggiare, con minimo gioco, l'elemento magnetico (20). Dette pareti (32 à ̄ 33) sono dotate di contrapposti e coassiali fori passanti (34 à ̄ 35) a forma di triangolo equilatero o isoscele, avente gli angoli (A à ̄ B - C) che sono raccordati con un raggio (r) di valore sostanzialmente corrispondente al raggio (r) generatore del diametro della spina (22).
Più dettagliatamente e con riferimento alla fig. 8, entrambi i fori triangolari passanti (34 à ̄ 35) presentano due angoli raccordati inferiori (A e B) che sono paralleli al piano della base (31) e disposti ad un'altezza (L2) dallo stesso piano (31), mentre il terzo angolo raccordato (C) costituisce il vertice esterno degli stessi fori triangolari (34 à ̄ 35). Nel caso di forma equilatera dei fori triangolari (34 à ̄ 35), la distanza (L4) dell'asse di raccordo degli angoli (A à ̄ B à ̄ C) à ̈ indicativamente pari al doppio del loro raggio (r) di raccordo. Nel caso di una loro forma isoscele, la distanza (L4) tra i centri di raccordo (A à ̄ B) à ̈ compresa tra una e due volte detto raggio (r).
Con riferimento alle figg. 3 à ̄ 4 e 8, la base (31) del musetto (30) à ̈ dotata di una sede circolare cieca (37) entro la quale, ad esempio per interposizione di opportuno collante, viene fissato un disco magnetico o ferromagnetico supplementare (40), la cui funzione à ̈ di seguito meglio specificata. Ancora secondo le stesse figg. 3 à ̄ 4 e 8, il musetto (30) à ̈ completato dalla presenza di un funghetto (38) che sporge dalla base (31) e che à ̈ destinato ad essere annegato in una opportuna posizione della estremità di frontale (F). Più precisamente, la posizione di annegamento del musetto (30) nel frontale (F) deve garantire uno spallamento (S) dello stesso frontale (F) avente una larghezza indicativa (L5) che sia almeno pari alla larghezza complessiva (L5) dell'astina (10) con la sua staffa (12),come evidenziato in fig. 1.
Naturalmente, la presenza del funghetto (38) à ̈ richiesta per il fissaggio del musetto (30) ad un frontale (F) di occhiale che sia realizzato in acetato cellulosico o altro materiale plastico mentre, nel caso ad esempio di un frontale metallico, la base (31) dello stesso musetto (30) può essere saldata o comunque fissata alle estremità di detto frontale metallico o di altro tipo, secondo una qualsiasi tecnica nota. Analogamente, anche nel caso di occhiali così detti a tre pezzi, la stessa base (31) sarà dotata di una piastrina da fissare ai bordi esterni delle lenti, conforme ad un qualsiasi altra tecnica nota. Con riferimento ancora alla fig. 1 e come già specificato, il foro (21) dell'elemento magnetico (20) à ̈ destinato ad alloggiare una spina (22), avente un diametro atto a rimanervi alloggiato in modo stabile e con minima interferenza, con una sua applicazione solo in fase di assemblaggio del mezzo magnetico (20) nel vano (36) del rispettivo musetto (30). Il diametro della stessa spina (40) à ̈ preferibilmente corrispondente al doppio del raggio di arrotondamento (r) con cui sono realizzati gli angoli (A à ̄ B e C) dei fori (34 à ̄ 35) del musetto (30). La lunghezza (L6) della spina (22) à ̈ sostanzialmente corrispondente alla larghezza (L6) del musetto (30), per cui le sue estremità (22a - 22b), sporgendo dall'elemento magnetico (20), possono essere alloggiate nei fori triangolari (34 à ̄ 35) dello stesso musetto (30), seppure potendosi muovere tra gli stessi angoli arrotondati (A à ̄ B à ̄ C), come di seguito specificato.
Descritte così le poche e semplici parti componenti lo snodo magnetico per astine di occhiale in esame, se ne riassume di seguito il loro assemblaggio ed il loro funzionamento, anche con riferimento al conseguimento con gli scopi specificati.
Detto assemblaggio si realizza disponendo l'elemento magnetico (20) entro il vano (36) del funghetto (30), dopo aver posizionato il dischetto magnetico o ferro magnetico (40) entro la sua sede (37), il quale così favorisce l'auto-centraggio dello stesso elemento magnetico (20). Detto elemento magnetico (20) può preferibilmente essere posizionato in detta sede (36) quando sia già stato alloggiato magneticamente nel vano (13) del profilato d'acciaio (12) che à ̈ solidale all'estremità (11) dell'astina (10), in modo da rendere più agevole la stessa operazione di assemblaggio. Con riferimento alla fig. 4, si evince il fatto che l'autobloccaggio dell'elemento magnetico (20) alla base (31) del musetto (30), per effetto della presenza del disco (40), corrisponde all'allineamento dell'angolo smussato (A) dei fori (34 à ̄ 35) con l'asse del suo foro (21), rendendo possibile l'infilzamento forzato della spina (20) in detto foro (21), fintanto che la sua estremità (22b) si allinea al bordo esterno dell'angolo arrotondato (A) del foro (35), mentre l'estremità opposta si allinea con il bordo esterno dell'angolo arrotondato (A) del foro (34). In questo modo l'elemento magnetico (20) rimane impegnato alle pareti (32 à ̄ 33) del musetto (30), pur potendo muoversi ed oscillare tra gli angoli (A à ̄ B à ̄ C) dei rispettivi fori (34 à ̄ 35).
Nella stessa fig. 4, come già citato, l'astina (10) e la sua staffa d'acciaio (12) sono associati all'elemento magnetico (20), eventualmente unita magneticamente anche dopo aver già impegnato lo stesso magnete (20) al musetto (30), in modo da risultare disposta in posizione di chiusura sul frontale (F), seppure un identico risultato di assemblaggio possa essere conseguito disponendo l'astina (10) in posizione di normale apertura, salvo disporre eventualmente la spina (20) in allineamento con gli angoli arrotondati (B) dei fori (34 à ̄ 35), come esemplificato in fig. 6.
Con riferimento alle figg. 5 e 6, si evince il fatto che, agendo sull'astina (10) per portarla dalla sua posizione chiusa di fig. 4 alla sua posizione aperta di fig. 6, là ́elemento magnetico (20), pur vincolato dalla spina (22) alle pareti (32 à ̄ 33) del musetto (30), può ruotare liberamente, rimanendo magneticamente solidale al profilato (12), per semplice traslazione delle estremità (22a - 22b) della sua spina (22), la quale passa dagli angoli (A) agli angoli (C) dei rispettivi fori triangolari (34 à ̄ 35), quindi, superato il punto di equilibrio instabile di fig. 5 e persistendo la spinta sull'astina (10), il medesimo elemento magnetico (20) continua la sua rotazione semplicemente traslando le sue stesse estremità (22a - 22b) di spina (22) dagli angoli arrotondati (C) agli angoli arrotondati (B) dei rispettivi fori triangolari (34 à ̄ 35). Con riferimento alle fig. 6 e 7, appare evidente il fatto che agendo ancora in apertura sull'astina (10), à ̈ possibile conseguire una sua buona divaricazione, per un'ampiezza massima che à ̈ determinata dal punto di contatto della testa dell'estremità (11) di astina (10) contro la superficie piana (S) interna del frontale (F) o della base (31) del funghetto (30). In detta azione di divaricazione, l'estremità (11) dell'astina (10) funziona da fulcro per indurre le estremità (22a - 22b) della spina (22) alla loro traslazione dagli angoli arrotondati (B) agli angoli arrotondati (C) della coppia di fori triangolari (34 à ̄ 35) presenti sulle spallette (32 à ̄ 33) del musetto (30). Cessando là ́azione di divaricazione di fig. 7, naturalmente là ́astina (10), con minimo scatto, torna a disporsi nella posizione sostanzialmente ortogonale al piano interno (S) del frontale (F), quindi nella condizione di normale apertura sullo stesso frontale (F) rappresentata in fig. 6. Tale ritorno à ̈ determinato dall'azione magnetica dellà ́elemento (20) sul disco magnetico o ferromagnetico (40) che à ̈ solidalmente fissato nella sede (37) del musetto (30) e comporta la traslazione delle estremità (22a - 22b) della spina (22) dall'angolo C) all'angolo (B) dei due fori triangolari (34 à ̄ 35) del musetto (30). Per la chiusura dell'astina (10) sul frontale (F), come già evidenziato nelle figg. 6 à ̄ 5 e 4, à ̈ sufficiente agire sull'astina (10) per portarla dalla posizione aperta di fig. 6 a superare quella di equilibrio precario di fig. 5 e per determinare poi lo scatto che porta la stessa astina (10) nella sua posizione di chiusura di fig. 4, con conseguente traslazione delle estremità (22a - 22b) della spina (22), dagli angoli arrotondati (B) agli angoli arrotondati (A) dei fori triangolari (34 à ̄ 35) presenti sulle pareti (32 à ̄ 33) del musetto (30).
Secondo quanto fino ad ora descritto ed illustrato, appare evidente il fatto che l'applicazione del magnete (20) nel vano (36) del musetto (30) può essere eseguita manualmente oppure, preferibilmente, dopo aver applicato magneticamente lo stesso elemento (20) nel vano (13) del profilato d'acciaio (12) che à ̈ già solidale all'estremità (11) dell'astina (10), acquisendo anche una migliore praticità e semplicità operativa. Naturalmente, nell'associare il magnete (20) al profilato (12) dell'astina (10) à ̈ necessario disporre detto magnate (20) in modo che il suo foro eccentrico passante (21) sia rivolto verso l'esterno del vano (13), vale a dire che all'incrocio ortogonale delle pareti interne del profilato (12) si associno le distanze convergenti (L1) dello stesso elemento magnetico (20). Come già citato, l'applicazione dell'astina (10) con il suo elemento magnetico (20) può essere eseguita sia inserendo longitudinalmente il magnete (20) nella sede (36) del musetto (30), come esemplificato in fig. 4, oppure può essere eseguita inserendo frontalmente lo stesso magnete (20) nella sede (36) del musetto (30), come esemplificato in fig. 6.
In ogni caso, la forza magnetica dellà ́elemento (20) assicura una sua buona unione al profilato dà ́acciaio (12) ed assicura la movimentazione a scatto dell'astina (10) in fase di apertura, di extra apertura e di chiusura, per semplice traslazione della sua spina (22) tra gli angoli arrotondati (A à ̄ B à ̄ C) dei fori triangolari (34 à ̄ 35) presenti sulle due spallette (32 à ̄ 33) del musetto (30), consentendo la più agevole, rapida e sicura unione della astine (10) al loro frontale (F) di occhiale, con scatti di normale apertura e chiusura, senza richiedere la presenza di viti o perni di incernieramento o di mezzi elastici per detti scatti, conforme ad alcuni degli scopi specificati. Naturalmente, l'unione dell'elemento magnetico (20) al profilato (12) può essere superata vincendo la sua forza magnetica, ad esempio in caso di urto accidentale oppure in vista di una sostituzione della stessa astina (10) con unà ́altra astina intercambiabile di diverso colore o di diversa forma da applicare al medesimo frontale (F), seppure dotata di analoga estremità (11) con identico profilato (12), conforme ad un altro degli scopi specificati.
L'innovazione fino ad ora descritta ed illustrata, seppure a titolo esemplificativo e non limitativo, può naturalmente essere realizzata anche in altre forme costruttive. Secondo una prima variazione costruttiva, in sostituzione del profilato (12), l'astina (10) può essere dotata di una estremità (11) realizzata in acciaio o in altra lega ferro magnetica ed essere unita ad una piastrina trasversale ed ortogonale, pure in acciaio o altra lega ferro magnetica, in modo da formare sempre un vano rettangolare (13) che sia atto a svolgere l'identica funzione del vano rettangolare (13) della soluzione sopra descritta. Una ulteriore variante prevede poi la possibilità che solo l'estremità (11) o la sola piastrina trasversale ortogonale formante l'angolo (13) sia realizzata in acciaio o altra lega ferro magnetica che sia comunque atta allà ́attrazione dell'elemento magnetico (20). Come già citato, à ̈ possibile prevedere la realizzazione di musetti (30) che siano privi del funghetto (38) e dispongano di una base (31) che sia sagomata in modo da poter essere saldata o comunque meccanicamente unita alle estremità di un frontale di occhiale metallico, così come la stessa base (31) può essere sagomata per poter essere applicata direttamente ai bordi esterni delle lenti, di una montatura di occhiale a tre pezzi. E' inoltre possibile realizzare occhiali aventi un vano (13) di alloggiamento dell'elemento magnetico (20) che sia realizzato sul frontale (F), mentre una coppia di spallette (32 à ̄ 33), con relativi fori triangolari (34 à ̄ 35), siano applicate all'estremità (11) dellà ́astina (10), invertendo le parti del medesimo dispositivo di incernieramento magnetico fino ad ora descritto, determinando comunque le medesime condizioni di apertura, chiusura e divaricazione a scatto delle astine (10) sul frontale (F). Queste ed altre analoghe varianti, modifiche o adattamenti si intendono comunque rientranti nella originalità della presente innovazione che si vuole proteggere.
Claims (1)
- RIVENDICAZIONI “OCCHIALE CON ASTINE A SNODO MAGNETICO E CON SPINA DI POSIZIONAMENTO†1.- Occhiale con astine a snodo magnetico e con spina di posizionamento, per l’articolazione delle astine alle estremità di frontale nelle loro condizioni di apertura, divaricazione e chiusura a scatto, caratterizzato dal fatto di prevedere la realizzazione di occhiali con astine aventi l’estremità di snodo al frontale che à ̈ munita di un vano squadrato per l’alloggiamento mobile di un elemento magnetico, detto elemento magnetico essendo pure squadrato e, a sua volta, alloggiato entro un vano che à ̈ costituito da due pareti e dal fondo di ogni uno dei due musetti o estremità di frontale di occhiale, ed essendo impegnato a tali pareti per la presenza di una spina che attraversa un foro eccentrico dello stesso mezzo magnetico e le cui estremità sporgenti sono alloggiabili entro una coppia di fori a camma triangolare o comunque poligonale che sono realizzati su dette pareti del musetto, mentre lo stesso elemento magnetico à ̈ associato ad un secondo elemento magnetico o ferro magnetico, il quale à ̈ solidalmente unito al fondo del medesimo musetto di occhiale e coopera all’attrazione magnetica dello stesso elemento magnetico squadrato; 2.- Occhiale con astine a snodo magnetico e con spina di posizionamento, come alle rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto di prevedere la realizzazione di occhiali con musetti o estremità laterali del frontale che sono dotate di un vano squadrato per l’alloggiamento mobile di un elemento magnetico, detto elemento magnetico essendo pure squadrato e, a sua volta, alloggiato entro un vano che à ̈ costituito da due pareti e dal fondo di ogni una delle due estremità di astine, ed essendo impegnato a tali pareti per la presenza di una sua spina che ne attraversa un foro eccentrico, le estremità di detta spina essendo alloggiabili entro una coppia di fori a camma triangolare o poligonale che sono realizzati su dette pareti; 3.- Occhiale con astine a snodo magnetico e con spina di posizionamento, come alla rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che un’estremità (11) di astina (10) per occhiale à ̈ solidalmente unita ad uno spezzone trasversale di profilato angolare (12) d’acciaio o altra lega ferromagnetica, preferibilmente a lati uguali, che à ̈ atto a formare un suo vano interno rettangolare (13); 4.- Occhiale con astine a snodo magnetico e con spina di posizionamento, come alle rivendicazioni 1 e 3, caratterizzato dal fatto che un elemento indicativamente cubico (20) à ̈ realizzato in materiale magnetico con lato (L) che corrisponde indicativamente al lato (L) del vano (13) dell’astina (10) ed à ̈ munito di un foro passante trasversale (21), il quale foro (21) à ̈ realizzato eccentricamente, con distanze (L1) che sono indicativamente pari a 6/10 di (L) e con distanze (L2) che sono indicativamente pari a 4/10 di (L); 5.- Occhiale con astine a snodo magnetico, come alla rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che il foro eccentrico (21) dell’elemento magnetico (20) à ̈ atto ad alloggiare una spina (22) che à ̈ destinata ad essere associata a detto elemento magnetico (20), con minima interferenza, solo in fase di assemblaggio dell’astina (10) al musetto (30), detta spina (22) avendo una lunghezza (L6) che à ̈ sostanzialmente uguale alla distanza (L6) esistente tra le superfici esterne delle pareti (32 – 33) del musetto (30); 6.- Occhiale con astine a snodo magnetico, come alle rivendicazioni 4 e 5, caratterizzato dal fatto che un musetto o estremità laterale (30) del frontale di occhiale (F), per il sostegno articolato delle astine (10), à ̈ sostanzialmente costituito da una base (31) e da due pareti contrapposte e parallele (32 – 33) che sono tra loro distanziate in modo da formare un vano (36), per poter alloggiare, con minimo gioco, l’elemento magnetico (20), dette pareti (32 – 33) essendo dotate di contrapposti e coassiali fori passanti (34 – 35) a forma di triangolo equilatero o isoscele, aventi i loro angoli (A – B - C) che sono raccordati con un raggio (r) di valore sostanzialmente corrispondente al raggio (r) generatore del diametro della spina (22); 7.- Occhiale con astine a snodo magnetico, come alla rivendicazione 6, caratterizzato dal fatto che entrambi i fori triangolari passanti (34 – 35) presentano due angoli raccordati interni (A e B) che sono paralleli al piano della base (31) e disposti ad un’altezza (L2) dallo stesso piano (31), mentre il terzo angolo raccordato (C) costituisce il vertice esterno degli stessi fori triangolari (34 – 35), detti angoli interni (A – B) essendo disposti con distanza (L4) che à ̈ indicativamente pari al doppio del loro raggio (r) di loro raccordo; 8.- Occhiale con astine a snodo magnetico e con spina di posizionamento, come alle rivendicazioni da 1 e da 3 a 7, caratterizzato dal fatto che la base (31) del musetto (30) à ̈ dotata di una sede circolare cieca (37) entro la quale viene fissato stabilmente un disco magnetico o ferromagnetico supplementare (40), cooperante per l’auto centraggio dell’elemento magnetico (20) nel vano (36) del musetto (30); 9.- Occhiale con astine a snodo magnetico e con spina di posizionamento, come alle rivendicazioni da 1 a 8, caratterizzato dal fatto che la base (31) del musetto (30) à ̈ complanare e con uno spallamento (S) dello stesso frontale (F) avente una larghezza indicativa (L5) che sia almeno pari alla larghezza complessiva (L5) dell’astina (10) con la sua staffa (12).
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