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IT9041649A1 - Protettore della cornea e metodo per il suo ottenimento. - Google Patents

Protettore della cornea e metodo per il suo ottenimento. Download PDF

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IT9041649A1
IT9041649A1 IT041649A IT4164990A IT9041649A1 IT 9041649 A1 IT9041649 A1 IT 9041649A1 IT 041649 A IT041649 A IT 041649A IT 4164990 A IT4164990 A IT 4164990A IT 9041649 A1 IT9041649 A1 IT 9041649A1
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IT
Italy
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solution
protector
tylose
cornea
microns
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IT041649A
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English (en)
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IT9041649A0 (it
IT1247560B (it
Inventor
Sergei Nikolaevich Bagrov
Evgeny Viktorovich Larionov
Sergei Valentinovich Maslenkov
Alexei Valentinovich Osipov
Mikhail Dmitrievich Pozharitsky
Original Assignee
Mezhotraslevoi Nt Komplex Mikr0
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Publication date
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Description

DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce alla medicina e, più precisamente, ad un protettore della cornea e ad un metodo per il suo ottenimento, e può essere impiegata nell1oftalmochirurgia per l'estrazione delle catarrate di diversa etiologia, per l'impianto di un cristallino artificiale e nella cheratoplastica.
Attualmente come protettore della cornea sono impiegate sostanze viscose, una delle quali è un derivato della cellulosa, cioè la metilcellulosa .
Sono noti un protettore della cornea ed un metodo per il suo ottenimento (British Journal of Ophthalmology, 1983, 67, 259-263), che rappresenta una soluzione al Z% di metilcellulosa in una soluzione acquosa allo 0,85% di cloruro di sodio oppure in una soluzione di Ringer, senza conservante. Il metodo di ottenimento del protettore summenzionato consiste nel fatto che la metilcellulosa viene sciolta in un solvente bollente, la soluzione ottenuta è raffreddata, è aggiunto un solvente gelato, la soluzione ottenuta viene congelata e stagionata durante una notte ad una temperatura compresa nell'intervallo da meno 10° a 0°C. Poi, la soluzione è filtrata (dimensione dei pori da 16 micron a 0,5 micron), confezionata e sterilizzata. Detto protettore è caratterizzato da un'alta concentrazione della soluzione di metilcellulosa, il che rende difficile la sua evacuazione dall'occhio dopo l'intervento e contribuisce ad una durevole ipertensione (24 ore ed ol— tre), all'iridociclite, come conseguenza della durevole permanenza (più di 6 giorni) dei resti del preparato nella camera anteriore dell’occhio e della necessità di lavarli dopo l'intervento.
Inoltre, il protettore menzionato ha una dimensione dei globuli maggiore della dimensione fisiologica dei pori (0,67 micron), il che rende difficile la sua uscita in modo natuale.
Alla base della presente invenzione è posto il compito, mediante la modificazione qualitativa e quantitativa della base del protettore, di ottenere un protettore della cornea atto a ridurre le lesioni della cornea, a rendere minori le complicazioni operatorie e postoperatorie, capace di essere rapidamente evacuato dall'occhio in modo naturale, nonché di elaborare un metodo per il suo ottenimento.
Il compito è risolto in modo che il protettore della cornea a base di un derivato della cellulosa, secondo l'invenzione, come derivato della cellulosa contiene Tylose ed è costituito da una soluzione allo 0,7-0,8% di Tylose dispersa, avente una dimensione dei globuli di non meno di 0,4 micron, in una miscela di una soluzione acquosa allo 0,85% di cloruro di sodio e di una soluzione tampone a pH 7,2-7,4.
Nel metodo di ottenimento del protettore della cornea consistente nella preparazione di una soluzione di derivato della cellulosa, nella filtrazione della soluzione ottenuta, secondo l'invenzione, in qualità di derivato della cellulosa si impiega Tylose ed è preparata una sua soluzione allo 0,7-0,8% in una miscela di una soluzione acquosa allo 0,85% di cloruro di sodio e di una soluzione tampone a pH 7,2-7,4, dalla soluzione ottenuta, mediante centrifugazione e l'ulteriore separazione della soluzione soprastante al precipitato e la filtrazione, è separata la frazione contenente Tylose a dimensione dei globuli di non più di 0,4 micron.
Il protettore rivendicato ha una più bassa concentrazione di derivato della cellulosa (Tylose) in confronto al protettore noto, il che contribuisce alla sua rapida evacuazione dall'occhio dopo l'operazione. Inoltre, le dimensioni dei globuli (non più di 0,4 micron) sono minori delle dimensioni fisiologiche dei pori, il che contribuisce alla filtrazione naturale ed all'accelerata evacuazione dall'occhio in modo naturale.L'impiego del protettore rivendicato permette di provocare minori traumi alla cornea e di ridurre le complicazioni operatorie e postoperatorie.
Il protettore realizzato secondo l'invenzione è stato provato nel corso di esDerimenti su animali ed in clinica sulla gente.
Il protettore rivendicato contiene come base un derivato della cellulosa, cioè Tylose.
Gli eteri e gli esteri della cellulosa sono stati accuratamente studiati nei confronti della tossicologia e sono ampiamente utilizzati in farmacologia. Per determinare le caratteristiche tossico-igieniche del protettore rivendicato è stata studiata la sua azione sui tessuti dell'occhio nelle condizioni del suo impiego clinico presupposto. Con ciò, una particolare attenzione è stata prestata all'azione locale ed al potere immunologico del protettore rivendicato, perchè l'ultima circostanza può manifestarsi in dosi non tossiche.
Le ricerche sono state effettuate secondo un programma che si basava sui criteri di regolamentazione tossico-igienica dei materiali polimerici impiegati all'interno dell'occhio.
Le ricerche sono state effettuate su 25 conigli (5 di essi sono stati presi come controllo). Sono state eseguite 9 serie di esperimenti. La determinazione degli indici (pH, capacità di bromurazione, ossidabilità e spettroscopia IR di Fourier) del protettore rivendicato ha mostrato che esso ha livelli non tossici. Il protettore secondo l'invenzione è caratterizzato da un piccolo aumento del livello di ossidabilità, il che è dovuto alle proprietà fisico-chimiche di detto preparato e nel corso della sua breve permanenza nella camera anteriore dell'occhio, con il suo ulteriore lavaggio, non può avere un'azione tossica.
La conferma dell'assenza della tossicità si trova nei risultati del test "cellule vive": il protettore rivendicato non ha influenza sul metabolismo delle cellule del seme di toro. Il periodo di tempo di sopravvivenza delle cellule nell'esperimento non differisce da quello di controllo.
Sono state effettuate installazioni del protettore rivendicato non diluito a tre conigli a ragione di 1 goccia tre volte al giorno durante tre giorni, il che risponde ai requisiti concernenti l'esame di una sostanza utilizzata una volta. Non c'era reazione infiammatoria e non sono stati osservati segni di irritazione. La congiuntiva rimaneva calma, senza infezioni dei vasi del sacco congiuntivaie e dell'episclerotica. La cornea era trasparente, lucida, speculare. Le parti in profondità della camera anteriore non erano modificate.
E' stata realizzata la biomicroscopia degli occhi dei conigli. Sono stati esaminati 12 occhi di 7 conigli.
Termine degli studi: 1 ora, 1 giorno, 2 giorni, 3 giorni, 7 giorni, 1 mese. L'immagine biomicroscopica veniva stimata secondo una classificazione dei gradi di reazione elaborata da noi:
grado 0 - corso non reattivo: occhio calmo, ambienti trasparenti, iride in rilievo, materiale impiantato intatto;
grado I - reazione poco pronunziata: edema dell'epitelio della cornea nella regione della camera anteriore, fibrina o precipitazione sull'impianto, edema, iperemia del bordo pupillare dell'iride oppure leggera irritazione di tutta l'iride.
grado II - reazione di media gravità: edema dell'epitelio della metà della cornea, singole grinze della membrana di Descemet, fibrina nel liquido della camera anteriore, essudato sulla lente, edema pronunziato, vasodilatazione dell'iride;
grado III - reazione bene pronunziata: edema di tutta la cornea, ispessimento dello stroma, descemetite accentuato, essudato, ipopion, emorragia nella camera anteriore, essudato pronunziato sull'impianto, sinecchia fino alla completa aderenza, essudato sull'iride, nuove formazioni di vasi.
In tutti i casi senza eccezione, secondo l'immagine biomicroscopica era osservata la reazione nulla della cornea, compreso l'endotelio, dell'umore della camera anteriore, dell'iride, il che corrisponde compietamente alla non tossicità del protettore rivendicato, introdotto nella camera anteriore in una dose di 0,1 ml, adeguatamente al suo uso in clinica.
Lo studio dell'endotelio della cornea dopo l'argentatura secondo il metodo di Smolin era effettuato con l'ausilio di una classificazione elaborata da noi:
gradi 1-2 - colorazione non uniforme delle cellule, conservazione della forma e delle dimensioni, disposizione delle file, presenza di lesioni zonali, conservazione della densità delle cellule al centro ed alla periferia, stato dei legami intracellulari - variazioni secondo questi parametri su una superficie reggiungente fino al 50%;
gradi 3-4 - alterazione pronunziata delle cellule del tipo paranecrosi (aumento manifesto della permeabilità del protoplasma, la sua colorazione per diffusione, alterazioni strutturali) e necrosi (corrugamento, disintegrazione, dissoluzione dei nuclei e lisi di tutta la cellula) su una area maggiore del 20%, oppure secondo i gradi 1-2 su un'area maggiore del 50%.
In tutti i casi esaminati la reazione al controllo era minore del grado 1, negli esperimenti in tutti i termini, compreso 1 mese, si osservava una reazione dei gradi 1-2 su un'area minore del 15% della cornea, il che dimostra che il protettore secondo l'invenzione non è tossico in detto test.
Lo studio patoistologico è stato effettuato su 4 occhi in prova e su 4 occhi di controllo nei termini: 2, 3 e 7 giorni. Da controllo fungevano una soluzione tampone ed una soluzione di Henkes.
In tutti i termini dello studio, lo stato degli occhi era lo stesso. Tranne il segno lasciato dall'ago di iniezione del protettore rivendicato, non sono state osservate alterazioni della cornea e dell'iride. L'umore della camera anteriore rimaneva trasparente, nel primo termine più acidofilo che nel controllo. Anche i mezzi più profondi erano trasparenti, erano senza modificazioni la tunica vascolare, la retina ed il nervo ottico. La ricerca del carattere immunologico del protettore rivendicato ha dato un risultato negativo.
In tale modo, le ricerche condotte per studiare l’effetto alterante totale e locale, nonché il carattere immunologico del protettore rivendicato hanno mostrato la sua inerzia e la possibilità di impiegarlo per un breve periodo di tempo durante le operazioni oftalmochirurgiche sul tratto anteriore del globo oculare.
Le ricerche cliniche del protettore secondo l'invenzione sono state effettuate su più di 10000 malati, nel settore dell1oftalmochirurgia per l'estrazione delle cateratte di diversa etiologia, nell'impianto di un cristallino artificiale e nella cheratoplastica.
Il protettore rivendicato è impiegato nel modo seguente. Durante l'estrazione di cataratte è effettuata una incisione corneosclerale della dimensione di 3 mm è evacuato l'umore della camera anteriore dell'occhio. Poi, nella camera anteriore viene introdotta con una siringa una soluzione allo 0,7-0,8% di Tylose avente una dimensione dei globuli non maggiore di 0,4 micron. Con l'ausilio di un cistotomo è rotta la capsula anteriore del cristallino, poi sono estratti il nucleo e le formazioni del cristallino. Il protettore non è levato dalla camera anteriore, l'incisione corneosclerale viene suturata.
Per la cheratomia, prima dell'intervento è applicata,a gocce alla zona centrale ottica della cornea dell'occhio,una soluzione di Tylose allo 0,7-0,8%, avente una dimensione dei globuli non maggiore di 0,4 micron, ed è effettuata l'operazione.
Le ricerche cliniche hanno mostrato che ne' durante l’operazione, ne' dopo l'operazione (da 24 ore a 6 giorni), è stato osservato l'aumento della pressione oculare nei malati,e non ci sono state complicazioni.
Il metodo di ottenimento del protettore secondo l'invenzione è realizzato nel modo seguente.
E' preparata una soluzione allo 0,7-0,8% di Tylose in una miscela di una soluzione allo 0,85% di cloruro di sodio e di una soluzione tampone a pH di 7,2-7,4. La concentrazione di Tylose non può essere minore di 0,7%, perchè in questo caso la viscosità della soluzione sarà minore di 1000 centistokes, con ciò, non è più possibile l'approfondimento meccanico della camera anteriore nel corso dell'operazione intraoculare. Un valore superiore allo 0,8% può portare all'aumento della viscosità della soluzione e della pressione oculare.
Il valore del pH della soluzione tampone compreso nell'intervallo da 7,2 a 7,4 è molto importante per conservare un sistema tampone normale nella camera anteriore dell'occhio e per il funzionamento dell'endotelio, un pH inferiore a 7,2 porterà all'ossidazione dell'umore della camera ed all'acidosi dell'endotelio, un aumento del pH maggiore di 7,4 porterà all'alcalosi ed allo spostamento del metabolismo delle cellule. Lo scioglimento di Tylose e tutte le ulteriori operazioni sono effettuate ad una temperatura di 4°C, perchè l'innalzamento della temperatura porta al peggioramento della qualità del protettore. Lo scioglimento di Tylose dura 24 ore, dopo di che si realizza in più l'agitazione nel corso di non meno di 10 min per portare completamente tutta la massa allo stato sciolto. Poi, la massa è centrifugata per precipitare le grosse aggregazioni di Tylose. Dopo la centrifugazione la soluzione soprastante al precipitato viene scaricata ed agitata per creare una concentrazione uniforme in tutto il volume della soluzione. L'agitazione dura non meno di 1 ora. Dopo di questo la soluzione è soggetta alla filtrazione successiva su membrane attraverso filtri aventi un diametro dei pori di non più di 0,4 micron, visto che una maggiore dimensione delle aggregazioni porterà all'ostruzione del canale di Schlemm della camera anteriore dell'occhio. La soluzione ottenuta è sterilizzata.
Per meglio comprendere la presente invenzione vengono riportati i seguenti esempi di ottenimento del protettore e delle sue prove cliniche.
Esempio 1
In 100 mi di una miscela di una soluzione acquosa allo 0,85% di cloruro di sodio e di una soluzione fosfatica tampone a pH di 7,2—7,4, si aggiunge 1 g di polvere secca di Tylose. Dopo 24 ore di scioglimento in un refrigeratore ad una temperatura di 4°C, la soluzione di Tylose viene agitata durante 1 ora, portando la concentrazione della soluzione a 0,7% in peso. La soluzione ottenuta di Tylose viene collocata in una centrifuga ed è centrifugata durante 1 ora ad una velocità di 28 mila giri al minuto. La soluzione soprassante al precipitato di Tylose è versata a freddo ad una temperatura di 4°C ed è agitata durante 10-15 min. La soluzione di Tylose viene prelevata con una siringa e viene filtrata su una membrana avente un diametro dei pori di 0,4 micron.
Il protettore ottenuto è stato sperimentato in clinica.
Il malato A in età di 34 anni era osservato a proposito della cataratta matura dell'occhio sinistro, l'acutezza della vista del quale prima dell'operazione si manifestava nella sensibilità alla luce con proiezione regolare. E' stata effettuata l'estrazione extracapsulare della cataratta con impianto di una lente intraoculare. Come protettore della cornea è stata usata una soluzione allo 0,7% di Tylose avente una dimensione dei globuli di 0,2-0,4 micron. L'acutezza della vista dopo l'intervento chirurgico era pari a 0,7. Non sono state osservate complicazioni operatorie e postoperatorie.
Esempio 2
In 100 mi di una miscela di una soluzione allo 0,85% di cloruro di sodio e di una soluzione fosfatica tampone avente un pH di 7,2-7,4, è aggiunto 1 g di polvere secca di Tylose. Dopo 24 ore di scioglimento ad una temperatura di 4°C, la soluzione di Tylose è agitata durante 1 ora, portando la concentrazione della soluzione a 0,75% in peso. La soluzione ottenuta di Tylose è collocata in una centrifuga e viene centrifugata durante 1 ora ad una velocità di 28 mila giri al minuto. Poi la soluzione soprastante al precipitato viene versata ed agitata a freddo (4°C) durante 10-15 min. La soluzione ottenuta di Tylose è prelevata con una siringa ed è filtrata su una membrana avente un diametro dei pori di 0,4 micron.
Il protettore ottenuto è stato sperimentato in clinica.
Il malato Sh in età di 60 anni era osservato a proposito della cataratta matura dell'occhio destro dovuta all'età, l'acutezza della vista del quale prima dell'operazione si manifestava nella sensibilità alla luce con proiezione regolare. E' stata effettuata l'estrazione extracapsulare della cataratta con impianto di una lente intraoculare. Come protettore è stata utilizzata lina soluzione di Tylose allo 0,75% con una dimensione dei globuli di 0,2-0,4 micron. Il protettore è stato lasciato nella camera anteriore. L'acutezza della vista dell'occhio destro dopo l'operazione era pari a 0,5. Non sono state osservate complicazioni operatorie e postoperatorie.
Esempio 3
In 100 mi di una miscela di una soluzione allo 0,85% di cloruro di sodio e di una soluzione tampone fosfatica con un pH di 7,2-7,4 è aggiunto 1 g di polvere secca di Tylose. Dopo 24 ore di scioglimento di Tylose in un refrigeratore (temperatura di 4°C), la soluzione di Tylose ottenuta viene agitata durante 1 ora, portando la concentrazione della soluzione a 0,8% in peso. La soluzione di Tylose ottenuta viene collocata in una centrifuga ed è centrifugata durante 1 ora ad una velocità di 28 mila giri al minuto. Poi, la soluzione soprastante al precipitato viene versata a freddo (4°C) ed è agitata durante 10-15 min. La soluzione di Tylose viene prelevata in una siringa ed è filtrata su una membrana avente un diametro dei pori di 0,4 micron.
Il protettore ottenuto è stato sperimentato in clinica.
La malata B in età di 59 anni è stata osservata a proposito della cataratta matura dell'occhio sinistro dovuta all'età, l'acutezza della vista del quale si manifestava nella sensibilità alla luce con proiezione regolare. E' stata effettuata l'operazione di estrazione extracapsulare della cataratta con impianto di una lente intraoculare. Come protettore della cornea è stata utilizzata una soluzione allo 0,8% di Tylose avente una dimensione delle aggregazioni globulari di 0,2-0,4 micron. Il protettore è rimasto nella camera anteriore. L'acutezza della vista dell'occhio sinistro dopo l'operazione era pari a 0,2. Non sono state osservate complicazioni operatorie e postoperatorie.
Il protettore rivendicato ha una bassa concentrazione di Tylose, il che contribuisce alla sua rapida evacuazione dall'occhio dopo l'operazione. Inoltre, la dimensione dei globuli di Tylose (non più di 0,4 micron) è minore della dimensione fisiologica dei pori, il che contribuisce alla filtrazione naturale ed alla sua rapida evacuazione dall'occhio in modo naturale. L'impiego del protettore rivendicato permette di ridurre le lesioni della cornea e di rendere minori le complicazioni operatorie e postoperatorie.

Claims (2)

  1. RIVENDICAZIONI 1. Protettore della cornea a base di un derivato della cellulosa caratterizzato dal fatto che come derivato della cellulosa esso contiene Tylose ed è costituito da una soluzione allo 0,7-0,8% di Tylose dispersa, avente una dimensione dei globuli non maggiore di 0,4 micron, in una miscela di una soluzione acquosa allo 0,85% di cloruro di sodio e di una soluzione tampone avente un pH pari a 7,2-7,4.
  2. 2. Metodo di ottenimento del protettore della cornea secondo la rivendicazione 1, consistente nella preparazione di una soluzione del derivato di cellulosa, nella filtrazione della soluzione ottenuta, caratterizzato dal fatto che come derivato della cellulosa si impiega Tylose e viene preparata una sua soluzione allo 0,7—0,8% in una miscela di una soluzione acquosa allo 0,85% di cloruro di sodio e di una soluzione tampone avente un pH pari a 7,2-7,4, la soluzione ottenuta di Tylose è soggetta alla centrifugazione con separazione della soluzione soprastante al precipitato, all'ulteriore filtrazione ed alla separazione della frazione contenente Tylose avente una dimensione dei globuli di non più di 0,4 micron.
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