IT201900013407A1 - Impianto di trattamento di prodotti ortofrutticoli e relativo metodo di controllo - Google Patents
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Description
Titolo: IMPIANTO DI TRATTAMENTO DI PRODOTTI ORTOFRUTTICOLI E RELATIVO METODO DI CONTROLLO
D E S C R I Z I O N E
Il presente trovato ha come oggetto un impianto di trattamento di prodotti ortofrutticoli e un relativo metodo di controllo.
Oggigiorno, lungo la filiera che ha il compito di portare i prodotti ortofrutticoli nelle case dei consumatori, i processi industriali coinvolti presentano un grado di automazione sempre maggiore, così da poter coniugare esigenze contrastanti quali la richiesta in costante aumento da parte del mercato, il contenimento dei costi e un elevato standard qualitativo.
In tale contesto quindi, le aziende di settore si dotano di lunghe linee automatizzate che vengono alimentate a monte con masse indiscriminate di uno specifico prodotto ortofrutticolo, spesso direttamente provenienti dai campi di raccolta e solitamente accumulate in grandi contenitori che vengono appunto svuotati in una prima stazione di carico della linea.
Lungo la linea, i prodotti vengono sottoposti a numerose lavorazioni, per selezionarli, ripulirli, controllarli, calibrarli e infine ripartirli a valle in gruppi omogenei, secondo uno o più parametri di interesse. Tipicamente infatti, all'uscita della linee è predisposta una pluralità di cassette o altri contenitori, così da poter accogliere in ciascuna di esse tutti e soli quei prodotti aventi medesime dimensioni, lo stesso colore, lo stesso peso, e/o che sono comunque accomunati dalla rispondenza ad un criterio predefinito.
Le linee del tipo sopra delineato non sono però prive di inconvenienti.
Nella stazione di carico, ciascun contenitore è progressivamente svuotato secondo una velocità preimpostata, che solitamente corrisponde ad un determinato numero di contenitori svuotati nell'unità di tempo, o ad un determinato peso (in chili o più facilmente in tonnellate) di prodotti svuotati nell'unità di tempo.
Qualunque sia il criterio con cui è valutata la velocità di alimentazione, è comunque impossibile conoscere con precisione il numero di prodotti effettivamente forniti alla linea nell'unità di tempo.
Infatti, non di rado i contenitori sono riempiti solo parzialmente (e in percentuale variabile); inoltre, anche ipotizzando di poter contare su un livello costante di riempimento, l'irregolarità (casuale) nel peso e nelle dimensioni dei prodotti (e la presenza di masse imprecisate di detriti) impedisce comunque di ottenere un altrettanto costante numero di prodotti lungo la linea.
Di contro, nelle stazioni a valle ogni prodotto deve essere gestito singolarmente, per poterne valutare i parametri di interesse e per consentire all'unità elettronica di controllo e gestione che presiede al funzionamento di destinarlo alla cassetta più appropriata (in funzione appunto dei parametri rilevati). Pertanto, i cicli di lavoro degli organi all'interno di tali stazioni sono programmati per trattare un determinato numero di pezzi nell'unità di tempo, laddove tale parametro è superiormente limitato da vincoli tecnologici di varia natura e definisce solitamente la capacità produttiva della linea.
Nel passaggio dalla stazione di carico (e dalle eventuali altre stazioni comunque in grado di operare su un numero più o meno imprecisato di prodotti nell'unità di tempo) a quelle a valle, che come si è visto necessitano viceversa di essere alimentate con un numero ben preciso di prodotti nell'unità di tempo, si verificano quindi sgraditi problemi.
Quando infatti il numero di prodotti in transito è inferiore alla capacità prevista, la linea lavora a bassa efficienza; parimenti, è necessario dotarsi di sistemi in grado di re-inviare a monte i prodotti in eccesso, quando appunto transitano in numero superiore alla capacità prevista.
Si tratta in ogni caso di eventi indesiderati, che innalzano i costi e ai quali ad oggi le aziende produttrici hanno saputo porre rimedio solo con soluzioni improvvisate e comunque inadeguate alle esigenze di mercato e agli obiettivi di redditività che ci si prefigge.
Compito precipuo del presente trovato è quello di risolvere i problemi sopra esposti, realizzando un impianto che adotti adeguati accorgimenti per compensare eventuali irregolarità di alimentazione dei prodotti ortofrutticoli.
Nell'ambito di questo compito, uno scopo del trovato è quello di proporre un metodo di controllo che, in impianti di trattamento di prodotti ortofrutticoli, consenta di compensare eventuali irregolarità di alimentazione dei prodotti stessi.
Un altro scopo del trovato è quello di realizzare un impianto dotato di peculiari modalità di rilevazione delle anomalie nella alimentazione dei prodotti e/o di efficaci accorgimenti per prevenire fermi e inefficienze.
Un altro scopo del trovato è quello di realizzare un impianto e/o proporre un metodo che assicurino un'elevata affidabilità di funzionamento.
Un altro scopo del trovato è quello di proporre un impianto che adotti una architettura tecnica e strutturale alternativa a quelle degli impianti di tipo noto.
Non ultimo scopo del trovato è quello di realizzare un impianto e/o proporre un metodo che risultino facilmente ottenibili partendo da elementi e materiali di comune reperibilità in commercio.
Un altro scopo ancora del trovato è quello di realizzare un impianto e/o proporre un metodo di costi contenuti e di sicura applicazione.
Questo compito e questi ed altri scopi che risulteranno maggiormente chiari nel seguito vengono raggiunti da un impianto secondo la rivendicazione 1 e da un metodo secondo la rivendicazione 9.
Ulteriori caratteristiche e vantaggi del trovato risulteranno maggiormente dalla descrizione di alcune forme di esecuzione preferite, ma non esclusive, dell'impianto e del metodo secondo il trovato, illustrate a titolo indicativo e non limitativo, negli uniti disegni, in cui:
la figura 1 illustra uno schema a blocchi di una prima forma di realizzazione dell'impianto secondo il trovato;
la figura 2 illustra uno schema a blocchi di una seconda forma di realizzazione dell'impianto secondo il trovato;
la figura 1 illustra uno schema a blocchi del procedimento secondo il trovato.
Con particolare riferimento alle figure citate, è indicato globalmente con il numero di riferimento 1, un impianto di trattamento di prodotti ortofrutticoli.
Solitamente, l'impianto 1 è destinato al trattamento di un specifico tipo di prodotti ortofrutticolo, ma rientra comunque nell'ambito di protezione qui rivendicato la possibilità che il medesimo impianto 1 possa trattare tipologie diversi di prodotti, soprattutto se simili dal punto di vista della forma e delle problematiche tecniche che pongono ai costruttori.
E' altresì opportuno precisare che l'impianto 1 può trovare applicazione in relazione a qualsiasi prodotto ortofrutticolo (frutta, ortaggi, verdura, eccetera) in quanto, come sarà chiaro dalla lettura delle prossime pagine, le peculiarità del trovato e in generale le specifiche dell'impianto 1 stesso prescindono dalla specifica tipologia di prodotto ortofrutticolo coinvolto.
L'impianto di trattamento 1 comprende in serie almeno una prima stazione 10, una seconda stazione 20 e una terza stazione 30.
La prima stazione 10 è configurata per alimentare una linea 2 di movimentazione e trattamento con una massa indiscriminata di prodotti ortofrutticoli (una specifica tipologia di prodotto ortofrutticolo). A tale proposito, si specifica che tipicamente i prodotti giungono all'impianto 1 direttamente dai campi di raccolta (o da precedenti apparati di pre-lavorazione), dove vengono accumulati in contenitori di varia natura in modo appunto indiscriminato, indipendentemente cioè dalla loro dimensione, forma, colore, grado di maturazione, eccetera. Inoltre, non di rado nel contenitore finiscono foglie, rametti, terriccio e altri detriti. I prodotti così eterogenei, accompagnati dai detriti sopra menzionati, vengono quindi riversati sulla linea 2 in corrispondenza della prima stazione 10. Più in dettaglio, tipicamente la prima stazione 10 è configurata per alimentare progressivamente la linea 2 con la massa indiscriminata di prodotti ortofrutticoli secondo una velocità di alimentazione corrispondente ad un predefinito numero di tonnellate (o altra unità di misura di peso) di prodotti nell'unità di tempo e/o ad un predefinito numero di contenitori svuotati sulla linea 2 nell'unità di tempo. Si osservi che, stante la variabilità in termini di peso e dimensioni dei prodotti ortofrutticoli (e la potenziale presenza di elementi estranei), anche ipotizzando di mantenere costante la velocità di alimentazione (calcolata appunto come ton/h o nr. contenitori/h) a ciò non corrisponde un numero di prodotti costante riversato sulla linea 2 nell'unità di tempo.
La linea 2 può prevedere una molteplicità di diversi apparati preposti alla movimentazione dei prodotti ortofrutticoli, così da farli attraversare le varie sezioni dell'impianto 1 e quindi sottoporli ai desiderati trattamenti. Per esempio infatti (ma non a scopo limitativo), si cita la possibilità che lungo la linea 2 siano previsti: vasche percorse da correnti d'acqua (spesso impiegate per mele o altri prodotti galleggianti), nastri trasportatori, tazze e/o vassoi e/o piatti comunque mobili lungo un percorso predefinito (ognuno dei quali predisposto al sostegno e al trasferimento di un numero predefinito di prodotti ortofrutticoli, e tipicamente di uno soltanto).
A valle della prima stazione 10, l'impianto 1 comprende quindi una seconda stazione 20, disposta lungo la linea 2 e configurata per acquisire informazioni relative ad almeno un parametro di interesse di ciascun prodotto ortofrutticolo in transito e per trasmettere tali informazioni ad una unità elettronica 3 di controllo e gestione. Le modalità con cui tali informazioni vengono acquisite, così come la specifica scelta di componenti e tecnologie adottate per la realizzazione della seconda stazione 20 possono essere qualsiasi, in funzione delle esigenze.
In una forma di realizzazione di rilevante interesse pratico, comunque non limitativa dell'applicazione del trovato, tale seconda stazione 20 comprende un sistema elettronico di visione, configurato per acquisire le citate informazioni relative al parametro di interesse di ciascun prodotto ortofrutticolo in transito e per trasmetterle all'unità elettronica 3. Tale almeno un parametro di interesse (sia nel caso che la seconda stazione 20 comprenda appunto il sistema elettronico di visione, sia che si adottino altre soluzioni) è scelto fra colore, forma, dimensioni, grado zuccherino, grado di maturazione, difettosità, peso, e simili. Non si esclude di acquisire informazioni in merito a due o più di tali parametri.
Come ben sa la persona esperta del ramo, sono numerose le soluzioni disponibili sul mercato, adottabili per l'espletamento dei compiti sopra indicati e quindi per la realizzazione pratica della seconda stazione 20 e del sistema elettronico in particolare. Solitamente comunque, tali sistemi prevedono una o più telecamere, montate all'interno di un tunnel collocato lungo la linea 2 e percorso dai prodotti ortofrutticoli. L'unità elettronica 3 può essere di qualsiasi tipo, e per esempio può essere una centralina o un elaboratore elettronico; tipicamente comunque, si tratta del medesimo organo elettronico che governa il funzionamento dell'intero impianto 1.
In ogni caso, si specifica come all'ingresso della seconda stazione 20, e nelle sezioni a valle dell'impianto 1, tipicamente (ma non necessariamente) i cicli di lavoro sono progettati in termini di numero di pezzi nell'unità di tempo, in quanto è necessario gestire in modo indipendente ogni prodotto in transito e/o gli organi coinvolti determinano limiti tecnologici al numero massimo di pezzi che possono trattare nell'unità di tempo.
A valle della seconda stazione 20, l'impianto 1 comprende una terza stazione 30, che è disposta lungo la linea 2 ed è configurata per convogliare in modo selettivo ciascun prodotto ortofrutticolo in transito verso una fra almeno due distinte postazioni di raccolta 40 (dove possono essere collocati cestini, cassette, serbatoi, o contenitori di altro tipo). Il convogliamento viene operato dalla terza stazione 30 sulla base di comandi impartiti dall'unità elettronica 3 in funzione delle informazioni acquisite almeno dalla seconda stazione 20 (ed eventualmente da altri apparati disposti lungo la linea 2 e associati all'unità elettronica 3).
La terza stazione 30 invia ciascun prodotto ortofrutticolo alla specifica postazione 40 destinata ad accogliere tutti e soli i prodotti per il quale il parametro misurato assume un valore predefinito (o rientra in un range predefinito). Per esempio, si potranno avere diverse postazioni 40 per accogliere prodotti ortofrutticoli aventi peso o grammatura differenti, o aventi colorazioni (sfumature di colore) differenti, o altro ancora. In altri termini, l'impianto 1 consente di ripartire i prodotti ortofrutticoli in sottogruppi omogenei (ognuno dei quali accumulato in una rispettiva postazione 40), potendo nel contempo operare numerosi altri controlli e verifiche.
E' infatti opportuno precisare che tipicamente l'impianto 1 comprende un numero anche elevato di ulteriori stazioni accessorie, volte all'esecuzione di ulteriori compiti e funzioni oltre a quelli sopra descritti.
Per esempio, a monte della seconda stazione 20 possono essere previste stazioni ulteriori volte all'esecuzione (manuale o automatica) di controlli preliminari e prime selezioni sui prodotti in transito (per segregare quelli marci o comunque palesemente difettosi). Inoltre, a monte della seconda stazione 20 sono tipicamente (ma non necessariamente) previste ulteriori stazioni responsabili dell'allineamento dei prodotti ortofrutticoli secondo una o più file parallele, così da facilitare l'acquisizione delle informazioni desiderate da parte almeno della seconda stazione 20.
Lungo la linea 2 possono inoltre essere previste stazioni di rilavorazione, di controllo qualità (manuale), di lavaggio, eccetera, in funzione delle specifiche esigenze.
In ogni caso, si specifica che per la prima stazione 10, la seconda stazione 20 e la terza stazione 30 (così come per le ulteriori eventualmente previste e per la linea 2 stessa), la persona esperta del ramo potrà di volta in volta scegliere facilmente, tra le numerose opzioni ben note e comunque rientranti nell'ambito delle comuni conoscenze del settore, i componenti tecnici più adeguati e le modalità più appropriate per attuare le funzioni da espletare, tenendo ovviamente conto delle peculiarità e delle esigenze dello specifico tipo di prodotto ortofrutticolo cui l'impianto 1 è destinato.
Secondo il trovato, l'impianto 1 comprende un dispositivo elettronico 50 di visione, che è disposto lungo un punto a scelta della linea 2 compreso tra la prima stazione 10 e la seconda stazione 20 (ed eventualmente quindi anche in corrispondenza di una di queste ultime) e che è configurato per il conteggio del numero di prodotti ortofrutticoli in transito.
Anche il dispositivo elettronico 50 può essere scelto di tipo di per sé noto (o realizzato ad hoc).
L'unità elettronica 3 è operativamente associata al dispositivo 50 ed è dotata di istruzioni per variare automaticamente (almeno temporaneamente) la velocità di alimentazione della linea 2, da parte almeno della prima stazione 10, in funzione del conteggio (singolo o di un numero a piacere di iterazioni) operato appunto dal dispositivo elettronico 50 di visione.
Con riferimento alle due modalità tipiche (ma non esclusive) con cui si è già visto che viene controllata la velocità di alimentazione in corrispondenza della prima stazione 10, l'unità elettronica 3 è quindi in grado di aumentare o diminuire (a seconda delle esigenze) il numero di tonnellate (o altra unità di misura di peso) di prodotti riversati lungo la linea 2 nell'unità di tempo e/o il numero di contenitori svuotati sulla linea 2 nell'unità di tempo.
E' così possibile compensare, con una sorta di controllo in retroazione, una eventuale irregolarità di alimentazione (in termini di numero di prodotti caricati sulla linea 2 nell'unità di tempo) rilevata in corrispondenza del punto della linea 2 in cui è collocato il dispositivo 50, per far sì che alla seconda stazione 20 giunga appunto, nell'unità di tempo, il numero di prodotti che si desidera. Tale numero tipicamente (ma non necessariamente) corrisponde alle condizioni di produttività e efficienza ideali, in funzione dei vincoli tecnologici e dai colli di bottiglia imposti dai componenti coinvolti a valle.
Si noti altresì come si potrà rallentare o accelerare la velocità di alimentazione per adeguarla ad un valore di numero prodotti nell'unità di tempo che non corrisponde al valore di massima efficienza: per esempio infatti, potrebbe sorgere l'esigenza di rallentare l'intero processo per occasionali problemi sulle macchine, o per un improvviso accumulo di giacenze di magazzino, che richiedono appunto di agire in condizioni di efficienza e produttività non ottimali.
Si noti altresì come nella pratica la variazione della velocità sarà effettuata in modo differente, al variare della tipologia di macchine coinvolte nella prima stazione 10. Ipotizzando per esempio che in essa siano previste automazioni in grado di rovesciare progressivamente sulla linea 2 i contenitori (e di sostituirli con nuovi contenitori pieni una volta svuotati), l'unità elettronica 3 sarà in grado di alzare o abbassare la velocità di rovesciamento (e/o di sostituzione) dei contenitori stesi.
La prima stazione 10 può comprendere un insieme più complesso e articolato di organi tra loro cooperanti, allo scopo comunque di fornire alla linea 2 i prodotti ortofrutticoli. Per esempio, la prima stazione 10 può comprendere una piscina e un elevatore che preleva i prodotti da quest'ultima per riversarli lungo la linea 2. In tal caso, l'unità elettronica 3 può essere in grado di regolare la velocità dell'elevatore e/o la frequenza con cui i prodotti ortofrutticoli vengono immessi nella piscina. In questo modo è possibile controllare indirettamente anche la quantità di prodotti che in ogni istante sono presenti nella piscina (evitando che ve ne siano troppi, con rischio di danneggiamento, o troppo pochi, con inefficienze dovute a irregolare alimentazione a valle). In altre situazioni, la prima stazione 10 sarà fornita di dosatori di vario tipo, la cui velocità di fornitura dei prodotti ortofrutticoli alla linea 2 potrà appunto essere regolata dall'unità elettronica 3. Più in generale, si ribadisce come la prima stazione 10 possa prevedere ogni sorta di apparati volti all'alimentazione della linea 2, in funzione del prodotto ortofrutticolo e/o del contenitore utilizzato.
In particolare, l'unità elettronica 3 è dotata di istruzioni per verificare la corrispondenza tra i dati forniti dal dispositivo elettronico 50 e un valore predefinito, scelto in funzione del desiderato numero di prodotti da fornire nell'unità di tempo almeno alla seconda stazione 20. L'unità elettronica 3 è quindi dotata di istruzioni per variare automaticamente la velocità di alimentazione della linea 2, da parte della prima stazione 10, in caso di esito negativo di tale verifica (eventualmente prevedendo una soglia di tolleranza, al di sotto della quale comunque l'unità elettronica 3 non si attiva).
E' opportuno precisare che il conteggio operato dal dispositivo 50 potrà avvenire con qualsiasi periodicità (fino ad essere sostanzialmente in continuo), in funzione delle specifiche esigenze, e tale periodicità potrà essere riprogrammata a piacere. Parimenti, si potrà programmare l'unità elettronica 3 in modo di intervenire sulla velocità di alimentazione della prima stazione 10 già dopo che un singolo conteggio ha dato esito diverso da quello desiderato. In alternativa, l'unità elettronica 3 potrà attendere un numero a scelta di conteggi (eventualmente calcolando la media delle letture ottenute o facendo altre estrapolazioni) con esito indesiderato, così da azionare le desiderate contromisure quando l'irregolarità si prolunga nel tempo, a indicazione di un problema non momentaneo (eventualmente trascurabile).
Utilmente, l'unità elettronica 3 è dotata di istruzioni per variare automaticamente (oltre come si è visto alla velocità di alimentazione) la velocità di trasferimento dei prodotti in transito, lungo almeno una porzione del segmento della linea 2 compreso tra la prima stazione 10 e la seconda stazione 20, in funzione comunque del conteggio operato dal dispositivo elettronico 50 di visione.
A tale proposito, si osservi che talvolta la velocità di trasferimento è determinata in modo fisso dalla specifica scelta dei mezzi tecnici adottati, e non può essere variata se non a prezzo di profonde modifiche, ben oltre le possibilità dell'unità elettronica 3 e comunque antieconomiche. Ciò è vero per esempio quando i prodotti ortofrutticoli sono trasportati, per un tratto più o meno lungo a valle della prima stazione 10, da una corrente fluida (acqua o altro).
In altri casi invece, il trasferimento è assicurato da nastri trasportatori o altri elementi di supporto, la cui velocità può essere più agevolmente variata. Proprio in questi casi quindi, contestualmente alla variazione della velocità di alimentazione, l'unità elettronica 3 può appunto imporre al nastro (o altro) di rallentare o accelerare, per adeguarsi alle modifiche imposte a monte e quindi per ottimizzarne il comportamento e i consumi (e regolarizzare ulteriormente la fornitura a valle). In una possibile soluzione realizzativa, illustrata nello schema a blocchi di figura 1, il dispositivo elettronico 50 è integrato nel sistema elettronico di visione che, come si è visto nelle precedenti pagine, può essere compreso nella seconda stazione 20. In altri termini, si prevede di dotare l'impianto 1 di un unico apparato di visione, al quale viene demandato il duplice compito di analizzare i prodotti ortofrutticoli in transito per stimarne almeno un parametro di interesse (al fine di ripartirli in modo adeguato a valle) e di contare i prodotti stessi (per agire in retroazione sulla velocità di alimentazione). Rispetto alla soluzione che prevede di mantenere distinti il sistema elettronico e il dispositivo elettronico 50 (comunque rientrante nell'ambito di protezione qui rivendicato), la soluzione illustrata in figura 1 può consentire un contenimento dei costi, per la riduzione dei componenti ottico-elettronici e i cablaggi necessari. Inoltre, con questa scelta è possibile utilizzare le informazioni rilevate dal dispositivo elettronico 50 per variare la velocità di trasferimento della totalità o di parte del segmento compreso tra la prima stazione 10 e la seconda stazione 20, se come si è visto i vincoli tecnologici lo consentono.
In una diversa soluzione realizzativa, illustrata nello schema a blocchi di figura 2, il dispositivo elettronico 50 è collocato in un punto a scelta della linea 2, a monte della seconda stazione 20. Soprattutto qualora si scelga di disporre il dispositivo elettronico 50 a poca distanza dalla prima stazione 10, tale opzione realizzativa permette di ridurre il gap temporale che intercorre tra l'istante in cui il numero di prodotti caricati sulla linea 2 nella prima stazione 10 si discosta sensibilmente da quello desiderato e quello in cui appunto tale scostamento viene rilevato dal dispositivo 50. E' cosi possibile ottenere una risposta più pronta e tempestiva da parte dell'unità elettronica 3.
Il dispositivo elettronico 50 (sia esso integrato al sistema elettronico di visione o meno) può essere dotato di ulteriori funzionalità, allo scopo di ottimizzare l'impianto 1.
In particolare, vantaggiosamente è prevista la possibilità che il dispositivo elettronico 50 sia dotato di un modulo di verifica del transito di eventuali corpi estranei lungo la linea 2. Per esempio quindi, il dispositivo elettronico 50 sarà in grado di rilevare sassi, rametti o altri detriti più o meno ingombranti, che per vari motivi possono transitare lungo la linea 2 senza essere stati intercettati e rimossi a monte. In tale contesto, si prevede altresì che l'unità elettronica 3 possa ricevere dati dal modulo di verifica e attivare appropriate contromisure, come il comando di apparati di espulsione (per esempio soffi di aria compressa che possono agire trasversalmente alla linea 2, per far cadere a lato i corpi indesiderati), l'emissione di segnali di allarme (ottici, acustici, eccetera), o anche il fermo temporaneo della linea 2.
In alternativa, o a complemento di quanto osservato poc'anzi, è prevista la possibilità che il dispositivo elettronico 50 sia dotato di un modulo di verifica di eventuali irregolarità nella distribuzione spaziale dei prodotti ortofrutticoli lungo detta linea 2. Infatti (e anche quando si è ottenuta la fornitura del desiderato numero di prodotti nell'unità di tempo) è possibile che i prodotti ortofrutticoli formino cumuli più o meno ingenti su una porzione del nastro che li trasporta, rispetto alle porzioni a fianco (per esempio, disponendosi tutti lungo il fianco destro del nastro e lasciando vuoto quello sinistro). Si tratta comunque di una situazione potenzialmente dannosa e/o indicatrice di funzionamento non ottimale dei componenti a monte.
Pertanto, anche in questo caso si prevede che l'unità elettronica 3 sia in grado di attivare appropriate contromisure, in funzione di quanto rilevato.
Costituisce oggetto della presente trattazione, al pari dell'impianto 1 sin qui descritto, un metodo di controllo di quest'ultimo (presentante almeno alcune delle specifiche sopra illustrate e quanto meno la prima stazione 10, la seconda stazione 20 e la terza stazione 30).
Il metodo consiste, in una fase a., nel conteggiare il numero di prodotti ortofrutticoli in transito lungo un punto a scelta della linea 2 compreso tra la prima stazione 10 e la seconda stazione 20.
Il metodo secondo il trovato consiste inoltre, in una fase b., nell'inviare il numero conteggiato nella fase a. all'unità elettronica 3 di controllo e gestione.
Così, in una fase c. del procedimento, è possibile verificare (da parte dell'unità elettronica 3) la corrispondenza tra i dati ottenuti nella fase a. e un valore predefinito, scelto in funzione del desiderato numero di prodotti da fornire nell'unità di tempo almeno alla seconda stazione 20.
In caso di esito negativo della verifica operata nella fase c., il procedimento prevede quindi, in una fase d., di variare (almeno temporaneamente) la velocità di alimentazione della linea2, da parte almeno della prima stazione 10, per ripristinare la corrispondenza tra i prodotti ortofrutticoli in transito e detto valore predefinito.
Come si è già osservato nelle precedenti pagine, la variazione potrà avvenire già dopo un singolo conteggio avente esito indesiderato, o dopo un predefinito numero di iterazioni aventi esito comunque insoddisfacente.
Il metodo prevede quindi di ripetere le fasi da a. a d. con periodicità prefissata e/o sostanzialmente in continuo.
Il funzionamento dell'impianto e l'attuazione del procedimento sono stati di fatto già illustrati ampiamente nelle precedenti pagine, di seguito se ne propone comunque un breve riepilogo.
Nella prima stazione 10, i prodotti ortofrutticoli (una massa indiscriminata di uno specifico frutto o di una specifico tipo di verdura) sono progressivamente riversati lungo la linea 2, secondo una velocità di alimentazione impostata in vario modo, ma, solitamente, senza possibilità di tenere sotto controllo il numero esatto di prodotti ortofrutticoli che, nell'unità di tempo considerata, vengono effettivamente immessi lungo la linea 2.
Lungo quest'ultima, i prodotti ortofrutticoli incontrano quantomeno una seconda stazione 20, che rileva (mediante un sistema elettronico di visione o in altro modo) almeno un parametro di interesse per ciascuno di essi, scelto per esempio fra colore, forma, dimensioni, grado zuccherino, grado di maturazione, difettosità, peso, e simili.
A valle della seconda stazione 20 quindi, in una terza stazione 30 ciascun prodotto viene destinato alla più appropriata postazione di raccolta 40, sulla base dei comandi impartiti dall'unità elettronica 3 in funzione appunto di quanto rilevato (almeno) nella seconda stazione 20.
Lungo un punto della linea 2 compreso tra la prima stazione 10 e la seconda stazione 20, il dispositivo elettronico 50 di visione conta i prodotti ortofrutticoli in transito. Il dispositivo 50 consente quindi di ottenere (con un ritardo minimo, dipendente dalla sua collocazione lungo la linea 2) quell'informazione che non poteva essere direttamente rilevata nella prima stazione 10, circa il numero di prodotti effettivamente scaricati. Tale informazione viene utilizzata dall'unità elettronica 3 per regolare di conseguenza la velocità di alimentazione in corrispondenza della prima stazione 10, rimediando appunti ad anomali caricamenti avvenuti poco prima.
Ciò permette di adeguare il numero di prodotti effettivamente caricati sulla linea 2 alle esigenze e ai vincoli tecnologici degli apparati a valle, e in particolare della seconda stazione 20 e della terza stazione 30 (nelle quali si desidera trattare un ben preciso numero di prodotti nell'unità di tempo).
La presenza del dispositivo elettronico 50 e il metodo che quest'ultimo consente di attuare, permettono quindi di compensare eventuali irregolarità di alimentazione nei prodotti ortofrutticoli, ponendo efficace rimedio all'impossibilità di conoscere con precisione il numero di prodotti istante per istante riversati sulla linea 2 (il numero di prodotti in transito può essere infatti prontamente corretto dall'unità elettronica 3, a seguito appunto dei conteggi operati dal dispositivo elettronico 50).
La scelta di adottare un dispositivo elettronico 50 permette di conferire all'impianto 1 ulteriori utili funzionalità, sfruttando le possibilità del software di cui il dispositivo 50 stesso viene dotato: si è infatti già visto come quest'ultimo possa esser configurato per verificare eventuali irregolarità nella distribuzione spaziale dei prodotti ortofrutticoli e/o il transito di eventuali corpi estranei lungo la linea 2 (adottando nel caso efficaci contromisure e impedendo che tali eventi possano danneggiare l'impianto 1 o causare fermi e inefficienze).
Il trovato, così concepito, è suscettibile di numerose modifiche e varianti tutte rientranti nell'ambito del concetto inventivo; inoltre, tutti i dettagli potranno essere sostituiti da altri elementi tecnicamente equivalenti.
Negli esempi di realizzazione illustrati singole caratteristiche, riportate in relazione a specifici esempi, potranno essere in realtà sostituite con altre diverse caratteristiche, esistenti in altri esempi di realizzazione.
In pratica i materiali impiegati, nonché le dimensioni, potranno essere qualsiasi secondo le esigenze e lo stato della tecnica.
Claims (9)
- R I V E N D I C A Z I O N I 1. Impianto di trattamento di prodotti ortofrutticoli, comprendente in serie almeno: - una prima stazione (10), configurata per l'alimentazione di una linea (2) di movimentazione e trattamento con una massa indiscriminata di prodotti ortofrutticoli, - una seconda stazione (20), disposta lungo detta linea (2) e configurata per l'acquisizione di informazioni relative ad almeno un parametro di interesse di ciascun prodotto ortofrutticolo in transito e per la trasmissione di dette informazioni ad una unità elettronica (3) di controllo e gestione, - una terza stazione (30), disposta lungo detta linea (2) e configurata per il convogliamento selettivo di ciascun prodotto ortofrutticolo in transito verso una fra almeno due distinte postazioni di raccolta (40), sulla base di comandi impartiti da detta unità elettronica (3) in funzione delle informazioni acquisite almeno da detta seconda stazione (20); caratterizzato dal fatto di comprendere un dispositivo elettronico (50) di visione, disposto lungo un punto a scelta di detta linea (2) compreso tra detta prima stazione (10) e detta seconda stazione (20) e configurato per il conteggio del numero di prodotti ortofrutticoli in transito, detta unità elettronica (3), operativamente associata a detto dispositivo (50), essendo dotata di istruzioni per la automatica variazione della velocità di alimentazione di detta linea (2), da parte almeno di detta prima stazione (10), in funzione del conteggio operato da detto dispositivo elettronico (50) di visione.
- 2. Impianto, secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta unità elettronica (3) è dotata di istruzioni per la verifica della corrispondenza tra i dati forniti da detto dispositivo elettronico (50) e un valore predefinito, scelto in funzione del desiderato numero di prodotti da fornire nell'unità di tempo almeno a detta seconda stazione (20), detta unità elettronica (3) essendo dotata di istruzioni per la automatica variazione della velocità di alimentazione di detta linea (2), da parte di detta prima stazione (10), in caso di esito negativo di detta verifica.
- 3. Impianto, secondo la rivendicazione 1 o la 2, caratterizzato dal fatto che detta unità elettronica (3) è dotata di istruzioni per l'automatica variazione della velocità di trasferimento dei prodotti in transito, lungo almeno una porzione del segmento di detta linea (2) compreso tra detta prima stazione (10) e detta seconda stazione (20), in funzione del conteggio operato da detto dispositivo elettronico (50) di visione.
- 4. Impianto, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta seconda stazione (20) comprende un sistema elettronico di visione, configurato per l'acquisizione di dette informazioni relative a detto almeno un parametro di interesse di ciascun prodotto ortofrutticolo in transito e per la trasmissione di dette informazioni a detta unità elettronica (3), detto almeno un parametro essendo scelto fra colore, forma, dimensioni, grado zuccherino, grado di maturazione, difettosità, peso, e simili.
- 5. Impianto, secondo la rivendicazione 4, caratterizzato dal fatto che detto dispositivo elettronico (50) di visione è integrato in detto sistema elettronico di visione.
- 6. Impianto, secondo una o più delle rivendicazioni 1-4, caratterizzato dal fatto che detto dispositivo elettronico (50) è collocato in un punto a scelta di detta linea (2), a monte di detta seconda stazione (20).
- 7. Impianto, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto dispositivo elettronico (50) è dotato di un modulo di verifica del transito di eventuali corpi estranei lungo detta linea (2).
- 8. Impianto, secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detto dispositivo elettronico (50) è dotato di un modulo di verifica di eventuali irregolarità nella distribuzione spaziale dei prodotti ortofrutticoli lungo detta linea (2).
- 9. Metodo di controllo di un impianto (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, che consiste nel: a. conteggiare il numero di prodotti ortofrutticoli in transito lungo un punto a scelta di detta linea (2) compreso tra detta prima stazione (10) e detta seconda stazione (20), b. inviare il numero conteggiato in detta fase a. a detta unità elettronica (3) di controllo e gestione; c. verificare la corrispondenza tra i dati ottenuti in detta fase a. e un valore predefinito, scelto in funzione del desiderato numero di prodotti da fornire nell'unità di tempo almeno a detta seconda stazione (20); d. in caso di esito negativo della verifica operata in detta fase c., variare la velocità di alimentazione di detta linea (2), da parte almeno di detta prima stazione (10), per ripristinare la corrispondenza tra i prodotti ortofrutticoli in transito e detto valore predefinito; dette fasi da a. a d. essendo ripetute con periodicità prefissata e/o sostanzialmente in continuo.
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