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IT201900016736A1 - Antigeni fusi alla proteina Profilin-like di Toxoplasma Gondii (PFTG) e loro uso nella vaccinazione preventiva e terapeutica. - Google Patents

Antigeni fusi alla proteina Profilin-like di Toxoplasma Gondii (PFTG) e loro uso nella vaccinazione preventiva e terapeutica. Download PDF

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IT201900016736A1
IT201900016736A1 IT102019000016736A IT201900016736A IT201900016736A1 IT 201900016736 A1 IT201900016736 A1 IT 201900016736A1 IT 102019000016736 A IT102019000016736 A IT 102019000016736A IT 201900016736 A IT201900016736 A IT 201900016736A IT 201900016736 A1 IT201900016736 A1 IT 201900016736A1
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IT
Italy
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antigen
fusion protein
polynucleotide
cea
plasmid
Prior art date
Application number
IT102019000016736A
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English (en)
Inventor
Fabio Palombo
Gennaro Ciliberto
Giuseppe Roscilli
Emanuele Marra
Antonella Conforti
Luigi Aurisicchio
Original Assignee
Takis S R L
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Publication date
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Description

ANTIGENI FUSI ALLA PROTEINA PROFILIN-LIKE DI TOXOPLASMA GONDII (PFTG) E LORO USO NELLA VACCINAZIONE PREVENTIVA
E TERAPEUTICA
La presente invenzione concerne antigeni fusi alla proteina Profilin-like di Toxoplasma Gondii (PFTG) e loro usi nella vaccinazione preventiva e terapeutica.
In particolare, l’invenzione concerne una proteina di fusione comprendente uno o più antigeni fusi alla proteina PFTG che può essere utilizzata come vaccino per trattare il cancro o malattie infettive in mammiferi, più in particolare nell’uomo.
È noto che l’attivazione del sistema immunitario contro patogeni tramite la vaccinazione ha cambiato la storia dell’umanità. Le vaccinazioni, infatti, costituiscono il primo intervento preventivo per eliminare il rischio di far contrarre pericolose malattie infettive, che possono diffondersi in gran parte della popolazione provocando, a volte, vere epidemie. I vaccini combattono malattie infettive molto pericolose per le quali non esiste una terapia (poliomielite e epatite B) o non è sempre efficace (difterite, tetano) oppure malattie che possono essere causa di gravi complicanze (morbillo, rosolia e pertosse).
Allo stesso modo, l’attivazione del sistema immunitario tramite immunomodulatori ha prodotto risultati eccellenti anche in Oncologia. L’immunoterapia ha infatti dimostrato di essere efficace contro diversi tipi di tumore. Ad oggi sono stati approvati anticorpi immunomodulatori, ad esempio contro PD1/PDL-1 e contro CTLA-4 per il trattamento del melanoma e del tumore del polmone [1]. Questa nuova classe di agenti terapeutici non svolge la sua funzione attraverso un meccanismo diretto antitumorale, come gli anticorpi di prima generazione quali Trastuzumab (contro Her-2) o Cetuximab (contro EGFR) [2], bensì agisce riattivando la risposta delle cellule T contro i tumori. In particolare, viene stimolata la risposta delle cellule T citotossiche CD8+ e helper CD4+ che era stata inibita dai meccanismi di evasione messi in atto dal tumore stesso.
Solo recentemente si è cominciato a comprendere quali siano i fattori critici per un’efficace terapia con gli immunomodulatori. Una serie di lavori ha dimostrato come sia importante l’espressione del recettore target ma anche la presenza di una risposta di cellule T CD8+ intratumorale o peritumorale preesistente al trattamento [3]. Se questa osservazione dovesse essere confermata in studi con altri tipi tumorali, si potrebbe ipotizzare che, per allargare la platea dei pazienti che rispondono al trattamento, sia necessario associare questa terapia con una vaccinazione attiva contro antigeni tumorali in grado di promuovere un infiltrato linfocitario in tumori che ne sono privi. Una potente vaccinazione in grado di ovviare all’ambiente immunosoppressivo del tumore potrebbe facilitare il coordinamento della risposta delle cellule T helper CD4+ ed effettrici CD8+ nel tumore stesso. Si è infatti visto che la presenza dei CD4+ consente una espansione dei CD8+ specifici per il tumore [4]. Inoltre, la presenza di cellule CD4+ all’interno del tumore favorisce l’infiltrazione da parte delle cellule effettrici CD8+, aumentando la loro proliferazione locale e le conseguenti funzioni tumoricide. Le cellule CD4+ giocano dunque un ruolo non solo nella fase iniziale ma anche nella fase effettrice [4, 5].
Diverse strategie di vaccinazione sono state sviluppate per orchestrare una risposta efficace di cellule sia CD4+ che CD8+. Ad esempio, la formulazione di antigeni con acidi nucleici o con alcuni domini proteici in grado di attivare una risposta di pericolo (danger signal) esercita un potente effetto adiuvante per la risposta immune [6]. I danger signals rispondono alla teoria che il sistema immunitario possa attivarsi in seguito al riconoscimento di strutture comuni a diversi patogeni. Questa teoria ha poi trovato conferma nella scoperta dei Toll Like Receptors (TLR).
Tuttavia, nonostante si possano raggiungere significative risposte immunitarie contro antigeni tumorali, queste non sono poi in grado di indurre un effetto terapeutico. Allo stesso modo, finora vaccini contro agenti virali, come HIV ed HCV, sono stati fallimentari, nonostante l’induzione di risposte immunitarie specifiche [7].
Pertanto, alla luce di quanto sopra, appare evidente la necessità di fornire strategie di vaccinazione più efficaci, che superino i limiti dei metodi attualmente noti.
È noto che la fusione di alcuni antigeni tumorali con ligandi dei TLR porta ad una diretta presentazione da parte delle cellule dendritiche (DC) e contemporaneamente all’attivazione dei recettori TLR con un migliore effetto antitumorale [8]. Il meccanismo sembra essere mediato dall’immagazzinamento dell’antigene nelle cellule DC con un rilascio continuo nel tempo e presentazione alle cellule T CD8+ [9, 10]. Tuttavia, la fusione con i ligandi di cellule dendritiche non sempre genera di per sé un’attivazione delle risposte effettrici: ad esempio la fusione con CLEC9a, un recettore di una sottoclasse delle cellule DC definite dall’espressione di CD8, genera principalmente cellule CD4 regolatorie (T-reg) mentre se dato in presenza di polyI:C risulta in una forte cross-presentazione e induzione di una risposta di cellule T CD8+ citotossica dipendente da IL-12 [11]. Inoltre, altri tipi cellulari possono influenzare l’esito della vaccinazione. Le cellule natural killer (NK), ad esempio, possono interferire nella crosspresentazione delle cellule DC attraverso il recettore TRAIL-DR5-d [12], mentre le cellule NKT possono favorire la cross-presentazione attraverso il recettore CD1 che lega la galattoceramide [13].
Al fine di indurre una risposta immunitaria efficace sono stati sviluppati diversi metodi di vaccinazione, tra questi i vaccini genetici hanno mostrato di indurre la più alta frequenza di risposte di cellule T effettrici [7, 14]. In questi vaccini è possibile incorporare immunomodulatori che potenziano la risposta, come la fusione dell’antigene tumorale con una proteina batterica altamente immunogenica quale la subunità B della Tossina di Escherichia Coli (LTB) [15]. Queste fusioni sono state prima studiate nei modelli preclinici come il topo dove hanno evidenziato come una maggiore risposta sia di cellule T citotossiche CD8+ che helper CD4+ correli con una protezione contro il tumore [15], ma anche nelle scimmie [16] ed infine nell’uomo [17].
A livello clinico attualmente sono stati condotti molti studi con vaccini antitumorali nelle diverse fasi di sviluppo. Ad esempio, Sipuleucel-T, un vaccino basato su cellule immunitarie autologhe del paziente è stato approvato dalle agenzie regolatorie per il trattamento del tumore della prostata [18]. Più recentemente, molti studi clinici di fase 1 e 2 basati sull’utilizzo di vettori virali e di acidi nucleici (DNA e RNA) hanno confermato la potenza immunologica di queste piattaforme contro antigeni tumorali e neoantigeni, ossia antigeni unici del tumore generati da mutazioni e visibili al sistema immunitario [19]. Tra queste, un approccio promettente è l’utilizzo di DNA plasmidico codificante per antigeni fusi a chemochine come Xcl1 o Xcl2 il cui meccanismo di azione è mediato proprio da un tropismo verso le DC e una più efficace induzione della risposta immunitaria [20]. Data la correlazione tra l’intensità della risposta immunitaria indotta e la protezione contro il tumore risulta dunque importante potenziare questa risposta al fine di aumentare la possibilità di controllare la crescita tumorale.
L’antigene Eimeria Antigen (EA), che deriva da un batterio endemico dello stomaco Eimeria spp., è noto per essere stato studiato come immunomodulatore. Ha la capacità di indurre produzione di IL-12 da parte di cellule dendritiche e da cellule regolatrici della risposta infiammatoria in vivo. Inoltre, ha mostrato proprietà antitumorali nei modelli murini non solo nel topo ma anche in altre specie con un profilo tossicologico molto buono. Si pensa che questa proteina si leghi al recettore TLR11-12 che attiva il segnale attraverso MyoD. Le cellule umane mancano di TLR11-12, ma lavori recenti con monociti derivati dal sangue periferico hanno mostrato come ci sia attivazione di cellule natural killer (NK). Cellule NK stimolate con EA aumentano l’espressione di CD69, CD107 e NKG2D e l’espressione di citochine come IFN-γ e granzyme B. Questi dati hanno portato allo studio del ruolo di EA come adiuvante nei vaccini [21].
È, inoltre, noto che PFTG è una proteina tipo “Profilina” espressa dal protozoo Toxoplasma gondii in grado di indurre anch’essa una risposta IL-12 in cellule DC murine in modo dipendente da MyoD 88 [22]. PFTG attiva le cellule DC attraverso TLR-11 ed è stato il primo ligando identificato per questo recettore anche se non si può escludere che leghi altri recettori. In effetti, i topi che mancano solo del TLR-11 (TLR-11 ko) sono più sensibili all’infezione con Toxoplasma Gondii rispetto ai controlli, ma riescono a sopravvivere mentre i topi che mancano completamente del segnale mediato dai TLR (MyoD ko) soccombono. Questi dati suggeriscono comunque un ruolo predominante di TLR-11 nel riconoscimento del protozoo che porta alla produzione di IL-12 e il controllo dell’infezione. IL-12 è prodotta da diversi tipi cellulari come DC, macrofagi e neutrofili ed è una citochina chiave per la produzione di IFN-γ che a sua volta attiva una risposta immunitaria in grado di risolvere l’infezione [22]. Il meccanismo con cui PFTG è riconosciuto dal sistema immunitario nell’uomo non è noto [21]. Linfociti periferici (PBMC) o linee cellulari umane producono IL-6, IL-8 e IL-12p70 quando sono trattati con PFTG. Queste citochine sono prodotte a livelli molto più bassi quando si utilizzano monociti con la mutazione R392X nel gene di TLR-5 o quando viene usato un anticorpo neutralizzante per TLR-5 in cellule normali. Questi risultati suggeriscono che nell’uomo PFTG sia riconosciuta da TLR-5.
In questo contesto viene ad inserirsi la presente invenzione, che si propone di fornire un vaccino in grado di aumentare la risposta immunitaria cellulare e anticorpale contro antigeni, più specificamente contro antigeni tumorali e virali, attraverso la fusione di questi con la Profilin-like protein di Toxoplasma Gondii (PFTG).
Secondo la presente invenzione, infatti, è stato sorprendentemente trovato che vaccini genetici contro antigeni tumorali, come l’antigene carcinoembrionico (CEA) sono più immunogenici ed efficaci quando fusi a PFTG rispetto al controllo e rispetto ad altre proteine di fusione (EA, LTB). La stessa osservazione è stata confermata con un altro antigene, come la Telomerasi (TERT) e un vaccino contro i neoantigeni di un tumore del colon. Le fusioni con PFTG inducono inoltre un notevole incremento del titolo anticorpale contro antigeni virali, come UL119 e UL132 del citomegalovirus umano (CMV), quando somministrati tramite vaccinazione genetica.
La presente invenzione riguarda vaccini preferibilmente basati su DNA plasmidico e/o vettori genetici contenenti una sequenza ottimizzata nell’uso del codice genetico e codificante per un antigene fuso alla Profilin-like protein di Toxoplasma Gondii (PFTG). La vaccinazione con DNA in presenza di elettroporazione genera vantaggiosamente una potente risposta immunitaria contro vari tipi di antigeni.
Il metodo secondo la presente invenzione concerne preferibilmente una vaccinazione genetica utilizzando un vettore genetico, ad esempio DNA plasmidico, contenente il cDNA ottimizzato di un antigene fuso a PFTG. Tale vettore è preferibilmente somministrato per via intramuscolare e, successivamente, viene applicato un campo elettrico tramite un apparato per elettroporazione allo scopo di aumentare il livello di espressione dell’antigene e generare nell’ospite una risposta immune anticorpale e/o cellulo-mediata contro l’antigene di interesse.
La presente invenzione si riferisce anche a un metodo per la generazione di anticorpi monoclonali con il vaccino di cui sopra.
Forma pertanto oggetto specifico della presente invenzione una proteina di fusione, un polinucleotide che codifica la proteina di fusione, un vettore di espressione o plasmide comprendente il polinucleotide, detta proteina di fusione comprendendo o essendo consistente in:
- una porzione ammino-terminale consistente in una sequenza antigenica che consiste in o comprende almeno un antigene o un determinante antigenico della stessa o un neoantigene; e
- una porzione carbossi-terminale consistente in una sequenza amminoacidica che consiste in o comprende la proteina Profilin-like di Toxoplasma Gondii (PFTG) o un frammento funzionale da essa derivato.
La sequenza amminoacidica può comprendere o consistere in SRSDWDPVVKEWLVDTGYCCAGGIANAEDGVVFAAAADDDDGWSKLYKDDHEEDT IGEDGNACGKVSINEASTIKAAVDDGSAPNGVWIGGQKYKVVRPEKGFEYNDCTF DITMCARSKGGAHLIKTPNGSIVIALYDEEKEQDKGNSRTSALAFAEYLHQSGY
(SEQ ID NO:1).
L’antigene o determinante antigenico o neoantigene può essere scelto dal gruppo che consiste in un antigene di cancro, come l’antigene carcinoembrionico (CEA) o l’antigene Telomerasi (TERT), un antigene virale come un antigene dei virus HIV, HAV, HBV, HCV, HDV, HEV, HSV, HTLV, RSV, encefalite Giapponese, Rift Valley Fever virus, HPV, EBV, RSV, Adenovirus, CMV, come UL119 e UL132, virus dell’influenza, virus della rabbia, Leukemia Virus, parvovirus, Rubella, West Nile Virus, Coronavirus, Zika, Rotavirus, Varicella Zoster, Chikungunya, antigeni di microorganismi dei generi Aeromonas, Arthrobacter, Aspergillus, Bacillus, Borrelia, Brucella, Bordetella, Campylobacter, Candida, Chlamydia, Clostridium, Corynebacterium, E. Coli, Haemophilus, HP, Legionella, Leptospira, Listeria, Mycobacterium, Pseudomonas, Reaplasma, Salmonella, Staphylococcus, Streptococcus, Streptomyces, Clostridium, Treponema, Yersinia. Il vettore di espressione che comprende il polinucleotide dell’invenzione, operativamente legato a un promotore o a un elemento trascrizionale regolatorio, può essere scelto ad esempio tra: plasmidi batterici, ampliconi, adenovirus, poxvirus, vaccinia virus, fowlpox, herpes virus, adeno-associated virus (AAV), alphavirus, lentivirus, fago lambda, virus della coriomeningite lymphocitaria, Listeria sp, Salmonella sp.
La presente invenzione concerne inoltre una proteina di fusione, un polinucleotide o un vettore di espressione o un plasmide, come definiti sopra, per l’uso come medicamento.
Inoltre, la presente invenzione concerne una proteina di fusione, un polinucleotide che codifica la proteina di fusione o un vettore di espressione o un plasmide, come definiti sopra, per l’uso nella vaccinazione preventiva e terapeutica.
Come menzionato sopra, detta sequenza amminoacidica può comprendere o consistere in SEQ ID NO:1.
Secondo la presente invenzione, detto almeno un antigene o determinante antigenico o neoantigene può essere scelto dal gruppo che consiste in un antigene di cancro, come l’antigene carcinoembrionico (CEA) o l’antigene Telomerasi (TERT), antigene dei virus HIV, HAV, HBV, HCV, HDV, HEV, HSV, HTLV, RSV, encefalite Giapponese, Rift Valley Fever virus, HPV, EBV, RSV, Adenovirus, CMV, come UL119 e UL132, virus dell’influenza, virus della rabbia, Leukemia Virus, parvovirus, Rubella, West Nile Virus, Coronavirus, Zika, Rotavirus, Varicella Zoster, Chikungunya, antigeni di microorganismi dei generi Aeromonas, Arthrobacter, Aspergillus, Bacillus, Borrelia, Brucella, Bordetella, Campylobacter, Candida, Chlamydia, Clostridium, Corynebacterium, E. Coli, Haemophilus, HP, Legionella, Leptospira, Listeria, Mycobacterium, Pseudomonas, Reaplasma, Salmonella, Staphylococcus, Streptococcus, Streptomyces, Clostridium, Treponema, Yersinia.
Le vaccinazioni preventiva e terapeutica possono essere contro i tumori o contro le infezioni.
I tumori che possono essere trattati secondo la presente invenzione sono ad esempio tumori di ghiandola adrenale, ano, nervo uditivo, dotti biliari, vescica, ossa, cervello, seno, sistema nervoso centrale, cervice, colon, orecchio, endometrio, esofago, occhio, palpebre, tuba di falloppio, tratto gastrointestinale, testa-collo, cuore, rene, laringe, fegato, polmone, mandibola, condile mandibolare, maxilla, bocca, nasofaringe, naso, cavità orale, ovaio, pancreas, ghiandola parotidea, pene, pinna, pituitaria, ghiandola prostatica, retto, retina, ghiandole salivari, pelle, intestino tenue, colonna vertebrale, stomaco, testicolo, tiroide, uretra, vagina, nervo vestibolococleare e vulva.
Pertanto, il polinucleotide secondo la presente invenzione può essere vantaggiosamente impiegato in un metodo per prevenire, trattare o rallentare tumori in un mammifero (come ad esempio l’uomo o un animale come ad esempio il cane), che prevede la somministrazione ad un mammifero, per il quale tale trattamento di prevenzione e rallentamento è necessario o desiderabile, di un polinucleotide codificante la proteina di fusione della presente invenzione, ovvero un suo frammento funzionale. In conseguenza alla somministrazione è quindi generata una risposta immunitaria contro detto tumore e detto tumore che viene prevenuto, curato o rallentato.
A seguito della somministrazione del polinucleotide secondo la presente invenzione verrà generato un anticorpo in grado di legarsi a un epitopo nel dominio extracellulare della proteina di fusione con PFTG e che esibisce proprietà di inibizione della proliferazione di cellule che esprimono l’antigene e/o capacità di diminuire i livelli di antigene sulle superfici cellulari.
La presente invenzione concerne inoltre una composizione farmaceutica comprendente o consistente in un polinucleotide che codifica una proteina di fusione o un vettore di espressione o un plasmide comprendente il polinucleotide, opzionalmente in combinazione con un potenziatore della risposta immunitaria in un mammifero e/o con uno o più antineoplastici, in associazione con uno o più eccipienti e/o adiuvanti, in cui detta proteina di fusione comprende o consiste in:
- una porzione ammino-terminale consistente in una sequenza antigenica che consiste in o comprende almeno un antigene o un determinante antigenico della stessa o un neoantigene; e
-una porzione carbossi-terminale consistente in una sequenza amminoacidica che consiste in o comprende la proteina Profilin-like di Toxoplasma Gondii (PFTG).
Come menzionato sopra, detta sequenza amminoacidica può comprendere o consistere in SEQ ID NO:1.
Secondo la presente invenzione, detto almeno un antigene o determinante antigenico o neoantigene può essere scelto dal gruppo che consiste in un antigene di cancro, come l’antigene carcinoembrionico (CEA) o l’antigene Telomerasi (TERT), antigene dei virus HIV, HAV, HBV, HCV, HDV, HEV, HSV, HTLV, RSV, encefalite Giapponese, Rift Valley Fever virus, HPV, EBV, RSV, Adenovirus, CMV, come UL119 e UL132, virus dell’influenza, virus della rabbia, Leukemia Virus, parvovirus, Rubella, West Nile Virus, Coronavirus, Zika, Rotavirus, Varicella Zoster, Chikungunya, antigeni di microorganismi dei generi Aeromonas, Arthrobacter, Aspergillus, Bacillus, Borrelia, Brucella, Bordetella, Campylobacter, Candida, Chlamydia, Clostridium, Corynebacterium, E. Coli, Haemophilus, HP, Legionella, Leptospira, Listeria, Mycobacterium, Pseudomonas, Reaplasma, Salmonella, Staphylococcus, Streptococcus, Streptomyces, Clostridium, Treponema, Yersinia.
L’agente antineoplastico può essere un agente anti-angiogenico, un agente alchilante, un antimetabolita, un prodotto naturale, un complesso di coordinazione del platino, un antracenedione, un’urea sostituita, un derivativo della metilidrazina, un inibitore adrenocorticale, un ormone, un antagonista, un inibitore oncogenico, un gene o una proteina di un oncosoppressore, un anticorpo terapeuticoe un oligonucleotide contro un oncogene.
In particolare, la composizione farmaceutica può essere un vaccino a DNA.
In tal caso, la composizione farmaceutica può essere somministrata mediante elettroporazione (ovvero in situ nel tumore).
L’elettroporazione del DNA è una tecnologia molto efficiente per l’induzione della risposta cellulomediata contro un antigene, ma anche per la generazione di anticorpi monoclonali contro targets molto difficili. I costrutti consistono in plasmidi in cui l’espressione dell’antigene di interesse viene guidata dal promotore e dall’introne A del citomegalovirus (CMV-IA) e dal poly-A del bovine growth hormone (bGH). Il cDNA viene ottimizzato per espressione genica e per elevata immunogenicità. L’ottimizzazione del cDNA consiste nella sostituzione dei codoni originali con triplette nucleotidiche riconosciute dai tRNA più frequenti ed efficienti nelle cellule dell’organismo di interesse. E’ noto che questa operazione porta ad un aumento dell’espressione di circa 10-100 volte rispetto alla proteina nativa e ad un conseguente aumento del titolo anticorpale. Secondo le proprietà della proteina identificata, come la localizzazione cellulare, l’attività enzimatica e le interazioni con altre proteine fuori e dentro la cellula, il cDNA della proteina di interesse andrà ulteriormente modificato. Le modifiche consisteranno ad esempio in fusioni con sequenze leader o domini trans-membrana, che possono far secernere o localizzare una proteina tipicamente nucleare o citoplasmatica sulla membrana cellulare oppure vengono introdotte mutazioni che bloccano l’attività enzimatica per evitare effetti tossici o le interazioni proteina-proteina, se queste ne mascherano epitopi di interesse. Queste modifiche della proteina originaria non devono comunque interferire con la conformazione e la struttura terziaria della molecola, con l’obiettivo di ottenere anticorpi che siano in grado di riconoscere il target naturale. Infine, il cDNA di interesse potrà essere fuso con porzioni di cDNA codificanti proteine batteriche altamente immunogeniche che possono ulteriormente aumentare il titolo anticorpale contro la proteina di interesse.
La presente invenzione concerne inoltre l'uso nella prevenzione e nella terapia vaccinale, ad esempio contro il cancro o le infezioni.
Un ulteriore aspetto della presente invenzione concerne la proteina di fusione, polinucleotide o vettore di espressione o plasmide come definiti sopra, per l’uso in un metodo per la generazione di anticorpi, in cui detto metodo comprende somministrare detti proteina di fusione, polinucleotide o vettore di espressione o plasmide in un animale, ad esempio il topo, in cui detto polinucleotide o vettore di espressione o plasmide è somministrato mediante elettroporazione. L’anticorpo secondo l’invenzione può essere un anticorpo policlonale o monoclonale, che può essere umanizzato.
La presente invenzione concerne inoltre una sequenza amminoacidica che consiste in o comprende la proteina Profilin-like di Toxoplasma Gondii (PFTG) per l'uso come coadiuvante nella prevenzione e nella terapia basata su vaccinazione a DNA, ad esempio contro il cancro o le infezioni.
Il vaccino a DNA secondo la presente invenzione può essere preparato mediante un procedimento che comprende a) preparazione di un gene di fusione fondendo una sequenza nucleotidica codificante una sequenza antigenica che consiste in o comprende almeno un antigene o un determinante antigenico della stessa o un neoantigene alla porzione N-terminale di una sequenza nucleotidica codificante una sequenza amminoacidica che consiste in o comprende la proteina Profilin-like di Toxoplasma Gondii (PFTG); b) clonaggio del gene di fusione in un vettore plasmidico per l'espressione in cellule di mammifero, come CHO, HEK293, HeLa e cellule di lievito; e c) amplificazione del vettore plasmidico in un microrganismo batterico adatto, come Escherichia Coli e l'isolamento delle stesse da un microorganismo. La sequenza amminoacidica può comprendere o consistere in SEQ ID NO:1.
La presente invenzione verrà ora descritta, a titolo illustrativo, ma non limitativo, secondo una sua forma preferita di realizzazione, con particolare riferimento ad esempi e alle figure dei disegni allegati, in cui:
- la Figura 1 mostra lo schema delle fusioni con CEA. LTB, EA e PFTG sono fuse al C-Terminale di CEA, a cui è stata rimossa la sequenza di ancoraggio alla membrana (GPI-anchor).
- la Figura 2 mostra la mappa dei vettori pTK1-CEA-EAopt e pTK1-CEA-PFTGopt. La cassetta di espressione è guidata dal promotore del citomegalovirus umano (hCMV) e dall’Introne A. Immediatamente a monte del transgene è presente una sequenza Kozak ottimizzata per incrementare il livello di espressione.
- la Figura 3 mostra un Western Blot dove è stato usato un anticorpo anti-profilina per valutare l’espressione della proteina di fusione. Nelle lanes 1, 2 e 3 è stato caricato il sopranatante di cellule HEK293 trasfettate con pTK1-CEA-EAopt, pTK1-CEAopt e pTK1-CEA-PFTGopt, rispettivamente.
- la Figura 4 mostra la secrezione di IL12 misurata tramite ELISA da parte di splenociti murini trattati con i sopranatanti derivanti dalla trasfezione di cellule HEK293 con i plasmidi esprimenti CEA, CEA-LTB, CEA-EA o CEA-PFTG.
- la Figura 5 mostra la secrezione di IL12 misurata tramite ELISA da parte di PBMC umani trattati con i sopranatanti derivanti dalla trasfezione di cellule HEK293 con i plasmidi esprimenti CEA, CEA-LTB, CEA-EA o CEA-PFTG.
- la Figura 6 mostra la secrezione di IL12 misurata tramite ELISA da parte di PBMC di cane trattati con i sopranatanti derivanti dalla trasfezione di cellule HEK293 con i plasmidi esprimenti CEA, CEA-LTB, CEA-EA o CEA-PFTG.
- la Figura 7 mostra la percentuale di PBMC CD3+/CD8+ secernenti IFNγ determinata tramite la tecnica dell’Intracellular staining al citofluorimetro dopo stimolazione per 16 ore con un peptide immunodominante presente nella proteina CEA, in topi transgenici per CEA umano e vaccinati tramite elettroporazione del DNA. I simboli neri indicato la percentuale per il singolo topo, il rombo indica la media geometrica del gruppo.
- la Figura 8 mostra la percentuale di splenociti CD3+/CD8+ secernenti IFNγ determinata tramite la tecnica dell’Intracellular staining al citofluorimetro dopo stimolazione per 16 ore con 4 pools di peptidi 15meri e sovrapposti per 11 residui aminoacidici che coprono l’intera proteina CEA, in topi transgenici per CEA umano e vaccinati tramite elettroporazione del DNA. I simboli neri indicato la percentuale per il singolo topo, il cerchio bianco indica la media geometrica del gruppo.
- la Figura 9 mostra la percentuale di splenociti CD3+/CD8+ e CD3+/CD4+ secernenti IFNγ, TNFα o IL2 determinata tramite la tecnica dell’Intracellular staining al citofluorimetro dopo stimolazione per 16 ore con 4 peptidi immunodominanti per le risposte CD4+ e CD8+, precedentemente identificati, in topi C57Bl/6 iniettati sotto cute con cellule MC38-CEA e vaccinati tramite elettroporazione del DNA.
- la Figura 10 mostra la cinetica di crescita dei tumori MC38-CEA impiantati in topi C57Bl/6 e vaccinati tramite elettroporazione del DNA con i vettori esprimenti CEA, CEA-LTB, CEA-EA o CEA-PFTG.
- la Figura 11 mostra la risposta immunitaria indotta contro hTERT in topi BALB/c vaccinati tramite DNA-EP con i vettori pTK1-hTERT-LTB o pTK1-hTERT-PFTG e misurata tramite Intracellular staining per IFNγ, dopo stimolazione di 16 ore con un pool di peptidi che copre la regione N-terminale della proteina.
- la Figura 12 mostra la risposta immunitaria indotta contro neoantigeni identificati nel tumore MC38 (TK8) in topi C57Bl/6 vaccinati tramite DNA-EP con i vettori pTK1-TK8 o pTK1-TK8-PFTG e misurata tramite Intracellular staining per IFNγ, dopo stimolazione di 16 ore con un pool di peptidi contentente gli epitopi TK8. I simboli neri indicano il numero di spots ottenuti per singolo topo e il cerchio bianco la media geometrica del gruppo.
- la Figura 13 mostra il titolo di anticorpi specifici per le glicoproteine di hCMV UL119 e UL132 misurate tramite saggio cell-ELISA presenti nel siero di topi BALB/c vaccinati tramite DNA-EP con i vettori pTK1-UL119opt, pTK1-UL119-PFTGopt, pTK1-UL132 e pTK1-UL132-PFTG.
ESEMPI
Con riferimento all’Articolo 170bis CPI, si dichiara che gli studi su organismi geneticamente modificati citati di seguito sono avvenuti all’interno dell’impianto con livello di contenimento BSL2, con ID notifica RM/IC/Imp2/04/001, Takis s.r.l. autorizzato in data 09/04/2015.
ESEMPIO 1. Disegno della sequenza nucleotidica ottimizzata di PFTG.
Il disegno del cDNA ottimizzato codificante per PFTG consente di aumentare i livelli di espressione dell’antigene. La sequenza aminoacidica di PFTG è stata dedotta dalla sequenza della profilina depositata sul database NCBI con Accession number: AAX33672.1. Alla sequenza sopra menzionata sono stati aggiunti due aminoacidi (SR) all’N-terminale derivati dalla creazione di un sito di clonaggio con l’enzima di restrizione XbaI, codificato dalla sequenza nucleotidica TCTAGA, per la generazione delle fusioni con gli antigeni, ottenendo la seguente sequenza:
SRSDWDPVVKEWLVDTGYCCAGGIANAEDGVVFAAAADDDDGWSKLYKDDHEEDT IGEDGNACGKVSINEASTIKAAVDDGSAPNGVWIGGQKYKVVRPEKGFEYNDCTF DITMCARSKGGAHLIKTPNGSIVIALYDEEKEQDKGNSRTSALAFAEYLHQSGY
(SEQ ID NO:1). Il cDNA codificante per questa sequenza è stato ottimizzato per codon usage. L’ottimizzazione del cDNA consiste nella sostituzione dei codoni originali con triplette nucleotidiche riconosciute dai tRNA più frequenti ed efficienti nelle cellule dell’organismo di interesse. Per fare questo è stato utilizzato un algoritmo (GeneOptimizer, Thermofisher) che consente di disegnare il cDNA di interesse per aumentarne i livelli di espressione in cellule della specie in cui si vuole utilizzare l’antigene (Homo Sapiens). Inoltre, siti di restrizione non desiderati o di splicing eventualmente generati in silico da questa operazione sono stati rimossi. Per aumentare ulteriormente i livelli di traduzione della proteina, è stata aggiunta una sequenza Kozak ottimizzata al 5’ del cDNA (non mostrata) e due codoni di stop consecutivi al 3’, codificati dalla sequenza TGATGA. Alle estremità sono stati inoltre aggiunti siti di restrizione per facilitare clonaggi nel vettore desiderato. Il DNA è stato sintetizzato alla Invitrogen GeneArt (Germania) e clonato nel vettore pPCR-Script (Invitrogen). La sequenza del cDNA ottimizzato è
TCTAGAAGCGACTGGGACCCCGTGGTGAAGGAATGGCTGGTGGACACCGGCTACT GCTGTGCCGGCGGAATCGCCAACGCCGAGGATGGCGTGGTGTTCGCCGCTGCAGC CGACGATGACGACGGCTGGAGCAAGCTGTACAAGGACGACCACGAGGAGGACACC ATCGGCGAGGACGGCAACGCCTGTGGCAAGGTGTCCATCAACGAGGCCAGCACCA TCAAGGCCGCCGTGGACGACGGCAGCGCCCCCAACGGAGTGTGGATCGGCGGCCA GAAATACAAGGTTGTGAGGCCCGAGAAGGGCTTCGAGTACAACGACTGTACCTTC GACATCACCATGTGTGCCAGAAGCAAAGGCGGAGCCCACCTGATCAAGACCCCCA ACGGCAGCATCGTGATCGCCCTGTACGACGAGGAGAAGGAGCAGGACAAGGGCAA CAGCAGAACCAGCGCCCTGGCCTTCGCCGAGTACCTGCACCAGAGCGGCTACTGA TGA (SEQ ID NO:2).
ESEMPIO 2. Generazione di vaccini codificanti per l’antigene tumorale CEA fuso a PFTG e ad altri immunomodulatori e studio dei loro effetti sul sistema immunitario e sul tumore.
Generazione di vaccini codificanti antigeni tumorali fusi a immunomodulatori
In questo esempio sono state generate fusioni dell’antigene Carcinoembrionico (CEA) con le proteine EA e con PFTG. Studi precedenti con questo antigene hanno dimostrato una maggiore efficacia di induzione di risposta immunitaria e antitumorale quando un vaccino genetico codificante per CEA fuso alla subunità B della enterotossina di Escherichia Coli (LTB) veniva usato per vaccinare topi trasgenici per CEA umano [15].
CEA è stato fuso al C terminale con EA e con PFTG, generando le proteine CEA_EA avente sequenza:
MESPSAPPHRWCIPWQRLLLTASLLTFWNPPTTAKLTIESTPFNVAEGKEVLLLV HNLPQHLFGYSWYKGERVDGNRQIIGYVIGTQQATPGPAYSGREIIYPNASLLIQ NIIQNDTGFYTLHVIKSDLVNEEATGQFRVYPELPKPSISSNNSKPVEDKDAVAF TCEPETQDATYLWWVNNQSLPVSPRLQLSNGNRTLTLFNVTRNDTASYKCETQNP VSARRSDSVILNVLYGPDAPTISPLNTSYRSGENLNLSCHAASNPPAQYSWFVNG TFQQSTQELFIPNITVNNSGSYTCQAHNSDTGLNRTTVTTITVYAEPPKPFITSN NSNPVEDEDAVALTCEPEIQNTTYLWWVNNQSLPVSPRLQLSNDNRTLTLLSVTR NDVGPYECGIQNELSVDHSDPVILNVLYGPDDPTISPSYTYYRPGVNLSLSCHAA SNPPAQYSWLIDGNIQQHTQELFISNITEKNSGLYTCQANNSASGHSRTTVKTIT VSAELPKPSISSNNSKPVEDKDAVAFTCEPEAQNTTYLWWVNGQSLPVSPRLQLS NGNRTLTLFNVTRNDARAYVCGIQNSVSANRSDPVTLDVLYGPDTPIISPPDSSY LSGANLNLSCHSASNPSPQYSWRINGIPQQHTQVLFIAKITPNNNGTYACFVSNL ATGRNNSIVKSITVSASGTSRGEADTQAWDTSVREWLVDTGRVFAGGVASIADGC RLFGAAVEGEGNAWEELVKTNYQIEVPQEDGTSISVDCDEAETLRQAVVDGRAPN GVYIGGTKYKLAEVKRDFTFNDQNYDVAILGKNKGGGFLIKTPNENVVIALYDEE KEQNKADALTTALNFAEYLHQSGF (SEQ ID NO:3)
e
CEA_PFTG avente sequenza:
MESPSAPPHRWCIPWQRLLLTASLLTFWNPPTTAKLTIESTPFNVAEGKEVLLLV HNLPQHLFGYSWYKGERVDGNRQIIGYVIGTQQATPGPAYSGREIIYPNASLLIQ NIIQNDTGFYTLHVIKSDLVNEEATGQFRVYPELPKPSISSNNSKPVEDKDAVAF TCEPETQDATYLWWVNNQSLPVSPRLQLSNGNRTLTLFNVTRNDTASYKCETQNP VSARRSDSVILNVLYGPDAPTISPLNTSYRSGENLNLSCHAASNPPAQYSWFVNG TFQQSTQELFIPNITVNNSGSYTCQAHNSDTGLNRTTVTTITVYAEPPKPFITSN NSNPVEDEDAVALTCEPEIQNTTYLWWVNNQSLPVSPRLQLSNDNRTLTLLSVTR NDVGPYECGIQNELSVDHSDPVILNVLYGPDDPTISPSYTYYRPGVNLSLSCHAA SNPPAQYSWLIDGNIQQHTQELFISNITEKNSGLYTCQANNSASGHSRTTVKTIT VSAELPKPSISSNNSKPVEDKDAVAFTCEPEAQNTTYLWWVNGQSLPVSPRLQLS NGNRTLTLFNVTRNDARAYVCGIQNSVSANRSDPVTLDVLYGPDTPIISPPDSSY LSGANLNLSCHSASNPSPQYSWRINGIPQQHTQVLFIAKITPNNNGTYACFVSNL ATGRNNSIVKSITVSASGTSRSDWDPVVKEWLVDTGYCCAGGIANAEDGVVFAAA ADDDDGWSKLYKDDHEEDTIGEDGNACGKVSINEASTIKAAVDDGSAPNGVWIGG QKYKVVRPEKGFEYNDCTFDITMCARSKGGAHLIKTPNGSIVIALYDEEKEQDKG NSRTSALAFAEYLHQSGY (SEQ ID NO:4).
I costrutti delle proteine di fusione utilizzate sono mostrati in Fig.1.
CEA non modificato e la fusione CEA-LTB vengono usati come riferimento rispetto allo stato dell’arte. Per esplorare il potenziale immunogenico delle proteine CEA-EA e CEA-PFTG sono stati generati i due costrutti pTK1-CEA_EAopt e pTK1-CEA_PFTGopt, in cui i geni codificanti per le proteine di fusione sono stati ottimizzati impiegando i codoni di espressione usati nelle proteine più espresse nell’uomo, come nell’esempio precedente. L’espressione degli antigeni era sotto il controllo del promotore del citomegalovirus (CMV), dell’introne A e del segnale di poliadenilazione bGH (Fig. 2).
I costrutti pTK1-CEA_PFTGopt e pTK1-CEAopt sono stati trasfettati in cellule HEK293 (ATCC®-LGC, CRL-1573™) e i sovranatanti esaminati per la presenza di PFTG tramite Western blot. 48 ore dopo la trasfezione, 20 µl di sovranatante sono stati caricati su un gel di poliacrilammide (NuPAGE® Novex® 10% Bis-Tris Protein Gels, 1.0 mm, 12 well #NP0302PK2, ThermoFisher) e la presenza della proteina è stata rilevata grazie ad un anticorpo anti-profilina (Goat Polyclonal to Toxoplasma gondii Inflammatory Profilin Protein #LS-C75062, LSBio). Come si vede dalla Fig.3, PFTG viene prodotta solo nel sovranatante di cellule trasfettate con pTK1-CEA_PFTGopt (lane 3) e non con i controlli pTK1-CEA_EAopt e pTK1-CEAopt (lane 1 and 2). Questo dato conferma la corretta espressione di PFTG “in frame” a valle di CEA.
Induzione di IL-12 in splenociti trattati con la proteina di fusione CEA_PFTG.
Al fine di capire se il meccanismo di azione della fusione CEA_PFTG è simile a quello di PFTG è stato verificato se la fusione CEA_PFTG induce IL-12 in splenociti di topo (BALB/c, Envigo, Olanda). I sovranatanti delle cellule trasfettate sono stati poi usati per trattare splenociti di topo. Dopo 48 ore dal trattamento, la presenza dell’IL-12 è stata rilevata tramite saggio ELISA (IL-12 p40/70 Mouse ELISA Kit, Thermofisher). Come si vede dalla Figura 4, gli splenociti murini secernono IL-12 dopo stimolazione con le proteine ricombinanti, dimostrandone l’attività biologica.
Induzione di IL-12 in PBMC umani trattati con la proteina di fusione CEA_PFTG
Allo scopo di valutare se la proteina di fusione CEA-PFTG fosse in grado di indurre la secrezione di citochine infiammatorie da parte di cellule umane, PBMC isolati dal sangue periferico degli inventori sono stati trattati con i sovranatanti su descritti e con lo stesso protocollo. 5 ml di sangue periferico sono stati purificati usando delle colonne Accuspin<TM >System-Histopaque®-1077 (Sigma A 6929) e le relative istruzioni del kit. I PBMC sono stati risospesi in 1 ml di RPMI Medium 1640 (1X), con L-glutamine, 500 ml (Gibco Invitrogen, Cat #11875-093), contati al citofluorimetro (Cytoflex, Beckman Coulter) e seminati in una piastra da 96 pozzetti a 10.000 cellule a pozzetto in 100µl. 100µl di sovranatante contenente CEA, CEA-LTB o CEA-PFTG sono stati aggiunti alle cellule. Dopo 48 ore la presenza di IL-12 è stata analizzata per ELISA (IL-12 p40 Human ELISA Kit, ThermoFisher). I risultati in figura 5 mostrano che la proteina di fusione CEA-PFTG induce la secrezione di IL12.
Induzione di IL-12 in PBMC canini trattati con la proteina di fusione CEA_PFTG.
Per verificare se PFTG e le sue proteine di fusione fossero in grado di indurre la secrezione di citochine anche in un'altra specie di mammifero, come il cane, 5 ml di sangue periferico da un cane il cui proprietario ha firmato un consenso informato per uso a scopo di ricerca, sono stati purificati usando delle colonne Accuspin<TM >System-Histopaque®-1077 (Sigma A 6929) e le relative istruzioni del kit. I PBMC sono stati risospesi in 1 ml di RPMI Medium 1640 (1X), con L-glutamine, 500 ml (Gibco Invitrogen, Cat # 11875-093), contati al citofluorimetro (Cytoflex, Beckman Coulter) e seminati in una piastra da 96 pozzetti a 10.000 cellule a pozzetto in 100µl. 100µl di sovranatante contenente CEA, CEA-LTB o CEA-PFTG sono stati aggiunti alle cellule. Dopo 48 ore la presenza di IL-12 è stata analizzata per ELISA (Canine IL-12/IL-23 p40 DuoSet ELISA, R&D Systems). I risultati (Figura 6) mostrano che la proteina di fusione CEA-PFTG induce la secrezione di IL12 anche da parte di cellule canine.
Risposte immunitarie indotte dalle proteine di fusione.
In linea con le evidenze pubblicate precedentemente riguardo alle proprietà immunostimolatorie di LTB per i vaccini contro il tumore [13], si è cercato di capire se altre fusioni di CEA con proteine immunomodulatorie, come CEA_EA e CEA_PFTG, potessero aumentare la risposta immunitaria contro l’antigene tumorale target.
Allo scopo di ottenere una forte risposta immunitaria contro CEA è stato adottato un approccio di vaccinazione genetica basato sull’elettroporazione nel muscolo scheletrico (DNA-EP) dei due costrutti pTK1-CEA-EAopt e pTK1-CEA-PFTGopt in topi transgenici per CEA (gentilmente forniti dal Dott. J. Primus, Vanderbilt University, USA) che sono quindi un modello immunologicamente tollerante per l’antigene CEA. Questa tecnica di vaccinazione consente di utilizzare costrutti ingegnerizzati in laboratorio di diverse dimensioni e non induce una risposta neutralizzante come nel caso di vettori virali permettendo dunque di ripetere le vaccinazioni più volte. Il protocollo d’immunizzazione consisteva in 4 iniezioni nel quadricipite di 50µg di pTK1-CEA-PFTGopt, pTK1-CEA-EAopt, pTK1-CEA-LTBopt o pTK1-CEAopt spaziate di 1 settimana l’una dall’altra. Il DNA era formulato in Phosphate Buffered Saline (PBS) alla concentrazione di 1mg/ml. La DNA-EP è stata effettuata con un elettroporatore BTX 830 ed elettrodi piatti con distanza di 0.5cm (BTX, Harward apparatus) con le seguenti condizioni elettriche in modalità Low Voltage: 2 impulsi di 60 msec a 100V, 250msec di pausa tra gli impulsi. Per misurare la risposta immunitaria indotta dal vaccino si è misurata la produzione di IFN-γ tramite colorazione intracellulare al FACS in PBMC prelevati 2 settimane dopo l’ultima vaccinazione. I PBMC sono stati stimolati per 16 ore con un peptide di 9 aminoacidi immunodominante di CEA, avente sequenza CGIQNSVSA (SEQ ID NO:5), specifico per le cellule CD8+ e analizzati tramite la tecnica dell’Intracellular Staining (ICS) per le citochine. Al peptide, è stata aggiunta brefeldina e si è quindi proceduto alla colorazione di superficie con gli anticorpi contro CD3, CD4 e CD8. Successivamente si è effettuata la colorazione intracellulare per IFN-γ. I dati sono stati acquisiti con un citofluorimetro FACScalibur (Becton Dickinson). Come si vede dalla Figura 7 tutti i topi immunizzati con pTK1-CEA-PFTGopt hanno risposto al vaccino (risposta superiore allo 0.1% dei CD8+ circolante) diversamente da quelli trattati con pTK1-CEAopt e con pTK1-CEA-EAopt. Solo 2 topi su 6 avevano risposto usando il costrutto pTK1-CEA-LTBopt, che rappresenta la versione più immunogenica disponibile per lo stato dell’arte. Un’analisi più dettagliata è stata eseguita sugli splenociti, usando 4 pool di 70 peptidi ciascuno (A, B, C e D), contenenti peptidi 15meri overlappanti di 11 aminoacidi e che coprono l’intera sequenza dell’antigene CEA. L’ICS ha mostrato che la fusione con PFTG risultava in una risposta poli-specifica dopo stimolo con il Pool A, B, C e D (Fig. 8). Questa analisi non solo conferma che solo i topi immunizzati con CEA-PFTG rispondono al pool D (che contiene l’epitopo immunodominante CD8+ usato per l’analisi con i PBMC) nel 100% dei casi ma anche che la media delle risposte CD8+ IFN-γ+ antigene specifiche è più alta. Questi risultati indicano che la fusione CEA-PFTG è fortemente immunogenica e capace di suscitare nuove specificità contro l’antigene tumorale CEA. Questo effetto sulla risposta cellulo-mediata può essere mediato nel modello murino dal recettore TLR11.
Effetto antitumorale di CEA-PFTG
Per verificare se la maggiore induzione della risposta immunitaria contro CEA fosse associata a una protezione antitumorale in un modello terapeutico, gruppi di topi C57Bl/6 (Envigo, Olanda) sono stati iniettati sotto cute con 5x10<5 >cellule di carcinoma di colon murino (gentilmente fornite dal Dr J. Primus, Vanderbilt University, USA) che overesprimono CEA (MC38-CEA, generate nel nostro laboratorio) e, a partire da 4 giorni dopo, vaccinati 2 volte tramite DNA-EP con i vaccini pTK1-CEAopt, pTK1-CEA-EAopt,pTK1-CEA-LTBopt e pTK1-CEA-PFTGopt (50µg per iniezione) con un intervallo di 2 settimane. Dopo 2 settimane dalla seconda iniezione (al giorno 28 dell’esperimento), la risposta immunitaria contro CEA è stata misurata al citofluorimetro (Cytoflex, Beckman Coulter) tramite un ICS multiparametrico. I dati in Figura 9 mostrano che la fusione CEA-PFTG induce una forte attivazione dei CD8+ con la secrezione di citochine infiammatorie come IFNγ e TNFα anche in presenza di un tumore.
L’effetto della vaccinazione sulla crescita dei tumori impiantati è mostrato nella figura 10, che indica che in monoterapia, il vaccino più efficace nel rallentare la progressione del tumore MC38-CEA è pTK1-CEA-PFTGopt.
ESEMPIO 3. Fusione di PFTG con hTERT.
Allo scopo di verificare se l’effetto adiuvante di PFTG possa essere applicabile ad un altro antigene tumorale classico, sono stati generati i costrutti pTK1-hTERT-LTBopt e pTK1-hTERT-PFTGopt che codifica per la seguente sequenza amminoacidica:
MDAMKRGLCCVLLLCGAVFVSPSEIPRAPRCRAVRSLLRSHYREVLPLATFVRRL GPQGWRLVQRGDPAAFRALVAQCLVCVPWDARPPPAAPSFRQVSCLKELVARVLQ RLCERGAKNVLAFGFALLDGARGGPPEAFTTSVRSYLPNTVTDALRGSGAWGLLL RRVGDDVLVHLLARCALFVLVAPSCAYQVCGPPLYQLGAATQARPPPHASGPRRR LGCERAWNHSVREAGVPLGLPAPGARRRGGSASRSLPLPKRPRRGAAPEPERTPV GQGSWAHPGRTRGPSDRGFCVVSPARPAEEATSLEGALSGTRHSHPSVGRQHHAG PPSTSRPPRPWDTPCPPVYAETKHFLYSSGDKEQLRPSFLLSSLRPSLTGARRLV ETIFLGSRPWMPGTPRRLPRLPQRYWQMRPLFLELLGNHAQCPYGVLLKTHCPLR AAVTPAAGVCAREKPQGSVAAPEEEDTDPRRLVQLLRQHSSPWQVYGFVRACLRR LVPPGLWGSRHNERRFLRNTKKFISLGKHAKLSLQELTWKMSVRDCAWLRRSPGV GCVPAAEHRLREEILAKFLHWLMSVYVVELLRSFFYVTETTFQKNRLFFYRKSVW SKLQSIGIRQHLKRVQLRELSEAEVRQHREARPALLTSRLRFIPKPDGLRPIVNM DYVVGARTFRREKRAERLTSRVKALFSVLNYERARRPGLLGASVLGLDDIHRAWR TFVLRVRAQDPPPELYFVKVAITGAYDTIPQDRLTEVIASIIKPQNTYCVRRYAV VQKAAHGHVRKAFKSHVSTLTDLQPYMRQFVAHLQETSPLRDAVVIEQSSSLNEA SSGLFDVFLRFMCHHAVRIRGKSYVQCQGIPQGSILSTLLCSLCYGDMENKLFAG IRRDGLLLRLVDDFLLVTPHLTHAKTFLRTLVRGVPEYGCVVNLRKTVVNFPVED EALGGTAFVQMPAHGLFPWCGLLLDTRTLEVQSDYSSYARTSIRASLTFNRGFKA GRNMRRKLFGVLRLKCHSLFLDLQVNSLQTVCTNIYKILLLQAYRFHACVLQLPF HQQVWKNPTFFLRVISDTASLCYSILKAKNAGMSLGAKGAAGPLPSEAVQWLCHQ AFLLKLTRHRVTYVPLLGSLRTAQTQLSRKLPGTTLTALEAAANPALPSDFKTIL DSRSDWDPVVKEWLVDTGYCCAGGIANAEDGVVFAAAADDDDGWSKLYKDDHEED TIGEDGNACGKVSINEASTIKAAVDDGSAPNGVWIGGQKYKVVRPEKGFEYNDCT FDITMCARSKGGAHLIKTPNGSIVIALYDEEKEQDKGNSRTSALAFAEYLHQSGY
(SEQ ID NO:6)
Il cDNA hTERT-LTB esprime la Telomerase Reverse Transcriptase umana (hTERT) cataliticamente inattiva e fusa alla proteina LTB. L’immunogenicità di questa proteina è stata valutata nelle scimmie [16] e più recentemente in uno studio clinico nell’uomo (manoscritto in preparazione). In questo esempio i due costrutti sono stati testati dopo una singola somministrazione in gruppi di 6 topi BALB/c (Envigo, Olanda) tramite DNA-EP alla dose di 50µg. 2 settimane dopo, la risposta immunitaria contro un pool di peptidi 15meri overlappanti di 11 residui che copre la regione N-terminale (contentente gli epitopi immunodominanti) di hTERT è stata valutata tramite la tecnica dell’ICS multiparametrico, come descritto in precedenza. La Figura 11 mostra che la risposta immunitaria di tipo CD8+ indotta da hTERT-PFTG è più alta di quella indotta da hTERT-LTB, che rappresenta il costrutto più immunogenico contro la telomerasi noto agli inventori allo stato dell’arte.
ESEMPIO 4. Fusione di PFTG con neoantigeni specifici del tumore del colon.
Nel tentativo di estendere l’applicazione della fusione di PFTG ad una diversa categoria di antigeni tumorali è stato verificato l’impatto della fusione sui neoantigeni, ossia antigeni generati da mutazioni e caratteristici di un tumore individuale e non di altri. Per questo, sono stati utilizzati neoantigeni identificati in un modello tumorale murino di colon, le CT26 [23]. Su questa base, abbiamo costruito un minigene che abbiamo denominato pTK8 e la relativa proteina di fusione pTK8-PFTG, quest’ultima avente sequenza MDAMKRGLCCVLLLCGAVFVSPSLIKDKPLRRNNSYTSYIMAICGMPLDSFRAQA IVRGCSMPGPWRSGRLLVSRRWSVEPLLPFYPPDEALEIGLELNSSALPPTEEHI HRAGGLFVADAIQVGFGRIGKHFWVTSIPSVSNALNWKEFSFIQSTLGYVALHSG QNHLKEMAISVLEARACAAAGQSSRSDWDPVVKEWLVDTGYCCAGGIANAEDGVV FAAAADDDDGWSKLYKDDHEEDTIGEDGNACGKVSINEASTIKAAVDDGSAPNGV WIGGQKYKVVRPEKGFEYNDCTFDITMCARSKGGAHLIKTPNGSIVIALYDEEKE QDKGNSRTSALAFAEYLHQSGY (SEQ ID NO:7).
Gruppi di 6 topi BALB/c sono stati vaccinati per 3 volte tramite la DNA-EP usando lo stesso protocollo descritto negli esempi precedenti. Dopo due settimane dalla terza immunizzazione, la risposta immunitaria è stata misurata tramite ELISPOT. I risultati mostrano che la fusione di PFTG con il gene TK8 non modifica la risposta immunitaria contro i neoantigeni, probabilmente data la loro già elevata immunogenicità in questo modello (Fig. 12).
ESEMPIO 5. Fusione di PFTG a proteine virali e valutazione della risposta anticorpale.
Le proteine UL119 e UL132 del Citomegalovirus umano rappresentano un sistema evoluto dal virus per sfuggire all’immunità innata. Infatti queste glicoproteine ricapitolano la funzione dell’Fcγ receptor (FcγR) espresso da varie cellule del sistema immunitario. Per questo motivo ma anche per il fatto che sono altamente glicosilate, queste proteine sono molto poco immunogeniche.
Per valutare se le fusioni con PFTG fossero in grado di aumentare l’immunogenicità di un target di tipo virale, sono stati generati i costrutti pTK1-UL119opt, pTK1-UL132opt, pTK1-UL119-PFTGopt e pTK1-UL132-PFTGopt. L’espressione degli antigeni era sotto il controllo del promotore del citomegalovirus (CMV), dell’introne A e del segnale di poliadenilazione bGH. Il protocollo di immunizzazione consisteva in 4 iniezioni nel quadricipite di 50µg di spaziate di 2 settimane l’una dall’altra. Il DNA era formulato in Phosphate Buffered Saline (PBS) alla concentrazione di 1mg/ml. La DNA-EP è stata effettuata con un elettroporatore di tipo Cliniporator IGEA, ad una distanza tra le file di elettrodi di 0,4 cm (elettrodo N-10-4-B). Per la DNA-EP nel muscolo, sono state applicate le seguenti condizioni elettriche a bassa tensione (LV): 8 impulsi di 20 msec ciascuno di 110V, 8Hz, intervallo 120msec tra ciascuno di essi. Al giorno 7, 21 e 35 i topi hanno ricevuto una iniezione intraperitoneo di 50µg di CpG per aumentare il titolo anticorpale. I gruppi erano composti da 4 topi.
La Fusione di PFTG aumenta la risposta anticorpale Al giorno 60, tutti i topi BALB/c immunizzati con le versioni degli antigeni fusi con PFTG hanno risposto al vaccino con un titolo superiore a 1000 verificato tramite attività di legame in saggi di tipo cell-ELISA (Fig. 13).

Claims (17)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Proteina di fusione, un polinucleotide che codifica la proteina di fusione, un vettore di espressione o plasmide comprendente il polinucleotide, detta proteina di fusione comprendendo o essendo consistente in: - una porzione ammino-terminale consistente in una sequenza antigenica che consiste in o comprende almeno un antigene o un determinante antigenico della stessa o un neoantigene; e - una porzione carbossi-terminale consistente in una sequenza amminoacidica che consiste in o comprende la proteina Profilin-like di Toxoplasma Gondii (PFTG) o un frammento funzionale da essa derivato.
  2. 2) Proteina di fusione, polinucleotide o vettore di espressione o plasmide secondo la rivendicazione 1, in cui detta sequenza amminoacidica comprende o consiste in SRSDWDPVVKEWLVDTGYCCAGGIANAEDGVVFAAAADDDDGWSKLYKDDHEEDT IGEDGNACGKVSINEASTIKAAVDDGSAPNGVWIGGQKYKVVRPEKGFEYNDCTF DITMCARSKGGAHLIKTPNGSIVIALYDEEKEQDKGNSRTSALAFAEYLHQSGY (SEQ ID NO:1).
  3. 3) Proteina di fusione, polinucleotide o vettore di espressione o plasmide, secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1-2, in cui detto antigene o determinante antigenico o neoantigene è scelto dal gruppo che consiste in un antigene di cancro, come l’antigene carcinoembrionico (CEA) o l’antigene Telomerasi (TERT), un antigene virale come un antigene dei virus HIV, HAV, HBV, HCV, HDV, HEV, HSV, HTLV, RSV, encefalite Giapponese, Rift Valley Fever virus, HPV, EBV, RSV, Adenovirus, CMV, come UL119 e UL132, virus dell’influenza, virus della rabbia, Leukemia Virus, parvovirus, Rubella, West Nile Virus, Coronavirus, Zika, Rotavirus, Varicella Zoster, Chikungunya, antigeni di microorganismi dei generi Aeromonas, Arthrobacter, Aspergillus, Bacillus, Borrelia, Brucella, Bordetella, Campylobacter, Candida, Chlamydia, Clostridium, Corynebacterium, E. Coli, Haemophilus, HP, Legionella, Leptospira, Listeria, Mycobacterium, Pseudomonas, Reaplasma, Salmonella, Staphylococcus, Streptococcus, Streptomyces, Clostridium, Treponema, Yersinia.
  4. 4) Proteina di fusione, polinucleotide o vettore di espressione o plasmide, come definiti in una qualsiasi delle rivendicazioni 1-3, per l’uso come medicamento.
  5. 5) Proteina di fusione, un polinucleotide che codifica la proteina di fusione o un vettore di espressione o plasmide, come definiti in una qualsiasi delle rivendicazioni 1-3, per l’uso nella vaccinazione preventiva e terapeutica.
  6. 6) Proteina di fusione, polinucleotide o vettore di espressione o plasmide secondo la rivendicazione 5, per l'uso secondo la rivendicazione 5, in cui detta sequenza amminoacidica comprende o consiste in SEQ ID NO:1.
  7. 7) Proteina di fusione, polinucleotide o vettore di espressione o plasmide, secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 5-6, per l'uso secondo la rivendicazione 5, in cui detto almeno un antigene o determinante antigenico o neoantigene è scelto dal gruppo che consiste in un antigene di cancro, come l’antigene carcinoembrionico (CEA) o l’antigene Telomerasi (TERT), antigene dei virus HIV, HAV, HBV, HCV, HDV, HEV, HSV, HTLV, RSV, encefalite Giapponese, Rift Valley Fever virus, HPV, EBV, RSV, Adenovirus, CMV, come UL119 e UL132, virus dell’influenza, virus della rabbia, Leukemia Virus, parvovirus, Rubella, West Nile Virus, Coronavirus, Zika, Rotavirus, Varicella Zoster, Chikungunya, antigeni di microorganismi dei generi Aeromonas, Arthrobacter, Aspergillus, Bacillus, Borrelia, Brucella, Bordetella, Campylobacter, Candida, Chlamydia, Clostridium, Corynebacterium, E. Coli, Haemophilus, HP, Legionella, Leptospira, Listeria, Mycobacterium, Pseudomonas, Reaplasma, Salmonella, Staphylococcus, Streptococcus, Streptomyces, Clostridium, Treponema, Yersinia.
  8. 8) Proteina di fusione, polinucleotide o vettore di espressione o plasmide, secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 5-7, per l'uso secondo la rivendicazione 5, in cui le vaccinazioni preventiva e terapeutica sono contro i tumori o le infezioni.
  9. 9) Proteina di fusione, polinucleotide o vettore di espressione o plasmide, secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 5-8, per l'uso secondo la rivendicazione 8, in cui i tumori sono scelti dal gruppo consistente in tumori di ghiandola adrenale, ano, nervo uditivo, dotti biliari, vescica, ossa, cervello, seno, sistema nervoso centrale, cervice, colon, orecchio, endometrio, esofago, occhio, palpebre, tuba di falloppio, tratto gastrointestinale, testa-collo, cuore, rene, laringe, fegato, polmone, mandibola, condile mandibolare, maxilla, bocca, nasofaringe, naso, cavità orale, ovaio, pancreas, ghiandola parotidea, pene, pinna, pituitaria, ghiandola prostatica, retto, retina, ghiandole salivari, pelle, intestino tenue, colonna vertebrale, stomaco, testicolo, tiroide, uretra, vagina, nervo vestibolococleare e vulva.
  10. 10) Composizione farmaceutica comprendente o consistente in un polinucleotide che codifica una proteina di fusione o un vettore di espressione o plasmide comprendente il polinucleotide, opzionalmente in combinazione con un potenziatore della risposta immunitaria in un mammifero e/o con uno o più antineoplastici, in associazione con uno o più eccipienti e/o adiuvanti, in cui detta proteina di fusione comprende o consiste in: - una porzione ammino-terminale consistente in una sequenza antigenica che consiste in o comprende almeno un antigene o un determinante antigenico della stessa o un neoantigene; e -una porzione carbossi-terminale consistente in una sequenza amminoacidica che consiste in o comprende la proteina Profilin-like di Toxoplasma Gondii (PFTG).
  11. 11) Composizione farmaceutica secondo la rivendicazione 10, in cui detta sequenza amminoacidica comprende o consiste in SEQ ID NO:1.
  12. 12) Composizione farmaceutica secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 10-11, in cui detto almeno un antigene o determinante antigenico o neoantigene è scelto dal gruppo che consiste in un antigene di cancro, come l’antigene carcinoembrionico (CEA) o l’antigene Telomerasi (TERT), antigeni dei virus HIV, HAV, HBV, HCV, HDV, HEV, HSV, HTLV, RSV, encefalite Giapponese, Rift Valley Fever virus, HPV, EBV, RSV, Adenovirus, CMV, come UL119 e UL132, virus dell’influenza, virus della rabbia, Leukemia Virus, parvovirus, Rubella, West Nile Virus, Coronavirus, Zika, Rotavirus, Varicella Zoster, Chikungunya, antigeni di microorganismi dei generi Aeromonas, Arthrobacter, Aspergillus, Bacillus, Borrelia, Brucella, Bordetella, Campylobacter, Candida, Chlamydia, Clostridium, Corynebacterium, E. Coli, Haemophilus, HP, Legionella, Leptospira, Listeria, Mycobacterium, Pseudomonas, Reaplasma, Salmonella, Staphylococcus, Streptococcus, Streptomyces, Clostridium, Treponema, Yersinia.
  13. 13) Composizione farmaceutica secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 10-12, in cui la composizione farmaceutica è un vaccino a DNA.
  14. 14) Composizione farmaceutica secondo la rivendicazione 13, in cui la composizione farmaceutica viene somministrata mediante elettroporazione.
  15. 15) Composizione farmaceutica secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 10-14, per l'uso nella prevenzione e nella terapia vaccinale, ad esempio contro il cancro o le infezioni.
  16. 16) Proteina di fusione, polinucleotide o vettore di espressione o plasmide secondo una qualsiasi delle rivendicazioni 1-9, per l’uso in un metodo per la generazione di anticorpi, in cui detto metodo comprende somministrare detti proteina di fusione, polinucleotide o vettore di espressione o plasmide in un animale, ad esempio il topo, in cui detto polinucleotide o vettore di espressione o plasmide è somministrato mediante elettroporazione.
  17. 17) Sequenza amminoacidica che consiste in o comprende la proteina Profilin-like di Toxoplasma Gondii (PFTG) per l'uso come coadiuvante nella prevenzione e nella terapia basata su vaccinazione a DNA, ad esempio contro il cancro o le infezioni.
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