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IT201800002752A1 - Contenitore, particolarmente per prodotti medicali, farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili - Google Patents

Contenitore, particolarmente per prodotti medicali, farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili Download PDF

Info

Publication number
IT201800002752A1
IT201800002752A1 IT102018000002752A IT201800002752A IT201800002752A1 IT 201800002752 A1 IT201800002752 A1 IT 201800002752A1 IT 102018000002752 A IT102018000002752 A IT 102018000002752A IT 201800002752 A IT201800002752 A IT 201800002752A IT 201800002752 A1 IT201800002752 A1 IT 201800002752A1
Authority
IT
Italy
Prior art keywords
container
dispensing
valve
chamber
fluid product
Prior art date
Application number
IT102018000002752A
Other languages
English (en)
Inventor
Enrico Folchini
Enrico Salvarani
Filippo Fangarezzi
Original Assignee
Lameplast Spa
Priority date (The priority date is an assumption and is not a legal conclusion. Google has not performed a legal analysis and makes no representation as to the accuracy of the date listed.)
Filing date
Publication date
Application filed by Lameplast Spa filed Critical Lameplast Spa
Priority to IT102018000002752A priority Critical patent/IT201800002752A1/it
Priority to PCT/IB2019/051296 priority patent/WO2019159147A1/en
Priority to US16/965,099 priority patent/US11793718B2/en
Priority to EP19710797.2A priority patent/EP3752121A1/en
Publication of IT201800002752A1 publication Critical patent/IT201800002752A1/it

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    • A61J1/05Containers specially adapted for medical or pharmaceutical purposes for collecting, storing or administering blood, plasma or medical fluids ; Infusion or perfusion containers
    • A61J1/06Ampoules or carpules
    • A61J1/067Flexible ampoules, the contents of which are expelled by squeezing
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    • B65DCONTAINERS FOR STORAGE OR TRANSPORT OF ARTICLES OR MATERIALS, e.g. BAGS, BARRELS, BOTTLES, BOXES, CANS, CARTONS, CRATES, DRUMS, JARS, TANKS, HOPPERS, FORWARDING CONTAINERS; ACCESSORIES, CLOSURES, OR FITTINGS THEREFOR; PACKAGING ELEMENTS; PACKAGES
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Description

Descrizione di Brevetto per Invenzione Industriale avente per titolo:
“CONTENITORE, PARTICOLARMENTE PER PRODOTTI MEDICALI, FARMACEUTICI, COSMETICI, ALIMENTARI O SIMILI”.
DESCRIZIONE
La presente invenzione si riferisce ad un contenitore, particolarmente per prodotti medicali, farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili.
Con particolare riferimento alle industrie farmaceutiche e/o cosmetiche, è noto l’impiego di contenitori realizzati in materiale polimerico per il confezionamento di una o più dosi di prodotti fluidi, liquidi o pastosi.
Tra le varie tipologie di contenitori disponibili, una particolare categoria è rappresentata da flaconi commercialmente noti come “preservative-free”, i quali trovano un largo impiego ad esempio nel confezionamento di prodotti oftalmici.
In particolare, per contenitore preservative-free si intende un flacone, generalmente non monouso, adatto al contenimento di prodotti fluidi privi di conservanti, al fine di proteggerli dalla contaminazione batterica per un certo lasso di tempo nel quale il prodotto può essere utilizzabile.
Infatti, quando i prodotti farmaceutici e/o cosmetici subiscono contaminazione microbiologica non sono più idonei all’utilizzo, in quanto potrebbero causare infezioni, irritazioni e altri disturbi.
In molti casi, i prodotti fluidi sono additivati di sostanze conservanti di origine naturale o di sintesi che ne garantiscono la conservazione per un periodo di tempo più o meno esteso, che solitamente è di circa trenta giorni dopo l’apertura del flacone sigillato.
Tuttavia, tali sostanze possono determinare l’insorgenza di allergie o intolleranze, per cui la tendenza produttiva e commerciale è rivolta a prodotti sostanzialmente privi di conservanti, che vengono quindi confezionati all’interno di contenitori preservative-free appositamente studiati.
Dal punto di vista costruttivo, i contenitori preservative-free vengono realizzati mediante l’assemblaggio di diversi componenti, previo riempimento del flacone con il prodotto fluido.
Il prodotto fluido sterile viene inserito in un flacone anch’esso sterile, ottenuto mediante stampaggio a iniezione di polimero fuso, in atmosfera inerte in modo da preservarne la non contaminazione.
Successivamente, il flacone viene chiuso ermeticamente mediante un apposito erogatore a tenuta e coperto con un tappo che consente di preservare l’erogatore dalla polvere.
Particolarmente, il contenitore nel complesso risulta essere sterile fino alla prima apertura, dopo la quale l’erogatore garantisce di fatto la conservazione del prodotto fluido per un certo intervallo di tempo, proteggendolo da contaminazioni microbiche.
Una particolare tipologia di erogatore è mostrato nel brevetto statunitense n. US9833356, nel quale viene mostrato un erogatore per erogazione di un liquido farmaceutico provvisto un serbatoio di liquido disposto all'interno di un alloggiamento e un'apertura di uscita attraverso la quale il liquido viene scaricato nell'atmosfera circostante.
Tale erogatore è dotato di una valvola di uscita, apribile in un modo dipendente dalla pressione o azionabile manualmente, per consentire o meno l’erogazione del liquido.
Tale erogatore è progettato in modo da rendere antibatteriche le superfici destinate a venire a contatto con il liquido, garantendo così l’utilizzabilità del liquido per un intervallo di tempo successivo all’apertura di primo utilizzo del contenitore.
Questi contenitori presentano, tuttavia, alcuni inconvenienti.
Infatti, i contenitori di tipo noto richiedono un processo di confezionamento piuttosto lungo e complesso, il quale prevede vari step di riempimento del flacone e di assemblaggio di vari componenti con conseguente incremento dei costi di produzione che, inevitabilmente, si scaricano sul prezzo di vendita al pubblico, col rischio di rendere i prodotti meno interessanti per la clientela.
Inoltre, gli erogatori di cui è provvista questa particolare categoria di contenitori hanno una struttura piuttosto complessa ed il loro costo è elevato, il che comporta un ulteriore aumento dei costi di produzione e i relativi prezzi di vendita al pubblico.
Ulteriormente, i contenitori sopra descritti, proprio perché sono realizzati mediante assemblaggio, possono non essere isolati ermeticamente rispetto all’esterno, con il conseguente rischio di contaminazione microbica del prodotto fluido in esso contenuto.
I contenitori noti, inoltre, sono generalmente caratterizzati da un ingombro non trascurabile, per cui vengono confezionati singolarmente e necessitano di packaging voluminosi e poco pratici.
Il compito principale della presente invenzione è quello di escogitare un contenitore, particolarmente per prodotti medicali, farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili, che consenta di proteggere il prodotto fluido dalla contaminazione microbica per un intervallo di tempo successivo al primo utilizzo, in modo da garantirne l’ri-utilizzabilità.
All’interno del compito illustrato, uno scopo della presente invenzione è quello di consentire di ottenere un contenitore che consenta di garantire la sterilità del prodotto fluido confezionato fino alla prima apertura del flacone.
Un altro scopo della presente invenzione è quello di consentire la riduzione dei costi di produzione e, conseguentemente, il prezzo di vendita al pubblico.
Ancora uno scopo della presente invenzione è quello di ottenere un contenitore dall’ingombro contenuto e che possa essere confezionato mediante packaging più semplice ed economico rispetto ai tipi noti.
Altro scopo del presente trovato è quello di escogitare un contenitore che consenta di superare i menzionati inconvenienti della tecnica nota nell’ambito di una soluzione semplice, razionale, di facile ed efficace impiego e dal costo contenuto.
Gli scopi sopra esposti sono raggiunti dal presente contenitore, particolarmente per prodotti medicali, farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili, secondo la rivendicazione 1.
Altre caratteristiche e vantaggi della presente invenzione risulteranno maggiormente evidenti dalla descrizione di una forma di esecuzione preferita, ma non esclusiva, di un contenitore, particolarmente per prodotti medicali, farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili, illustrata a titolo indicativo, ma non limitativo, nelle unite tavole di disegni in cui:
la figura 1 è una vista frontale parzialmente in sezione di una prima forma di attuazione di uno strip di contenitori secondo il trovato;
la figura 2 è una vista in sezione di un particolare del contenitore di figura 1 con la valvola di erogazione in una configurazione di chiusura;
la figura 3 è una vista in sezione del particolare di figura 2 con la valvola di erogazione in una configurazione di apertura;
la figura 4 è una vista in sezione del particolare di figura 2 con la valvola di erogazione in configurazione di chiusura e la valvola di rientro attraversata da aria 15;
la figura 5 è una vista in assonometria del gruppo valvolare del contenitore di figura 1;
la figura 6 è una vista in sezione di un particolare di una seconda forma di attuazione del contenitore secondo il trovato;
la figura 7 è una vista in sezione di un particolare di una terza forma di attuazione del contenitore con la valvola di erogazione in una configurazione di chiusura;
la figura 8 è una vista in sezione del particolare di figura 7 con la valvola di erogazione in una configurazione apertura;
la figura 9 è una vista in assonometria del gruppo valvolare del contenitore di figura 7;
la figura 10 è una vista in sezione di un particolare di una quarta forma di attuazione del contenitore con la valvola di erogazione in una configurazione di chiusura;
la figura 11 è una vista in sezione del particolare di figura 10 con la valvola di erogazione in una configurazione apertura;
la figura 12 è una vista in assonometria del gruppo valvolare del contenitore di figura 10;
la figura 13 è una vista in sezione di un particolare di una quinta forma di attuazione del contenitore con la valvola di erogazione in una configurazione di chiusura;
la figura 14 è una vista in sezione del particolare di figura 13 con la valvola di erogazione in una configurazione apertura;
la figura 15 è una vista in assonometria del gruppo valvolare del contenitore di figura 13;
la figura 16 è una vista in sezione di un particolare di una sesta forma di attuazione del contenitore con la valvola di erogazione in una configurazione di chiusura;
la figura 17 è una vista in sezione del particolare di figura 16 con la valvola di erogazione in una configurazione apertura;
la figura 18 è una vista in assonometria del gruppo valvolare del contenitore di figura 16;
la figura 19 è una vista in sezione di un particolare di una settima forma di attuazione del contenitore con la valvola di erogazione in una configurazione di chiusura;
la figura 20 è una vista in sezione del particolare di figura 19 con la valvola di erogazione in una configurazione apertura;
la figura 21 è una vista in assonometria del gruppo valvolare del contenitore di figura 19.
Con particolare riferimento a tali figure, si è indicato globalmente con 1 un contenitore, particolarmente per prodotti medicali, farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili.
Il contenitore 1, particolarmente per prodotti medicali, farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili, comprende almeno un corpo cavo 2 almeno in parte comprimibile definente almeno una camera 3 di contenimento di almeno un prodotto fluido 4 e provvisto di almeno un collo 5.
È opportuno specificare che nell’ambito della presente trattazione con il termine “prodotto fluido” non si intendono esclusivamente prodotti liquidi, ma anche prodotti viscosi, ad esempio allo stato di pasta e di gel, e prodotti in polvere, in particolare polveri molto fini dotate di grande scorrevolezza. Nelle forme d’attuazione del contenitore 1 mostrate nelle figure, il corpo cavo 2 si sviluppa in direzione sostanzialmente longitudinale, ma non si escludono conformazioni di tipo diverso.
Inoltre, il contenitore 1 comprende almeno un elemento di chiusura 6 realizzato in corpo unico con il corpo cavo 2 e provvisto di almeno una porzione di attacco 7 che, in una configurazione di confezionamento, è associata al corpo cavo 2 lungo almeno una linea di frattura prestabilita 8 atta a consentire la separazione dell’elemento di chiusura 6 dal corpo cavo 2 in una configurazione di separazione in cui sul corpo cavo 2 è ricavata almeno un’apertura di erogazione 9 del prodotto fluido 4.
Nell’ambito della presente trattazione, per “linea di frattura prestabilita” si intende una zona del contenitore 1 che presenta una sezione assottigliata ed indebolita e che risulta, pertanto, facilmente lacerabile.
Nella forma di realizzazione preferita mostrata nelle figure da 1 a 5, almeno una porzione di richiusura 10 unita alla porzione di attacco 7 e collocabile a richiudere l’apertura di erogazione 9.
Utilmente, la porzione di richiusura 10 ha conformazione sostanzialmente a cappuccio e comprende almeno una parete laterale e almeno una parete di fondo, in cui la parete laterale è calzabile sul collo 5 in una configurazione di richiusura.
Utilmente, il fatto di prevedere la porzione di richiusura 10 avente conformazione a cappuccio e calzabile sul collo 5 consente di richiudere il contenitore 1 e di conservare il prodotto fluido per gli utilizzi successivi al primo, impedendo a polvere e sporco di depositarsi vicino all’apertura di erogazione 9.
Preferibilmente, il corpo cavo 2 e l’elemento di chiusura 6 vengono realizzati in corpo unico tramite un procedimento di stampaggio ad iniezione di materia plastica all’interno di uno stampo appositamente sagomato.
Nella forma preferita mostrata nelle figure, l’apertura di erogazione 9 ha forma sostanzialmente circolare, ma non si escludono soluzioni che prevedano conformazioni di tipo diverso.
Utilmente, il corpo cavo 2 ha forma sostanzialmente tubolare e comprende almeno un’apertura di introduzione ricavata in posizione sostanzialmente opposta alla linea di frattura prestabilita 8 ed atta all’inserimento del prodotto fluido 4 all’interno della camera 3, in una configurazione di riempimento.
Il riempimento della camera 3 viene effettuato con l’elemento di chiusura 6 che è ancora unito al corpo cavo 2, in modo che il prodotto fluido 4 non fuoriesca.
Inoltre, l’apertura di introduzione è chiudibile a riempimento avvenuto, in modo da non fare fuoriuscire il prodotto fluido 4 e da consentire di procedere al confezionamento del contenitore 1 in maniera agevole.
Utilmente, l’apertura di introduzione comprende almeno un bordo ed è atta ad essere saldata, successivamente al riempimento, per schiacciamento del bordo stesso a definire almeno una porzione saldata 11.
È possibile prevedere di realizzare la porzione saldata 11 con forma sostanzialmente piastriforme e di riportare su tale porzione i dati relativi al prodotto fluido 4 contenuto nel contenitore 1, quali ad esempio il nome, la composizione, la data di scadenza, etc.
Non si esclude la possibilità di prevedere la chiusura dell’apertura di introduzione tramite un mezzo di tipo diverso dalla saldatura, come ad esempio un tappo inseribile nell’apertura d’introduzione stessa.
Utilmente, l’elemento di chiusura 6 è provvisto di almeno una porzione di presa 12 atta ad essere impugnata per consentire la separazione dell’elemento di chiusura stesso dal corpo cavo 2.
L’elemento di chiusura 6, ad esempio, è provvisto di una coppia di porzioni di presa 12 aventi conformazione sostanzialmente piastriforme e associati lateralmente all’elemento di chiusura stesso al fine di consentirne una più agevole impugnatura e di fare leva rispetto corpo cavo 2 con maggiore facilità, separandone l’elemento di chiusura 6.
Non si esclude, tuttavia, la possibilità di realizzare la porzione di presa 12 con conformazione diversa, ad esempio dotata di alette di presa, con forma almeno in parte cilindrica, etc.
Secondo il trovato, il contenitore 1 comprende almeno una valvola di erogazione 13 atta a consentire la fuoriuscita del prodotto fluido 4 attraverso l’apertura di erogazione 9 e almeno una valvola di rientro 14 atta a consentire il passaggio unilaterale di aria 15 verso la camera 3, in cui la valvola di rientro stessa comprende mezzi filtranti 16 atti al filtraggio dell’aria 15 in ingresso nella camera 3.
In altri termini, la valvola di erogazione 13 consente di erogare il prodotto fluido 4 solo quando stabilito dall’utilizzatore, evitandone così la fuoriuscita accidentale dovuta ad esempio al capovolgimento del contenitore 1.
Inoltre, la presenza dei mezzi filtranti 16 fa sì che l’aria 15 che dall’esterno entra all’interno della camera 3 attraverso la valvola di rientro 14 sia sostanzialmente pulita.
L’aria 15, infatti, contiene innumerevoli particelle in sospensione, come ad esempio polvere, pollini, ma anche microorganismi, come batteri, lieviti e muffe.
In particolare, quando i microorganismi vengono a contatto con il prodotto fluido 4 tendono a proliferare, inquinando il prodotto fluido stesso, il quale non può essere riutilizzato in quanto potrebbe causare infezioni all’utilizzatore.
Di conseguenza, i mezzi filtranti 16 consentono di trattenere polveri e microorganismi presenti nell’aria 15, in modo da non rischiare la contaminazione del prodotto fluido 4 successivamente al primo utilizzo, consentendo di conservarlo per un certo intervallo di tempo.
Nella forma di realizzazione mostrata nelle figure da 1 a 5, i mezzi filtranti 16 sono costituiti da un dischetto filtrante attraverso cui passa l’aria 15 in maniera unidirezionale dall’esterno verso l’interno preferibilmente realizzati in materiale poroso, come ad esempio cellulosa, avente dimensione dei pori paragonabile con le dimensioni medie dei solidi sospesi o dei microorganismi, che quindi restano intrappolati sul filtro. È importante che i mezzi filtranti 16 siano realizzati in un materiale che non interagisca con il prodotto fluido 4 contenuto nella camera 3 e con il quale potrebbero venire in contatto, in modo da non alterarne le caratteristiche.
Utilmente, il fatto di prevedere la valvola di erogazione 13 e la valvola di rientro 14 consente di rendere il contenitore 1 “preservative-free”, ovvero un contenitore che consente di conservare un farmaco o un cosmetico per un certo periodo di tempo, tipicamente dell’ordine dei trenta giorni, dopo la prima apertura del flacone senza l’utilizzo di sostanze conservanti e senza che questo subisca alterazioni o contaminazioni.
Numerosi studi, infatti, hanno sottolineato l’effetto sensibilizzante sull’organismo dovuto all’utilizzo dei conservanti, i quali possono comportare irritazioni, allergie e possibili effetti a lungo termine.
Di conseguenza, il fatto che il contenitore 1 rientri nella categoria commercialmente nota come “preservative-free” consente di rendere il trovato maggiormente appetibile anche all’utenza con necessità particolari. Utilmente, la valvola di erogazione 13 e la valvola di rientro 14 sono alloggiate in almeno un canale di erogazione 17 ricavato nel collo 5 e comunicante con la camera 3 e con l’apertura di erogazione 9, nonostante non si escluda la possibilità di collocarle in una diversa parte del corpo cavo 2.
Nello specifico, la valvola di erogazione 13 è disposta in prossimità dell’apertura di erogazione 9, in modo da consentire l’erogazione del prodotto fluido 4.
Vantaggiosamente, la valvola di erogazione 13 è movimentabile lungo almeno un asse longitudinale A del canale di erogazione 17 tra almeno una configurazione di chiusura in cui la valvola di erogazione 13 è disposta ad impedire il passaggio del prodotto fluido 4 attraverso il canale di erogazione 17 e almeno una configurazione di apertura in cui la valvola di erogazione 13 è spostata lungo l’asse longitudinale A a consentire il passaggio del prodotto fluido 4 attraverso il canale di erogazione 17.
Nella preferita forma di realizzazione mostrata nelle figure da 1 a 5, la movimentazione della valvola di erogazione 13 dalla configurazione di chiusura alla configurazione di apertura avviene mediante aumento di pressione all’interno della camera 3.
Utilmente, la valvola di erogazione 13 si trova normalmente nella configurazione di chiusura, in modo da impedire l’erogazione accidentale del prodotto fluido 4 e da evitare l’ingresso indesiderato di aria 15 non filtrata all’interno della camera 3.
Utilmente, il corpo cavo 2 è schiacciabile a consentire la riduzione di volume della camera 3 per l’erogazione del prodotto fluido 4.
In altri termini, l’utilizzatore schiacciando tra le dita il corpo cavo 2 causa una riduzione del volume della camera 3, con conseguente innalzamento della pressione al suo interno, la quale esercita una forza sulla valvola di erogazione 13 lungo l’asse longitudinale A, comportandone la movimentazione dalla configurazione di chiusura alla configurazione di apertura.
Utilmente, la valvola di erogazione 13 comprende almeno una porzione di base 18 alloggiata all’interno della camera 3 e almeno una porzione sommitale 19 opposta alla porzione di base 18.
La porzione di base 18 è provvista di una superficie di spinta 20, la quale consente di disporre di una superficie sufficientemente estesa su cui agisce la pressione e, di conseguenza, di ottenere una spinta sufficiente alla movimentazione della valvola di erogazione stessa.
Inoltre, la porzione di base 18 è provvista di almeno un risalto di base 21 sostanzialmente anulare che circonda perimetralmente la porzione di base 18 ed atto ad andare in battuta su almeno una rispettiva superficie di battuta 22 ricavata alla base del canale di erogazione 17.
Vantaggiosamente, la valvola di erogazione 13 comprende almeno un primo risalto 23 sostanzialmente anulare sporgente da almeno una superficie esterna 25 della valvola di erogazione 13 e atto ad andare in battuta nella configurazione di chiusura su almeno un rispettivo secondo risalto 24 sostanzialmente anulare ricavato su almeno una superficie interna 26 del canale di erogazione 17.
Preferibilmente, il primo risalto 23 è ricavato in corrispondenza della porzione sommitale 19, nonostante non si esclude la possibilità di ricavare il primo risalto 23 in una posizione differente.
Utilmente, inoltre, la valvola di erogazione 13 è realizzata in un materiale deformabile elasticamente, ad esempio gomma, e, prima di procedere al riempimento della camera 3 con il prodotto fluido 4, viene montata all’interno del canale di erogazione 17 spingendola lungo l’asse longitudinale A.
Essendo realizzata in gomma o altro materiale deformabile elasticamente ed avendo una notevole elasticità, durante il montaggio la porzione sommitale 19 si deforma almeno in parte in modo da consentire al primo risalto 23 di passare oltre il secondo risalto 24 ed impedire l’eventuale smontaggio della valvola di erogazione 13 durante l’utilizzo.
La porzione di base 18 è provvista anche di almeno un varco 27 ricavato in corrispondenza del risalto di base 21, atto a consentire il passaggio del prodotto fluido 4 all’interno del canale di erogazione 17.
Come mostrato in figura 6, la porzione di base 18 è provvista di una pluralità di varchi 27, ottenendo un deflusso omogeneo del prodotto fluido 4.
Utilmente, la spinta che l’aumento di pressione all’interno della camera 3 imprime sulla superficie di spinta 20 causa una parziale deformazione della valvola di erogazione 13, mostrata schematicamente nelle relative figure, in quanto la valvola viene compressivamente spinta dall’aumento di pressione, ma il risalto di base 21 è a battuta e ciò comporta la deformazione.
La valvola di erogazione 13, infatti, grazie all’elevata elasticità del materiale con cui è realizzata subisce una deformazione in corrispondenza della porzione di base 18, allungandosi lungo l’asse longitudinale A, con il conseguente allontanamento del primo risalto 23 dal secondo risalto 24 e il passaggio alla configurazione di apertura, come mostrato nella figura 3. In questa configurazione si definisce un percorso tra il canale di erogazione 17 e la valvola di erogazione 13 che consente il passaggio del prodotto fluido 4 fino a raggiungere l’apertura di erogazione 9, come mostrato schematicamente nella stessa figura 3.
Il fatto di prevedere la valvola di erogazione 13 realizzata in gomma, o comunque in un materiale dall’elevata elasticità, consente di movimentare tale valvola tra le due configurazioni descritte senza la necessità di prevedere mezzi elastici come molle o simili, con conseguente riduzione della complessità costruttiva e del relativo costo.
Quando il corpo cavo 2 viene schiacciato dall’utilizzatore al fine di erogare il prodotto fluido 4, il prodotto fluido 4 esce dal contenitore 1 insieme a parte dell’aria 15 in esso contenuta, per cui nella camera 3 si determina una depressione che fa rimanere il corpo cavo 2 schiacciato.
Tuttavia, nel caso in cui il corpo cavo 2 resti compresso non è più possibile erogare il prodotto fluido 4 in quando l’utilizzatore non è più in grado di variare il volume della camera 3 e la pressione al suo interno schiacciando il corpo cavo stesso.
Utilmente, quindi, la valvola di rientro 14 consente di ristabilire la pressione normale all’interno della camera 3 mediante l’ingresso di aria 15 all’interno della camera stessa, ristabilendo il volume dell’aria 15 e del prodotto fluido 4 fuoriusciti, consentendo di riportare il corpo cavo 2 alla sua normale configurazione comprimibile.
Vantaggiosamente, la valvola di rientro 14 è integrata nella valvola di erogazione 13 a formare un gruppo valvolare 13, 14 disposto all’interno del canale di erogazione 17 in prossimità dell’apertura di erogazione 9.
Il fatto di prevedere un gruppo valvolare 13, 14 unico consente di velocizzare notevolmente le operazioni di realizzazione del contenitore 1 con conseguente riduzione dei costi di produzione.
Non si esclude, tuttavia, la possibilità di prevedere la valvola di erogazione 13 e la valvola di rientro 14 separate tra loro e alloggiate in maniera indipendente all’interno del contenitore 1.
La valvola di erogazione 13 comprende almeno un condotto interno 28 passante atto a consentire l’ingresso dell’aria 15 nella camera 3 e in cui è alloggiata la valvola di rientro 14.
Nella particolare forma di realizzazione mostrata nelle figure da 2 a 4, valvola di rientro 14 comprende almeno un supporto 29 inseribile inamovibilmente nel condotto interno 28 e a tale supporto 29 sono associati i mezzi filtranti 16 dell’aria 15 in ingresso nella camera 3.
Preferibilmente, anche il supporto 29 è realizzato in gomma e comprende al suo interno il disco filtrante almeno parzialmente annegato nel materiale di cui è costituito il supporto stesso.
Il supporto 29 comprende almeno una superficie esterna 25 su cui sono ricavati mezzi di incastro 30 atti a consentire il montaggio per incastro del supporto stesso all’interno del condotto interno 28.
Preferibilmente, i mezzi di incastro 30 sono realizzati a sbalzo dalla superficie laterale del supporto 29 e sono atti ad incastrarsi all’interno di relative sedi ricavate all’interno del condotto interno 28.
Inoltre, il supporto 29 è alloggiato sostanzialmente in corrispondenza della porzione sommitale 19, nonostante non si escluda la possibilità di alloggiare il supporto stesso in una posizione differente all’interno del condotto interno 28.
Vantaggiosamente, il contenitore 1 comprende almeno una zona di attacco frangibile 31 atta a connettere il contenitore stesso con almeno un contenitore 1 adiacente a formare uno strip 32 di contenitori 1.
A questo proposito si specifica che uno strip consiste in un gruppo di contenitori solidali tra loro ed uniti lungo apposite linee di connessione a sezione indebolita facilmente lacerabili.
Nelle forme di attuazione mostrate nelle figure da 1 a 5, il contenitore 1 è provvisto di almeno un elemento distanziatore 33, preferibilmente avente conformazione sostanzialmente piastriforme, ed associato lungo la zona di attacco frangibile 31 all’elemento distanziatore 33 del contenitore 1 adiacente a formare uno strip 32 di contenitori 1.
Preferibilmente, il corpo cavo 2 è provvisto di una coppia di elementi distanziatori 33 realizzati ciascuno su porzioni laterali diametralmente opposte del corpo cavo 2.
Inoltre, come mostrato nelle figure, l’elemento di chiusura 6 è associato all’elemento di chiusura 6 del contenitore 1 adiacente in corrispondenza di un’altra zona di attacco frangibile 31.
Non si esclude, tuttavia, la possibilità di realizzare uno strip di contenitori 1 tra loro associati in maniera diversa da quanto mostrato in precedenza.
Lo strip 32 di contenitori 1 comprende una pluralità di contenitori 1, aventi le caratteristiche mostrate precedentemente, associati tra loro in corrispondenza di almeno una zona di attacco frangibile 31.
Come visto, è possibile prevedere una pluralità di zone di attacco frangibile 31 tra i contenitori 1 formanti lo strip 32, che possono essere infrante in maniera agevole al fine di separare il contenitore stesso dallo strip 32.
Una seconda forma di attuazione del contenitore 1 è mostrata nella figura 6. Tale forma di attuazione è del tutto analoga alla precedente, ad eccezione per il fatto che la valvola di rientro 14 comprende i mezzi filtranti 16 alloggiati inamovibilmente nel condotto interno 28 per la filtrazione dell’aria 15 in ingresso nella camera 3.
In questo caso particolare, il disco filtrante viene almeno in parte annegato nella gomma, o in altro materiale deformabile elasticamente, di cui è realizzata la valvola di erogazione 13 già in fase di stampaggio del pezzo, posizionandolo sostanzialmente in corrispondenza della porzione sommitale 19.
Il funzionamento del contenitore 1 di figura 6 è analogo a quello della forma di attuazione mostrata nelle figure da 1 a 5.
Una terza forma di attuazione del contenitore 1 è mostrata nelle figure da 7 a 9.
In particolare, in tale forma di realizzazione la porzione di base 18 è priva di varchi 27, per cui il risalto di base 21, aderisce interamente alla superficie di battuta 22.
La valvola di erogazione comprende una porzione laterale 34 interposta tra la porzione di base 18 e la porzione sommitale 19 e provvista di almeno un foro 35 che consente il deflusso del prodotto fluido 4 dalla camera 3 verso l’esterno.
Utilmente, la porzione laterale 34 comprende una pluralità di fori 35 che consentono un deflusso omogeneo e ottimale del prodotto fluido 4.
Inoltre, la porzione sommitale 19 ha conformazione almeno in parte emisferica e risulta notevolmente più estesa rispetto a quanto mostrato nella prima forma di attuazione.
Come mostrato nelle figure 7 e 8, la porzione sommitale 19 della valvola di erogazione 13 è alloggiata esternamente all’apertura di erogazione 9, in una sede appositamente ricavata in corrispondenza dell’apertura di erogazione stessa.
Analogamente alla forma di realizzazione mostrata nelle figure da 1 a 5, i mezzi filtranti 16 comprendono almeno un dischetto filtrante associato ad un relativo supporto 29 alloggiato all’interno del canale di erogazione 17. Il funzionamento del contenitore 1 è analogo a quello descritto per la soluzione mostrata nelle figure da 1 a 5.
In particolare, il passaggio del prodotto fluido 4 verso l’esterno imprime una forza sul primo risalto 23, il quale essendo realizzato in materiale flessibile, si deforma a consentire il passaggio del prodotto fluido stesso. Una quarta forma di realizzazione del contenitore 1 è mostrata nelle figure da 10 a 12.
In tale forma di realizzazione del contenitore 1 i fori 35 sono ricavati sulla porzione di base 18, in modo da consentire il passaggio del prodotto fluido 4.
Il funzionamento del contenitore 1 nella quarta forma di attuazione è sostanzialmente analogo a quanto descritto per la prima forma di attuazione.
Inoltre, la porzione sommitale 19 ha conformazione sostanzialmente troncoconica, che nella configurazione di chiusura è disposta in battuta sulla superficie interna 26, avente conformazione sostanzialmente complementare alla porzione sommitale stessa.
In questo modo, la movimentazione lungo l’asse longitudinale A della valvola di erogazione 13 comporta lo scostamento della porzione sommitale 19 dalla parete interna 26, con conseguente fuoriuscita del prodotto fluido 4.
Analogamente alla forma di realizzazione mostrata nelle figure da 1 a 5, i mezzi filtranti 16 comprendono almeno un dischetto filtrante associato ad un relativo supporto 29 alloggiato all’interno del canale di erogazione 17. Una quinta forma di attuazione del contenitore 1 è mostrata nelle figure da 13 a 15.
Tale forma di attuazione comprende una valvola di erogazione 13 analoga a quanto mostrato nelle figure da 9 a 12, fatta eccezione per il fatto che la porzione di base 18 è priva dei fori 35, ma è provvista dei varchi 27, analogamente a quanto mostrato nelle figure da 1 a 5.
Il funzionamento del contenitore 1 di figure da 13 a 15 è analogo a quanto descritto per la forma di attuazione di figure da 1 a 5.
Una sesta forma di realizzazione del contenitore 1 è mostrata nelle figure da 16 a 18.
Vantaggiosamente, la valvola di erogazione 13 comprende almeno una prima porzione anulare 18 disposta dal lato della camera 3 ed almeno una seconda porzione anulare 19 contrapposta alla prima porzione anulare 18 e disposta dal lato dell’apertura di erogazione 9, le quali sono unite tra loro da almeno una porzione elicoidale 34.
In particolare, la prima porzione anulare 18 è chiusa dalla valvola di rientro 14, la quale è alloggiata nel relativo condotto interno 28, mentre la seconda porzione anulare 19 è aperta ed è atta ad andare in battuta sul secondo risalto 24.
Utilmente, come si nota dalle relative figure, la valvola di rientro 14 comprende un relativo supporto 29 alloggiato nella prima porzione anulare 18 e all’interno del quale sono alloggiati i mezzi filtranti 16, costituiti da almeno un dischetto filtrante.
Inoltre, la porzione del canale di erogazione 17 più vicina all’imbocco della camera 3 ha conformazione sostanzialmente svasata e la prima porzione anulare 18 in essa alloggiata ha conformazione ad essa complementare, per cui nella configurazione di chiusura la prima porzione anulare stessa fa tenuta, evitando la fuoriuscita accidentale del prodotto fluido 4.
Dal punto di vista del funzionamento, l’aumento di pressione che si determina all’interno della camera 3 imprime una spinta sulla prima porzione anulare 18, la quale subisce una traslazione lungo la direzione longitudinale A.
Poiché la seconda porzione anulare 19 va in battuta sul secondo risalto 24, la traslazione subita dalla prima porzione anulare 18 comporta la deformazione della porzione elicoidale 34, la quale si comporta in maniera similare ad una molla, definendo la configurazione di apertura.
Tale movimentazione dalla configurazione di chiusura alla configurazione di apertura, consente di erogare il prodotto fluido 4, in quanto si definisce un percorso tra il canale di erogazione 17 e la prima porzione anulare 18 attraverso cui trafila il prodotto fluido stesso, per poi essere erogato passando attraverso il condotto interno 28 della seconda porzione anulare 19.
Una settima forma di attuazione del contenitore 1 è mostrata nelle figure da 19 a 21.
In tale forma di realizzazione, la valvola di erogazione 13 è alloggiata all’interno del canale di erogazione 17 ad occuparne l’intero volume.
In particolare, la valvola di erogazione 13 comprende la porzione di base 18 avente conformazione sostanzialmente cilindrica e la porzione sommitale 19 avente conformazione svasata.
Inoltre, il collo 5 in cui è alloggiato il gruppo valvolare 13, 14 è meno esteso rispetto a quanto mostrato nelle figure da 1 a 5.
Utilmente, la valvola di rientro 14 comprende mezzi filtranti 16 costituiti da una coppia di membrane filtranti, ciascuna associata inamovibilmente alla porzione sommitale 19 e alla porzione di base 18, in modo da filtrare l’aria in ingresso nella camera 3.
Preferibilmente, i mezzi filtranti 16 sono realizzati in corpo unico con la valvola di erogazione 13, nonostante non si escluda la possibilità di prevedere soluzioni di tipo diverso.
Nella presente forma di realizzazione, infatti, la porzione di base 18 risulta essere priva di varchi 27 e di fori 35 mostrati nelle forme di realizzazione precedenti, e comprende almeno una porzione di spinta 36 provvista di una superficie di spinta 20 più estesa rispetto alla soluzione mostrata nelle figure da 1 a 5.
Dal punto di vista del funzionamento, la porzione di spinta 36 nella configurazione di chiusura è adesa alla superficie di battuta 22, in modo da impedire il passaggio del prodotto fluido 4.
Quando, invece, l’utilizzatore procede allo schiacciamento del corpo cavo 2, l’aumento di pressione all’interno della camera 3 comporta una spinta che si esercita sulla membrana filtrante inferiore e sulla porzione di base 18 in genere.
Tale spinta determina la deformazione della membrana filtrante la quale, essendo realizzata in materiale almeno in parte elastico, si deforma curvandosi lungo la direzione longitudinale A e trascinando la porzione di spinta 36.
Nella configurazione di apertura, quindi, la porzione di spinta 36 tende a spostarsi, scostandosi dalla superficie di battuta 22 e lasciando libero il percorso attraverso cui trafila il prodotto fluido 4.
Si è in pratica constatato come l’invenzione descritta raggiunga gli scopi proposti.
A questo proposito si sottolinea che il particolare accorgimento di prevedere un contenitore, particolarmente per prodotti medicali, farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili, consente di proteggere il prodotto fluido dalla contaminazione microbica per un intervallo di tempo successiva al primo utilizzo.
In particolare, il particolare accorgimento di prevedere una valvola di erogazione e una valvola di rientro consente di mantenere sostanzialmente inalterate le caratteristiche del prodotto fluido, garantendone la riutilizzabilità.
Inoltre, il particolare accorgimento di prevedere la valvola di erogazione inserita all’interno del contenitore prima del riempimento e l’accorgimento di realizzare il corpo cavo in pezzo unico con l’elemento di chiusura consente di garantire la sterilità del prodotto fluido confezionato fino alla prima apertura del flacone.
Ancora, il particolare accorgimento di prevedere il contenitore realizzato in corpo unico in cui viene inserito il gruppo valvolare e che viene chiuso mediante saldatura consente di ridurre notevolmente i costi di produzione e, conseguentemente, il prezzo di vendita al pubblico.
Ulteriormente, il particolare accorgimento di prevedere uno strip di contenitori nei quali la valvola di erogazione e la valvola di rientro sono alloggiate all’interno del contenitore stesso consente di ottenere una soluzione non ingombrante e che richiede un packaging semplice, consentendo di mantenere costi di confezionamento molto contenuti.

Claims (14)

  1. RIVENDICAZIONI 1) Contenitore (1), particolarmente per prodotti medicali, farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili, comprendente: - almeno un corpo cavo (2) almeno in parte comprimibile definente almeno una camera (3) di contenimento di almeno un prodotto fluido (4) e provvisto di almeno un collo (5); e - almeno un elemento di chiusura (6) realizzato in corpo unico con detto corpo cavo (2) e provvisto di almeno una porzione di attacco (7) che, in una configurazione di confezionamento, è associata a detto corpo cavo (2) lungo almeno una linea di frattura prestabilita (8) atta a consentire la separazione di detto elemento di chiusura (6) da detto corpo cavo (2) in una configurazione di separazione in cui su detto corpo cavo (2) è ricavata almeno un’apertura di erogazione (9) di detto prodotto fluido (4); caratterizzato dal fatto che comprende almeno una valvola di erogazione (13) atta a consentire la fuoriuscita di detto prodotto fluido (4) attraverso detta apertura di erogazione (9) e almeno una valvola di rientro (14) atta a consentire il passaggio unilaterale di aria (15) verso detta camera (3), in cui detta valvola di rientro (14) comprende mezzi filtranti (16) atti al filtraggio di detta aria (15) in ingresso in detta camera (3).
  2. 2) Contenitore (1) secondo la rivendicazione 1, caratterizzato dal fatto che detta valvola di erogazione (13) e detta valvola di rientro (14) sono alloggiate in almeno un canale di erogazione (17) ricavato in detto collo (5) e comunicante con detta camera (3) e con detta apertura di erogazione (9).
  3. 3) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta valvola di erogazione (13) è disposta in prossimità di detta apertura di erogazione (9).
  4. 4) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che detta valvola di erogazione (13) è movimentabile lungo almeno un asse longitudinale (A) di detto canale di erogazione (17) tra almeno una configurazione di chiusura in cui detta valvola di erogazione (13) è disposta ad impedire il passaggio di detto prodotto fluido 4 attraverso detto canale di erogazione (17) e almeno una configurazione di apertura in cui detta valvola di erogazione (13) è spostata lungo detto asse longitudinale (A) a consentire il passaggio di detto prodotto fluido (4) attraverso detto canale di erogazione (17).
  5. 5) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta movimentazione di detta valvola di erogazione (13) da detta configurazione di chiusura a detta configurazione di apertura avviene mediante aumento di pressione all’interno di detta camera (3), detto corpo cavo (2) essendo schiacciabile a consentire la riduzione di volume di detta camera (3) per l’erogazione di detto prodotto fluido (4).
  6. 6) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta valvola di erogazione (13) comprende almeno un primo risalto (23) sostanzialmente anulare sporgente da almeno una superficie esterna (25) di detta valvola di erogazione (13) e atto ad andare in battuta in detta configurazione di chiusura su almeno un rispettivo secondo risalto (24) sostanzialmente anulare ricavato su almeno una superficie interna (26) di detto canale di erogazione (17).
  7. 7) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che detta valvola di rientro (14) è integrata in detta valvola di erogazione (13) a formare un gruppo valvolare (13, 14) disposto in detto canale di erogazione (17) in prossimità di detta apertura di erogazione (9).
  8. 8) Contenitore (1) secondo la rivendicazione 7, caratterizzato dal fatto che detta valvola di erogazione (13) comprende almeno un condotto interno (28) passante atto a consentire l’ingresso di detta aria (15) in detta camera (3) e in cui è alloggiata detta valvola di rientro (14).
  9. 9) Contenitore (1) secondo la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che detta valvola di rientro (14) comprende detti mezzi filtranti (16) alloggiati inamovibilmente in detto condotto interno (28) per la filtrazione di detta aria (15) in ingresso in detta camera (3).
  10. 10) Contenitore (1) secondo la rivendicazione 8, caratterizzato dal fatto che detta valvola di rientro (14) comprende almeno un supporto (29) inseribile inamovibilmente in detto condotto interno (28), a detto supporto (29) essendo associati detti mezzi filtranti (16) di detta aria (15) in ingresso in detta camera (3).
  11. 11) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che l’elemento di chiusura (6) comprende almeno una porzione di richiusura (10) unita a detta porzione di attacco (7) e collocabile a richiudere detta apertura di erogazione (9).
  12. 12) Contenitore (1) secondo la rivendicazione 11, caratterizzato dal fatto che detta porzione di richiusura (10) ha conformazione sostanzialmente a cappuccio e comprende almeno una parete laterale e almeno una parete di fondo, in cui detta parete di fondo è calzabile su detto collo (5) in una configurazione di richiusura.
  13. 13) Contenitore (1) secondo una o più delle rivendicazioni precedenti, caratterizzato dal fatto che comprende almeno una zona di attacco frangibile (31) atta a connettere detto contenitore (1) con almeno un contenitore (1) adiacente a formare uno strip (32) di contenitori (1).
  14. 14) Strip (32) di contenitori, particolarmente per prodotti medicali, farmaceutici, cosmetici, alimentari o simili, caratterizzato dal fatto che comprende una pluralità di contenitori (1) secondo le rivendicazioni da 1 a 13 associati tra loro in corrispondenza di almeno una zona di attacco frangibile (31).
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