IT201800001069A1 - Macchina operatrice mobile - Google Patents
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Description
Descrizione del trovato avente per titolo:
"MACCHINA OPERATRICE MOBILE"
CAMPO DI APPLICAZIONE
Il presente trovato si riferisce ad una macchina operatrice mobile, in particolare una macchina operatrice mobile che necessita, durante le operazioni di lavoro, di gambe stabilizzatrici, quindi ad esempio una macchina di pompaggio di calcestruzzo, una pompa autocarrata, una gru, ad esempio una gru telescopica, o altro.
STATO DELLA TECNICA
Le macchine operatrici mobili, come ad esempio le macchine di pompaggio di calcestruzzo, sono costituite, in genere, da un veicolo che presenta una cabina di guida anteriore ed un telaio posteriore, sul quale è previsto il posizionamento di un dispositivo di lavoro, ad esempio un braccio articolato per il pompaggio di calcestruzzo.
Il dispositivo di lavoro viene movimentato mediante una torretta di movimentazione, ad esempio una torretta girevole sulla quale tale dispositivo di lavoro è posizionato.
Tali macchine operatrici mobili, inoltre, necessitano generalmente di gambe stabilizzatrici, ovvero di almeno una coppia di gambe stabilizzatrici anteriori ed almeno una coppia di gambe stabilizzatrici posteriori che, all’occorrenza e durante le operazioni di lavoro, consentono uno stabile appoggio al suolo della macchina operatrice mobile.
Alle estremità libere e terminali delle gambe stabilizzatrici anteriori e delle gambe stabilizzatrici posteriori sono associati attuatori idraulici verticali che permettono di sollevare e stabilizzare la posizione dell’intera macchina operatrice mobile.
Normalmente, le gambe stabilizzatrici anteriori comprendono elementi tubolari telescopici sillabili in direzione sostanzialmente orizzontale, ossia parallelamente al terreno di lavoro, mentre le gambe stabilizzatrici posteriori sono normalmente imperniate alla struttura di supporto, pertanto possono essere ruotate, in genere attorno ad un asse sostanzialmente perpendicolare al terreno di lavoro, rispetto alla struttura di supporto per essere aperte o chiuse.
Tali gambe stabilizzatrici posteriori sono normalmente disposte, in posizione inattiva, parallele all’estensione longitudinale della macchina operatrice mobile e possono essere aperte all’ occorrenza, mediante rotazione attorno a perni di rotazione o simili, per essere disposte in posizione attiva e poggianti stabilmente al suolo con i suddetti attuatori idraulici verticali.
Le gambe stabilizzatrici anteriori, invece, con gli elementi telescopici sillabili passano da una posizione ritratta inattiva ad una posizione allungata attiva, nella quale poggiano stabilmente al suolo mediante l’attivazione dei suddetti attuatori idraulici verticali.
Normalmente, tali gambe stabilizzatrici anteriori o posteriori vengono alloggiate in, o collegate a, strutture di supporto che risultano molto pesanti, ingombranti e che possono richiedere lunghi tempi di assemblaggio e montaggio sulla macchina operatrice mobile.
Inoltre, normalmente, i punti di rotazione, o snodo, delle gambe stabilizzatrici posteriori e le zone di sfilo, o scorrimento, delle gambe stabilizzatrici anteriori rispetto alla struttura di supporto non consentono un’ottimale distribuzione dei carichi, sia per quanto riguarda la parte posteriore di detta struttura di supporto, sia per quanto riguarda la parte anteriore della stessa.
In particolare, è noto che le sollecitazioni meccaniche indotte sulle gambe stabilizzatrici anteriori e posteriori sono dovute, per la maggior parte, alla distribuzione di pesi ed alle movimentazioni cui è sottoposto il suddetto dispositivo di lavoro, ad esempio, il braccio articolato.
Tali sollecitazioni meccaniche sono molto variabili sia a seguito di movimentazioni proprie del braccio articolato sia a seguito di movimentazioni della torretta girevole a cui il dispositivo di lavoro è collegato.
È anche noto che la torretta di movimentazione viene fissata al telaio posteriore della macchina operatrice, solitamente in posizione avanzata, ovvero verso la cabina di guida anteriore del veicolo. Tale disposizione, oltre ad incrementare l’ingombro in lunghezza della macchina operatrice, determina uno squilibrio di distribuzione dei carichi fra la coppia di gambe stabilizzatrici anteriori e quelle posteriori.
La distribuzione dei carichi pertanto, non è omogenea e uniforme e può generare squilibri sulla macchina operatrice mobile o sforzi differenti fra le gambe stabilizzatrici anteriori e posteriori.
Le note strutture di supporto delle gambe stabilizzatrici si rivelano, inoltre, poco compatte e piuttosto ingombranti e, normalmente, alloggiano anche alcuni impianti di servizio della macchina operatrice stessa, rendendone complicato l’eventuale accesso, per una qualunque ragione di intervento, ad esempio di manutenzione o altro. Un esempio di tali impianti di servizio può essere il serbatoio dell’olio, normalmente integrato nella struttura di supporto delle gambe stabilizzatrici.
Altre limitazioni e svantaggi di soluzioni e tecnologie convenzionali saranno chiare ad una persona esperta del ramo a seguito della lettura della rimanente parte della presente descrizione con riferimento ai disegni ed alla descrizione delle forme di realizzazione che seguono, sebbene si intenda che la descrizione dello stato della tecnica correlato alla presente descrizione non debba essere considerata un’ammissione che quanto qui descritto sia già noto dallo stato della tecnica anteriore. Esiste pertanto la necessità di perfezionare una macchina operatrice mobile che possa superare almeno uno degli inconvenienti della tecnica nota.
Uno scopo del presente trovato è la realizzazione di una macchina operatrice mobile che sia provvista, in particolare, di una struttura di supporto delle gambe stabilizzatrici che consenta una distribuzione dei carichi in tutte le sue parti omogenea e uniforme e permetta quindi di evitare indesiderati squilibri e sforzi sulla macchina.
Un ulteriore scopo del presente trovato è la realizzazione di una macchina operatrice mobile che consenta di ottimizzare e semplificare l’allocazione degli spazi per quanto riguarda gli impianti di servizio, ad esempio il serbatoio dell’olio.
Un ulteriore scopo del presente trovato è la realizzazione di una macchina operatrice mobile che sia dotata di una struttura di supporto delle gambe stabilizzatrici compatta, poco ingombrante, se comparata con le soluzioni note, che sia inoltre di facile assemblaggio, di costi contenuti e di facile accesso ai vari componenti, i quali, in ogni caso, sono vantaggiosamente in numero minore rispetto a quanto richiesto nelle soluzioni note.
Un ulteriore scopo del presente trovato è la realizzazione di una macchina operatrice mobile che consenta, grazie in particolare alla sua compattezza, semplici e ottimali operazioni di manutenzione e monitoraggio, rispetto a note strutture articolate di maggiore complessità che quindi presentano maggiori difficoltà di ispezione, monitoraggio e manutenzione.
Per ovviare agli inconvenienti della tecnica nota e per ottenere questi ed ulteriori scopi e vantaggi, la Richiedente ha studiato, sperimentato e realizzato il presente trovato.
ESPOSIZIONE DEL TROVATO
Il presente trovato è espresso e caratterizzato nella rivendicazione indipendente. Le rivendicazioni dipendenti espongono altre caratteristiche del presente trovato o varianti dell’idea di soluzione principale.
In accordo con i suddetti scopi, una macchina operatrice mobile secondo il trovato è provvista di almeno un dispositivo di lavoro supportato da una torretta di movimentazione, almeno una coppia di gambe stabilizzatrici anteriori ed almeno una coppia di gambe stabilizzatrici posteriori.
Secondo un aspetto caratteristico del trovato, la macchina operatrice mobile comprende una struttura di supporto provvista di almeno una coppia di elementi scatolari configurati per alloggiare tali gambe stabilizzatrici anteriori, o posteriori, e di almeno una sede di posizionamento di tale torretta di movimentazione ricavata in una zona di incrocio di tali elementi scatolari; ciascun elemento scatolare è provvisto di una prima estremità che è aperta e attraverso la quale è mobile scorrevolmente una rispettiva gamba stabilizzatrice anteriore, o posteriore, e di una seconda estremità, contrapposta alla prima estremità ed in corrispondenza della quale è imperniata una rispettiva gamba stabilizzatrice posteriore, o anteriore, in modo da ruotare attorno ad un relativo asse di rotazione.
Questa configurazione costruttiva della macchina operatrice mobile permette di ottenere una struttura di supporto avente una distribuzione dei carichi, sia verso le gambe stabilizzatrici anteriori che le gambe stabilizzatrici posteriori omogenea. Inoltre, la configurazione realizzativa del presente trovato permette di ottenere percorsi di scarico dei carichi meccanici che dalla torretta di movimentazione si scaricano verso le gambe stabilizzatrici, che sono sostanzialmente uguali fra le gambe stabilizzatrici anteriori e le gambe stabilizzatrici posteriori.
Ciò evita intensificazioni di sforzi lungo tali percorsi di scarico dei carichi meccanici.
In particolare, con la struttura di supporto del presente trovato è possibile ottenere un’ottimizzazione della distribuzione dei carichi tale che i percorsi di carico non subiscano deviazioni di direzione dalla torretta di movimentazione, alle gambe stabilizzatrici anteriori e posteriori.
Secondo un ulteriore aspetto del trovato, la struttura di supporto è formata da un unico cassone, ad esempio in lamiera o simile, idoneo a definire tali elementi scatolari e tale sede di posizionamento della torretta di movimentazione.
In accordo con una possibile forma realizzativa, le gambe stabilizzatrici anteriori sono inserite scorrevolmente ciascuna in un rispettivo elemento scatolare, mentre le gambe stabilizzatrici posteriori sono imperniate ciascuna ad una rispettiva seconda estremità di uno degli elementi scatolari.
La sede di posizionamento della torretta di movimentazione può essere ricavata sopra tali elementi scatolari e attraverso essa passa un asse di rotazione della torretta di movimentazione.
L’asse di rotazione della torretta di movimentazione può essere sostanzialmente parallelo agli assi di rotazione attorno ai quali ruotano le gambe stabilizzatrici posteriori, o anteriori.
Tale struttura di supporto può presentare una forma sostanzialmente a croce, nel centro della quale è posizionata la sede di alloggiamento della torretta di movimentazione.
Le gambe stabilizzatrici anteriori, o posteriori, possono comprendere elementi telescopici di allungamento lungo i suddetti assi di scorrimento.
Gli elementi telescopici di allungamento sono inseribili assialmente nei rispettivi elementi scatolari per assumere la condizione compatta. Tali assi di scorrimento di tali elementi telescopici di allungamento possono essere sfalsati in altezza.
Tali assi di scorrimento, inoltre, possono intersecare Tasse di rotazione della torretta di movimentazione.
Ciascun asse di rotazione delle gambe stabilizzatrici posteriori, inoltre, interseca uno degli assi di scorrimento degli elementi telescopici e Tasse di rotazione della torretta di movimentazione.
L’asse di rotazione della torretta di movimentazione può essere sostanzialmente perpendicolare a tali assi di scorrimento.
La macchina operatrice mobile può comprendere impianti di servizio separati e indipendenti da tale struttura di supporto delle gambe stabilizzatrici anteriori e posteriori e della sede di alloggiamento della torretta di movimentazione.
Questi ed altri aspetti, caratteristiche e vantaggi della presente divulgazione saranno meglio compresi con riferimento alla seguente descrizione, alle tavole di disegno e alle annesse rivendicazioni. Le tavole di disegno, che sono integrate e facenti parte della presente descrizione, illustrano alcune forme di realizzazione del presente oggetto e, unitamente alla descrizione, si propongono di descrivere i principi della divulgazione.
I vari aspetti e caratteristiche descritte nella presente descrizione possono essere applicati individualmente, dove possibile.
Questi aspetti individuali, ad esempio aspetti e caratteristiche presenti nella descrizione oppure nelle rivendicazioni dipendenti allegate, possono essere oggetto di domande divisionali.
Si fa notare che qualsiasi aspetto o caratteristica che si trovi essere già nota durante la procedura di brevettazione si intende non essere rivendicata ed essere l’oggetto di un disclaimer.
ILLUSTRAZIONE DEI DISEGNI
Queste ed altre caratteristiche del presente trovato appariranno chiare dalla seguente descrizione di forme di realizzazione, fomite a titolo esemplificativo, non limitativo, con riferimento agli annessi disegni in cui:
- la fig. 1 è una vista in pianta di una macchina operatrice mobile secondo il trovato dotata di gambe stabilizzatrici;
- la fig. 2 è una vista laterale della macchina operatrice mobile in posizione di marcia di fig. 1 ;
- la fig. 3 è una vista laterale di una struttura di supporto delle gambe stabilizzatrici;
- la fig. 4 è una vista in assonometria della struttura di supporto di fig. 3; - la fig. 5 è una vista in pianta della struttura di supporto delle gambe stabilizzatrici delle figure precedenti;
- la fig. 6 è una vista in sezione della struttura di supporto considerata secondo la linea VI- VI di fig. 5.
Per facilitare la comprensione, numeri di riferimento identici sono stati utilizzati, ove possibile, per identificare elementi comuni identici nelle figure. Va inteso che elementi e caratteristiche di una forma di realizzazione possono essere convenientemente incorporati in altre forme di realizzazione senza ulteriori precisazioni.
DESCRIZIONE DI FORME DI REALIZZAZIONE
Si farà ora riferimento nel dettaglio alle varie forme di realizzazione del trovato, delle quali uno o più esempi sono illustrati nelle figure allegate. Ciascun esempio è fornito a titolo di illustrazione del trovato e non è inteso come una limitazione dello stesso. Ad esempio, le caratteristiche illustrate o descritte in quanto facenti parte di una forma di realizzazione potranno essere adottate su, o in associazione con, altre forme di realizzazione per produrre un’ulteriore forma di realizzazione. Resta inteso che il presente trovato sarà comprensivo di tali modifiche e varianti.
Prima di descrivere le forme di realizzazione, si chiarisce, inoltre, che la presente descrizione non è limitata nella sua applicazione ai dettagli costruttivi e di disposizione dei componenti come descritti nella seguente descrizione utilizzando le figure allegate. La presente descrizione può prevedere altre forme di realizzazione ed essere realizzata o messa in pratica in altri svariati modi. Inoltre, si chiarisce che la fraseologia e terminologia qui utilizzata è a fini descrittivi e non deve essere considerata come limitante.
Nei disegni allegati, si vedano in particolare fig. 1 e fig. 2, è illustrata una macchina operatrice mobile 10 secondo il presente trovato.
Tale macchina operatrice mobile 10 comprende un dispositivo di lavoro 11, almeno una coppia di gambe stabilizzatrici anteriori 12a e 12b ed almeno una coppia di gambe stabilizzatrici posteriori 13a e 13b.
Le gambe stabilizzatrici anteriori e posteriori 12a e 12b, 13a e 13b possono comprendere elementi telescopici 21 e 22 di appoggio al suolo, si veda anche fig. 4.
Gli elementi telescopici 21 e 22 possono essere associati alle gambe stabilizzatrici anteriori e posteriori 12a, 12b, 13a e 13b, ciascuno in corrispondenza di rispettive estremità terminali libere di queste ultime. Gli elementi telescopici 21 e 22 possono essere scorrevoli telescopicamente, per essere posti in appoggio al suolo, in direzione trasversale, ovvero ortogonale allo sviluppo oblungo delle gambe stabilizzatrici anteriori e posteriori 12a, 12b, 13a e 13b cui sono associate.
Nel caso in cui la macchina operatrice mobile 10 sia una macchina di pompaggio di calcestruzzo, tale dispositivo di lavoro 11 può essere ad esempio un braccio articolato per il pompaggio di calcestruzzo, illustrato in fig. 1 e fig. 2 in posizione abbassata ed inattiva.
Tale dispositivo di lavoro 11 è supportato e movimentato da una torretta di movimentazione 14, atta a consentirne almeno una rotazione attorno ad un asse di rotazione V, che può essere, in uso, sostanzialmente verticale.
La macchina operatrice mobile 10 comprende, inoltre, un veicolo 15 provvisto di una cabina 16 di guida e di un telaio posteriore 17, sul quale è posizionato il dispositivo di lavoro 11.
Le gambe stabilizzatrici anteriori e posteriori 12a, 12b, 13a e 13b sono sostenute da una struttura di supporto 18, provvista di almeno una coppia di elementi scatolari 19a e 19b che si incrociano in una zona Z di incrocio.
In particolare, si può prevedere che ciascun elemento scatolare 19a, 19b abbia uno sviluppo oblungo e sia disposto trasversalmente e sovrapposto all’altro elemento scatolare 19b, 19a, a definire una forma a croce.
Ciascun elemento scatolare 19a, 19b è provvisto di una rispettiva cavità tubolare nella quale è inseribile scorrevolmente una rispettiva gamba stabilizzatrice anteriore 12a, 12b, come di seguito descritto.
In accordo con possibili forme realizzative del trovato, gli elementi scatolari 19a, 19b possono essere definiti da profilati aventi una sezione trasversale poligonale, preferibilmente rettangolare. Le gambe stabilizzatrici anteriori 12a, 12b possono avere una forma della sezione trasversale sostanzialmente uguale a quella degli elementi scatolari 19a, 19b per permettere in loro accoppiamento in scorrimento reciproco.
In accordo con possibili soluzioni realizzative, ciascuna cavità tubolare è almeno aperta in corrispondenza di una sua prima estremità per permettere l’inserimento e lo scorrimento della rispettiva gamba stabilizzatrice anteriore 12a, 12b.
La struttura di supporto 18 è provvista, nella zona Z di incrocio di detti elementi scatolari 19a e 19b di una sede di alloggiamento 20 della torretta di movimentazione 14.
La sede di alloggiamento 20 definisce una guida alla rotazione della torretta di movimentazione 14 attorno al suddetto asse di rotazione V.
In particolare, tale struttura di supporto 18 è formata da un unico cassone, ad esempio in lamiera o simile, idoneo a definire tali elementi scatolari 19a e 19b e tale sede di alloggiamento 20 della torretta di movimentazione 14.
Tale struttura di supporto 18 può quindi presentare una forma sostanzialmente a croce, al centro della quale è posizionata tale sede di alloggiamento 20 della torretta di movimentazione 14.
La sede di alloggiamento 20 della torretta di movimentazione 14 può avere forma cilindrica ed è atta ad alloggiare almeno una corrispondente parte cilindrica di detta torretta di movimentazione 14.
La sede di alloggiamento 20 della torretta di movimentazione 14 è posizionata sopra alla zona Z di incrocio di detti elementi scatolari 19a e 19b.
Tale posizionamento della torretta di movimentazione 14 permette di scaricare direttamente i carichi agenti su quest’ ultima verso gli elementi scatolari 19a, 19b, evitando deviazioni dei percorsi si carico delle sollecitazioni come avviene ad esempio nelle soluzioni note.
L’asse di rotazione V della torretta di movimentazione 14 è disposto al centro di detta sede 20, quindi sostanzialmente al centro della torretta di movimentazione 14.
Le gambe stabilizzatrici anteriori 12a e 12b sono selettivamente inseribili/estraibili, mediante scorrimento telescopico, in/da la cavità tubolare dell’elemento scatolare 19a, 19b per assumere rispettivamente un posizione inattiva, e ritratta all’ interno della cavità tubolare, ed una posizione attiva ed estesa all’ esterno della cavità tubolare, in cui viene stabilizzata la macchina operatrice.
In particolare, ciascuna cavità tubolare degli elementi scatolari 19a, 19b definisce un rispettivo asse di scorrimento S1 ed S2 lungo il quale vengono movimentate in scorrimento le gambe stabilizzatrici anteriori 12a, 12b.
In possibili soluzioni realizzative, le gambe stabilizzatrici anteriori 12a e 12b comprendono elementi telescopici 24a e 24b di allungamento che, in posizione ritratta, risultano alloggiati in un relativo elemento scatolare 19a e 19b della struttura di supporto 18.
Ciascun elemento scatolare 19a e 19b comprende una prima estremità 23a e 23b che è aperta ed è atta a consentire l’ingresso e l’uscita delle gambe stabilizzatrici anteriori 12a, 12b, ovvero nel caso di specie degli elementi telescopici 24a e 24b di allungamento delle gambe stabilizzatrici anteriori 12a e 12b.
Gli elementi telescopici 24a e 24b delle gambe stabilizzatrici anteriori 12a e 12b possono essere allungati, o sfilati, in posizione operativa mediante relativi attuatori 26a e 26b (fig. 6).
Tali elementi telescopici 24a e 24b delle gambe stabilizzatrici anteriori 12a e 12b sono allungabili o retraibili lungo i suddetti assi di scorrimento SI e S2 che passano entrambi attraverso la zona Z di incrocio della struttura di supporto 18.
Tali assi di scorrimento S1 e S2, se pur sfalsati in altezza, si veda ad esempio fig. 4, intersecano a diverse altezze l’asse di rotazione V della torretta di movimentazione 14, si veda ad esempio fig. 3.
Tali assi di scorrimento S1 e S2, quindi in definitiva anche gli elementi scatolari 19a el9b, sono sfalsati in altezza in modo che le gambe stabilizzatrici anteriori 12a e 12b, ovvero i loro elementi telescopici 24a, 24b non interferiscano reciprocamente e quindi abbiano il necessario spazio di scorrimento all’ interno dei relativi elementi scatolari 19a e 19b della struttura di supporto 18.
Ciascun elemento scatolare 19a e 19b della struttura di supporto 18 comprende una seconda estremità 25a e 25b, contrapposta alla prima estremità 23 a e 23b, sulla quale sono imperniate le gambe stabilizzatrici posteriori 13a e 13b, che quindi possono ruotare rispetto a relativi assi di rotazione R1 e R2 da una posizione inattiva chiusa ad una posizione operativa aperta, o viceversa.
Le gambe stabilizzatrici posteriori 13a e 13b possono essere collegate alla struttura di supporto 18 ed in particolare alla seconda estremità 25a e 25b di tali elementi scatolari 19a e 19b mediante un perno di rotazione 27a e 27b definente un asse di rotazione R1 e R2, per la rotazione delle gambe stabilizzatrici posteriori 13a, 13b, si veda ad esempio figg. 4 o 5.
Le gambe stabilizzatrici posteriori 13a e 13b possono passare dalla posizione inattiva chiusa alla posizione operativa aperta mediante rotazione attorno ai suddetti assi di rotazione R1 ed R2.
Alle gambe stabilizzatrici posteriori 13a, 13b ed alla struttura di supporto 18 possono essere collegati relativi attuatori 28a e 28b per portare le gambe stabilizzatrici posteriori 13 a, 13b dalla posizione inattiva alla posizione attiva, o viceversa.
Come si può osservare in particolare in fig. 5, uno qualunque dei due assi di scorrimento S1 e S2 degli elementi telescopici 24a o 24b delle gambe stabilizzatrici anteriori 12a o 12b è allineato con l’asse di rotazione R1 o R2 della relativa gamba stabilizzatrice posteriore 13a o Nella zona Z di incrocio in cui convergono tali assi di scorrimento S1 e S2 e quindi di tali elementi scatolari 19a e 19b, pertanto, è ricavata la sede 20 di alloggiamento della torretta di movimentazione 14.
In accordo con una possibile forma realizzativa, la prima estremità 23a, 23b e la seconda estremità 25a, 25b di ciascun elemento scatolare 19a, 19b sono allineate fra loro lungo il rispettivo asse di scorrimento S1, S2.
In accordo con un’ulteriore forma realizzativa, ciascun asse di scorrimento S1, S2 interseca l’asse di rotazione V della torretta di movimentazione 14.
Secondo un’ulteriore forma realizzativa, ciascun asse di scorrimento S1, S2 di una delle gambe stabilizzatrici anteriori 12a, 12b interseca uno dei suddetti assi di rotazione R1, R2 di una delle gambe stabilizzatrici posteriori 13a, 13b, si veda la vista in pianta di fig. 5.
In particolare, tale disposizione reciproca degli assi di scorrimento S1 ed S2 e dell’asse di rotazione V permette di distribuire i carichi meccanici indotti dalla torretta di movimentazione 14 verso le gambe stabilizzatrici anteriori e posteriori in modo uniforme.
In particolare, i carichi meccanici possono essere scaricati dal centro della sede di alloggiamento 20 verso le prime estremità 23a, 23b e verso le seconde estremità 25a, 25b lungo un percorso sostanzialmente radiale, rispetto al centro della sede di alloggiamento 20. Ciò evita deviazioni eccessive dei carichi che possono provocare intensificazioni degli sforzi estremamente elevate in corrispondenza di specifici componenti con conseguente loro danneggiamento.
Il posizionamento della sede di alloggiamento 20 della torretta di movimentazione 14 nella zona Z di incrocio degli elementi scatolari 19a e 19b della struttura di supporto 18, in modo che uno qualunque degli assi di rotazione R1 e R2 delle gambe stabilizzatrici posteriori 13a e 13b risulti contrapposto, rispetto a detta sede 20, ad una qualunque delle due estremità 23 a e 23b aperte degli elementi scatolari 19a e 19b, conferisce grande compattezza alla struttura di supporto 18 e ottimale distribuzione dei carichi, conseguenti all'utilizzo delle gambe stabilizzatrici anteriori e posteriori 12a e 12b e 13a e 13b.
Come si può osservare, vantaggiosamente, le estremità contrapposte 23a e 23b e 25a e 25b degli elementi scatolari 19a e 19b possono essere disposte ravvicinate o in prossimità della sede 20 di alloggiamento della torretta di movimentazione 14.
A solo titolo esemplificativo si può prevedere che la sede di alloggiamento 20 abbia una conformazione sostanzialmente cilindrica e che le estremità contrapposte 23a, 23b, 25a, e 25b siano poste sulla periferia e tangenti alla sede di alloggiamento 20.
Tale disposizione consente di incrementare ulteriormente la compattezza della struttura di supporto 18 e migliorare ulteriormente la distribuzione dei carichi, conseguenti all’utilizzo delle gambe stabilizzatrici anteriori e posteriori 12a e 12b e 13a e 13b.
La distanza tra uno qualunque degli assi di rotazione R1 o R2 delle gambe stabilizzatrici posteriori 13a o 13b e l’asse di rotazione V della torretta di movimentazione 14 può essere, inoltre, sostanzialmente uguale alla distanza tra tale asse di rotazione V ed una qualunque delle estremità 23a o 23b aperte degli elementi scatolari 19a o 19b.
L’asse di rotazione V della torretta di movimentazione 14, inoltre, può essere sostanzialmente perpendicolare agli assi di scorrimento S1 e S2 degli elementi telescopici 24a e 24b.
L’asse di rotazione V della torretta di movimentazione 14 può essere, inoltre, parallelo agli assi di rotazione R1 e R2 delle gambe stabilizzatrici posteriori 13a e 13b.
La macchina operatrice mobile 10 sarà naturalmente dotata di impianti di servizio 29, ad esempio un serbatoio dell' olio o altro.
Grazie alla compattezza e alle dimensioni contenute della struttura di supporto 18, tali impianti di servizio 29 possono essere posizionati esternamente a detta struttura di supporto 18, come schematicamente illustrato in fig. 5.
A solo titolo esemplificativo, si può prevedere che gli elementi scatolari 19a, 19b definiscano fra loro una concavità 30 compresa fra le seconde estremità 25a, 25b degli elementi scatolari 19a, 19b, e nella quale possono essere installati, in modo selettivamente removibile i suddetti impianti di servizio 29.
In possibili soluzioni realizzative, la struttura di supporto 18 può essere provvista di staffe di collegamento e supporto 3 1 , installate in tale concavità 30 e configurate per permettere il collegamento e supporto degli impianti di servizio 29.
Tale soluzione realizzativa permette di semplificare molto la fase di allocazione degli spazi per quanto riguarda gli impianti di servizio 29, ed in particolare di un serbatoio dell' olio.
Il serbatoio dell’olio, a differenza delle soluzioni note, può essere separato ed indipendente dalla struttura di supporto 18, la quale ha pertanto unicamente funzione strutturale.
Questa soluzione realizzativa di fissaggio del serbatoio dell’olio rende le operazioni di realizzazione della struttura di supporto estremamente semplici rispetto alle soluzioni note.
È chiaro che alla macchina operatrice mobile fin qui descritta possono essere apportate modifiche e/o aggiunte di parti, senza per questo uscire dall’ambito del presente trovato.
E' anche chiaro che, sebbene il presente trovato sia stato descritto con riferimento ad alcuni esempi specifici, una persona esperta del ramo potrà senz’altro realizzare molte altre forme equivalenti di macchina operatrice mobile, aventi le caratteristiche espresse nelle rivendicazioni e quindi tutte rientranti nell’ambito di protezione da esse definito.
Nelle rivendicazioni che seguono, i riferimenti tra parentesi hanno il solo scopo di facilitare la lettura e non devono essere considerati come fattori limitativi per quanto attiene all’ambito di protezione sotteso nelle specifiche rivendicazioni.
Claims (12)
- RIVENDICAZIONI 1. Macchina operatrice mobile, provvista di almeno un dispositivo di lavoro (11) supportato da una torretta di movimentazione (14), almeno una coppia di gambe stabilizzatrici anteriori (12a, 12b) ed almeno una coppia di gambe stabilizzatrici posteriori (13a, 13b), caratterizzata dal fatto che comprende una struttura di supporto (18) provvista di almeno una coppia di elementi scatolari (19a, 19b) configurati per alloggiare dette gambe stabilizzatrici anteriori (12a, 12b), o posteriori, e di almeno una sede (20) di posizionamento di detta torretta di movimentazione (14) ricavata in una zona (Z) di incrocio di detti elementi scatolari (19a, 19b), ciascun elemento scatolare (19a, 19b) essendo provvisto di una prima estremità (23 a, 23 b) che è aperta e attraverso la quale è mobile scorrevolmente una rispettiva gamba stabilizzatrice anteriore (12a, 12b), o posteriore, e di una seconda estremità (25, 25b), contrapposta alla prima estremità (23a, 23b) ed in corrispondenza della quale è imperniata una rispettiva gamba stabilizzatrice posteriore (13a, 13b), o anteriore, in modo da ruotare attorno ad un relativo asse di rotazione (R1, R2).
- 2. Macchina operatrice mobile secondo la rivendicazione 1, caratterizzata dal fatto che detta struttura di supporto (18) è formata da un unico cassone idoneo a definire detti elementi scatolari (19a, 19b) e detta sede (20) di posizionamento della torretta di movimentazione (14).
- 3. Macchina operatrice mobile secondo la rivendicazione 1 o 2, caratterizzata dal fatto che detta sede (20) di posizionamento della torretta di movimentazione (14) è ricavata sopra a detti elementi scatolari (19a, 19b) e attraverso essa passa un asse di rotazione (V) della torretta di movimentazione (14).
- 4. Macchina operatrice mobile secondo la rivendicazione 3, caratterizzata dal fatto che detto asse di rotazione (V) della torretta di movimentazione (14) è sostanzialmente parallelo agli assi di rotazione (R1, R2) attorno ai quali ruotano dette gambe stabilizzatrici posteriori (13a, 13b).
- 5. Macchina operatrice mobile come in una qualsiasi delle rivendicazioni precedenti, caratterizzata dal fatto che ciascun elemento scatolare (19a, 19b) è provvisto di una rispettiva cavità tubolare definente un rispettivo asse di scorrimento (S1, S2) lungo il quale viene movimentata in scorrimento una di dette gambe stabilizzatrici anteriori (12a, 12b).
- 6. Macchina operatrice mobile come nella rivendicazione 5, caratterizzata dal fatto che detta prima estremità (23a, 23b) e detta seconda estremità (25a, 25b) di ciascun elemento scatolare (19a, 19b) sono allineate fra loro lungo il rispettivo asse di scorrimento (S1 , S2) di una di dette gambe stabilizzatrici anteriori (12a, 12b).
- 7. Macchina operatrice mobile come nella rivendicazione 5 o 6, caratterizzato dal fatto che ciascun asse di scorrimento (S1, S2) di dette gambe stabilizzatrici anteriori (12a, 12b) interseca un asse di rotazione (V) di detta torretta di movimentazione (14).
- 8. Macchina operatrice mobile secondo la rivendicazione 7, caratterizzata dal fatto che detto asse di rotazione (V) della torretta di movimentazione (14) è sostanzialmente perpendicolare a detti assi di scorrimento (S1, S2).
- 9. Macchina operatrice mobile come in una qualsiasi delle rivendicazioni da 5 a 8, caratterizzato dal fatto che ciascun asse di scorrimento (S1, S2) di una di detta gambe stabilizzatrici anteriori (12a, 12b) interseca uno di detti assi di rotazione (R1, R2) di una delle gambe stabilizzatrici posteriori (13a, 13b).
- 10. Macchina operatrice mobile come in una qualsiasi delle rivendicazioni da 5 a 9, caratterizzata dal fatto che detti assi di scorrimento (S1 , S2) sono sfalsati in altezza.
- 11. Macchina operatrice mobile secondo una qualsivoglia delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che detta struttura di supporto (18) presenta una forma sostanzialmente a croce, nel centro della quale è posizionata detta sede (20) di alloggiamento della torretta di movimentazione (14).
- 12. Macchina operatrice mobile secondo una qualsivoglia delle precedenti rivendicazioni, caratterizzata dal fatto che dette gambe stabilizzatrici anteriori (12a, 12b), o posteriori, scorrevoli in detti elementi scatolari (19a, 19b), comprendono elementi telescopici (24a, 24b) di allungamento lungo detti assi di scorrimento (S1, S2).
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